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Delta S4 telaio 151 e il ”fantasma” di Henri Toivonen al RAC

Un collezionista a caccia della storia sul telaio numero 151 della Delta S4 si imbatte in un giallo che fa inevitabilmente scoppiare un caso internazionale. Qual è il telaio vincitore del RAC 1985 il 202 come scritto dalla storia o il 151 come sostenuto da questo appassionato svizzero ex dirigente della Sauber? Abbiamo avuto modo di confrontarci con colleghi giornalisti esperti di Delta S4 e con ingegneri che alla S4 da corsa si sono dedicati e infine abbiamo incrociato tutte le informazioni con quelle pubbliche. Nella vicenda interviene anche RM Shoteby’s che ha venduto all’asta il telaio 202 respingendo qualunque supposizione di veridicità in questa storia.

“Da giovane, guardavo le cronoscalate in Svizzera e sono rimasto impressionato dalla Lancia Delta S4 di Bruno Ianniello, da quanto fosse incredibilmente veloce sin dalla linea di partenza. Un po’ più tardi e dopo aver lavorato per la Sauber, ho iniziato con la collezione e la restaurazione delle mie auto del Gruppo C e LMP1 (Leblanc Caroline e Leblanc Mirabeau). Recentemente mio figlio più giovane ha iniziato a guidare e mi ha espresso il desiderio di una Lancia Delta Integrale. L’ho aiutato a trovarne una e contemporaneamente mi sono ricordato della Lancia Delta S4. Ho iniziato con la ricerca di un’auto del genere e fortunatamente ho potuto acquistare una Gruppo B da BR Sports di Lorenzo Bresolin. È la Lancia Delta S4 con telaio numero 151, scorrevole e senza motore”. A raccontarci questa storia che, da qui in avanti si trasformerà in un giallo internazionale che insegue il “fantasma” di Henri Toivonen e della S4 vincitrice al RAC 1985, è Rolf Wyss, appassionato collezionista d’oltreconfine che ci contatta per avere maggiori notizie in merito a questo telaio numero 151 della S4.

Per chiarezza: tutti i telai compresi nella numerazione “100”, tra cui il 151, sono telai costruiti per le S4 stradali. Invece, i telai compresi nella numerazione “200”, come appunto il 202 (vincitore al RAC 1985) sono telai costruiti per le S4 da corsa. Non è un caso se citiamo il 202, che con Henri Toivonen vince al debutto e a breve si capirà bene il perché. Il signor Wyss spiega a Storie di Rally: “Mi ha detto Bresolin che ha ricevuto l’auto 2011 da Maurizio Marsilli, ex patron di Rosso Corsa a Castelfranco-Treviso, di aver acquistato questa vettura nel 1992 perché era un’auto con specifiche di Gruppo B, successivamente immatricolata dallo stesso Marsilli con la targa “TV 965180” nell’anno 1992. Si suppone che sia un’auto “Abarth Experience”. La vettura è rimasta per molti anni nel garage di Marsilli, poi Bresolin ha iniziato il restauro. Ho potuto avere la macchina nel 2017, finendo il lavoro con un motore del magazzino Abarth, acquistato da Bruno Ianniello all’inizio degli anni Novanta. L’auto non è ancora completamente finita, ma il grosso del restauro è stato fatto”.

“Durante la fase di restauro mi sono messo alla ricerca della storia del telaio numero 151 per rendere il tutto più originale possibile – spiega Rolf Wyss –. Ho guardato molti vecchi filmati e foto delle vetture che hanno corso in Gruppo B, inizialmente senza alcun successo. Poi ho scoperto che Henri Toivonen ha capottato la sua S4 al RAC Rally 1985 prima di vincerlo e mi è venuto in mente che il mio telaio ha una piccola lesione nella struttura del telaio nella parte anteriore del tetto che potrebbe derivare da un capottamento. Mi sono chiesto se il mio telaio non potesse centrarci qualcosa. Il 151 ha rinforzi all’attacco degli ammortizzatori posteriori col telaio, Quindi, dovrebbe essere uno chassis del Gruppo B. Ma ovviamente so che il telaio che ha vinto il RAC Rally 1985 dovrebbe essere il telaio 202, appartenuto a Raffagnato”.

“Svolgendo ulteriori indagini ho incontrato il fotoreporter Reinhard Klein, a Colonia, e abbiamo scoperto che il telaio della mia macchina è il telaio utilizzato da Henri Toivonen nel 1985 al RAC Rally”. Attenzione, perché da qui, il signor Rolf Wyss non usa più il condizionale. Per lui, non è più questione di potrebbe, dovrebbe e parrebbe. Ma è diventato “ il telaio della mia macchina è il telaio utilizzato da Henri Toivonen nel 1985 al RAC Rally”. La storia ci interessa non tanto per inseguire ipotesi, ancor di meno per lanciarne di nuove e fantasiose, ma solo per avere conferma della verità certificata relativa ad una vettura che non è un auto da rally normale: è la prima Delta S4 omologata a debuttare e vincere una gara di Mondiale Rally guidata dal pilota più leggendario di tutti i tempi.

La storia di Wyss è clamorosa a prescindere, sia che venga confermata sia che venga smentita. Nel primo caso, del quale però non si hanno elementi, si sarebbe scoperto un cambio di telaio 202/151 non registrato su una vettura già battuta all’asta come vincitrice del RAC 1985. Nel secondo caso, invece, sarebbe Wyss la vittima di una sua illusione. E purtroppo, le indicazioni che abbiamo raccolto vanno in questa direzione. Almeno al momento. Nel mese di agosto ci siamo mossi, con la dovuta riservatezza attraverso dei canali ufficiali e ufficiosi. Abbiamo avuto modo di confrontarci con colleghi giornalisti esperti di Delta S4, con ingegneri che alla S4 da corsa si sono dedicati e infine abbiamo incrociato tutte le informazioni acquisite riservatamente con quelle pubblicate sui più autorevoli libri in materia, come ad esempio Lancia Delta S4 di Vittorio Roberti e Luca Gastaldi, oltre alle dettagliate cronache sportive dell’epoca, pubblicate sui giornali italiani e anche su quelli britannici.

Una immagine della S4 di Henri Toivonen incidentata al RAC 1985
Una immagine della S4 di Henri Toivonen incidentata al RAC 1985 confrontata con le foto di Wyss

Se vi è traccia di un capottamento di Henri tra la PS33 e la PS36, in cui il pilota finlandese perde circa mezzo minuto ma riacciuffa la seconda posizione, da nessuna parte vi è traccia di un presunto cambio di telaio mai registrato alle cronache. Quando Markku Alen esce di strada e perde 5′, finendo la prova grazie all’aiuto di Juha Kankkunen e di Fred Gallagher che lo aiutano a rimettersi in strada, Henri s’impossessa addirittura della leadership. All’inizio dell’ultima tappa, sulla vettura di Toivonen risulta effettuato un cambio prudenziale del differenziale anteriore e del compressore volumetrico. Non del differenziale centrale che, invece, faceva le bizze.

Questa è una delle immagini inviate da Rol Wyss a sostegno della sua tesi
Questa è una delle immagini inviate da Wyss a sostegno della sua tesi sul numero 202 scritto a penna

Wyss ci ha inviato alcune foto in cui prova a spiegare visivamente la sua teoria: “Potete vedere da alcune foto, dove potete confrontare le saldature del mio telaio con le saldature del telaio di Henri al RAC e sono assolutamente identiche. Solo un raccordo viene saldato al telaio successivamente per limitare la corsa della sospensione posteriore. È anche possibile vedere un numero 202 scritto a mano, ma sfortunatamente fino ad ora non ho un’immagine con una risoluzione abbastanza buona della piastra del telaio durante il RAC”. Le foto siamo riusciti ad ingrandirle quanto serviva per rilevare ad occhio nudo che il pezzo di nastro con scritto 202 potrebbe essere qualunque cosa, ma soprattutto non è posto sul telaio e nelle immagini non vi è traccia del numero dello chassis.

Il giallo su questo telaio, che ha già iniziato ad inquietare il mondo delle aste, in particolare RM Shoteby’s che ha venduto nel 2019 ad una cifra da capogiro proprio il telaio 202 certificato Abarth Classiche e FCA Heritage, si infittisce quando Wyss si chiede: “In quel momento era telaio numero 151 con solo un 202 scritto a mano per entrare nel gara o è stata successivamente cambiata da Abarth in 151 prima di venderla a Maurizio Marsilli?”. Pieno di entusiasmo, Wyss si reca a gennaio 2019 all’Abarth Classiche. Vuole incontrare Maurizio Zarnolli. “Ma con mio disappunto – aggiunge Wyss – a lui non interessava assolutamente la verità sui telai 202 e 151. Al contrario, mi ha detto che avrei dovuto tacere, altrimenti avrei finito per coinvolgere i vertici FCA”.

La stessa esperienza, come accennato l’ha avuta con RM Sotheby’s. In pratica Wyss scrive al signor Augustin Sabatié-Garat, responsabile vendite per l’Europa alla RM Shoteby’s e nella mail sostiene di avere la certezza matematica (parla del 100%) che il suo telaio 151 sia quello che ha disputato il RAC 1985 con Henri. Apriti cielo. La risposta che arriva dalla casa d’asta britannica, che in quel momento sta vendendo il telaio 202 è lapidaria: “FCA Heritage ha confermato l’autenticità dell’auto che presentiamo nella vendita di Londra. Se hai qualche problema con ciò, dovresti inviare la tua auto per farla certificare. Il nostro ufficio legale è attivo e monitorerà ogni tentativo di mettere a rischio la vendita del telaio dell’auto 202”.

Ciò non ha fatto altro che stimolare le ricerche di Wyss. Alla luce delle sue ricostruzioni, di cui ha tentato di informare Abarth e Ferrari, così come anche la casa d’asta, il collezionista svizzero contesta alla RM Shoteby’s, in merito all’autenticità del telaio 202 venduto: “Il certificato Abarth del 2016 attesta solo l’originalità dei componenti meccanici come motore, differenziale, silenziatore e così via. Non certifica lo chassis. Quindi questa non è assolutamente una conferma sul fatto che il telaio 202 sia il telaio che ha partecipato al RAC 1985. Maurizio Zarnolli di Abarth Classiche ha realizzato un manoscritto senza foto, una ricerca scientifica e anche senza data dove scrive che il telaio è ancora lo stesso della nascita insieme all’immatricolazione TO 77889E”. Ed ecco il primo grande dubbio: “Durante il RAC Rally 1985 l’auto usata ebbe l’immatricolazione provvisoria “A6 37353” e la targa “TO 77889E” fu assegnata più tardi”.

Da qui le domande dell’imprenditore che spera di aver acquistato un tesoro in grado di rivoluzionare la storia con il telaio 151: “Chi può essere sicuro che il telaio non sia stato cambiato, come si faceva di tanto in tanto in quegli anni? Chi può dire che fosse un’altra macchina? La targa “TO 77889E” è stata intestata per la prima volta a Lecce Pen (Giovanni Lecce, ndr) e non a FIAT Spa. Quindi, anche con questa nota non è certificato, che il telaio 202 sia il telaio del RAC 1985. Se poi si sa che l’auto ha avuto un incidente con conseguente danneggiamento del telaio nella zona dell’abitacolo, lecito doversi porre questi dubbi sulla nota di Maurizio Zarnolli, che invece scrive che non sono state modificate le parti del telaio”.

Per concludere, Wyss segnala alla RM Shoteby’s, in risposta alla poco velata minaccia di un intervento da parte del proprio studio legale: “Se guardate le foto del certificato Abarth del 2016, vedete completamente altre saldature del telaio rispetto alle foto storiche del RAC 1985. Invece, le saldature del mio telaio 151 sono simili alle foto storiche. Ritengo che anche con le foto del certificato Abarth è dimostrato che il telaio che intendete vendere non è il telaio vincitore del RAC con Toivonen. Vi chiedo solo di fornire informazioni corrette agli acquirenti, sul fatto che il telaio che vendete non è il telaio dell’auto vincitrice del RAC 1985”.

Ecco perché la Delta S4 telaio 208 è una delle più pregiate

La Lancia Delta S4 con telaio 208 è uno dei modelli di maggior valore storico-collezionistico e di maggior pregio sportivo, perché ha una lunghissima storia sportiva e una fortissima tradizione radicata tra il team ufficiale, il Lancia Martini Racing guidato da Cesare Fiorio, e quello semi-ufficiale, il Jolly Club della famiglia Angiolini. Questa Lancia Delta S4 è una delle più richieste al mondo dai collezionisti, che se la contendono a colpi di centinaia di migliaia di euro.

Tra i telai più importanti della Lancia Delta S4 ci sono, senza ombra di dubbio, il numero 202 per via della vittoria al debutto al RAC 1985 con Henri Toivonen e Neil Wilson e il numero 208 (ZLA038AR0 00000208 a cui corrisponde il numero di motore 233 ATR 18 – 1051), perché è uno di quelli più ricchi di storia tra tutte le S4 costruite. La S4 telaio 208 viene costruita da Abarth alla fine del 1985 e fa la sua prima apparizione quello stesso anno in Finlandia, dove il team ufficiale Lancia la impiega per i test in vista del Rally di MonteCarlo (vinto proprio da Henri Toivonen) e per quello di Svezia.

Rifinita con i colori della Lancia Martini Racing, la Delta S4 telaio 208 viene testata dal campione del mondo rally 1978, Markku Alen, e dal non ancora due volte campione del mondo rally, Miki Biasion, insieme al collaudatore Abarth, Giorgio Pianta. Questo stesso esemplare viene usato per l’ispezione FISA, poi allestita in livrea Martini e consegnata a Rostagno per i test a Saint Remy del novembre 1985, mentre 15 giorni dopo è con Alen in Lapponia per un altra sessione di prove.

Una volta completati i collaudi della Lancia Martini Racing, la Delta S4 telaio 208 viene affidata al team satellite di Lancia, il Jolly Club, e rifinita con la livrea Totip. La sua prima uscita competitiva è il Rally 1000 Miglia 1986, 20-23 marzo. Ha il numero 1 sulle portiere ed è guidata dal campione europeo rally Dario Cerrato, con alle note Gepi Cerri. La coppia domina, vincendo la gara sulla vettura di Giacomo Bossini e Ugo Pasotti (Rally 037). In quella gara debutta anche la Peugeot 205 T16 italiana, affidata ad Andrea Zanussi (potete leggere qui l’articolo dedicato al Campionato Italiano Rally 1986).

Prosegue la carriera con Cerrato-Cerri segnando il terzo posto dietro Toivonen-Cresto e Zanussi-Amati al Costa Smeralda. Infatti, dopo la sua vittoria a Brescia, questa S4 vola in Sardegna. Questa volta ha il numero 2 sulle portiere. Il Trofeo Martini si disputa dal 16 al 18 del mese di aprile. Con sede nella lussureggiante località balneare nel Nord Sardegna o a Porto Cervo. Il rally consiste in trentacinque PS, con una lunghezza di circa 550 chilometri cronometrati.

Con tre prove speciali vinte e una gara volta all’attacco, Cerrato finisce terzo assoluto. Meglio della sua S4 solo la Lancia ufficiale di Henri Toivonen e la Peugeot 205 Turbo 16 di Andrea Zanussi. Al quarto posto c’è il futuro campione europeo Fabrizio Tabaton con la Lancia Delta S4 telaio 207 (potete leggere qui la storia della S4 telaio 207), con Massimo Ercolani al quinto posto su una Lancia Rally 037 Jolly Club.

Pochi giorni dopo il suo podio in Sardegna, il 22 aprile 1986, la Lancia Delta S4 telaio 208 viene immatricolata in Italia con la targa DI 77892E. Come per tutte le S4 di proprietà, la prima immatricolazione è Fiat Auto SPA, Torino, Italia. Successivamente verrà esposta anche al Motor Show di Torino, accanto alla sorella con telaio 204. Ma prima disputa la stagione nel Jolly Club come auto per i test pre eventi mondiali, europei e italiani.

Sarà sostanzialmente il muletto di Dario Cerrato all’Elba, al Targa, al Lana, al Piancavallo, al Sanremo, dove sarà usata come vettura apripista per l’ultima notte di gara guidata da Michele Rayneri. E poi ancora, a Messina e Valle d’Aosta. Con al volante Rostagno sarà la numero 0 al Valli Vesimesi. Passerà nelle mani di Augusto Cesari per tutto il 1987 e il 1988, che la userà tra cronoscalate e slalom.

Tesori in asta: sei Lancia da corsa per 6,5 milioni di euro
Tesori in asta: sei Lancia da corsa per 6,5 milioni di euro (foto Girardo & Co)

Vent’anni dopo, il glorioso telaio 208 prosegue la sua carriera con Lucio Peruggini in livrea Totip, prima di essere venduta ad un collezionista americano che la riporta in Livrea Martini e che la rivende insieme alla sua fantastica The Campion Collection poco dopo (potete vedere qui la collezione in questione).

Come collezionista ed appassionato, Peruggini si è assicurato che la Lancia Delta S4 telaio 208 ricevesse sia il certificato di identità Lancia Club che quello dell’Automoto Club Storico. Nel 2010 il motore è stato ricostruito da alcuni dei meccanici più famosi della Lancia, tra cui i fratelli Baldi di Torino, e nel 2015 è stata testata su una strada sterrata, con una potenza confermata pari a 548,9 cavalli a 8.074 giri/minuto, e forse più sorprendentemente, 566 Newtonmetri a 5.900 giri/minuto.

700.000 euro per la Delta S4 telaio 207 di Alen e Tabaton

La Delta S4 telaio 202, a differenza di quella con telaio 207, oltre che da Toivonen con Neil Wilson che la condussero in scioltezza sul gradino più alto del podio del RAC 1985, fu guidata anche da Alen con Kivimaki e fu usata come muletto nel 1986. Questa vettura è stata aggiudicata all’asta ad un prezzo pari a 848.000 euro. La S4 con telaio 207 guidata da Alen e da Tabaton è stata battuta, invece, a 700.000 euro.

Asta per la vendita della Lancia Delta S4 con telaio 207, guidata da Markku Alen con alle note Ilkka Kivimaki al Lombard RAC 1985, vinto da Henri Toivonen con la Lancia Delta S4 con telaio 202, battuta alla cifra record di 848.000 euro il 24 ottobre scorso. È proprio nell’evento britannico che la Delta S4 telaio 207 esordisce, anche se quel debutto è decisamente tribolato per Alen.

Markku, infatti, è in testa a quella gara, ma scivola fuoristrada in un punto in cui non c’è nessuno della compagnia della spinta. Rimane in macchina a masticare amaro per come sta finendo quella gara, finché non compare il rivale Juha Kankkunen che, da “Uomo dei Boschi” come Alen amichevolmente lo ribattezza dopo questo episodio, lo tira di peso fuori dai guai (potete leggere qui l’approfondimento dedicato alla vicenda). Il giovane Toivonen è bravissimo ad approfittare della defaillance del compagno di squadra e nell’andare a conquistare un bellissimo successo assoluto (potete leggere qui la cronaca della gara).

La Delta S4 telaio 202, a differenza di quella con telaio 207, oltre che da Toivonen con Neil Wilson che la portano in scioltezza sul gradino più alto del podio del RAC 1985, viene guidata anche da Alen con Kivimaki e viene usata come muletto nel 1986. Questo giustifica il prezzo offerto di 848.000 euro. Vincitrice al debutto tra le mani del pilota più leggendario di tutti i tempi, a cui è dedicata “TOIVO”, opera di pregio top book tra i libri best seller dedicati ai rally. La S4 con telaio 207 guidata da Alen e da Tabaton è stata battuta, invece, a 700.000 euro.

La Lancia Delta S4 con telaio 207, invece, chiude al secondo posto assoluto in quel Lombard RAC 1985, separata da poco meno di 60” dai vincitori dopo sessantatré prove speciali per un totale di 880 chilometri cronometrati. Secondo diversi esperti del settore il suo valore reale si attesta tra un prezzo compreso fra 875.000 euro e 1.100.000.

Prima di finire all’asta, questa stessa vettura era stata messa in vendita privata a 950.000 euro sempre tramite la RM Sotheby’s (potete leggere qui l’articolo dedicato). La base d’asta per portarsi a casa questo gioiellino era di 460.000 euro. L’asta (online a causa del covid-19) è durata tre giorni e tre notti, ma si è accesa particolarmente nelle ultime ore. Le prime offerte sono state timide: 355.000 euro la migliore. A meno di 24 ore dalla fine, l’offerta era di 550.00 mila euro. Il collezionista che l’ha comprata, alla fine ha sborsato 700.000 euro (175.000 euro in meno della quotazione minima). Un ottimo affare. Il numero di telaio della Gruppo B è ZLA038AR000000207 e a questo corrisponde il numero di motore 233ATR18S 1068.

Quest’auto corre come vettura Lancia Martini e come Scuderia Grifone, sia in livrea Martini Racing sia in livrea Esso black-gold. Oltre al secondo posto del RAC 1985 (Lancia Martini Racing), nel palmares della vettura c’è un successo assoluto al Rally Halkidiki 1986 (Scuderia Grifone). Infatti, in quel 1986, l’auto disputa il Campionato Europeo Rally. Si vede per la prima volta a Ypres guidata da Fabrizio Tabaton e Luciano Tedeschini ancora in livrea Martini Racing, equipaggio iscritto direttamente dalla squadra ufficiale su richiesta di Cesare Fiorio. Purtroppo, in Belgio un incidente ferma la corsa dei due italiani.

Il telaio 207, successivamente, fa la sua comparsa all’Halkidiki in Grecia, portata in gara questa volta dalla Scuderia Grifone con la livrea Esso nera-oro (la Grifone aveva una S4 black-gold muletto e una gara). Solitamente, quando una vettura importante viene incidentata, Martini la cede ai team satellite a prezzi convenienti: Jolly Club, Scuderia Grifone e Tre Gazzelle. Ancora una volta guidata da Tabaton con Tedeschini, l’auto da rally con il telaio 207 finisce per vincere la competizione ellenica, portando a casa la sua prima vittoria. Tabaton-Tedeschini concludono la stagione con la S4 telaio 207 al Rally di Antibes, in Francia, dove si ritirano a causa di problemi meccanici.

Il telaio 207 continua la sua carriera agonistica per tutto il 1987 e il 1988, guidata da Gian Battista Rosella nel Campionato Europeo Autocross prima di ritirarsi dalle competizioni ufficiale. La vettura è dotata del pedigree da corsa del periodo finale del Gruppo B e della certificazione Abarth Classic. Gli esperti la collocano tra le più appetibili e tra i migliori esempi disponibili per l’acquisto di queste macchine leggendarie.