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Takamoto Katsuta, il giapponese che sogna l’iride

Con tutto il rispetto che si deve al “nostro” Fabio Andolfi, che l’impegno ce lo sta mettendo da diversi anni ormai per ottenere qualche risultato, e con altrettanto rispetto per i rilevanti investimenti economici che Aci Team Italia fa con i soldi di Aci Sport, viene da tifare per questo simpatico pilota dagli occhi a mandorla.

Takamoto Katsuta si scrive かつたたかもと e si legge così: Katsuta Takamoto. Ma chi è il figlio di Norihiko Katsuta, otto volte campione giapponese rally? Classe 1993, 17 marzo per la precisione, è un ex pistaiolo votato ai rally. Ha corso per la Tommi Makinen Racing nella WRC 2 e poi è diventato tester di sviluppo per il team Toyota Gazoo Racing. È balzato alle cronache sportive dopo una vittoria sorprendente nel WRC 2 al Rally di Svezia del 2018.

Takamoto Katsuta è nato a Nagoya. Ha iniziato a correre con i go-kart a 12 anni. Poi ha iniziato a correre nel Formula Challenge Japan 2010 e, alla fine, è diventato campione nel 2011, a 18 anni. Vedendo i successi ottenuti da Katsuta nel Formula Challenge Japan, il team Tom’s lo ha ingaggiato per disputare il campionato giapponese di Formula 3 2012, correndo nella classe Nazionale.

Katsuta ha concluso la stagione al terzo posto e così gli è stato proposto di disputare il campionato completo nel 2013. Ha avuto un grande successo nel 2013 il driver giapponese, vincendo due gare e finendo secondo nel campionato, battendo piloti del calibro di Katsumasa Chiyo, membro del programma Young Driver della McLaren, e Nobuharu Matsushita.

La stagione successiva, il 2014, sarebbe stata l’ultima di Katsuta in Formula 3. Ha finito al quarto posto in classifica con altre due vittorie. Durante il suo ultimo anno nella Formula 3 giapponese, Katsuta ha iniziato anche a praticare rally. Ha iniziato con la Toyota GT86 nella classe JN-5 del Campionato Giapponese Rally (una serie che suo padre, Norihiko, ha vinto otto volte).

Nel suo secondo rally, che è stato il Rally Highland Masters, Takamoto ha vinto la classe, finendo decimo assoluto. Il suo obiettivo finale era quello di rientrare nel programma di sviluppo driver di Toyota. Le sue esibizioni in Giappone hanno attirato l’attenzione del quattro volte campione del mondo di rally e futuro capo del team Toyota Gazoo Racing, Tommi Makinen, che lo ha ingaggiato nel programma della Toyota insieme a Hiroki Arai.

Takamoto Katsuta al Rally Finland 2017
Takamoto Katsuta al Rally Finland 2017

I primi rally di Katsuta con la Tommi Makinen Racing

Katsuta ha partecipato a rally selezionati mentre si esercitava a tempo pieno in Finlandia, sotto la supervisione di Makinen. I primi rally di Katsuta con la Tommi Makinen Racing furono in eventi finlandesi e lettoni, alla guida di una Subaru Impreza WRX. A partire dal 2016, Katsuta si sarebbe trovato a fianco un navigatore di grande esperienza, Daniel Barritt.

Il giapponese ha avuto un discreto successo nei rally finlandesi, prima di ritrovarsi al volante di una Ford Fiesta R5 per il Rally di Estonia, il suo primo grande rally. Peccato non sia riuscito a terminare l’evento a causa di un incidente. Nonostante ciò, Makinen ha promosso Katsuta e Arai portandoli al debutto nel campionato del mondo di rally in Finlandia, nel WRC 2, dove Katsuta ha chiuso dodicesimo, sedici minuti dietro al vincitore.

A partire dal 2017, Takamoto Katsuta partecipa a un programma completo nel WRC 2, insieme a Hiroki Arai, oltre a rally nazionali al di fuori della Finlandia. In quella stagione collabora con Marko Salminen. I successi per i due piloti sono pochi e lontani tra loro, ma Katsuta inizia a farsi un nome, specialmente dopo aver conquistato un podio di categoria al Rally Italia Sardegna.

L’anno successivo, Katsuta inizia a vincere. Comincia con un terzo posto assoluto all’Artcic Lapland Rally, uno dei più grandi rally finlandesi. Quindi, al Rally di Svezia, dopo aver vinto dieci delle diciannove prove speciali, Katsuta si aggiudica il primo successo nel WRC 2, finendo all’undicesimo posto assoluto.

Ha vinto per soli 4”5 secondi sul pilota Skoda e poi sul campione in carica WRC 2 Pontus Tidemand. Dopo questo successo, Takamoto Katsuta e il compagno di squadra Hiroki Arai hanno continuato a disputare gli eventi europei del WRC, sebbene senza più successi come in Svezia.

Verso la fine della stagione 2018, la Toyota ha annunciato l’intenzione di affidare a Katsuta una World Rally Car. Così è stato nel 2019 e adesso, con netto anticipo, “rischia” di ritrovarsi a disputare l’intera stagione 2020 nel WRC. Dopo due stagioni con Elfyn Evans, Daniel Barritt torna ad essere il copilota di Katsuta. La prima uscita di Takamoto con la Toyota Yaris WRC avviene allo SM-Itaralli, prova del campionato finlandese rally, in cui si aggiudica il successo assoluto.

Con tutto il rispetto che si deve al “nostro” Fabio Andolfi, che l’impegno ce lo sta mettendo da diversi anni ormai per ottenere qualche risultato, e con altrettanto rispetto per i rilevanti investimenti economici che Aci Team Italia fa con i soldi di Aci Sport, viene da tifare per questo simpaticissimo driver con gli occhi a mandorla che sta coronando un sogno e che si è affidato nelle mani di un grande esperto, quale è appunto Tommi Makinen. Non un qualunque scopritore di campioni…

Fabrizia Pons, pilota e copilota: dal motocross al WRC

Anche se non hanno vinto il titolo in quel 1982 e hanno dovuto accontentarsi del secondo posto nella massima serie iridata, laureandosi vice campionesse del mondo rally, chiunque abbia seguito quella stagione potrebbe testimoniare che le due Signore dei Rally, non hanno vinto solo a causa di noie meccaniche. Per questo con quel secondo posto hanno compiuto un doppio miracolo, che ancora oggi in tanti ricordano e celebrano.

Se Michèle Mouton è stata la pilota che ha “preso a sberle” le differenze di genere nei rally di metà anni Ottanta, Fabrizia Pons è stata la copilota che ha chiarito una volta per tutte che copilota è un termine neutro. Non maschile, non femminile, ma soprattutto non un ruolo solo per maschi.

Con la Pons è arrivato il momento di dire basta a Cristian e Walter o Seppo e Timo, seppure Fabrizia è abbinata a Michèle. La sua carriera è stata lunga e, nei rally, è durata per molti anni. Fabrizia è di Torino, la città magica per eccellenza, ed è naturale che lei venga considerata la copilota dei miracoli.

Fabrizia è nata il 26 giugno 1955 ed è felicemente madre di due figli. La sua storia con i rally risale a molto tempo fa. Ha iniziato come pilota, tra l’altro con doti notevoli, e stava finendo nona al al Rally Sanremo 1978, dove ha segnato punti del Campionato del Mondo Rally, dimostrando che non era niente male.

Come driver è stata campionessa italiana femminile rally internazionali per quattro anni consecutivi, dal 1976 al 1979. Ma si dedicava anche alla navigazione e lì era già fenomenale, seppure ancora giovanissima. Poi si è abbinata a Michèle Mouton dal 1981. E lì non c’è più stata storia.

Le due Signore dei Rally, in Portogallo, si sono piazzate davanti a Pond e Grindrod. Ed è certamente merito anche di Fabrizia Pons se Michèle Mouton ha vinto l’assoluta del Rally Sanremo 1981, concludendo a fine stagione ottava nel WRC. La Pons, come un angelo custode, era alla sua destra. La stagione successiva Fabrizia e Michèle, sportivamente parlando, passano dalla forza alla forza bruta.

Fabrizia Pons con Michele Mouton al Tour de Corse 1986, ultima apparizione iridata per la coppia femminile più brava di sempre
Fabrizia Pons con Michele Mouton al Tour de Corse 1986, ultima apparizione iridata per la coppia femminile più brava di sempre

La loro partnership professionale è ormai matura. La Pons e la Mouton sono quinte sui ghiacci della Svezia, prime in Portogallo, prime all’Acropoli, prime in Brasile. Ma mica si fermano… Arrivano ancora un rocambolesco quarto posto a Sanremo e un secondo al Rac. Gare disumane, che rispettavano l’essenza di un rally vero: competizione nata per mettere alla prova equipaggi e mezzi meccanici.

Anche se non hanno vinto il titolo in quel 1982 e hanno dovuto accontentarsi del secondo posto nella massima serie iridata, laureandosi vice campionesse del mondo rally, chiunque abbia seguito quella stagione potrebbe testimoniare che le due Signore dei Rally, non hanno vinto solo a causa di noie meccaniche. Per questo con quel secondo posto hanno compiuto un doppio miracolo, che ancora oggi in tanti ricordano e celebrano.

Non vincere il titolo fu un duro colpo per Michèle, ma anche per Fabrizia che si caricò si responsabilità pensando che qualche dettaglio fosse stato trascurato. Probabilmente sì. Non si era messa in conto un po’ di sfortuna. Ci sta. Nel 1997, Fabrizia Pons la ritroviamo al fianco di Piero Liatti, con cui porta al debutto la neonata Subaru Impreza WRC e vince il Rally MonteCarlo, l’olimpo del rallysmo iridato dell’epoca.

Ma a Fabrizia piacciono le emozioni forti e i rally accorciati, azzoppati, menomati continuamente dalla Fia iniziano a starle stretti. Così, nel 2006 naviga Jutta Klienschmidt alla Dakar, con una Volkswagen, e fa dei test con Ari Vatanen, sempre per Volkswagen.

Dopo l’ultima esperienza dakariana, nel 2007 a fianco di Ari Vatanen, conclusasi con un ritiro, nel 2008, la Pons ritrova Michèle Mouton. Le due Dame dei Rally tornano a gareggiare in Nuova Zelanda, al Dunlop Classic Otago Rally, a bordo di una Ford Escort RS, ventidue anni dopo il tragico Tour de Corse del 1986, che costò la vita a Henri Toivonen e Sergio Cresto.

“È stata pura gioia lavorare con Fabrizia. Forse avevo bisogno di questa esperienza per apprezzare cosa vuol dire avere una copilota donna, che richiama le note in toni delicati che hanno un effetto davvero rilassante per l’equilibrio mentale dei piloti – dice Ari Vatanen –. Quando ero in Spagna, al Rally Costa Brava, Fabrizia Pons era nella Lancia Integrale”.

“Lei e il suo pilota hanno finito secondi, una gara veloce ma straziante e piena di difficoltà e problemi. A mio parere, i suoi risultati dovrebbero valere di più, è stata pilota e copilota a livello di WRC per tantissimo tempo. Questo sport ha ancora molto da imparare quando si tratta di donne, alla guida o a fianco. Noi spesso le sottovalutiamo a nostre spese. Auguro brillanti giornate a Fabrizia, spero che questo le arrivi”.

La straordinaria carriera di Fabrizia Pons non è riassumibile in un articolo e, come detto, non si limita al solo ruolo di navigatrice. È sintetizzabile in 224 gare complessive disputate, di cui ben 88 iridate. Nel suo palmarès ci sono quattro titoli italiani femminili come pilota.

E non dimentichiamo la passione della torinese, ancora oggi una delle copilote italiane più amate e apprezzate in tutto il mondo, si è dedicata anche alle due ruote, essendo stata l’unica donna pilota a correre con continuità nel panorama nazionale di motocross tra il 1971 e il 1975. Appena prima dei rally in auto. Fabrizia è stata anche autrice di uno splendido libro, ormai praticamente introvabile e di valore collezionistico: Blu notte, azzurro ray.

Jarmo Lehtinen: vi racconto perché sono tornato nel WRC

In Sardegna, prima del via del Rally d’Italia 2019, Lehtinen ci rivela cosa ha scatenato il suo ritorno su un sedile poggiato su quattro ammortizzatori: l’amicizia con Teemu Suninen.

Più che sorpreso, Teemu Suninen ha spiazzato questa settimana quando ha annunciato che l’esperto Jarmo Lehtinen sarebbe tornato a correre al massimo livello del World Rally Championship, per la prima volta dal 2014 e che lo avrebbe navigato anche per il resto della stagione.

Jarmo Lehtinen, nato il 3 gennaio 1969, è stato il copilota di Mikko Hirvonen e ha ottenuto quindici vittorie nel WRC con il Ford World Rally Team e con Citroen Total. Lehtinen ha iniziato a navigare nel 1988 insieme all’amico Jari Mikkola. In seguito ha collaborato con Marko Ramanen nel Campionato Finlandese Rally e ha fatto il suo debutto nel WRC nel 1997 al Rally Finland.

Nel 1999 Lehtinen ha fatto coppia con Ramanen nel Campionato Britannico Rally e ha navigato Jouni Ampuja al sesto posto nel Gruppo N nella serie finlandese, rimanendo con Ampuja nel per altre due stagioni. Nel 2002 ha assunto un nuovo ruolo nella squadra Skoda per Toni Gardemeister nel Campionato del Mondo Rally.

Ha anche iniziato a collaborare con Mikko Hirvonen nei rally internazionali. I due sono diventati equipaggio fisso nel WRC 2003, con la Subaru nel 2004 e con Ford dal 2006, arrivando a diventare vice campioni del mondo nel 2008. Ha vinto il suo primo rally iridato al Rally d’Australia 2006. Lehtinen e Hirvonen hanno gareggiato per Citroën nel 2012. In Sardegna, prima del via del Rally d’Italia 2019, Lehtinen ci rivela cosa ha scatenato il suo ritorno su un sedile poggiato su quattro ammortizzatori.

Perché sto tornando?”. Sorride e prosegue: Siccome si tratta di una domanda abbastanza ricorrente posso rispondere. Ci sono diversi motivi. In primo luogo, credo in Teemu. Ho lavorato con lui per un po’ di tempo, per fare le notenei rally su terra, e credo che abbia tanto potenziale e soprattutto che ne esprima ancora solo una parte. È un’entusiasmante opportunità quella di lavorare con lui a partire dalRally Italia Sardegna 2019”, sottolinea.

Come molti ricorderanno, Jarmo si era ritirato dal Mondiale Rally nel 2014, contestualmente al ritiro di Mikko Hirvonen. “Devo essere onesto, quando Mikko Hirvonen e io abbiamo smesso di gareggiare a tempo pieno alla fine del 2014, sapevo davvero che non ero completamente pronto per abbandonare il sedile di destra. Ho sempre amato stare in macchina e gareggiare”, aggiunge Jarmo Lehtinen, che decise di prendere un anno sabbatico. Prenditi un anno o giù di lì, poi valuterai meglio cosa fare, mi dissi.

Quindi, inizia a lavorare con Tommi Makinen in Toyota Gazoo Racing e all’improvviso sono volati tre anni. Più recentemente ha lavorato con il promoter del WRC: “Quest’ultimo lavoro è stato decisamente emozionante, ma non ho mai dimenticato la competizione”.

“Ho lavorato un po’ con Hiroki Arai l’anno scorso e abbiamo fatto un paio di gare WRC insieme in una Ford Fiesta R5. Alla fine della scorsa stagione, Mikko e io abbiamo fatto RallyLegend conla Ford Focus RS WRC e sentivo ancorache dentro di me c’era un fuoco di passione”. Insomma, quando ha deciso, Jarmo Lehtinen era più che convinto.

Quando ho ricevuto l’invito a lavorare con Teemu per tuttoil resto dell’anno, devo ammettere che ci sono state un paio di notti insonni. Cosa faccio?”, mi chiedevo. “E una vocina mi urlava: Fallo”. E in fondo, perché non farlo? Lehtinen ha molta familiarità con il sistema delle note e con il ritmo di Teemu Suninen.

“Ora sono davvero eccitato. Ho lavorato molto con le note di Teemu per il Sardegna dell’anno scorso. È davvero d’aiuto il fatto che io abbia corso anchesu asfalto con lui come navigatore. Tra l’altro, le note di Teemu sono simili a quelle usate da Mikko, quindi non dovrei avere problemi”.

Potrebbe volerci del tempo per trovare di nuovo il ritmo, ma ho fatto alcuni test con le World Rally Cars di ultima generazione, quindi ho una buona idea delle velocità che andremo adaffrontare, non che Mikko guidassepiano. È bello lavorare ancora con M-Sport, Mikko e io abbiamo così tanti bei ricordi con questa squadra… E poi è è davvero bello avere facce familiari intorno a te. Voglio solo iniziare ora. Come sarà? Vedremo…”.