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Storia del San Martino di Castrozza 1964-1977 di Biasioli

Il 1963 fu dedicato alla ricerca del percorso. L’anno dopo il rallye era pronto: il percorso prevedeva 1600 chilometri snodantisi nella suggestiva cornice delle Dolomiti, lungo i quali le strade sterrate si intrecciavano e si confondevano con il paesaggio. Punto di riferimento era San Martino di Castrozza, che per quattro volte era attraversato dalla corsa. Dopo Beppe Donazzan e Bruno Bocca, anche Tony Biasioli si dedica al Rally San Martino.

Tony Biasioli si è cimentato con un’altra pubblicazione. Un argomento che scotta di passione: storia di un rally che tutto il Triveneto vorrebbe nel Mondiale. Già in passato prestigiose firme del giornalismo italiano, come Beppe Donazzan, hanno partorito libri sul San Martino che sono entrati nella storia. Basti pensare a “Tutti figli del San Martino“. Oppure al bellissimo volume da collezione e in tiratura davvero limitata come “San Martino di Castrozza 1964-1977” firmato dal bravo Bruno Bocca (in tutto ne sono stati scritti quattro libri sul Rally San Martino), oppure ancora all’opera per antonomasia, “San Martino non era solo un rallye” di Francesco Stochino (un vero testamento quest’ultimo).

Il libro del fotografo veneto si chiama “Storia del San Martino di Castrozza 1964-1977” e parte proprio dalla prima edizione del “rallye”, che appunto risale al 1964. L’idea di organizzare una manifestazione automobilistica con epicentro il Primiero scaturì dall’incontro di due appassionati: l’avvocato Luigi Stochino e il conte Pietro Bovio, presidente dell’Azienda Autonoma di San Martino di Castrozza, uniti nella professione di avvocato. L’intento era quello di rivitalizzare la stagione estiva di San Martino e allo stesso tempo introdurre una specialità che all’epoca in Italia era quasi inesistente.

Il 1963 fu dedicato alla ricerca del percorso. L’anno dopo il rallye era pronto: il percorso prevedeva 1600 chilometri snodantisi nella suggestiva cornice delle Dolomiti, lungo i quali le strade sterrate si intrecciavano e si confondevano con il paesaggio. Punto di riferimento era San Martino di Castrozza, che per quattro volte era attraversato dalla corsa. Sessantaquattro gli equipaggi partecipanti di cui 34 arrivarono alla fine. Vincitori Arnaldo Cavallari e Sandro Munari su Alfa Romeo Giulia TI Super. Generale l’entusiasmo, anche dei piloti che avevano manifestato prima della gara le loro perplessità per la lunghezza del percorso e il suo ritmo.

Subito dopo la prima edizione, sempre nel 1964 si diede vita a un challenge internazionale, la Mitropa Cup, inizialmente per Italia, Austria e Germania Ovest, e poi estesa anche a Ungheria, Polonia, Jugoslavia e Cecoslovacchia. La prima edizione del 1965 fu vinta dagli austriaci Romberg-Ferner. Il Rally di San Martino di Castrozza può quindi essere considerato l’antesignano del nuovo rallismo italiano. La nuova formula si impose e sorsero successivamente altre manifestazioni a sua imitazione, quali il Rally dell’Elba o il Rally delle Alpi Orientali.

Per ribadire l’importanza che le condizioni di sicurezza rivestivano nell’ambito di gare di questo genere, per evidenziare tratti inediti e aspetti suggestivi della manifestazione, oltreché per pubblicizzare la nuova formula rallistica, nel 1968 venne realizzato dal comitato organizzativo del “rallye” un filmato che, inviato al 25º Festival Internazionale del Documentario Sportivo di Cortina d’Ampezzo, fu proclamato vincitore assoluto.

Frattanto le edizioni del Rally San Martino di Castrozza si susseguirono ininterrotte fino al 1977. La manifestazione scalò tutti i gradi di validità internazionale raggiungendo prima il campionato europeo, poi il campionato mondiale conduttori. Nel 1977 condizioni impossibili imposte dalla Pubblica Amministrazione costrinsero a rinunciare alla organizzazione del rallye: l’ultimo vincitore del “Vecchio San Martino” fu Sandro Munari. Anche Tony Biasioli ora ripercorre e celebra quella storia leggendaria narrata più volte dalle grandi firme del giornalismo italiano.

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STORIA DEL SAN MARTINO DI CASTROZZA 1964-1977

Autore: Antonio Biasioli

Copertina: rigida

Pagine: 256

Immagini: oltre 400 in bianco e nero e a colori

Formato: 21 x 29,7 cm

Editore: Elzeviro Editrice

Prezzo: 38 euro + spese di spedizione

Peso: 856 grammi

Fiat 124 berlina e spider da corsa in una monografia

Se non ci fossero state loro, le Fiat 124 berlina e spider da corsa portate in gara da clienti appassionati di rally, forse la Fiat non avrebbe iniziato a correre nella specialità. L’antesignana della Fiat dei rally è lei, la 124 berlina, seguita poi dalla 125 berlina e poi dalla più sportiva 124 spider. Ed è qui che ritroviamo l’attento Antonio Biasioli che fotografa e racconta con il suo particolare punto di vista.

La Fiat 124 Special, una berlina per tutti i giorni, è stata l’artefice di grandi imprese nei rally degli anni Settanta. Questo libro integra la già generosa bibliografia dedicata alla 124 Spider Abarth dando finalmente spazio anche alla berlina che l’autore, il fotoreporter Antonio Biasioli, ha catturato in una notevole quantità di immagini in anni di esperienza al seguito di innumerevoli gare.

Il volume ha quasi cento e settanta pagine con quasi quattrocento fotografie. Fiat 124: berlna & spider da corsa è un affascinante reportage (non tecnico) sulla prima vettura che faceva correre i piloti privati: la Fiat 124 berlina (e a seguire la veloce Special T) mamma della potente e raffinata Fiat 124 Spider. Un avvincente libro. Un particolare punto di vista. La storia dello spider, disegnato da Tom Tjarda, che “punto” dallo Scorpione Abarth diventa 124.

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FIAT 124 BERLINA & SPIDER DA CORSA

Autore: Antonio Biasioli

Volumi: collana editoriale Monografie da Rally

Copertina: rigida con sovracopertina

Pagine: 168

Immagini: 370 in bianco e nero e a colori

Editore: Elzeviro Editrice

Prezzo: 50 euro

ISBN: 978-8-8889393-7-7

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Opel Kadett GTE funny car: monografia di Antonio Biasioli

Opel Kadett GT/E funny car è il libro più ricco di traversi e di immagini divertenti scattate e selezionate da uno dei fotografi italiani più noti.

La storia di quel piccolo gioiellino di auto che è stata la Opel Kadett GT/E, dalla prima versione al Terzo Millennio. La storia inedita dei Carenini (preparatori) e del Mago Conrero. Con le avventure in Francia del più forte pilota in Gruppo 1, Jean Louis Clarr, che ha addirittura vinto il 1000 Piste fino all’intervista esclusiva con Walter Rohrl, che definisce la Kadett Gruppo 4 un disastro.

Passando dai racconti di Federico Ormezzano a quelli di Rudy, Dus e Scarpari, fino all’attuale re dei traversi, Luca Cattilino con la Kadett GT/E che fu di Attilio Bettega. Un caleidoscopio di vetture, Opel Kadett GT/E funny car con foto spettacolari e le livree più insolite. A sette anni di distanza dalla prima pubblicazione, la monografia che ha spiccato per numero di copie vendute viene ristampata, con molte modifiche e ben oltre cinquantacinque pagine in più della prima edizione.

Con questa auto hanno corso molti grandi piloti, da Rohrl ad Amilcare Ballestrieri, da Jean-Pierre Nicolas a Rauno Aaltonen, da Lucky Battistolli a Warmbold a Dario Cerrato, da Brai a Tonino Tognana, fino a Miki Biasion e Attilio Bettega, hanno debuttato sul palcoscenico dei rally proprio con quest’auto.

Oggi nelle gare storiche è un piacere vedere correre ancora queste vetture che hanno l’affidabilità assoluta e il controsterzo nel sangue. Il fascino della più simpatica auto da rally degli anni Settanta attraverso le immagini. La storia della Kadett ha inizio nel settembre del 1975 quando, assieme alla City Lusso (con allestimento simile alle Lusso a tre volumi), debutta la Kadett Coupé GT/E, spinta da un 4 cilindri di 1,9 litri dotato dell’iniezione Bosch J-Tronic che erogava 105 cavalli, che diventa ben presto la base ideale per farne una vettura da corsa.

Un’auto con cui corrono tantissimi grandi piloti, da Walter Rorhl ad Amilcare Ballestrieri, da Jean-Pierre Nicolas a Rauno Aaltonen. Il libro traccia, soprattutto fotograficamente, la storia della Opel Kadett dalla sua prima versione, apparsa nel 1962, fino all’ultima versione 2000 GT/E.

Appunto, dalla fine del 1975, quando viene affidata a Walter Rohrl una Gruppo 2 con motore 1,9 litri a carburatori derivato dalla Manta con 160 cavalli. I buoni risultati ottenuti spronano la Opel a una successiva omologazione in Gruppo 4 dove fa debuttare un motore con 230 cavalli a 7.400 giri, con 16 valvole.

Nel 1976 le vetture ufficiali patiscono purtroppo molte noie specialmente di surriscaldamento in quanto troppo esasperate nella preparazione dei motori. La Kadett sarà comunque una protagonista indiscussa dei rally fine anni Settanta con i suoi Gruppi 1 e 2.

La Gruppo 1 è un’affinamento del prodotto di serie, quindi il motore viene bilanciato, la testa pulita, cresce il rapporto di compressione,l’albero motore viene sostituito con un tipo sempre omologato per il Gruppo 1 con la stessa alzata di quello di serie, ma con profili differenti, eccetera.

Viene anche modificato l’assetto e i sistemi di sicurezza. La Gruppo 2, invece, viene interamente elaborata, dal telaio irrobustito a tutto il gruppo delle sospensioni, incluso la modifica dell’impianto frenante, della carrozzeria, parafanghi con l’uso di codolini, eccetera.

Il motore può essere sia a carburatori, soluzione diffusa in quanto più semplice da sviluppare e gestire, sia ad iniezione meccanica. Con una preparazione completa il motore eroga dai 160 ai 190 cavalli a seconda del tipo di elaborazione. Infine, c’è la Gruppo 4, che rappresenta il massimo sviluppo della Kadett GT/E: motori a 16 valvole o a testa radiale in alluminio, con potenze che arrivano fino a 230 cavalli. A livello di telaio le differenze con la vettura omologata in Gruppo 2 si trovano nei cerchi e nell’impianto frenante con quattro autoventilanti.

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OPEL KADETT GT/E FUNNY CAR (2ª edizione)

Autore: Antonio Biasioli

Volumi: collana editoriale Monografie da Rally

Copertina: rigida con sovracoperta

Pagine: 200

Immagini: in bianco e nero e a colori

Editore: Elzeviro Editrice

Prezzo: 40 euro

ISBN: 978-8-8889392-0-9

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La Ferrari 308 GTB Rally Car raccontata in un’opera

Lanciata nel 1975, la 308 GTB fu la seconda Ferrari a motore centrale a utilizzare un V8. Un’auto adatta a correre nel Gruppo B, storica categoria di rally.

Quando pensiamo alle sportive del Cavallino Rampante diventa difficile associarle a competizioni in cui a dominare sono macchine più tradizionali, più familiari e da città. Però, i mitici anni Ottanta portano questo e altro. Infatti, nell’epopea dei rally, quando il Gruppo 4 viene sostituito dal Gruppo B, anche le Rosse hanno avuto la loro parte, in special modo la Ferrari 308 GTB Rally Car.

Dove nasce questa splendida Ferrari da rally? In Italia nasce a Padova. E infatti, solo un reporter vintage padovano – con l’aiuto dell’amico giornalista Fabrizio De Checchi – poteva realizzare questo omaggio alla più incredibile auto da rally, che debutta nel lontano 1978, forgiata da Michelotto.

I rally non sono mai stati un terreno favorevole alle gran turismo di Maranello, eppure anche loro si sono cimentate, e con successo, in questa specialità estrema per delle berlinette concepite soprattutto per l’asfalto e che, se impiegate in corsa, prediligevano l’asfalto dei circuiti piuttosto che la terra e la neve dei rally.

Il libro ha cento e ottantaquattro pagine, con oltre trecento e cinquanta immagini, quasi tutte inedite. Un caleidoscopio di magnifiche fotografie che fanno scoprire la storia di una macchina stradale trasformata in rally car in mezzo a tanti e inediti racconti di vita nei rally per bocca dei protagonisti.

L’affascinante storia del progetto, il debutto con un giovane Liviero alla guida, i problemi di gioventù, l’arrivo di Altoè a far strada per migliorare, Pinto e la sua prima vittoria, le gare di campionato e poi Andruet “Cavallo Pazzo” che la porta al successo e alla fama mondiale.

Interviste speciali a Lele Pinto e Fabio Penariol. Notizie e fatti inediti, racconti dei protagonisti, interviste e rivelazioni: un super libro che poi arriva fino al Terzo millennio, con la rinascita del progetto grazie a“Lucky”, che decide di guidarla. A proposito, ci sono tutte le le immagini delle Ferrari del Terzo millennio fatte preparare da “Lucky”, che già aveva corso nel 1984 con la Ferrari 308 Gruppo B.

Tutte le auto che hanno portato il Cavallino Rampante a vincere nei rally sono ben rappresentate in questo speciale volume: dalla rossa iniziale di Liviero alla livrea Olio Fiat di Nico, dalle livree Pioneer-Entremont di Andruet alle bianche Pro.Motor.Sport di Zanini, vincitore del Campionato Spagnolo nel 1984. Antonio Biasioli ripercorre i traguardi del palermitano “Bronson” come del bresciano Nick Busseni, il debutto spettacolare di Waldegaard con la bianca 308 sponsorizzata Saba e le gare di Henri Toivonen al Rally di Monza e a quello di San Marino.

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FERRARI 308 GTB RALLY CAR

Autore: Antonio Biasioli

Volumi: collana editoriale Monografie da Rally

Copertina: rigida con sovracopertina

Pagine: 200

Immagini: 400 in bianco e nero e a colori

Editore: Elzeviro Editrice

Prezzo: 42 euro

ISBN: 978-8-8889396-3-6

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Porsche 911 Rallying Art di Antonio Biasioli: opera bilingue

Dopo aver ripercorso la storia delle più note auto da rally dei “tempi d’oro”, con Porsche 911 Rallying Art è il turno della Porsche 911, una delle vetture più prestigiose della storia dell’automobile. Libri sulla Porsche e sulla sua storia ne sono stati pubblicati molti, ma Antonio Biasioli con questa opera, è l’unico italiano che prende in considerazione le auto che hanno fatto i rally dal 1968 ad oggi.

Seguendo lo schema già collaudato nelle precedenti monografie, ancora una volta usa le fotografie per comunicare. Comincia dalla fine degli anni Sessanta fino a quelle attuali per raccontare la carriera sportiva italiana delle 911, le scuderie e i suoi piloti. Porsche 911 Rallyng Art è una monografia, unica in Italia, dedicata alle Porsche 911 nei rally.

Una prima parte, molto speciale, dedicata alla storia del debutto 911 nei rally europei e mondiali – ricca di immagini rare e inedite, donate dal Museo Porsche – e il resto che passa in rassegna le avventurose gare dei primi anni Settanta, fino al 1985. Poi, come fa sempre l’autore nei suoi libri, c’è una piacevole carrellata sulle vetture che corrono nel Terzo Millennio.

Racconti originali di Fulvio Bacchelli, Leo Pittoni e altri piloti che hanno guidato la vettura prodotta a Stoccarda. Oltre duecento e trenta coloratissime pagine con più di seicento e cinquanta foto. Il libro è bilingue, italiano e inglese. Come ho avuto modo di scrivere in una precedente recensione sulla storia di Porsche nei rally,

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PORSCHE 911 RALLYING ART

Autore: Antonio Biasioli

Volumi: collana editoriale Monografie da Rally

Copertina: rigida con sovracopertina

Pagine: 232

Immagini: oltre 650 in bianco e nero e a colori

Editore: Elzeviro Editrice

Prezzo: 40 euro

ISBN: 978-8-8889396-3-6

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Il Giro Automobilistico d’Italia in un libro fotografico

Un libro nato dall’intuizione di Antonio Biasioli, presente a fotografare sin dalla prima edizione, e dalla collaborazione dell’agenzia Actualfoto.

Dieci annate, dal 1973 al 1980 e dal 1988 al 1989, con tutti gli elenchi iscritti e le classifiche. Una storia agonistica che si srotola tra prove in salita, gare in circuito e prove su strade da rally: un mix particolare che fa ricordare il Giro Automobilistico d’Italia come una corsa unica e imprevedibile. Lancia Stratos, Fiat 131 Prototipo, De Tomaso Pantera, Porsche 911 e tanti prototipi da corsa sono i primi nomi che saltano in mente, ricordando questa gara.

Villeneuve e Patrese con le Lancia, Scheckter con la Fiat Ritmo, MoMo Moretti con la Super Porsche Usa, Nannini, Larini e Biasion con le Alfa Romeo IMSA, eccetera eccetera. Oltre centottanta pagine, con oltre cinquecento fotografie spettacolari. Qualcuno dirà: ma il Giro Automobilistico d’Italia non è un rally. Giusto. E’ la gara.

Una gara troppo grande e importante per rappresentare una sola specialità dell’automobilismo sportivo. Ma nei sui geni c’è molto dei rally. La competizione di durata a cui anche tanti rallisti amavano partecipare perché, con i rally, aveva una cosa in comune: la capacità di mettere a dura prova mezzi ed uomini.

A titolo informativo, la prima edizione della corsa si disputa nel 1901, con partenza da Torino, con il nome di Giro d’Italia in Automobile. Organizzata dall’Automobile Club di Torino in collaborazione con il Corriere della Sera. I chilometri da percorrere sono circa mille e seicentocinquanta, pari a mille miglia. Dopo Torino, la corsa attraversava Genova, La Spezia, Firenze, Siena, Roma, Terni, Perugia, Fano, Rimini, Cesena, Bologna, Padova, Vicenza e Verona, per raggiungere il traguardo a Milano. Nel 1906 l’Automobile Club di Milano organizza una competizione di quattromila chilometri tra Milano e Napoli per testare la resistenza delle auto.

La corsa viene denominata Coppa d’Oro, ma poi diventa anche Circuito Italiano di Resistenza. La gara parte il 14 maggio e termina il 24 dello stesso mese. Ad aggiudicarsi la vittoria è Vincenzo Lancia su Fiat 24 HP. La denominazione di Giro Automobilistico d’Italia appare solo all’inizio del 1934 quando ne viene pubblicizzata la prima edizione organizzata dal Reale Automobile Club d’Italia.

Poco prima della sua effettiva effettuazione, nel maggio dello stesso anno, la sua denominazione viene modificata in Coppa d’Oro del Littorio. La gara si conclude il 2 giugno del 1934 con la vittoria di Carlo Pintacuda e Mario Nardilli alla guida di una Lancia Astura.

Nel 1973, ed è da questo momento in poi che l’autore si occupa della gara, un nuovo Giro Automobilistico d’Italia viene organizzato dall’Automobile Club di Torino, ispirandosi alla corsa originale. E’ una delle competizioni a quattro ruote più complete allora esistenti, poiché include prove di regolarità su strade aperte al traffico, prove di velocità su strade chiuse al traffico, prove di rally e di velocità in circuito.

Partecipano, nel corso delle varie edizioni, numerosi piloti di Formula 1 e dei rally, tra cui Gilles Villeneuve, Riccardo Patrese, Michele Alboreto, Clay Regazzoni, Jody Scheckter, Arturo Merzario, Sandro Munari, Markku Alén, Miki Biasion, Walter Röhrl e Dario Cerrato.

In questa veste, il “Giro” verrà disputato annualmente fino al 1980. Una lunga pausa e poi una nuova parentesi. Troppo breve, anche questa coperta dal libro di Biasioli. Infatti, dopo l’epoca d’oro degli anni Settanta, il “Giro” vive due appendici nel 1988 e nel 1989, conquistato in entrambe le occasioni da un’Alfa Romeo 75 Turbo Imsa: Riccardo Patrese, Miki Biasion e Tiziano Siviero nel 1988 e Giorgio Francia, Dario Cerrato e Geppy Cerri nell’edizione del 1989.

Negli anni Novanta e nei primi anni del terzo millennio la competizione di durata cade nel dimenticatoio, risucchiata dal silenzio e dal disinteresse. Certo, le norme introdotte nel Codice della Strada non aiutano. Dopo una pausa ventennale, una nuova edizione della corsa viene messa in piedi nel 2011, a vincere questa volta è una Porsche Cayman. A ciò non è tuttavia seguita una rinascita del Giro Automobilistico d’Italia e, a causa di successivi problemi organizzativi e logistici, la corsa del 2011 sembra destinata a restare un episodio isolato.

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GIRO AUTOMOBILISTICO D’ITALIA

Autore: Antonio Biasioli

Copertina: rigida con sovracopertina

Pagine: 184

Immagini: oltre 500 in bianco e nero e a colori

Editore: Elzeviro Editrice

Prezzo: 40 euro

ISBN: 978-8-8889398-6-5

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Alfa Romeo nei rally: un libro fotografico la racconta

Prima il volume Lancia Stratos la regina dei rally, Opel poi Kadett GT/E funny car e Fiat 124 berlina e spider da corsa. Alfa Romeo nei rally è la quarta monografia di Biasioli.

Dopo Lancia Stratos la regina dei rally, Opel Kadett GT/E funny car e Fiat 124 berlina e spider da corsa ecco la quarta monografia di Antonio Biasioli. Alfa Romeo nei rally è un libro fotografico dedicato all’Alfa Romeo, un’altra fatica di Antonio Biasioli, e, come lo stesso autore dice, è un omaggio a tutte quelle vetture del Biscione, nate per la velocità pura, che hanno calcato la scena dei rally, suscitando gioiosi fremiti e raccogliendo ottime soddisfazioni, con piloti come Arnaldo Cavallari, Luciano Trombotto, Federico Ormezzano, Maurizio Verini, Amilcare Ballestrieri e tanti meno conosciuti.

Ampio spazio è dedicato agli uomini e ai team che hanno guidato le Alfa Romeo, dalle strade innevate di Monte-Carlo agli sterrati delle prime edizioni del Rally di Sicilia. Ricco di storie, ricchissimo di foto in bianco e nero e a colori. Pagina dopo pagina si ripercorre la storia delle Alfa Romeo nei rally, dalla Giulia all’Alfasud, ma sopratutto le vicende rallystiche dell’ Alfetta GT e GTV. Il libro in lingua italiana e inglese è in tiratura limitata di cinquecento copie, più cinquanta numerate e autografate dall’autore.

Insomma, ancora una volta un bel libro per gli appassionati della specialità e del Quadrifoglio, pensato, scritto ed impaginato da un grande e competente appassionato. Ne è nato un volume che ha soddisfatto le attese, come già in passato Biasioli ha dimostrato di sapere fare, ricco di storie, ricchissimo di foto in bianco e nero e a colori, ancora una volta un libro imperdibile per gli appassionati della specialità e del Quadrifoglio, pensato, scritto ed impaginato da un appassionato. Alfa Romeo nei rally è imperdibile anche per gli amici modellisti per i tanti spunti che da per la realizzazione di miniature inedite.

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ALFA ROMEO NEI RALLY

Autore: Antonio Biasioli

Volumi: collana editoriale Monografie da Rally

Copertina: rigida con sovracopertina

Pagine: 160

Immagini: oltre 400 foto

Editore: Elzeviro Editrice

Prezzo: 40 euro

ISBN: 978-8-8889395-0-6

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Lancia Stratos: la Regina dei Rally vista da Antonio Biasioli

Un libro multilingue, italiano e inglese, ormai quasi introvabile. Chi ce l’ha se lo tiene stretto. Antonio Biasioli lo pubblicò a settembre del 2009. Il volume andò esaurito in breve tempo.

Lancia Stratos – la Regina dei Rally è un’opera completamente diversa dalle altre, contiene in 144 pagine ben oltre trecento fotografie, di cui gran parte inedite e particolari. Il libro racconta come è nata la Stratos, chi l’ha guidata e le emozioni che trasmette ancora oggi, nel Terzo millennio.

All’interno sono contenute interviste a Sandro Munari, Cesare Fiorio e Tony Fassina, ma soprattutto molto spazio è dedicato alle imprese Lancia alla Targa Florio 1973 e 1974 e al Giro Automobilistico d’Italia dal 1974 al 1979, oltre che ai molti piloti privati che l’hanno scelta per correre.

Il libro trasuda passione, la stessa che Antonio Biasioli, appassionato reporter, da anni trasmette con le sue immagini. Sul libro Lancia Stratos: Regina dei Rally sono presenti immagini concesse da altri fotografi. Successivamente, Biasioli è tornato sull’argomento, con “Lancia Stratos: 40 anni di successi“. 

La Stratos è, senza ombra di dubbio, l’auto regina dei rally degli anni Settanta, oltre che una delle più belle, potenti, importanti e rappresentative sportive di quel decennio. Fu la madre delle vetture Gruppo B: tre titoli nel Campionato del Mondo Rally vinti consecutivamente, tra il 1974 ed il 1976, e tantissimi altri successi a livello Europeo e Italiano.

E’ stata, forse ancora oggi è, la migliore automobile con carrozzeria di tipo coupé, prodotta dalla Lancia dal 1973 al 1976, su disegno di Marcello Gandini per Bertone. La sua storia ha inizio al Salone di Torino del 1970, quando il geniale di Bertone lancia una provocazione, un prototipo di un’auto “extraterrestre” alta soli 80 centimetri, con accesso attraverso l’enorme parabrezza centrale, dotata di motore 1,6 litri della Fulvia HF montato centralmente.

Un debutto sconcertante che lascia di stucco tutti gli addetti ai lavori, anche se da parte della dirigenza Fiat, ed in particolare di Cesare Fiorio, a capo del reparto sportivo del Costruttore torinese, si ipotizza di sfruttare quello Stratos (inizialmente al maschile) come base per l’erede della Fulvia HF nei rally, sempre più combattuti e ricchi di tecnica.

Certo quella linea sarebbe dovuta essere addolcita, per cui Nuccio Bertone si cimenta in varie evoluzioni stilistiche e concettuali che portano ad un abbozzo quasi definitivo della nuova berlinetta. I concetti base sono la trazione posteriore, il motore in posizione centrale e le portiere incernierate normalmente.

Così la Stratos fa la sua comparsa nel 1972 nella sua veste definitiva: le dimensioni sono compatte, meno di 4 metri. La linea è sempre fortemente a cuneo, anche se più umana rispetto al prototipo del 1970. Manca solo il motore. Si cerca un propulsore nobile, potente, dotato di molta coppia.

La scelta cade sul 6 cilindri a V di 2.400 centimetri cubici della Ferrari Dino 246GT, con opportune evoluzioni e modifiche. Il risultato è eccellente: 250 cavalli, 225 newtonmetri di coppia massima a 4000 giri al minuto, 230 chilometri orari di velocità massima, ma da 0 a 100 in meno di 7 secondi. Ma in questo libro non troverete dettagli e curiosità tecniche. Qui, solo foto, storie e aneddoti.

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LANCIA STRATOS: REGINA DEI RALLY

Autore: Antonio Biasioli

Volumi: collana editoriale Monografie da Rally

Copertina: rigida con sovracopertina

Pagine: 144

Immagini: 325 in bianco e nero e a colori

Editore: Elzeviro Editrice

Prezzo: 40 euro

ISBN: 978-8-8889392-4-7

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Fiat 131 Abarth Rally: l’opera editoriale completa

Il nome già dice tutto: Fiat 131 Abarth Rally. Punto e basta. Senza possibilità di equivoci, si tratta di un libro che racconta, con semplice completezza, l’avventura vincente della Fiat 131 Abarth.

La Fiat 131 Abarth è stata una vettura “casalinga” trasformata dall’Abarth per vincere tre Campionati del Mondo Rally. Il progetto, il debutto incredibilmente vincente con Giorgio Pianta al Giro Automobilistico d’Italia, la prima stagione e via discorrendo con centinaia di fotografie mai pubblicate prima. La storia narrata dai protagonisti: piloti, meccanici, motoristi e navigatori raccontano le loro magnifiche avventure vincenti.

Spesso sottovalutata, questa vettura dal look squadrato ha confermato le ottime doti di tanti ottimi piloti che l’hanno guidata, da Markku Alen a Walter Rohrl, da Bernard Darniche ad Attilio Bettega, da Adartico Vudafieri a Maurizio Verini. Il libro passa in rassegna tutta la storia del Fiat 131 dal debutto nei rally come prototipo, nel 1975, fino agli anni d’oro in cui mieteva i più grandi successi. 

Interessanti i tanti racconti storici contenuti al suo interno da parte di chi questa vettura l’ha guidata, l’ha vissuta come navigatore, l’ha rialzata durante i parchi assistenza o anche solo seguita in capo al mondo.

Biasioli, sulla sua ultima fatica, scrive: “Siamo alla settima “Monografia da Rally” ed era altamente doveroso dedicare (probabilmente) l’ultima alla Fiat 131 Abarth, che molti dimenticano aver vinto tre Mondiali Rally ai tempi d’oro, quando tutte le più importanti case automobilistiche preparavano le migliori vetture stradali per competere”.

Chiaramente “poco affascinante” sin dalla presentazione, la Fiat 131 Abarth Rally ha saputo guadagnarsi il plauso dei piloti e il tifo degli appassionati che avevano ancora negli occhi il fascino della meravigliosa Lancia Stratos, in cambio bisogna ammettere che l’affidabilità della vettura, la piacevolezza di guida al limite e un buon motore, forte come un mulo, ne hanno forgiato la carriera.

Tre titoli mondiali, dal 1977 al 1980, sono un buon record per una casa come la Fiat che finora non aveva saputo vincerne neanche uno con vetture tecnicamente migliori e budget faraonici… Un successo di squadra, con nuovi vertici, l’unione degli sforzi e quei tanti bravissimi tecnici e meccanici che si sono dannati l’anima per preparare la vettura in Abarth e per assisterla poi al meglio sui campi di gara.

La 131 ha avuto anche il merito di consacrare due campioni già molto bravi, ma che da questo progetto hanno ottenuto un imponente imprimatur: Markku Alen che poi arriverà ancora più in alto con le Lancia e Walter Rohrl che otterrà un titolo mondiale piloti e poi passerà alla Opel ed alle quattro ruote motrici dell’Audi. Qui non troverete gli aspetti tecnici da ingegneri o un elenco interminabile di targhe e numeri di telaio…

“Ma troverete le migliori (ed inedite) immagini che narrano la storia felice della Fiat 131 tra piloti ufficiali e privati, tra scuderie titolate e quelle ruspanti… con tutta la mia passione e quella di coloro che mi aiutano ad assemblare queste pagine da cui trasparirà la gioia di aver visto in corsa queste vetture vincenti”, conclude Biasioli.

Un modo molto originale per ripercorrere la storia della 131 Abarth Rally, nata come versione elaborata dalla Abarth della berlina Fiat 131, costruita tra il 1976 e il 1978 in soli quattrocento esemplari. Una storia raccontata attraverso una visione meno “classica” di quella a cui si è abituati.

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FIAT 131 ABARTH RALLY

Autore: Antonio Biasioli

Volumi: collana editoriale Monografie da Rally

Copertina: rigida con sovracopertina

Pagine: 232

Immagini: oltre 650 in bianco e nero e a colori

Editore: Elzeviro Editrice

Prezzo: 40 euro

ISBN: 978-8-8889398-5-8

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I miei primi 40 anni: l’opera sulla Lancia Stratos

Lancia Stratos – 40 anni di successi è la storia di una straordinaria auto da rally con 650 fotografie inedite che arricchiscono le pagine del volume.

Lancia Stratos: 40 anni di successi, scritto da Antonio Biasioli ed edito da Edizioni Elzeviro, realizzato con la collaborazione di Fabrizio De Checchi e Luca Cattilino, più di duecentodieci pagine per raccontare, e non solo fotograficamente, la storia di una tra le più appassionanti storie motoristiche: dalla nascita del mito fino alle più recenti (e discutibili) reinterpretazioni della betê a gagner

Biasioli presenta i suoi lavori come opere “fotografiche”, forse a ricordare, quasi ce ne fosse bisogno, che da decenni racconta la storia dei rally attraverso i suoi scatti. Anche in questo libro sono stati miscelati ad arte il vecchio e il nuovo, racconti e aneddoti, impresa per nulla scontata che premia la dedizione profusa nel regalare agli appassionati emozioni di un tempo che in molti, rimpiangiamo.

Lancia Stratos, 40 anni di successi ripercorre da una parte la storia di questa straordinaria automobile grazie ad un numero davvero impressionante di immagini inedite (650 sono le fotografie che arricchiscono le pagine del volume) e trasporta alla scoperta di esclusivi racconti e aneddoti sapientemente miscelati.

Quando le immagini sono vere e proprie opere d’arte, il testo raccolto dall’autore diventa un modo originale per creare l’ambientazione più adatta. Alla realizzazione dell’opera sulla Lancia Stratos HF hanno partecipato giornalisti come Gian dell’Erba, direttore de La Manovella, che ci introduce alla nascita del mito.

Si prosegue con l’intervista che Ariella Mannucci ha concesso a Silvio Ottolenghi del quotidiano Tuttosport, passando poi per i ricordi di “Biche”, Piero Sodano, Lele Pinto, Tony Fassina, solo per citarne alcuni, senza dimenticare le numerose testimonianze di chi quell’epopea la visse in prima persona, da Sergio Martinetto, motorista del Reparto Corse Lancia, ai racconti di Piero Spriano.

Una corposa sezione del libro è dedicata ai piloti, noti e meno noti che popolarono i rally tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta e ai preparatori, senza trascurare (grande merito) i consistenti contributi offerti dagli appassionati doc che dedicano il proprio tempo a ricostruire la storia della Stratos, affinché questo patrimonio non vada perduto. Chi ha la fortuna di possederne una, di Stratos, se la tiene stretta. Vale la stessa cosa per questo libro, che ormai è una rarità.

Libri su Storie di Rally

la scheda

LANCIA STRATOS: 40 ANNI DI SUCCESSI

Autore: Antonio Biasioli

Volumi: collana editoriale Monografie da Rally

Copertina: rigida con sovracopertina

Pagine: 216

Immagini: 650 in bianco e nero e a colori

Editore: Elzeviro Editrice

Prezzo: 68 euro

ISBN: 978-8-8889395-7-5

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Opel Kadett GT/E: la 1ª edizione di Antonio Biasioli

La prima edizione del libro di Antonio Biasioli sulla Opel Kadett GT/E, con tantissime foto, tutte dedicate alla tedesca da rally, principessa indiscussa dei rally di ieri. 

Opel Kadett GT/E, tutto ebbe inizio quando nel settembre del 1975 quando, assieme alla City Lusso (con allestimento simile alle Lusso a tre volumi), debuttò la Kadett Coupé GT/E, spinta da un 4 cilindri di 1,9 litri dotato dell’iniezione Bosch J-Tronic che erogava 105 cavalli, che divenne ben presto la base ideale per farne una vettura da corsa.

Un’auto con cui hanno corso tantissimi grandi piloti, da Walter Rorhl ad Amilcare Ballestrieri, da Jean-Pierre Nicolas a Rauno Aaltonen. Il libro traccia la storia della Opel Kadett dalla sua prima versione, apparsa nel 1962, fino all’ultima versione 2000 GT/E. Quindi, appunto, dalla fine del 1975, quando viene affidata a Walter Rohrl una Gruppo 2 con motore 1,9 litri a carburatori derivato dalla Manta con 160 cavalli.

I buoni risultati ottenuti spronano la Opel a una successiva omologazione in Gruppo 4 dove fa debuttare un motore con 230 cavalli a 7.400 giri, con 16 valvole. Nel 1976 le vetture ufficiali patiscono purtroppo molte noie specialmente di surriscaldamento in quanto troppo esasperate nella preparazione dei motori.

La Kadett è una protagonista indiscussa dei rally fine anni Settanta con i suoi Gruppi 1 e 2. La Gruppo 1 è un’affinamento del prodotto di serie, quindi il motore viene bilanciato, la testa pulita, cresce il rapporto di compressione,l’albero motore viene sostituito con un tipo sempre omologato per il Gruppo 1 con la stessa alzata di quello di serie, ma con profili differenti, eccetera. Viene anche modificato l’assetto e i sistemi di sicurezza.

La Gruppo 2, invece, viene interamente elaborata, dal telaio irrobustito a tutto il gruppo delle sospensioni, incluso la modifica dell’impianto frenante, della carrozzeria, parafanghi con l’uso di codolini, eccetera. Il motore può essere sia a carburatori, soluzione diffusa in quanto più semplice da sviluppare e gestire, sia ad iniezione meccanica.

Con una preparazione completa il motore eroga dai 160 ai 190 cavalli a seconda del tipo di elaborazione. Infine, c’è la Gruppo 4, che rappresenta il massimo sviluppo della Kadett GT/E: motori a 16 valvole o a testa radiale in alluminio, con potenze che arrivano fino a 230 cavalli.

A livello di telaio le differenze con la vettura omologata in Gruppo 2 si trovano nei cerchi e nell’impianto frenante con quattro autoventilanti. Biasioli si sofferma poi a descrivere le varie versioni rally, con molti particolari ed una carrellata delle gare e dei successi mietuti da queste auto che, come scrive giustamente l’autore: “Hanno l’affidabilità assoluta ed il controsterzo nel sangue”.

Moltissime foto a colori, che la ritraggono anche nelle sue partecipazioni alla Targa Florio in edizione rallystica. Imperdibile per gli amanti della granturismo tedesca. Questa edizione è una rarità assoluta, andata esaurita. L’autore ha stampato una seconda edizione con oltre cinquanta pagine in più e tante nuove immagini inedite. Ma questa prima edizione resta un pezzo da collezione. 

Libri su Storie di Rally

la scheda

OPEL KADETT GT/E FUNNY CAR (1ª edizione)

Autore: Antonio Biasioli

Volumi: collana editoriale Monografie da Rally

Copertina: rigida con sovracopertina

Pagine: 143

Immagini: 325 in bianco e nero e a colori

Editore: Elzeviro Editrice

Prezzo: 50 euro

ISBN: 978-8-8889392-0-9

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