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Walter Rohrl e l’Edelweiss Rally con la BMW dell’ex fidanzata

Nel 1969 Walter Rohrl, il Rallysta del Millennio, disputa per la prima volta un rally con la sua auto, l’Edelweiss Rally, dopo aver partecipato nel 1968 al Rally di Baviera, con la Fiat 850 Coupé dell’amico Herbert Marecek, che cerca in tutti i modi di convincere Rohrl a diventare pilota rally. L’auto con cui corre il campione tedesco è la BMW della sua ex fidanzata.

Tutti ricordano Walter Rohrl e l’Edelweiss Rally con la BMW dell’ex fidanzata? Il campione del mondo tedesco ricorda bene questa storia e conferma, raccontando con entusiasmo sempre misurato quella sua ”prima volta”.

Nel 1969 ho guidato il mio primo rally con la mia macchina – racconta Walter Rohrl –. Si correva il Rally Edelweiss dell’Adac nel 1969. Negli anni precedenti al debutto, il mio amico del club di sci Herbert Marecek ripeteva sempre durante i nostri viaggi combinati che guidavo l’auto in un modo davvero speciale e che dovevo assolutamente diventare pilota”.

Herbert Marecek non si sbagliava, ma lo diceva con certezza e sapeva bene il fatto suo. ”C’era anche lui al Rally di Baviera del 1968 e abbiamo partecipato con la sua auto, una Fiat 850 Coupé. Eravamo veloci, ma sfortunatamente ci fermammo presto, con la staffa dell’alternatore rotta. Mi era piaciuto e mi era venuto uno strano appetito per la guida dei rally. Ma sono un uomo all’antica e mi piace ancora usare le mappe al posto dei navigatori satellitari nella mia auto”, prosegue il Rallysta del Millennio.

”Per fortuna, all’inizio del mese di aprile 1969 avevo visto un incidente occorso ad una BMW 2002 dei genitori della mia ex fidanzata. Aveva avuto un leggero incidente e il papà della mia ex fidanzata si era disappassionato. Vendetti la mia Porsche 356 a un amico e comprai quella BMW, che era stata interamente risanata con un buon lavoro da una ottima officina, che esiste ancora oggi la Starzinger esiste ancora oggi”.

”Ovviamente, volevo fare una gara con quella BMW. Ero pazzo e folle di come i giovani di quell’età. Giusto così. A Ratisbona c’era un team, RIOC, che era molto affiatato e competitivo e spesso viaggiavano tutti insieme. Sarebbero stati presenti anche per il rally successivo, l’ADAC Edelweiss Rally con partenza ad Aschaffenburg. E io volevo andare con loro”.

”Volevo andare con loro. Nel team RIOC c’era anche Herbert Marecek con Werner Weisskopf, su una BMW 1600 Ti. Il mio copilota era Rudi Schels, un amico del club di canottaggio, che era anche un po’ appassionato di rally. Rudi proveniva da una famiglia di imprenditori e presto dovette rinunciare al suo impegno nel motorsport per mandare avanti la società di famiglia, tra l’altro con grande successo: oggi è il capo di una delle più grandi aziende alimentari della Germania”.

”La gara andava da Aschaffenburg a Villach e ritorno. L’allora leader era un carinziano. Ma da qualche parte, sono stato troppo veloce e ora la mia BMW era di nuovo in vantaggio. Poiché perdevamo acqua, però, ci siamo dovuti fermare e non abbiamo potuto continuare la gara. Da quel giorno sarebbe passato un anno e mezzo per il mio successivo rally”.

Un anno e mezzo a soffocare una passione è lungo. E così, nel frattempo, ”con navigatore un altro mio amico, ho guidato all’European Passes Tour con la sua Karmann Ghia. Decisamente avventuroso. Eravamo sempre in viaggio. Ma il rally era un’altra cosa”.

Tratto da Storie di Rally 1 – Marco Cariati