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Neuville, Gilsoul e Wilson contro il WRC ibrido

Quella 2020 sarà la penultima edizione del WRC che profuma di sola benzina. Dal 2022, infatti, il Mondiale Rally introduce l’ibrido, quindi oltre ai 380 cavalli previsti ci sarà un power boost da 100 kW per i soli tratti di trasferimento. Ma cosa ne pensano piloti e team manager del WRC di questa scelta?

Negli ultimi anni, l’elettrificazione ha coinvolto sotto varie sfumature quasi tutte le specialità dell’automobilismo, come ad esempio la Formula 1, la MotoGP, la 24 Ore di Le Mans e le gare endurance, il WTCC, la Pikes Peak… Una specialità nella quale non si era mai sentito parlare di batterie e motori a magneti permanenti era quella dei rally. Ma il WRC ibrido ora è vicino.

La novità dell’elettrico riguarderebbe le sole vetture WRC, che dal 2022 dovranno lasciar spazio, se pur in minima parte, a nuove motorizzazioni ibride: dal 2011 il regolamento prevede che queste auto siano di 1.600 cc di cilindrata, equipaggiate di turbo e dotate di potenza massima pari a circa 300 CV, poi elevati a 380 CV con l’arrivo delle WRC Plus.

I Costruttori dovranno integrare sotto il cofano un sistema ibrido, probabilmente identico per tutte le vetture, in grado di fornire una potenza extra di 100 kW pensato per facilitare gli spostamenti in zone affollate ed in ambito cittadino e fornire maggiori prestazioni durante le gare power stage. Maggiori dettagli dovranno arrivare dai vertici FIA entro aprile 2020 al fine di lasciar tempo sufficiente ai Costruttori per prepararsi. Uno dei piloti meno amici del WRC ibrido è notoriamente Thierry Neuville.

“Inutile negare che l’avvento dell’elettrico aumenta i rischi per l’equipaggio. Ma non solo per noi, pensate un attimo agli spettatori che vengono ad aiutarci in caso di uscita di strada – spiega Neuville –. Come possiamo spiegare a questa gente oppure ai tanti bambini che toccare le vetture potrebbe rappresentare un pericolo? E poi bisognerebbe addestrare in maniera sicura con dei corsi tutti i commissari impegnati nelle gare, i verificatori e chiunque ruoti attorno ad una vettura. In caso di incidente, magari un impatto contro un albero con tutti i pezzi sparsi e le batterie ancora collegate, mi spiegate con che tempistica e modalità si dovrebbe intervenire per fare il tutto in massima sicurezza? Ho notato che la Formula E tra gli appassionati non è così popolare, ma al contrario diverse grandi Case investono budget faraonici per uno spettacolo con poco pubblico”.

Gli fa eco il suo navigatore, Nicolas Gilsoul. Anche lui non è proprio d’accordo con il WRC ibrido. E trancia netto: “Spero di non arrivare mai a dar le note in un auto da rally completamente elettrica… non voglio minimamente pensarci”. Altri pensieri invece per Malcolm Wilson, patron M-Sport, struttura responsabile dello sviluppo delle vetture Ford WRC, che ribadisce le sue perplessità, specialmente quelle di natura economica.

“Le auto sarebbero troppo costose, sarebbe snaturare il DNA dei rally. Penso sia da pazzi, guidare una vettura da un milione di euro sulle strade dissestate dell’Argentina, bisogna ragionare, perché anche con le vetture attuali lo spettacolo non manca. Il prezzo delle attuali R5, che per intenderci sono le auto che vedete nel WRC2 e WRC3 si aggira sui 190-200 mila euro”, spiega Wilson.

“A me preoccupa, quello che potrebbe accadere nel 2022, si rischia seriamente di perdere la filiera dei giovani e questo non possiamo permettercelo, il rischio che questi ragazzi dopo il WRC2 si perdano è altissimo, perché andrebbero a sbattere su ostacoli altissimi per mettere in piedi un budget per alcune gare con le vetture della classe regina. Non sono contro l’ibrido, però questo sistema potrebbe essere sviluppato sulle più economiche e meno potenti R5, magari con l’aggiunta di ali aerodinamiche più grandi e un sistema ibrido per aumentarne le performance”.

Il Safari Rally annuncia un nuovo parco assistenza

Il nuovo parco assistenza del Safari Rally sarà più vicino al centro di Naivasha presso il Kenya Wildlife Service Training Institute. Secondo il Ministero del Turismo del Kenya ciò avrà un effetto minimo sulla fauna selvatica e sull’ecosistema del parco nazionale. 

Il Safari Rally 2020, prova del Mondiale Rally, annuncia una nuova sede per il parco di assistenza della gara, che sarà più vicino al centro di Naivasha presso il Kenya Wildlife Service Training Institute. Secondo il Ministero del Turismo del Kenya ciò avrà un effetto minimo sulla fauna selvatica e sull’ecosistema del parco nazionale. 

Il segretario di gabinetto Ministero del Turismo ha dichiarato che parte dei fondi raccolti durante l’evento sarebbero stati utilizzati per cercare di salvare gli avvoltoi in via di estinzione nel parco e vari altri progetti ambientali. Il rally in Africa orientale sarà l’ottava prova del WRC 2020 e si disputerà dal 16 al 19 luglio. Il Safari Rally segnerà l’inizio della seconda metà della stagione 2020 dopo una breve pausa.

Gli sforzi per riportare il Safari Rally nel Campionato del Mondo hanno goduto del sostegno del Governo centrale del presidente Kenyatta, oltre che degli altri ministri che hanno partecipato all’evento candidato a luglio, durante il quale la gara è stata promossa nel calendario del Mondiale Rally.

Corsi e ricorsi storici del Rally di Svezia senza neve

A mettere fine alle enormi incertezze sulla regolare effettuazione dell’edizione 1990 del Rally di Svezia è un comunicato diramato dagli organizzatori domenica 4 febbraio, a una manciata di giorni dal via: la nota conferma che la pochissima neve caduta sul Varmland rende impossibile l’effettuazione della gara.

Il Rally di Svezia 2020, seconda prova del Campionato del Mondo Rally 2020, è stato messo in crisi (era già successo nel 2019) dai cambiamenti climatici. Le temperature troppo alte e la conseguente assenza di neve nelle zone in cui l’organizzazione deve portare la corsa, infatti, sta mettendo a rischio la competizione svedese, che potrebbe addirittura essere annullata. E nella storia del Rally di Svezia non sarebbe neppure la prima volta.

Sì, no, forse… A mettere fine alle enormi incertezze sulla regolare effettuazione dell’edizione 1990 del Rally di Svezia è un comunicato diramato dagli organizzatori domenica 4 febbraio, a una manciata di giorni dal via: la nota conferma che la pochissima neve caduta sul Varmland rende impossibile l’effettuazione della gara. E questo perché, poco compatto e assai friabile, il fondo delle strade che attraversano campi e boschi scandinavi non resisterebbe alle ”torture” inflittegli dalle auto da corsa.

WRC ibride, allarme costi di M-Sport: 1.000.000 di euro

Il problema è che, dopo l’uscita di Citroen, ufficialmente motivata da altre ragioni, adesso M-Sport lancia l’allarme costi. Malcolm Wilson sostiene che il costo delle nuove WRC ibride minacci di escludere i giovani piloti dalla vetta del Mondiale Rally. I regolamenti per il WRC 2022 sono ancora in fase di elaborazione, ma includeranno la potenza ibrida, con un motore da 100 kW.

Agli appassionati non piacciono, ad alcuni tecnici fanno paura, come al solito altri dicono che si tratta del futuro, ai Costruttori interessano, la FIA è certa di contenere i costi rispetto a ciò che potrebbe essere senza ibrido l’evoluzione delle attuali WRC Plus. Parliamo delle nuove auto da rally WRC ibride, previste a partire dal 2022, perché M-Sport ha lanciato l’allarme. Sembrerebbe che i costi siano già lievitati a 850.000 sterline. Appena meno di 1.000.000 di euro.

Citroen si è sfilata, ma in questo caso ibridi erano i problemi. Hyundai e Toyota sono in prima linea nello sviluppo di auto di serie e da corsa ibride. Subaru si è detta interessata alle WRC ibride e la dirigenza a Tokyo sta seriamente valutando un eventuale ritorno nel World Rally Championship, al punto che già nel 2020 quattro equipaggi si sfideranno con le Subaru nel Campionato Giapponese Rally. Il tutto mentre altri Costruttori stanno a guardare e aspettano di poter leggere il regolamento.

Il problema è che, dopo l’uscita di Citroen, ufficialmente motivata da altre ragioni, adesso M-Sport lancia l’allarme costi. Malcolm Wilson sostiene che il costo delle nuove WRC ibride minacci di escludere i giovani piloti dalla vetta del Mondiale Rally. Perché? “Allo stato attuale, ciascuna delle auto di nuova generazione avrà un costo di circa 1 milione di euro, 850.000 sterline per la precisione”, spiega Wilson. Per capirci: le WRC ibride costeranno cinque volte di più delle R5 che partecipano al WRC 2, secondo il boss M-Sport. Secondo noi, ogni WRC ibrida costerà quattro volte di più di una R5. In ogni caso, già troppo.

Le WRC ibride saranno troppo costose, sono già troppo costose”, ha detto Wilson. “Personalmente, penso che ciò vada contro il DNA dei rally, che sono una tipologia di sport che dovrebbero consentire di correre con qualunque tipologia di auto. È folle correre contre auto da rally da 1 milione di euro ciascuna. Le auto da rally nascono per correre su una strade sterrate e distrutte, come quelle dell’Argentina, tanto per fare un esempio. Penso che si possa creare comunque tanto spettacolo per i fan spendendo meno. E questo è veramente importante”.

Le auto del WRC 2 hanno un prezzo massimo compreso tra i 190.000 e i 200.000 euro, 160.000 sterline. E questo ha ancora un senso. Mi preoccupa da lì in avanti. Con le WRC ibride si rischia di allargare troppo il divario per l’accesso dei giovani aspiranti campioni. Si rischia di avere al volante solo piloti di una certa età”. È questo il vero pericolo: eliminare i giovani. Distruggere un bel vivaio che negli ultimi anni sta venendo su prepotentemente, da est e da ovest.

FB20B, uno dei motori ibridi di Subaru
FB20B, uno dei motori ibridi di Subaru

Le nuove WRC ibride escluderanno i giovani

Ho sempre cercato di creare una scala di opportunità fino al WRC. Ma potrebbe non essere più possibile. Il divario tra WRC 2 e WRC è già enormemente grande. Continuare su questa strada, temo, sia rischioso”. Rischioso significa che i prossimi piloti avranno un aumento dei costi con l’effetto a cascata che ne consegue. Ma è tutta colpa dell’ibrido? Wilson afferma che non è solo il sistema ibrido a rendere le auto da rally WRC più costose, ma decisamente è l’aspetto che ne aumenta i costi notevolmente.

Le attuali auto da rally WRC sono molto costose”, ha spiegato alla conferenza automobilistica ad alta efficienza energetica del Motorsport Industry Association. “Storicamente abbiamo venduto da 8 a 14 auto WRC all’anno, mentredella generazione attuale ne abbiamo vendute cinque in tre anni”. Numeri che mettono i brividi perché, il resto, sono tutti mancati incassi. Soldi bruciati. Meno auto, meno gare, meno piloti.

I regolamenti per il WRC 2022 sono ancora in fase di elaborazione, ma includeranno la potenza ibrida, con un motore da 100 kW che fornisce prestazioni extra nei tratti di trasferimento e nel parco assistenza. Sembra probabile un passaggio delle future auto ad un telaio tubolare, che potrebbe avvicinare altri Costruttori e aprire a una gamma più ampia di modelli.

“Le auto attuali sembrano aggressive, sexy e veloci. Possiamo ancora farlo, probabilmente con un’auto basata su una R5 con alcune ali più grandi e un sistema ibrido”. Geniale, perché in realtà il problema non è l’ibrido. Ma è l’ibrido per come lo vuole la FIA. L’introduzione di WRC ibride potrebbe contribuire a invertire il declino delle entrate delle sponsorizzazioni. Infatti, Wilson ha confermato: L’ibrido è importante, poiché WRC non ha credenziali ecologiche e gli sponsor vanno in serie come la Formula E”.

Clamoroso, Kimi Raikkonen a caccia di record: F1 e WRC

Al giornale Red Bull Red Bulletin, Kimi Raikkonen ha detto che, in questo momento, essere vittoriosi nel WRC è meglio di esserlo nella F1 e ha aggiunto che, fino ad ora, nessuno ha mai vinto prima il titolo WRC e quello F1. Essere finlandese e anche nelle grazie milionarie di Red Bull, porta Kimi Raikkonen per primo alla corte di Tommi Makinen.

Kimi Raikkonen è pronto a chiudere la propria carriera in Formula 1. Si ritirerà alla fine del 2020. Il pilota finlandese non fa mistero di essere tornato a guardare uno sport che tanto lo ha divertito, i rally, ed essere pronto a rientrare nella serie in cui altrettanto si è divertito, il WRC.

I suoi occhi di ghiaccio adesso puntano nuovamente ai rally del WRC, dunque. Kimi Raikkonen sostiene di avere come obiettivo quello di vincere il titolo anche in quel campionato. Kimi Raikkonen ha corso a tempo pieno nelle stagioni 2010 e 2011 del WRC, finendo decimo assoluto in entrambe le stagioni con un quinto posto come miglior piazzamento.

Al magazine Red Bull Red Bulletin, Raikkonen ha detto che, in questo momento, essere vittoriosi nel WRC è meglio di esserlo nella F1: “Nessuno ha mai vinto prima il titolo sia WRC sia F1, questo è un altro aspetto che lo rende interessante per me”, ha detto il pilota di Alfa Romeo Racing giunto ormai al suo ultimo anno in Formula 1.

Nell’arco della sua carriera, Kimi Raikkonen ha corso in Formula 1 per la Sauber, la McLaren, la Lotus, la Ferrari (in due occasioni, dal 2007 al 2009 e poi dal 2014 al 2018) e per l’Alfa Romeo. È stato vice campione del mondo con la McLaren nel 2003 e nel 2005 e campione del mondo nella stagione 2007 con la Ferrari, risultando al 2019 l’ultimo pilota ad aver vinto un titolo iridato per la scuderia italiana.

Considerato come uno dei più grandi talenti dell’automobilismo di tutti tempi, Kimi Raikkonen è stato il pilota ad essere arrivato in Formula 1 con il minor numero di gare ufficiali disputate in monoposto (ventitré corse alle spalle). Nel corso della sua carriera in Formula 1 ha vinto 21 Gran Premi (10 con la Ferrari, 9 con la McLaren e 2 con la Lotus) diventando il finlandese con più vittorie all’attivo.

Soprannominato “Iceman”, perché freddo in gara e restìo a trattare con i media, secondo un sondaggio, Kimi Raikkonen sarebbe il secondo pilota più amato dai tifosi della Ferrari dopo Schumacher. Tra il 2010 e il 2011 ha inoltre partecipato, durante il momentaneo ritiro dalla Formula 1, al Campionato del Mondo Rally, disputando ben ventidue gare (59 punti), e ad alcune prove della Nascar.

Essere finlandese e anche nelle grazie milionarie di Red Bull, porta Kimi Raikkonen per primo alla corte di Tommi Makinen, nella speranza di poter avere una vettura ufficiale per la stagione 2021 del World Rally Championship. Seppure appare difficile, l’ipotesi che si possa trovare un accordo tra Raikkonen-Red Bull-Toyota Gazoo Racing potrebbe anche perfezionarsi.