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Al Rally di Sanremo vittoria Lancia ”protetta” dalla Fiat

Il 4 ottobre 1975 la conclusione di un misterioso Rally di Sanremo. Misterioso perché avvolta da un alone di mistero è la vittoria della Lancia “protetta” dalla Fiat. Sembra buffo, vero? Ma nel finale Maurizio Verini ha rinunciato ad attaccare Bjorn Waldegaard e con questo successo la Lancia si è portata ad un passo dal titolo mondiale.

La serie di successi dell’industria italiana nello sport del volante si allunga di gara in gara a metà anni Settanta. La Lancia, con la Stratos di Bjorn Waldegaard e di Hans Thorszelius si è affermata nel Rally di Sanremo davanti alla Fiat Abarth 124 di Maurizio Verini e Francesco Rossetti, neo campioni europei, e a un passo dalla riconquista del titolo in palio nel Mondiale Marche. Terza è giunta l’Alpine di Therier-Vial, ma se fra Waldegaard e Verini – dopo quasi duemila chilometri e 33 prove speciali – il distacco sfiora solo i tre minuti, tra lo svedese e il francese c’è un abisso di quasi 40 minuti.

Con la Beta coupé di Pregliasco-Sodano, che ha ancora bisogno di molte cure per migliorare ma che, comunque, è riuscita ad ottenere il quarto posto, termina l’elenco delle vetture ufficiali (quattro su diciassette, ben tredici si sono ritirate nelle due tappe della corsa) e comincia quello dei privati o dei super assistiti: Bianchi, Fagnola, Brai e così via. Per la Lancia si tratta del terzo successo su cinque gare di Campionato cui ha preso parte: MonteCarlo (Munari-Mannuccl) e Svezia (Waldegaard-Thorszelius) hanno preceduto questa vittoria in terra ligure, mentre al Safari vennero conseguiti un secondo e terzo posto (Munari e Waldegaard) e all’Acropoli ci fu il ritiro delle Stratos di Waldegaard e Pinto.

Ora, la casa torinese ha 75 punti nella classifica Mondiale contro i 58 della Fiat e i 45 di Opel ed Alpine. Stabilito che la Fiat, per i noti programmi coordinati del Gruppo, eviterà ogni concorrenza e considerando che alla conclusione del torneo mancano due prove (il Tour de Corse del 8 e 9 novembre, e il RAC britannico del 21 e 26 novembre), alla squadra italiana basterà un quarto posto in una delle due corse per tornare, anche per la matematica, Regina dei rally.

Piuttosto, dispiace che la Fiat rischi di perdere il suo secondo posto non andando in Corsica (dove, invece, l’Alpine schiererà uno squadrone di quattro macchine) o in Gran Bretagna. La vittoria nel Sanremo è stata molto sofferta dagli uomini della Lancia, forse più di tutte. A Waldegaard le stradine dalle mille curve della gara ligure proprio non piacevano e la la sua Stratos, unica superstite dopo i ritiri di quelle di Pinto e di Munari, stanotte ha cominciato ad accusare il peso della fatica. L’impianto frenante, per la presenza di bolle d’aria nei condotti, ha fatto i capricci – e chi conosce i colli dell’entroterra può immaginare le acrobazie dello svedese – e il motore ha accusato un progressivo calo con problemi di pressione olio, tanto che si è temuto un ripetersi del KO di Pinto.

Per fortuna, da una parte, la berlinetta della Lancia ha tenuto e dall’altra Verini, con il suo 124, ha osservato una condotta di gara assai giudiziosa. Il milanese, che ha confermato le brillanti doti dimostrate nelle prove dell’Europeo, ha evitato ogni attacco alla disperata e, dopo esser giunto nelle prime ore del mattino (a 200 km e tre prove dal termine della corsa) ad appena 29″ da Waldegaard, ha alzato il piede dall’acceleratore.

Tra l’altro, Therier, che prima aveva bucato, poi aveva avuto inconvenienti alla distribuzione, era ormai staccatissimo. Un atteggiamento, quello di Verini e dell’Abarth Fiat – preso spontaneamente o in accordo con la Lancia non importa -, logico ed intelligente, perfettamente in linea con la politica sportiva del Gruppo Fiat. E il risultato ha finito col premiare sia la Lancia che la Fiat. La Stratos ha confermato – al di là dei problemi accusati in questa logorante gara – di essere sempre la vettura numero 1 dei rally, capace di prestazioni superbe, e il 124 con il motore ad iniezione di aver raggiunto un eccezionale grado di competitività (non dimentichiamo che Verini ha più volte “suonato” l’Alpine di Therier e la stessa Stratos di Waldegaard in prova speciale). Una macchina “su misura” e una derivata dalla serie che fanno (facevano col senno di poi) onore alla nostra industria.

Le vicende dell’ultima tappa del Sanremo, un rally che ha anche questa volta onorato la sua fama, sono presto raccontate. Di Waldegaard, Verini e Therier abbiamo detto, aggiungiamo che Pregliasco ha viaggiato senza la seconda marcia e, spesso, senza freni, che una prova speciale è stata accorciata per “invasione” della strada da parte degli spettatori e delle loro auto (l’entusiasmo, qualche volta, diventa eccessivo ma conforta sempre rendersi conto del seguito che hanno i rally), che Ballestrieri e Cambiaghi, partiti da Sanremo nell’ultima sera in quarta e quinta posizione, si sono ritirati, il primo per una rovinosa uscita provocata da un mancamento dei freni dell’Alletta GT e il secondo per il cedimento del motore.

La lotta per il Campionato Italiano rimane, cosi, aperta. Cambiaghi, tuttavia, è vicinissimo al titolo, né preoccupa l’inserimento ai vertici della classifica di Carlo Bianchi e della sua Porsche Carrera. Dulcis in fundo, al termine delle verifiche tecniche del Sanremo cui sono state sottoposte alcune vetture, l’Alfa Romeo GTV 2000 di Fagnola-Novarese (6° classificata) e l’Autobianchi A 112 di Zorzato-Barello (12°) sono state ritenute non conformi al regolamento internazionale. I due equipaggi sono stati quindi esclusi dalla graduatoria. L’Alfa Romeo aveva i condotti di aspirazione del motore “lavorati” e I A 112 presentava rinforzi all’avantreno.

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