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330.000 euro per la 131 Abarth campionessa del Mondo

Sebbene questa Fiat 131 Abarth Rally non sia una delle iconiche auto in livrea Alitalia portate dalla Fiat nel 1980, è esattamente l’auto con cui Walter Rohrl vinse il Rally di Sanremo 1980 (confermato dalle copie del modulo di iscrizione del veicolo alla gara), che in un colpo solo, mentre a Torino si svolgeva lo sciopero dei 40.000, gli ha portato il Campionato Piloti e ha anche dato alla Fiat il suo ultimo titolo Costruttori in assoluto.

Lascia il garage della provincia di Milano la Fiat 131 Abarth Rally che fu campionessa del mondo nel 1980. Per 297.000 sterline, pari a 330.000 mila euro, è stata venduta ad un anonimo collezionista. Vettura ben nota a Walter Rohrl e Christian Geistdorfer, la Fiat 131 sarebbe da considerare una delle tante berline familiari un po’ “bruttine” nell’albero genealogico della Fiat. Certo non un caso unico. Tutt’altro che ordinaria, invece, la “sorella sportiva”, la variante sviluppata in partnership con Abarth per il Campionato del Mondo Rally. Una Gruppo 4, che portò una pubblicità e un successo memorabili sotto forma di Mondiale Costruttori WRC del 1977, 1978 e 1980, accompagnati dai Mondiali Piloti nel 1978 e nel 1980.

L’impresa di trasformare una berlina familiare in una macchina da corsa in grado di affrontare tutte le superfici (asfalto, terra, ghiaccio) toccò ad Abarth, che la Fiat aveva acquisito nel 1971 e reso braccio da corsa ufficiale, con l’aiuto di Bertone per quanto riguarda la carrozzeria. Le modifiche richieste furono significative e iniziarono con il telaio. L’asse posteriore rigido fu rimosso e sostituito con una configurazione completamente indipendente con montanti MacPherson per dare la giusta stabilità. Sotto il cofano, gli ingegneri Abarth lavorarono su un quattro cilindri bialbero da 1.995 cc progettato da Lampredi, con una testata a sedici valvole in lega leggera.

La vettura stradale, per la quale furono costruiti ben quattrocento esemplari per soddisfare i requisiti di omologazione richiesti dalla FIA per il Gruppo 4, erogava 140 CV e “beveva” grazie al carburatore Weber a doppia canna. Per le Fiat 131 Abarth Rally ufficiali fu utilizzata una configurazione a iniezione meccanica Kugelfischer, che aumentò la potenza a 240 CV: 100 cavalli in più. L’aggiornamento estetico fu curato da Bertone e consisteva in un cofano in resina di fibra di vetro, porte in alluminio e passaruota e spoiler molto più grandi per adattarsi alla carreggiata più ampia, mentre il motore veniva rinfrescato da prese d’aria grandi sul cofano e dalle “ali” posteriori.

330.000 euro per la 131 Abarth campionessa del Mondo
330.000 euro per la 131 Abarth campionessa del Mondo

Sebbene questa vettura non sia una delle iconiche auto in livrea Alitalia portate dalla Fiat nel 1980, è esattamente l’auto con cui Walter Rohrl vinse il Rally di Sanremo 1980 (confermato dalle copie del modulo di iscrizione del veicolo alla gara), che in un colpo solo, mentre a Torino si svolgeva lo sciopero dei 40.000, gli ha portato il Campionato Piloti e ha anche dato alla FIAT il suo ultimo titolo Costruttori in assoluto.

La mancanza di livrea è da legare a causa dello sciopero. Gli operai che protestavano impedivano alle vetture ufficiali di lasciare la sede Fiat. Per poter arrivare al Rally di Sanremo e sfuggire agli scioperanti, l’auto è stata portata fuori durante la notte senza livrea. Incredibilmente, Rorhl riuscì a vincere la gara sanremese, nonostante il fatto che l’auto Jolly Club che gli era stata assegnata fosse equipaggiata con le sospensioni a corsa corta, adatte solo alle tappe su asfalto.

L’unico altro rally in cui la vettura ha gareggiato durante la stagione 1980 è stato il Tour de Corse, con Arnaldo Bernacchini e Attilio Bettega, dove la vettura non è riuscita a finire la gara. È senza dubbio il successo al Rally di Sanremo a rendere questa vettura speciale e viene opportunamente presentata nella “no livrea” che indossava quel giorno del 1980, nonostante sia stata successivamente utilizzata dal team Jolly Club nel 1981 con al volante Tonino Tognana.

Ha corso con loro per tutta la stagione 1981. Identificabile dalla targa di Torino, TO V33681, la vettura è riuscita a finire terza e quarta rispettivamente al Rally Il Ciocco e al Rally Colline di Romagna. In precedenza, l’auto ha corso al MonteCarlo 1981. Classificandosi undicesima, ha partecipato anche al Rally Internazionale di Sicilia, il Rallye Sardegna, il Rally dell’Isola d’Elba e il Rally Piancavallo, anche se in ciascuno di questi si è ritirata.

L’auto era stata completamente restaurata diversi anni fa e riportata all’aspetto del Rally Sanremo del 1980. Essendo stata una vettura in livrea Olio Fiat, il prossimo proprietario avrà la possibilità di tenere l’auto nella configurazione da Rally di Sanremo o di passare all’iconica livrea “Olio Fiat”. È in una condizione che lo consentirebbe ed è accompagnata da una pletora di documenti, comprese foto d’epoca, copia del modulo di iscrizione al Rally di Sanremo, un precedente Passaporto Tecnico FIA, perizia del veicolo che attesta che la vettura è del tutto originale e conforme alle normative dell’epoca, oltre alla sua Certificazione Componenti Meccanici Abarth Classiche. È importante sottolineare che l’auto è anche accompagnata da un pacchetto di ricambi che include un set di ruote, un cofano posteriore usato e un cofano di scorta.

In asta la Talbot Lotus Sunbeam di Russell Brookes

Nasce Talbot Sport, per gestire il progetto. Russell Brookes accetta di unirsi a Talbot in un’auto preparata da Mike Little per le stagioni 1980 e 1981 con il suo sponsor di lunga data e di maggior successo, Andrews Heat For Hire. Un 1-3-4 finale al RAC Rally alla fine del 1980 fornisce un notevole impulso morale e quattro auto vengono schierate per la stagione 1981.

Tra il 31 luglio e l’1 agosto 2020 riprendono le aste Silverstone Classic. Una interessante line-up di vetture da gara sono contese da diversi collezionisti, tra cui l’ex Talbot Lotus di Russell Brookes (quotata tra i 110.000 e i 140.000 euro). Quella con cui il campione britannico corse anche nella stagione 1981, anno che rappresenta una pietra miliare nel Campionato del Mondo Rally. L’inizio dell’era della trazione integrale, l’Audi, Russell Brookes e il suo copilota Mike Broad con la Talbot Lotus Sunbeam.

Purtroppo, la leggenda dei rally britannici, Russell Brookes, è deceduta alla fine del 2019 all’età di 74 anni. Russell, i due titoli nazionali (1974 Welsh Rally Champion e 1989 Irish Tarmac Rally Champion) saranno per sempre associati al suo pelo sullo stomaco. Nel 2020, la “Andrews Heat for Hire” e John Andrews, fondatore del marchio, hanno messo in asta la Talbot Lotus targata “KKV 394V2”, l’ultima auto da rally guidata in gara da Russell dopo il ritiro dalle competizioni.

Nel 1979, in seguito alla creazione del marchio Talbot dalle ceneri di Chrysler Europe, Rootes e Simca, la società madre PSA decide che la nuova divisione necessita di una seria pubblicità per migliorare la propria immagine. Più che una necessità, è un imperativo categorico. Non si può fare diversamente se si vuole ripartire e tanto vale farlo bene.

In asta la Talbot Lotus Sunbeam di Russel Brookes
In asta la Talbot Lotus Sunbeam di Russel Brookes

Nasce Talbot Sport, per gestire il progetto. Russell Brookes accetta di unirsi a Talbot in un’auto preparata da Mike Little per le stagioni 1980 e 1981 con il suo sponsor di lunga data e di maggior successo, Andrews Heat For Hire. Un 1-3-4 finale al RAC Rally alla fine del 1980 fornisce un notevole impulso morale e quattro auto vengono schierate per la stagione 1981 (la stagione in cui Talbot ha vinto il titolo Costruttori del Mondiale Rally potete leggerla qui), nonostante la Casa non abbia soldi rispetto a rivali come Ford, Datsun, Audi con la Quattro e Renault con la R5 Turbo.

Alla fine Talbot vincerà comunque quel Mondiale con merito. Una delle quattro auto supportate dalla fabbrica, quella targata KKV 394V è stata riportata al suo antico splendore e l’ha adorata per quasi quindici anni, durante i quali l’ha utilizzata in modo competitivo in molti rally storici con un numero di piloti affermati. Nessuno, tuttavia, è associato a questa macchina come Russell che la guidava regolarmente ogni volta che i suoi impegni glielo permettevano. Dopo essersi ritirato nel 1992, Russel Brookes ha continuato a correre a livello amatoriale fino al 2010. Il Rally Halloween Historic Stages a Tipperary, è stata la sua ultima corsa.

“Possiedo l’auto dal 2005 ed è sempre stata mia intenzione metterla in gara, abbastanza spesso nelle mani di Russel Brookes, il suo pilota naturale. Russell ha partecipato a numerosi eventi storici da quando si è ritirato nel 1992 e la sua ultima gara è stata Haloween Historic Stages del 2010 a Carrick on Suir, Co. Tipperary. È stato un evento unico, trasmesso anche in televisione con non meno di quattro piloti degli anni Settanta e Ottanta: Jimmy McRae, Donie Keating, Kenny McKinstry e l’attuale campione storico Ray Cunningham”.

Altre gare di questa auto sono, nel 2007, Emerald Stages Longcross LIMC e Loughgall Festive of Speed e, nel 2008, Clare Stages Rally, 2008 Colin McRae Stages (The Stars), Killarney Historic Stages Rally. Poi ancora nel 2013 Roger Albert Clark Historic Rally e l’anno dopo Roger Albert Clark Championship. Eventi dimostrativi sono stati Race Retro, Rally Show, Goodwood FOS, Rally Day, Rallylegend San Marino, Deja Vu Killarney e Ulster.

Altri importanti campioni che hanno guidato la “KKV” sono il pilota Chrysler Works Robin Eyre-Maunsell nel 1990, la vincitrice della coppa delle dame 2008 nel WRC, Louise Aitken-Walker. Nel 2017 Louise ha guidato ancora una volta la vettura al Rallylegend a San Marino per un tributo a Colin McRae.

La vettura, ovviamente, è stata riadattata ai tempi moderni per consentire il servosterzo e altri lussi. Ma all’asta c’è andata con le sue specifiche del periodo e con la sua originalità. Ingranaggi, motore, cambio e roll-bar originali. Ammortizzatori e freni sono di altri periodi, con alcune parti originali.

Ad accompagnarla c’è la sua scheda anagrafica storica aggiornata fino al 25 ottobre 2013, il suo libretto che mostra la registrazione nel Regno Unito con data del 22/02/1980 e primo proprietario indicato come il Talbot Motor Co e una modifica al secondo proprietario, Andrews Industrial Equipment alla fine del 1981, una vecchia serie di documenti di omologazione del RAC, documenti della Appendice J della FIA, il suo diario di bordo delle auto da competizione e molte fotografie.

All’asta la S4 telaio 202 di Henri Toivonen e Markku Alen

Il numero di telaio del modello battuto all’asta a fine ottobre è il 202, proprio quello con cui il pilota finlandese vince assieme al suo navigatore Neil Wilson nel 1985. L’anno dopo, la stessa Lancia Delta S4 viene usata da Markku Alen come vettura da ricognizione in diverse prove del Campionato del Mondo Rally.

Il 24 ottobre a Londra, la casa di aste inglese RM Sotheby’s ha battuto al migliore offerente, per la cifra di 764.000 sterline (848.000 euro e bruscolini), un esemplare della Lancia Delta S4 da rally originale. All’asta c’è andata la S4 numero 202 di Henri Toivonen e Markku Alen. Si tratta di uno dei soli due modelli che Lancia riesce a completare in tempo per partecipare all’ultima gara del Mondiale Rally nel 1985. Questa vettura sostituisce la Lancia 037 e riesce a vincere con alla guida Henri Toivonen.

Il numero di telaio del modello battuto all’asta a fine ottobre è il 202, proprio quello con cui il pilota finlandese vince assieme al suo navigatore Neil Wilson. L’anno dopo, la stessa Lancia Delta S4 viene usata da Henri Toivonen e da Markku Alen come vettura da ricognizione in diverse prove del Campionato del Mondo Rally.

La Lancia Delta S4 numero 202, nella sua ormai lunga storia, viene acquistata da diversi collezionisti nel corso degli anni, in varie parti del mondo. Passa, anzi ripassa anche da Torino. Questo esemplare partecipa anche al Rallylegend a San Marino e al Group B Rallylegend in Austria. Viene guidata da Harri Toivonen, fratello minore di Henri, durante uno show organizzato in occasione del Rally di Finlandia del 2016 in ricordo del fratello scomparso 30 anni prima.

La S4 utilizza un ingegnoso sistema ad induzione forzata (twincharger) che ha un punto in cui due turbocompressori vengono utilizzati per comprimere doppiamente l’aria in un motore. In base a questo sistema un compressore funziona in sequenza con un turbocompressore per ridurre il turbo lag e migliorare la guidabilità della vettura, mentre la potenza del motore da 550 CV viene trasmessa sulla strada tramite un sofisticato motore e un’altrettanto sofisticata di trazione integrale.

Nella storia vengono costruite circa 28 Delta S4 Gruppo B, in maggioranza usate dalla Squadra Lancia Martini della Casa e le altre dai team satellite Jolly Club e Scuderia Grifone. Inoltre, a titolo informativo, vengono costruite 200 versioni stradali per ottenere l’omologazione necessarie a correre in Gruppo B.

Particolare della S4 Toivonen con telaio 202, foto Motorsport Image
Particolare della S4 Toivonen con telaio 202, foto Motorsport Image

Completate in tempo per il RAC Rally del 1985

Sia questa vettura – telaio numero 202 – sia la sorella, telaio numero 207, vengono completate in tempo per il RAC Rally del 1985, a cui partecipano con i colori Martini Racing e vengono guidate da Henri Toivonen con Neil Wilson e da Markku Alen con Ilkka Kivimaki. Fin dall’inizio è chiaro che Lancia ha centrato la formula: Alen domina la prima metà del rally, prima che Toivonen reagisca su una sua defaillance e vinca per poco meno di un minuto.

In quell’occasione le due Lancia ottengono successi su quarantuno delle sessantatré prove speciali del RAC e questo sottolinea il ritmo della vettura. Forse ciò che è più significativo della dimostrazione di forza della S4 è che vince l’evento inaugurale, che è il più difficile del Campionato del Mondo Rally. Nessun’altra vettura che partecipa al Mondiale Rally nel Gruppo B può rivendicare un simile risultato.

Restaurata alle sue specifiche originali, conserva numerose caratteristiche d’epoca, come i sedili Sparco originali con rivestimento in Kevlar (ancora ricamato con i nomi del suo illustre guidatore e copilota) e Halda Rally Computer. Il telaio 202 rimane un esempio meravigliosamente originale e suggestivo di questo titano del Gruppo B.

È importante sottolineare che la documentazione di certificazione Abarth Classic allegata afferma che è stata sostituita solo la parte anteriore sinistra del telaio, il che non influirebbe sulla rigidità torsionale della vettura. Con cinque vittorie su dodici rally in quella fatidica e tragica stagione 1986, la Lancia Delta S4 rimane forse l’ultimo “proiettile” del Gruppo B.