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Richard Burns e il debutto della Subaru Impreza P2000

Il direttore tecnico del Subaru World Rally Team che curava la Subaru Impreza WRC era Christian Loriaux, affiancato in Prodrive da David Lapworth. E sono proprio loro due gli uomini chiave di una bellissima storia. Stavano facendo debuttare al Rally del Portogallo 2000 la vettura che avrebbe segnato il punto di svolta delle loro carriere (e non solo): la Subaru Impreza P2000.

Fu a quel punto che Richard Burns, all’interno della Subaru Impreza P2000, lanciò un’occhiata a Robert Reid con un enorme punto interrogativo. Il suo stupore era evidente. Richard non era affatto convinto… Secondo lui, Robert stava dando i numeri. Non ti capita spesso di sbagliarti”, disse Richard Burns allo scozzese seduto di fianco. ”Ma ti sbagli stavolta. Non c’è modo che il tempo sia giusto”, aggiunse.

Reid sottolineò che, se mai errore doveva esserci, era sbagliato il tempo di Burns. E se così era, e così era, c’era solo una spiegazione logica in ciò. Contro le istruzioni della squadra, avevano fatto un’altra corsa. Possibile? Avevano fatto un’altra corsa. Ma il risultato era stato lo stesso. Burns e Reid si fermarono in cima a una collina sopra Girona, una città della comunità autonoma della Catalogna che sorge sulle sponde del fiume Onyar, nel nord-est della Spagna, e si sedettero, cercando di capire cosa fosse appena successo.

”Lo facevamo spesso in gara dopo una prova”, ricorda Reid. ”Richard si fermava e digeriva tutto, poi discutevamo di quello che era accaduto. Lo stavamo facendo anche quella volta, quando la radio prese vita”. Era l’uomo dei numeri, che stavano lottando per ricalcolare tutto, era Christian Loriaux. ”Hai rovinato tutto? Ma proprio tutto”, urlava dall’altro capo della radio Loriaux nel suo inconfondibile mix di inglese-belga. Il team non aveva dati. L’auto si era zittita e temevano il peggio.

”Christian ci ha chiesto di tornare subito alla base”, dice Reid a Burns. ”Lo so”, rispose Richard. ”Ma sto cercando di capire come sia possibile che questa macchina va così tanto più veloce dell’altra”. Tanto più veloce. Il direttore tecnico del Subaru World Rally Team che curava la Subaru Impreza WRC, era Christian Loriaux, affiancato in Prodrive da David Lapworth. In realtà sono loro due gli uomini chiave di questa storia. Stavano facendo debuttare al Rally del Portogallo 2000 la vettura che avrebbe segnato il punto di svolta, la Subaru Impreza P2000.

Un’auto da rally rinnovata per l’80% dei componenti rispetto alla precedente ed è realizzata considerando già gli sviluppi che caratterizzeranno la futura 44S del 2001. Il tecnico responsabile della vettura, Christian Loriaux, che in seguito diverrà la mente dietro ai successi della Ford nel WRC. A distinguere la P2000 dalle precedenti versioni, ci sono certamente le due grosse prese d’aria sul cofano anteriore, assenti precedentemente. Quell’anno in squadra ci sono Burns e Kankkunen, ma durante l’anno parteciperanno a qualche gara anche Simon Jean-Joseph, Petter Solberg e Markko Martin.

Un debutto vincente, nonostante tutto

Il rinnovamento della vettura si dimostra proficuo e Burns disputa una grande stagione, ottenendo ben quattro vittorie e perdendo il titolo solamente all’ultima gara a favore di Marcus Gronholm. Anche nella classifica Costruttori la Subaru ottiene un buon terzo posto alle spalle di Peugeot e Ford. Tornando a quel Rally del Portogallo, Burns aveva gestito tutto della vettura precedente, la WRC99, e ora aveva provato la Subaru Impreza P2000 sulla terra catalana per cercare di stabilire un punto di riferimento.

Il risultato era straordinario e, infatti, fu accolto con totale incredulità. ”Era un secondo più veloce a chilometro”, spiega Reid. Questo genere di cose non succedono. Non sono ordinarie. Quel tipo di tempo è quasi impossibile da ottenere. Ma Prodrive l’aveva ottenuto. Comprensibilmente, il team Subaru World Rally non poteva attendere oltre per fare debuttare quella ”belva”. La gara si svolse dal 16 al 19 marzo ed era la quarta prova del Campionato del Mondo Rally, nonché la trentaquattresima edizione della manifestazione che si disputa sugli sterrati lusitani, la ventiseiesima con validità iridata.

L’evento portoghese fu vinto dal britannico con la Impreza WRC00, davanti alla coppia finlandese formata da Marcus Gronholm e Timo Rautiainen su Peugeot 206 WRC della Peugeot Esso e a quella spagnola composta da Carlos Sainz e Luis Moya, su Ford Focus WRC00 del team Ford Martini. ”Ci furono alcuni problemi iniziali”, ricorda Reid. ”La macchina era subito molto veloce, ma aveva troppo sovrasterzo”. Ma non solo.

”Abbiamo dovuto cambiare la pompa. Proprio mentre Richard si stava dirigendo verso la squadra, disse: ”Non ci credo…”. La pompa era andata e abbiamo dovuto fare un giro di tre prove senza assistenza. Poi il motore si è spento sulla Arganil e dopo sono arrivati altri problemi, ma nonostante tutto siamo arrivati all’ultima giornata a 14” da Marcus Gronholm. Poi siamo tornati in testa e siamo rimasti lì fino al traguardo”, prosegue Reid.

”Ricordo che durante la fase finale della gara, David Richards, principal della squadra SWRT, era in piedi su un vecchio furgone naufragato nel mezzo del palco e ci regalava i tempi intermedi. Arrivare al traguardo è stato incredibile. Avevamo vinto e l’emozione era enorme. Il team aveva sviluppato questa fantastica auto da rally. Avevamo avuto un rally duro, complicato, difficile, ma avevamo ancora vinto. Christian era in lacrime. Penso che tutti fossero in lacrime!”. La Subaru Impreza P2000 divenne nota come Impreza WRC00, ma per Prodrive sarebbe sempre stata la P2000. E Burns e Reid sarebbero stati sempre ricordati come i preferiti.