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Rally di Spagna 1991: Sainz rimane al palo e vince Schwarz

Una seconda Toyota Celica GT4 fu inviata da Colonia per Armin Schwarz, ma il ruolo del tedesco era quello dell’ala che gioca per fare segnare il leader della squadra, Carlos Sainz. Armin Schwarz manteneva il passo al Rally di Spagna 1991, ma poi balzava al comando sulla Ford Sierra RS Cosworth di Francois Delecour, nella seconda tappa asfaltata.

Rally di Spagna 1991: il Toyota Team Europe rifletteva sull’arrivo della Spagna nel WRC. Si trattava di vittoria importante per Carlos Sainz, doppia vittoria. Sainz correva per i giapponesi e prometteva di fare bene. Anche perché un successo in Spagna, al di la di ogni patriottismo legato alla gara di casa, avrebbe significato per la star di Madrid difendere il titolo WRC Piloti.

Una seconda Celica GT4 fu inviata da Colonia per Armin Schwarz, ma il ruolo del tedesco era quello dell’ala che gioca per fare segnare il leader della squadra, appunto Carlos Sainz. Armin Schwarz manteneva il passo, ma ad un certo punto balzava al comando sulla Ford Sierra RS Cosworth di Francois Delecour, nella seconda tappa asfaltata.

Sainz non fu mai a meno di una manciata di secondi da Schwarz e, anzi, ci si aspettava che da un momento all’altro facesse la sua mossa. Si presupponeva che avrebbe attaccato appena il percorso sarebbe passato alle strade sterrate più distanti, nell’entroterra della Costa Brava. Ma questo, in realtà, non successe.

La Celica di Carlos Sainz si ammutolì sulla PS8. Un problema elettrico aveva deciso di mettere lo sgambetto a tutte le speranze del TTE. Il campione spagnolo era fuori dalla rabbia. L’atmosfera attorno al parco assistenza della Toyota a Lloret de Mar era funebre. La squadra continuò a guidare, ma regnava lo sconforto.

Tutto ciò che Schwarz poteva fare era continuare con il suo passo disarmante e respingere i continui attacchi di Juha Kankkunen, il principale rivale nella corsa al titolo di Sainz. Insomma, Schwarz poteva e doveva incassare i 10 punti. Ed è quello che fece senza farsi pregare.

Non si trattava di una passeggiata: c’è stata una uscita veloce, il cambio che ha ceduto… Il danno dell’incidente era solo estetico e per nulla grave e, una volta che Schwarz e il copilota Arne Hertz, riuscirono a spingere la Celica fino al parco chiuso, la trasmissione fu cambiata.

Trasmissione cambiata e anche in tempo di record: i meccanici sostituirono il cambio in 7 minuti e 53 secondi. Impressionante. Si stava scrivendo un nuovo record. Da allora in poi, Schwarz volò verso il successo, con coraggio, e raccolse una vittoria di un minuto e mezzo su Kankkunen. Si trattava del suo primo e unico successo ai massimi livelli dei rally.

Kankkunen si aggrappò al secondo posto assoluto, a 5” da Delecour, nonostante si fosse girato nella fase finale. Tale era la disperazione e la paura della Toyota di essere sconfitta che, in gara, i giapponesi offrirono una parte delle proprie gomme (più adatte e più morbide) persino alla Ford Sierra di Delecour. Ma fu tutto inutile: due settimane dopo Kankkunen venne incoronato campione del mondo rally al RAC.