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Il Rally Lana 1997 e quei 2 secondi di Andrea Dallavilla

È il 18 luglio 1997 quando un plotone di cinquantanove protagonisti parte per il Rally Lana numero 25 che, nel frattempo, è passato ad un nuovo formato senza prove notturne. La seconda tappa è all’insegna del grande attacco di Dallavilla, che Aghini contiene sino alla PS14…

I big in quel Rally Lana 1997 sono più del consueto, ma tutti guardano a Franco Cunico, che con la Ford Escort Cosworth Martini Racing cerca il quarto titolo italiano consecutivo, e ai suoi due avversari più pericolosi, il bresciano Andrea Dallavilla – immancabilmente in coppia con Danilo Fappani sulla Subaru Impreza 555 della Procar – e il toscano Andrea Aghini, con la Toyota Celica GT Four della Grifone e al fianco dell’indimenticato Loris Roggia.

Dallavilla al Lana va a nozze, avendolo già vinto nelle stagioni precedenti, mentre Cunico ha una tradizione negativa (che riuscirà finalmente a rompere solo l’anno seguente, vincendolo per la prima e unica volta). Il Rally Lana è decisivo per lo scudetto.

Al via Dallavilla ha 90 punti, Aghini lo segue a 86,75 – ma deve iniziare a scartare – poi Cunico con 82. La prima giornata incorona Aghini, leader con più di mezzo minuto di vantaggio su Massimo Ercolani (Subaru), mentre Dallavilla è solo terzo a 47”. Cunico si ritira quasi subito uscendo di fatto dalla lotta per il titolo.

La seconda tappa è all’insegna del grande attacco di Dallavilla, che Aghini contiene sino alla PS14, quando stallona un pneumatico e perde 40” ed il primato per 7” a favore del bresciano, che nella stessa ps scavalca anche Ercolani. Le ultime tre PS vedono la furiosa reazione di Aghini che le vince tutte ma Dallavilla riesce a salvare la vittoria per soli 2”.

Per lui è praticamente il via libera verso il suo primo titolo italiano, che conquisterà aritmeticamente la gara successiva, mentre per il suo copilota Danilo Fappani è solo l’inizio di una lunga serie che dura tuttora, visto che nel 2018 ha vinto ben due titoli: il Campionato Italiano Rally Asfalto al fianco di Andrea Crugnola e il CIWRC con Stefano Albertini.