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Gli eterni affamati: anatomia del pilota da Aghini a Zanardi

Un’analisi perfetta del moderno mondo delle corse attraverso venticinque imperdibili interviste. Luca Delli Carri, con questo libro, si conferma uno dei migliori scrittori italiani di motorsport. E alla fine il libro concede a chi legge molto di più di quello che promette.

Gli eterni affamati è un viaggio che parte dalla fine degli anni Ottanta, quando l’automobilismo perde ogni innocenza e il campione diventa scientifico. Con Ayrton Senna in pista e Miki Biasion nei rally, il pilota si trasforma in una macchina, al pari del mezzo meccanico che guida. All’inizio dell’era Schumacher, nel 1994, l’uomo al volante è definitivamente un robot nelle reazioni e nell’abilità di guida: solo così si è piloti vincenti, oggi.

Questo libro fa parte di una serie che l’autore ha dedicato al mondo delle competizioni motoristiche. In quattro volumi, Delli Carri raccoglie la storia orale delle corse, attraverso le testimonianze dei protagonisti. Il primo capitolo è Matti dalle gare, collezione di sessanta interviste a personaggi del mondo della moto,sia piloti sia gente dei box, dal 1947 al 2002.

Il secondo capitolo di questa tetralogia è Benzina e cammina, in cui, attraverso quarantacinque interviste, si ripercorre l’epoca delle corse automobilistiche più lontana e povera di tecnologia (1947-1971) ma forse proprio per questo più ricca di fascino e di contenuti umani. Il terzo capitolo è La danza dei piedi veloci,dedicato ai piloti che si sono distinti nelle gare automobilistiche dal 1972 al 1987.

Il quarto e ultimo capitolo di questo viaggio culturale ed emozionale è Gli eterni affamati che, attraverso venticinque interviste, indaga il pilota automobilistico e i suoi orizzonti di gloria, per scoprire il motivo della perenne ricerca del giro e della corsa perfetti. Storie di pista e sterrati nelle parole, tra gli altri, di Andrea Aghini, Mauro Baldi, Miki Biasion, Ivan Capelli, Dindo Capello, Franco Cunico, Giancarlo Fisichella, Piero Liatti, Pierluigi Martini, Stefano Modena, Sandro Nannini, Riccardo Patrese, Emanuele Pirro, Jarno Trulli e Alex Zanardi.

I successi della Ferrari in Formula 1, della Lancia nei rally e dell’Alfa Romeo nel Turismo e nel DTM, commentati dai protagonisti, fanno da degno corollario alle prestazioni mai banali dei piloti italiani nel mondo. Gli eterni affamati è l’ultimo tassello di un mosaico che, con Benzina e cammina e La danza dei piedi veloci, ricostruisce la storia delle corse automobilistiche attraverso le parole dei protagonisti.

Libri su Storie di Rally

la scheda

GLI ETERNI AFFAMATI

Autori: Luca Delli Carri

Collana: Fucina

Copertina: rigida

Pagine: 560

Immagini: circa 50 in bianco e nero e a colori

Formato: 15 x 21,5 cm

Editore: Fucina

Prezzo: 16 euro

Peso: 998 grammi

ISBN: 978-8-8882691-4-6

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Ayrton Senna e quel rally test con le auto del Gruppo B

Una parentesi del tempo e della storia dello sport che ha come protagonisti il leggendario Ayrton Senna, le mitiche auto da rally Gruppo B, il cronista britannico Russell Bulgin, editore di Cars and Car Conversions, un piccolo magazine inglese di auto, che decide di organizzare un servizio speciale sul motorsport, il tutto per un rally test unico nella storia.

Quella di Ayrton Senna è una parentesi del tempo e della storia dello sport che ha come protagonisti un leggendario pilota di F1 e le mitiche auto da rally Gruppo B. Ma anche un intelligente e capace giornalista che riuscì a tirar fuori il rallista che si nascondeva in Senna.

Nel 1986, il cronista britannico Russell Bulgin, editore di Cars and Car Conversions, un piccolo magazine inglese di auto, decide di organizzare un servizio speciale sul motorsport, puntando molto sull’universo affascinante dei rally degli anni Ottanta.

Per quell’occasione, inoltre, Russel sogna come titolo di copertina ”Ayrton Senna – Rally Driver!”. Infatti, quello che non tutti sanno è che nel 1986, quando correva con il team Lotus, Senna provò diverse auto da rally in Galles. Provò di tutto, da una Vauxhall Nova a due ruote motrici, simile alla macchina con cui Colin McRae divenne famoso, all’incredibile Austin Rover Metro 6R4 Gruppo B. Nel suo menù di giornata anche una Ford Sierra RS Cosworth e una Ford Escort a trazione integrale.

Alla fine, il giornalista inglese persuase i vertici di Lotus Gran Prix (nella sua carriera Senna corse per Toleman, Lotus, McLaren, Williams), che acconsentirono a far disputare ad Ayrton Senna una sorta di gara premio nella Welsh Forest, dove era stata allestita una prova speciale sterrata su cui provare ”piccole belve” come la Metro 6R4, la Ford Sierra RS Cosworth e una Ford Escort 3,4 litri ”four-wheel-drive”. Russel ebbe la sua storia di copertina, fotografata dai reporter Norman Hodson e Tony Butler.

Non so niente di rally. Ho visto le foto sui giornali, a volte l’ho seguito in televisione. E volutamente non ho ascoltato nessuno che parlasse di guida nel rally. Voglio scoprirlo da solo”, diceva Senna a chi quel giorno gli chiedeva come mai avesse deciso di provare per un’intera giornata diverse vetture da rally.

Nella foto di Norman Hodson e Tony Butler, Senna durante il test con la Austin Metro 6R4
Nella foto di Norman Hodson e Tony Butler, Senna durante il test con la Austin Metro 6R4

Nel suo primissimo giro con la potente Sierra, ha rischiato di uscire alla prima curva. ”È sorprendente. Perché sono entrato alla prima curva esattamente come con una macchina normale. È stato stupido. Adesso capisco perché devi usare i freni opposti e la trazione, per tenere la macchina attaccata al terreno. Se cerchi solo di fare la curva, non la fai. Vai dritto”, commentò Ayrton Senna.

Ayrton non stava esagerando: sapeva così poco di auto da rally che non portò nemmeno i guanti, immaginandosi che l’esperienza fosse simile a quella della guida di una stradale. A fine giornata aveva le vesciche sui palmi delle mani e trovò difficile comprendere esattamente come le macchine potessero risentire così tanto sulla ghiaia. Ma apprezzò quell’esperienza e, proprio come Kimi Raikkonen 25 anni dopo, trovò difficile fare paragoni con la Formula 1.

La Formula 1… perché lui aveva sempre corso in pista: Ayrton Senna da Silva, nato a San Paolo del Brasile il 21 marzo del 1960 e morto a Bologna l’1 maggio del 1994, era figlio di una famiglia benestante ed aveva avuto la possibilità di avvicinarsi precocemente al mondo delle quattro ruote a motore, iniziando a gareggiare nel karting all’età di tredici anni con un Parilla da 100 centimetri cubici a Interlagos, grazie al primo istruttore Lucio Pascual, detto Tsche, vincendo al debutto e conquistando nello stesso anno, il 1973, il Campionato Junior.

Nel 1977 e nel 1978 vince il Campionato Sudamericano di categoria e dal 1978 per quattro volte consecutive quello brasiliano. Sbarcato in Italia, con i colori della Dap è protagonista dei campionati mondiali del 1979 e del 1980, sfiorando entrambe le volte la conquista del titolo. Nel 1981 aveva debuttato nella Formula Ford 1600, disputando il campionato britannico RAC e il Townsend-Thoresen: li vinse entrambi totalizzando 12 vittorie, 3 pole position e 10 giri veloci su 19 gare.

L’anno seguente passò alla Formula Ford 2000, disputando sia il campionato britannico Pace British che l’Europeo EFDA. Vinse di nuovo entrambi aggiudicandosi 21 vittorie, 15 pole e 22 giri veloci su 29 gare. A fine stagione debutta nell’ultima prova del difficile Campionato Britannico di Formula 3 conquistando incredibilmente pole, vittoria e giro più veloce.

Nel 1983 si schierò al via del Campionato Britannico F3 con una Ralt-Toyota del team West Surrey Racing e lo vinse: 12 vittorie, 15 pole e 13 giri veloci su 20 gare. A fine stagione partecipa alla prestigiosa gara internazionale di F3 di Macao nella quale si confrontano tutti i più forti piloti della categoria: parte dalla pole, domina entrambe le manches e segna il giro veloce. Da quel momento F1…

Considerata la veloce crescita di Senna sui circuiti di tutto il mondo, ipotizzare un titolo di copertina come quello sognato da Russel, appunto ”Ayrton Senna – Rally Driver!”, era una cosa pazzesca. Come pazzesca era l’esperienza di Ayrton in una prova speciale su terra con più auto da rally. Con un curriculum così ricco di circuiti, a fine giornata, a sangue caldo, disse: ”È difficile il rally, penso in questa specialità qui ci sia molta più eccitazione”.

”È molto più emozionante qui che su una monoposto di F1. perché qui non hai le velocità top, ma hai un’accelerazione tremenda. È un’emozione più istantanea che su una F1. Su una monoposto di Formula 1 è go-go-go-go-go! E poi rallenti. Qui vai in cima e poi scendi, vai in cima e poi scendi. È un approccio diverso”.

In quell’occasione, come era ben ipotizzabile, Senna escluse in modo categorico un passaggio al rally, pensava fosse troppo pericoloso, ma nella sua mente era combattuto. L’unica cosa su cui doveva ancora lavorare era la sua conoscenza della geografia britannica, anche se era la prima volta che il brasiliano guidava nell’oscuro Galles.

”A parte le gare che ho fatto, i test o altre cose del genere, questa è probabilmente la miglior giornata da rally che mai abbia trascorso in Inghilterra”, concluse Senna. ”Al di fuori delle gare cui ho partecipato, questa è stata la mia giornata più bella in Inghilterra. Sì, la mia giornata più bella.

Cesare Fiorio, l’uomo che attirò Ayrton Senna alla Ferrari

Divenuto team manager della Ferrari, Cesare Fiorio ottenne subito le prime vittorie e iniziò trattative segrete con l’asso invincibile della Formula 1, Ayrton Senna, che convinse a firmare per la squadra di Maranello ma… come le cose non siano andate per il giusto verso lo racconta lui stesso per la prima volta in questo volume, scritto in collaborazione con Boccafogli.

In Fiorio, l’uomo che attirò Senna alla Ferrari, Roberto Boccafogli racconta Cesare Fiorio tra rally, F1 e Senna. Tutti passaggi concatenati. Ultima opera aggiuntasi alla collana “Vite da corsa”, la semi-autobiografia di Cesare Fiorio, sembra ruotare soltanto intorno alla Formula 1 come indica il sottotitolo, invece non mancano naturalmente gli anni alla direzione sportiva di Fiat e di Lancia con diciotto titoli tra rally e pista.

Questo elegante volume fa conoscere tanti retroscena delle corse che non si conoscevano sopratutto del periodo di Fiorio in Lancia e Ferrari. Racconta l’era più epica dei rally. In totale, oltre duecento pagine elegantemente rilegate con circa duecento foto. Cesare Fiorio è un uomo di successo e di multiforme attività nel mondo dello sport. Buon pilota dilettante da ragazzo, è stato poi direttore sportivo della Lancia e della Fiat, che con lui conquistarono diciotto titoli mondiali fra rally e pista.

Divenuto team manager della Ferrari ottenne subito le prime vittorie e iniziò trattative segrete con l’asso invincibile della Formula 1, Ayrton Senna, che convinse a firmare per la squadra di Maranello ma… come le cose non siano andate per il giusto verso lo racconta lui stesso per la prima volta in questo volume, scritto in collaborazione con Boccafogli.

Un racconto avvincente di decenni di automobilismo internazionale, ricco di retroscena sconosciuti e illustrato da immagini straordinarie, che non si fermano al muretto dei box. Fra l’altro, è documentata l’attività agonistica di Fiorio come campione internazionale di motonautica nonché il record di traversata atlantica da lui conquistato con il “Destriero”. Il libro vanta la prefazione di Jean Alesi.

Uomo e manager sportivo eclettico Fiorio. Laureato in scienze politiche, è stato per venticinque anni uno dei personaggi decisivi nel rendere i rally una specialità professionistica. Nel 1961 vinse come pilota un titolo italiano di velocità di categoria GT (classe 1150 centimetri cubi) pilotando una Lancia Appia Zagato. Nel 1963 Cesare Fiorio fondò l’HF (High Fidelity), cioè il reparto corse della casa torinese, che cominciò così a essere una protagonista fissa dei grandi rally internazionali.

Nei vari ruoli di direttore sportivo Lancia e Fiat e di responsabile-competizioni del Gruppo Fiat, Cesare Fiorio ha vinto diciotto titoli mondiali. Nello specifico dieci Mondiali Rally Costruttori di cui sette con la Lancia (1972, 1974, 1975, 1976, 1983, 1987, 1988) e altri tre con la Fiat (1977, 1978, 1980), ottenendo anche cinque titoli riservati ai piloti (Sandro Munari su Lancia nel 1977, Markku Alén su FIAT e Lancia nel 1978, Walter Röhrl su Fiat nel 1980, Juha Kankkunen su Lancia nel 1987, Miki Biasion su Lancia nel 1988). Inoltre ha ottenuto tre titoli mondiali con la Lancia nella categoria Endurance (Sport) nel 1979, 1981 e 1982.

È stato anche pilota di motonautica, diventando due volte campione del mondo e sei volte campione europeo, vincendo in tutto trentuno Gran Premi. Nel 1992, con il “Destriero”, ha portato a termine la più veloce traversata atlantica da ponente verso levante compiuta da un’unità navigante non indirizzata a usi commerciali, attraversando l’Atlantico in 58 ore 34 minuti. Tale record, che non è stato ritenuto meritevole dello Hales Trophy, è comunque entrato nel Guinness dei primati e fino a oggi non è mai stato infranto.

È stato direttore sportivo della Ferrari dal 1989 all’inizio del 1991, dove ottenne venticinque podi e nove vittorie su trentasei GP (una ogni quattro), di cui tre nel 1989 e 6 nel 1990, quando con Prost la Ferrari sfiorò il titolo piloti che mancava dal 1979 (e sempre dal 1979 la Ferrari non otteneva 6 vittorie nello stesso anno). Dopo le prime quattro gare del 1991 lasciò la scuderia per i contrasti con la Presidenza. Abbandonata per alcuni anni la F1, vi tornò nel 1994 con la Ligier, e al nono Gran Premio, in Germania a Hockenheim, ottenne un secondo e terzo posto coi due piloti Panis e Bernard.

Passò poi alla Forti rimanendovi fino alla metà della stagione 1996, quando il team italiano si ritirò dalla competizione. Fiorio tornò quindi alla Ligier (vittoria al GP di Monaco 1996 con Panis, la Ligier non vinceva una gara dal 1981) e vi rimase anche nel 1997 quando si trasformò in Prost Grand Prix. A fine 1998 si trasferì poi alla Minardi rimanendovi fino alla metà del 2000. Dopo il ritiro ha collaborato con la Rai, partecipando al programma televisivo Pole Position, e gestisce una struttura ricettiva nel territorio di Ceglie Messapica. È padre di Alex Fiorio, anche lui pilota di rally e poi dirigente sportivo, e di Giorgia Fiorio, attrice e cantante degli anni 1980, e oggi fotografa.

Libri su Storie di Rally

la scheda

FIORIO: L’UOMO CHE ATTIRO’ SENNA ALLA FERRARI

Autore: Roberto Boccafogli

Volumi: collana editoriale Vite da corsa

Copertina: rigida

Pagine: 208

Immagini: a colori e in bianco e nero

Formato: 25 x 25 centimetri

Editore: Giorgio Nada Editore

Prezzo: 50 euro

Peso: 1.3 chili

ISBN: 978-8-8791152-5-4

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