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Storia del San Martino di Castrozza 1964-1977 di Biasioli

Il 1963 fu dedicato alla ricerca del percorso. L’anno dopo il rallye era pronto: il percorso prevedeva 1600 chilometri snodantisi nella suggestiva cornice delle Dolomiti, lungo i quali le strade sterrate si intrecciavano e si confondevano con il paesaggio. Punto di riferimento era San Martino di Castrozza, che per quattro volte era attraversato dalla corsa. Dopo Beppe Donazzan e Bruno Bocca, anche Tony Biasioli si dedica al Rally San Martino.

Tony Biasioli si è cimentato con un’altra pubblicazione. Un argomento che scotta di passione: storia di un rally che tutto il Triveneto vorrebbe nel Mondiale. Già in passato prestigiose firme del giornalismo italiano, come Beppe Donazzan, hanno partorito libri sul San Martino che sono entrati nella storia. Basti pensare a “Tutti figli del San Martino“. Oppure al bellissimo volume da collezione e in tiratura davvero limitata come “San Martino di Castrozza 1964-1977” firmato dal bravo Bruno Bocca (in tutto ne sono stati scritti quattro libri sul Rally San Martino), oppure ancora all’opera per antonomasia, “San Martino non era solo un rallye” di Francesco Stochino (un vero testamento quest’ultimo).

Il libro del fotografo veneto si chiama “Storia del San Martino di Castrozza 1964-1977” e parte proprio dalla prima edizione del “rallye”, che appunto risale al 1964. L’idea di organizzare una manifestazione automobilistica con epicentro il Primiero scaturì dall’incontro di due appassionati: l’avvocato Luigi Stochino e il conte Pietro Bovio, presidente dell’Azienda Autonoma di San Martino di Castrozza, uniti nella professione di avvocato. L’intento era quello di rivitalizzare la stagione estiva di San Martino e allo stesso tempo introdurre una specialità che all’epoca in Italia era quasi inesistente.

Il 1963 fu dedicato alla ricerca del percorso. L’anno dopo il rallye era pronto: il percorso prevedeva 1600 chilometri snodantisi nella suggestiva cornice delle Dolomiti, lungo i quali le strade sterrate si intrecciavano e si confondevano con il paesaggio. Punto di riferimento era San Martino di Castrozza, che per quattro volte era attraversato dalla corsa. Sessantaquattro gli equipaggi partecipanti di cui 34 arrivarono alla fine. Vincitori Arnaldo Cavallari e Sandro Munari su Alfa Romeo Giulia TI Super. Generale l’entusiasmo, anche dei piloti che avevano manifestato prima della gara le loro perplessità per la lunghezza del percorso e il suo ritmo.

Subito dopo la prima edizione, sempre nel 1964 si diede vita a un challenge internazionale, la Mitropa Cup, inizialmente per Italia, Austria e Germania Ovest, e poi estesa anche a Ungheria, Polonia, Jugoslavia e Cecoslovacchia. La prima edizione del 1965 fu vinta dagli austriaci Romberg-Ferner. Il Rally di San Martino di Castrozza può quindi essere considerato l’antesignano del nuovo rallismo italiano. La nuova formula si impose e sorsero successivamente altre manifestazioni a sua imitazione, quali il Rally dell’Elba o il Rally delle Alpi Orientali.

Per ribadire l’importanza che le condizioni di sicurezza rivestivano nell’ambito di gare di questo genere, per evidenziare tratti inediti e aspetti suggestivi della manifestazione, oltreché per pubblicizzare la nuova formula rallistica, nel 1968 venne realizzato dal comitato organizzativo del “rallye” un filmato che, inviato al 25º Festival Internazionale del Documentario Sportivo di Cortina d’Ampezzo, fu proclamato vincitore assoluto.

Frattanto le edizioni del Rally San Martino di Castrozza si susseguirono ininterrotte fino al 1977. La manifestazione scalò tutti i gradi di validità internazionale raggiungendo prima il campionato europeo, poi il campionato mondiale conduttori. Nel 1977 condizioni impossibili imposte dalla Pubblica Amministrazione costrinsero a rinunciare alla organizzazione del rallye: l’ultimo vincitore del “Vecchio San Martino” fu Sandro Munari. Anche Tony Biasioli ora ripercorre e celebra quella storia leggendaria narrata più volte dalle grandi firme del giornalismo italiano.

Libri su Storie di Rally

la scheda

STORIA DEL SAN MARTINO DI CASTROZZA 1964-1977

Autore: Antonio Biasioli

Copertina: rigida

Pagine: 256

Immagini: oltre 400 in bianco e nero e a colori

Formato: 21 x 29,7 cm

Editore: Elzeviro Editrice

Prezzo: 38 euro + spese di spedizione

Peso: 856 grammi

Fiat 124 berlina e spider da corsa in una monografia

Se non ci fossero state loro, le Fiat 124 berlina e spider da corsa portate in gara da clienti appassionati di rally, forse la Fiat non avrebbe iniziato a correre nella specialità. L’antesignana della Fiat dei rally è lei, la 124 berlina, seguita poi dalla 125 berlina e poi dalla più sportiva 124 spider. Ed è qui che ritroviamo l’attento Antonio Biasioli che fotografa e racconta con il suo particolare punto di vista.

La Fiat 124 Special, una berlina per tutti i giorni, è stata l’artefice di grandi imprese nei rally degli anni Settanta. Questo libro integra la già generosa bibliografia dedicata alla 124 Spider Abarth dando finalmente spazio anche alla berlina che l’autore, il fotoreporter Antonio Biasioli, ha catturato in una notevole quantità di immagini in anni di esperienza al seguito di innumerevoli gare.

Il volume ha quasi cento e settanta pagine con quasi quattrocento fotografie. Fiat 124: berlna & spider da corsa è un affascinante reportage (non tecnico) sulla prima vettura che faceva correre i piloti privati: la Fiat 124 berlina (e a seguire la veloce Special T) mamma della potente e raffinata Fiat 124 Spider. Un avvincente libro. Un particolare punto di vista. La storia dello spider, disegnato da Tom Tjarda, che “punto” dallo Scorpione Abarth diventa 124.

Libri su Storie di Rally

la scheda

FIAT 124 BERLINA & SPIDER DA CORSA

Autore: Antonio Biasioli

Volumi: collana editoriale Monografie da Rally

Copertina: rigida con sovracopertina

Pagine: 168

Immagini: 370 in bianco e nero e a colori

Editore: Elzeviro Editrice

Prezzo: 50 euro

ISBN: 978-8-8889393-7-7

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Opel Kadett GTE funny car: la monografia di Antonio Biasioli

Opel Kadett GT/E funny car è il libro più ricco di traversi e di immagini divertenti scattate e selezionate da uno dei fotografi italiani più noti.

La storia di quel piccolo gioiellino di auto che è stata la Opel Kadett GT/E, dalla prima versione al Terzo Millennio. La storia inedita dei Carenini (preparatori) e del Mago Conrero. Con le avventure in Francia del più forte pilota in Gruppo 1, Jean Louis Clarr, che ha addirittura vinto il 1000 Piste fino all’intervista esclusiva con Walter Rohrl, che definisce la Kadett Gruppo 4 un disastro.

Passando dai racconti di Federico Ormezzano a quelli di Rudy, Dus e Scarpari, fino all’attuale re dei traversi, Luca Cattilino con la Kadett GT/E che fu di Attilio Bettega. Un caleidoscopio di vetture, Opel Kadett GT/E funny car con foto spettacolari e le livree più insolite. A sette anni di distanza dalla prima pubblicazione, la monografia che ha spiccato per numero di copie vendute viene ristampata, con molte modifiche e ben oltre cinquantacinque pagine in più della prima edizione.

Con questa auto hanno corso molti grandi piloti, da Rohrl ad Amilcare Ballestrieri, da Jean-Pierre Nicolas a Rauno Aaltonen, da Lucky Battistolli a Warmbold a Dario Cerrato, da Brai a Tonino Tognana, fino a Miki Biasion e Attilio Bettega, hanno debuttato sul palcoscenico dei rally proprio con quest’auto.

Oggi nelle gare storiche è un piacere vedere correre ancora queste vetture che hanno l’affidabilità assoluta e il controsterzo nel sangue. Il fascino della più simpatica auto da rally degli anni Settanta attraverso le immagini. La storia della Kadett ha inizio nel settembre del 1975 quando, assieme alla City Lusso (con allestimento simile alle Lusso a tre volumi), debutta la Kadett Coupé GT/E, spinta da un 4 cilindri di 1,9 litri dotato dell’iniezione Bosch J-Tronic che erogava 105 cavalli, che diventa ben presto la base ideale per farne una vettura da corsa.

Un’auto con cui corrono tantissimi grandi piloti, da Walter Rorhl ad Amilcare Ballestrieri, da Jean-Pierre Nicolas a Rauno Aaltonen. Il libro traccia, soprattutto fotograficamente, la storia della Opel Kadett dalla sua prima versione, apparsa nel 1962, fino all’ultima versione 2000 GT/E.

Appunto, dalla fine del 1975, quando viene affidata a Walter Rohrl una Gruppo 2 con motore 1,9 litri a carburatori derivato dalla Manta con 160 cavalli. I buoni risultati ottenuti spronano la Opel a una successiva omologazione in Gruppo 4 dove fa debuttare un motore con 230 cavalli a 7.400 giri, con 16 valvole.

Nel 1976 le vetture ufficiali patiscono purtroppo molte noie specialmente di surriscaldamento in quanto troppo esasperate nella preparazione dei motori. La Kadett sarà comunque una protagonista indiscussa dei rally fine anni Settanta con i suoi Gruppi 1 e 2.

La Gruppo 1 è un’affinamento del prodotto di serie, quindi il motore viene bilanciato, la testa pulita, cresce il rapporto di compressione,l’albero motore viene sostituito con un tipo sempre omologato per il Gruppo 1 con la stessa alzata di quello di serie, ma con profili differenti, eccetera.

Viene anche modificato l’assetto e i sistemi di sicurezza. La Gruppo 2, invece, viene interamente elaborata, dal telaio irrobustito a tutto il gruppo delle sospensioni, incluso la modifica dell’impianto frenante, della carrozzeria, parafanghi con l’uso di codolini, eccetera.

Il motore può essere sia a carburatori, soluzione diffusa in quanto più semplice da sviluppare e gestire, sia ad iniezione meccanica. Con una preparazione completa il motore eroga dai 160 ai 190 cavalli a seconda del tipo di elaborazione. Infine, c’è la Gruppo 4, che rappresenta il massimo sviluppo della Kadett GT/E: motori a 16 valvole o a testa radiale in alluminio, con potenze che arrivano fino a 230 cavalli. A livello di telaio le differenze con la vettura omologata in Gruppo 2 si trovano nei cerchi e nell’impianto frenante con quattro autoventilanti.

Libri su Storie di Rally

la scheda

OPEL KADETT GT/E FUNNY CAR (2ª edizione)

Autore: Antonio Biasioli

Volumi: collana editoriale Monografie da Rally

Copertina: rigida con sovracoperta

Pagine: 200

Immagini: in bianco e nero e a colori

Editore: Elzeviro Editrice

Prezzo: 40 euro

ISBN: 978-8-8889392-0-9

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