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La storia di Prodrive: dalla Porsche alle Subaru

Originariamente si tratta di una società di consulenza per gli sport motoristici per Rothmans e altri marchi, che si evolve in una squadra di rally nel 1984 e viene ribattezzata come Prodrive nel 1985. L’azienda sarebbe diventata una delle più grandi attrici nel motorsport, gestendo il team BAR F1, Aston Martin LMP e I programmi GT, il programma BMW/Mini WRC e forse il più famoso è il Subaru World Rally Team.

All’inizio della sua carriera David Richards era il copilota di Ari Vatanen. Insieme vinsero il Campionato del Mondo Rally 1981 per il Rothmans Rally Team semi ufficiale, gestito da David Sutton Cars. Dopo questo successo Richards decise di appendere il casco al chiodo e fondò la David Richards Autosport insieme all’esperto di marketing sportivo Ian Perry. Originariamente si tratta di una società di consulenza per gli sport motoristici per Rothmans e altri importanti marchi, che si evolve in una squadra di rally nel 1984 e viene ribattezzata come Prodrive nel 1985. L’azienda sarebbe diventata una delle più grandi attrici nel motorsport, gestendo il team BAR F1, Aston Martin LMP e I programmi GT, il programma BMW/Mini WRC e forse il più famoso è il Subaru World Rally Team.

Grazie ai suoi stretti legami con Rothmans, Richards riuscì a convincerli ad entrare come title sponsor per la sua nuova squadra di rally nel 1984. Con un buon budget dalle sigarette e un po’ di sostegno da Porsche, Prodrive stava gestendo il Rothmans Porsche Rally Team in due campionati, Europeo Rally (ERC) e il neonato Middle East Rally Championship (MERC). L’obiettivo originale era quello di far correre la Porsche 959 all’interno del Gruppo B, ma erano ancora agli inizi per la 959, quindi la Porsche 911 SC/RS è stata concepita come un ripiego. A rigor di termini, la 911 SC/RS non era una vera auto del Gruppo B, ma una 911 SC Gruppo 4 riomologata. Poiché i regolamenti del Gruppo B consentivano un lotto di 20 modelli di evoluzione per omologazione, Porsche ha costruito 20 modelli “evoluzione” 911 SC/RS basati sul finto Gruppo B 911 SC per Prodrive.

Nell’ERC Henri Toivonen e Ian Grindrod, come raccontato nel libro TOIVO, sono arrivati ​​secondi nel 1984 dopo aver vinto tre rally, mentre Saeed Al-Hajri e John Spiller hanno gareggiato nel MERC inaugurale e hanno vinto anche loro tre rally ma hanno anche portato a casa il titolo. Il motivo per cui Toivonen non poté vincere un campionato che poteva perdere solo lui è ben spiegato nel libro e si incrocia con una strategia di Cesare Fiorio.

Nel 1985 Prodrive ha vinto di nuovo il MERC sotto la bandiera Rothmans con Al-Hajri e Spiller. Fino al 1986 la squadra ha partecipato ad alcuni eventi WRC, il momento clou di queste voci è stato un terzo posto per Bernard Béguin e Jean-Jacques Lenne al Tour de Corse (TdC) del 1985. Alla fine, il programma WRC pianificato con la 959 non è mai stato realizzato e l’impegno di Porsche non è andato oltre la fornitura a Prodrive di sei 911 SC/RS.

Tuttavia Prodrive ha impiegato la 959 molto raramente: nel 1985 Al-Hajri e Spiller ha vinto il Rallye des Pharaons cross country rally con la 959. È interessante notare che Al-Hajri è stato l’unico pilota a “gareggiare” con la 959 contro le auto del Gruppo B quando ha partecipato al Memorial Bettega del 1986 tenutosi in ricordo del defunto pilota di rally Attilio Bettega. Nel 1986 Prodrive si trasferì da Silverstone agli stabilimenti di Banbury, dove l’azienda si trova tutt’oggi.

Dopo che il team fa debuttare una MG Metro 6R4 con Jimmy McRae e Grindrod nel British Rally Championship del 1986, Richards stringe legami più stretti con le case automobilistiche. Dopo il divieto delle auto del Gruppo B, Prodrive ha utilizzato la BMW M3 e ha avuto una speciale omologazione per auto turismo da rally e ha vinto il TdC 1987 con Béguin-Lenne. Contemporaneamente la società ha iniziato a partecipare alle corse in circuito tramite il BTCC, dove Fank Sytner è riuscito a vincere il titolo nel 1988 con una BMW costruita da Prodrive. In questo periodo l’azienda sviluppò una stretta relazione con BMW e ottenne successi con la RWD M3 nei campionati rally belga e francese incentrati sull’asfalto fino al 1990. Patrick Snijers e Dany Colebunders vinsero il campionato belga nel 1988 così come Marc Duez e Alain Lopes nel 1989, mentre François Chatriot e Michel Perin si aggiudicarono sia il Campionato di Francia 1989 che quello del 1990. Ma a livello WRC la M3 non raggiungeva le stesse vette, in quanto vettura aspirata e a due ruote motrici non poteva sperare di competere con vetture come la Lancia Delta o la Toyota Celica.

Quando l’allora presidente di Subaru Tecnica International, Ryuichiro Kuze ha contattato Prodrive nel 1989 per chiedere informazioni su un potenziale programma di corse o rally, si è rivelata l’opportunità giusta al momento giusto. Le due entità trovarono rapidamente un accordo e Prodrive gestì il Subaru World Rally Team ufficiale dal 1990 in poi. Nel corso degli anni Prodrive e Subaru hanno sperimentato sia il successo che il fallimento, ma questa è una storia molto bel raccontata nel libro Subaru Rally.

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Rally di Sanremo 1996: o la va o la spacca e Colin va

Istintivo e selvaggio, Colin McRae conosce un solo modo di interpretare le gare: darci dentro finché ce n’è senza far calcoli. Attaccando dall’inizio alla fine senza star lì a chiedersi se ne valeva davvero la pena, ha vinto a Sanremo ed ha raccolto quei punti che rilanciano alla grande la Subaru nella corsa all’iride. Fregandosene degli ordini di David Richards che, fermo per una beffa dell’elettronica Piero Liatti, fino all’ultimo ha tentato di imporgli di non esagerare…

O la va o la spacca. E intanto, chi va da una parte, chi dall’altra. Sul piazzale di Nava, sotto l’acqua, si muovono tutti. Freneticamente perché il tempo corre via veloce e bisogna decidere che gomme montare, ma per farlo bisognerebbe sapere esattamente se diluvia anche a Ponte dei Passi ed a Ghimbegna. Ed i telefonini non prendono…

Colin McRae si guarda intorno e tanta agitazione lo lascia del tutto indifferente. Seguita ad osservare i meccanici che stanno armeggiando sulla sua Impreza e manco gli viene in mente di scrutare il cielo come, a due passi da lui, continua a fare Carlos Sainz. Lascia che qualcun altro decida per lui, poi, quando gli dicono che è ora, risale in macchina e mette in moto.

Con una calma che lascia perplesso David Richards. Che l’ha salutato dandogli appuntamento su un altro piazzale, quello destinato all’ultima assistenza prima del traguardo. Ricordandogli cosa c’è in ballo, raccomandandogli di non esagerare. Inutilmente: lo scozzese l’ha ascoltato distrattamente, ma l’idea di rinunciare a difendere il primo posto non l’ha neppure sfiorato.

Le mezze misure non fanno per lui. Correre in difesa non gli piace: ha provato a farlo in Australia ed ha rimediato una figuraccia beccandosi tre minuti da Tommi Makinen e due da Kenneth Eriksson. Meglio lasciar perdere: giù il piede sull’acceleratore e succeda quel che succeda. A lui piace andare al massimo. Sempre, anche quando pare una follia.

Come due giorni prima, quando aveva attaccato come un disperato al secondo passaggio sui quasi cinquanta chilometri di San Bartolomeo solo per finire la tappa in testa. Senza star lì a pensare quanto gli sarebbe costato essere primo sulla strada l’indomani. Sorprendendosi nel sentire che Sainz aveva buttato via dieci secondi per ripartire ottavo invece di quinto. Per poi sorridere scoprendo che lui era passato da Ulignano sotto la pioggia, lo spagnolo e gli altri sotto il diluvio… Acqua passata.

Il ragazzaccio di Lanark passa con cautela fra addetti ai lavori ed appassionati fradici e si avvicina allo start della penultima speciale senza pensare ad altro che a mettercela tutta per vincere. Ha deciso di continuare a seguire il suo istinto, di fregarsene dei consigli del boss. All’ultimo via sanremese aveva 32″ sullo spagnolo, l’unico che ancora lo teneva sotto tiro. Sceso a 28″ dopo Monte Ceppo, a 18″ dopo Apricale, risalito a 21″ dopo Colla d’Oggia, precipitato a 6″ dopo Mendatica, il suo vantaggio è ricresciuto di 8″ a Piaggia.

Un margine troppo piccolo per poter essere gestito nei quarantacinque chilometri di gara che ancora restano. Prima di scendere dai monti, Richards regala un’ultima riflessione a chi gli sta intorno: «Spero che Colin ce la faccia, purtroppo però la mia è solo una speranza…». Come tutti ormai, anche il team-manager britannico sa che il suo pilota è capace di tutto.

Come tutti, ha capito che non sopporta le briglie. In cinque stagioni non è riuscito a domarlo, ha cominciato a rassegnarsi ad accettarlo com’è. Ma adesso c’è un Mondiale in gioco e almeno per attimo vorrebbe essergli accanto. Per tenerlo a bada. Invece sul sediolo di destra della berlina blu c’è ancora Derek Ringer e su di lui non ci conta più. Da parte sua, il copilota che è già stato silurato neppure ci prova a frenarlo.

“Left… right…”, snocciola il rosario delle note come se cantasse una canzone degli Inti Illimani. Dopo una decina di minuti passati a sfiorare rails e muretti e dopo un altro paio di minuti, il verdetto: Colin è stato di nuovo il più veloce di tutti. Ha guadagnato altri 3″ secondi, è quasi fatta. Gli resta solo da arrampicarsi sul Ceppo, scendere a Ghimbegna, poi salire a Bignone e infine fiondarsi a San Romolo. Sono quasi trentun chilometri di curve, curvette, curvacce. Non è più tempo di ordini, o la va o la spacca. Va. L’Impreza con il numero 1 sulle porte arriva al controllo stop senza un graffio, l’Escort con il numero 4 è ancora un po’ più lontana. Richards tira il fiato.

Ian Parry e David Richards fondano Prodrive nel 1984

David Richards esordì nei rally come copilota arrivando a vincere il WRC al fianco di Ari Vatanen a conclusione della stagione iridata 1981. Dopo il ritiro dall’agonismo, nel 1984 fondò la Prodrive insieme a Ian Parry, struttura che ebbe in gestione il programma del Subaru World Rally Team nel WRC.

La Prodrive nasce nel 1984 dal genio di Ian Parry e David Richards, che ne è il direttore. La sede è a Banbury nel Regno Unito. I maggiori successi della Prodrive riguardano il Campionato del Mondo Rally dove, gestendo il programma del Subaru World Rally Team, il reparto corse ufficiale del Costruttore giapponese, ha conquistato tre Mondiali Marche e tre Mondiali Piloti.

È il 1990 quando Prodrive (Ian Parry e David Richards) inizia un lungo rapporto ricco di successi con Subaru, costituendo appunto il Subaru World Rally Team. Alla Prodrive, in pratica, viene affidato il compito di gestione del programma rally della Casa giapponese, indirizzato alla conquista dei titoli Piloti e Costruttori. Partendo con la Subaru Legacy RS Turbo 4WD si ottengono alcuni successi nel WRC con Colin McRae e Ari Vatanen. La prima vittoria Subaru nel mondiale risale al 1993 ed è firmata da McRae al Rally di Nuova Zelanda, gara che manda in pensione la Legacy.

Successivamente la più piccola e più agile Impreza diventa la piattaforma di maggior successo utilizzata dalla Prodrive nei rally. Colin McRae vince nel 1995 il Mondiale Rally, il titolo Piloti, mentre la Subaru diventa campione del mondo Costruttori. L’anno seguente la squadra conquista di nuovo il titolo Marche, così come anche nel 1997. In seguito, Richard Burns nel 2001 e Petter Solberg nel 2003 si aggiudicano il Mondiale Piloti.

La BMW M3 Rothmans della Prodrive
La BMW M3 Rothmans della Prodrive

Dal 2004, i risultati della Prodrive nel WRC sono andati via via calando, soprattutto per persistenti problemi di affidabilità nelle stagioni 2005, 2006 e 2007. Una nuova auto è stata introdotta nella stagione 2008, tuttavia, alla fine di quell’anno, la Subaru ha annunciato il ritiro ufficiale dal Campionato del Mondo Rally e anche le filiali nazionali hanno iniziato a gettare alle ortiche tutta l’esperienza maturata fino ad allora.

Negli anni Subaru, la Prodrive lavora a stretto contatto con la STi, acronimo di Subaru Tecnica International, una filiale della Fuji Heavy Industries, una di quelle cinque stelline rappresentante sul marchio Subaru, che ha il compito di occuparsi dell’attività sportiva del Costruttore dagli occhi a mandorla. La STi nasce nell’aprile 1988, quando Subaru decide di impegnarsi in maniera serie nel mondo delle corse.

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