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Torna nel CIR l’equipaggio 11 volte campione: Ucci-Ussi

Tornano Ucci-Ussi. Paolo Andreucci da Castelnuovo di Garfagnana ha vinto 11 volte il campione italiano rally (2001, 2003, 2006, 2009, 201, 2011, 2012, 2014, 2015, 2017, 2018). È cittadino onorario dei comuni siciliani di Scillato e Santa Teresa di Riva. Nel 2020 torna a competere nel CIR con Anna Andreussi.

Tornano Ucci-Ussi, croce e delizia di tanti rallisti. Alla presentazione dei trofei Peugeot è stato ufficializzato che nel 2020 si ricomporrà il mitico equipaggio composto da Paolo Andreucci e dalla sua dolce Anna Andreussi. I due correranno nel CIR. Prima gara Targa con la “vecchia” 208 R2B poi Roma, Sanremo, Due Valli e Tuscan Rewind con la nuova 208 Rally4: obiettivo titolo 2RM.

Paolo Andreucci da Castelnuovo di Garfagnana ha vinto 11 volte il campione italiano rally (2001, 2003, 2006, 2009, 201, 2011, 2012, 2014, 2015, 2017, 2018). È cittadino onorario dei comuni siciliani di Scillato e Santa Teresa di Riva. La passione di Paolino per i rally proviene da lontano.

Prima di esordire al volante di una Renault 5 GT Turbo, correva di nascosto con l’auto di sua mamma; questo è stato possibile grazie al fatto che, all’epoca, era permesso correre anche con auto strettamente di serie. Passa ai rally nel 1987 esordendo nella gara di casa, il Rally del Ciocco (organizzato dall’omonima tenuta di Barga), con una Renault 5 GT Turbo. Figurava come navigatore ma in realtà era lui a guidare: prima di ritirarsi sotto il diluvio era terzo assoluto.

Andreussi ha debuttato nel 1994, prima con brevi esperienze come pilota in pista e poi come copilota nei rally, affiancando Luca Vicario. Affiancò poi Fabio Roero nel Trofeo Fiat 600. Nel 2001 è diventata la copilota di Paolo Andreucci, divenuto poi suo compagno anche nella vita. Insieme hanno vinto dieci titoli nel Campionato Italiano Rally.

AndreucciCoDrive, l’app di Paolo Andreucci (e Anna Andreussi)

Nella realizzazione, il pilota Peugeot ci ha messo tutta la sua conoscenza specifica di pluricampione italiano rally per offrire un’esperienza di navigazione davvero speciale. Usarlo è esattamente come avere un copilota di rally al fianco che ti detta le note.

Insieme alla sua copilota e compagna, Anna Andreussi, l’undici volte campione italiano rally, ha sviluppato AndreucciCoDrive, un’app gratuita per smartphone e tablet che si basa su un’app di navigazione tradizionale che anticipa e descrive anche le curve in arrivo, la loro gradazione e il livello di difficoltà.

Di navigatori satellitari ce n’è un’infinità nel panorama delle App telefoniche. Ma quello realizzato da Paolo Andreucci è veramente speciale perché è l’unico sistema di navigazione che oltre a segnalarti la direzione da prendere, ti informa sul genere di curva che sta per arrivare e di come affrontarla.

Nella realizzazione, il pilota Peugeot ci ha messo tutta la sua conoscenza specifica di pluricampione italiano rally per offrire un’esperienza di navigazione davvero speciale. Usarlo è esattamente come avere un copilota di rally a fianco che ti detta le note e ti suggerisce la difficoltà delle curve: “destra 3”, “sinistra 1” e così via.

I vantaggi dell’utilizzo di questa app non sono legati solo all’aumento della sicurezza personale, ma anche alla riduzione del consumo di carburante, pneumatici e freni. In condizioni meteorologiche variabili su strade straniere, i conducenti possono navigare negli angoli con maggiore sicurezza, sapendo cosa li sta aspettando. Almeno, per questo è stata pensata.

Durante la loro carriera nei rally, Andreucci-Andreussi sono stati apprezzati e ammirati per la loro precisione e per la loro professionalità. Attraverso l’app, i campioni più titolati d’Italia vogliono condividere il loro bagaglio di esperienza a tutti i conducenti che vorranno usare l’app, migliorando anche la guida.

Un’altra caratteristica straordinaria dell’app sono i giochi integrati per incoraggiare una guida sicura in modo competitivo. Affrontando alcune sfide all’interno dell’app, gli utenti possono vincere pass per un rally WRC, per un giro di prova con Paolo e buoni carburante.

L’app AndreucciCoDrive funziona in tutto il mondo ed è attualmente disponibile sia per smartphone sia per tablet Android sia per iPhone, iPad… Al momento sono cinque le lingue supportate: inglese, francese, tedesco, italiano e spagnolo. Altre lingue seguiranno a tempo debito.

Scarica AndreucciCoDrive da iTunes qui
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Tre tappe cruciali della carriera di Paolo Andreucci

La prima tappa fondamentale della carriera di Paolo Andreucci è, senza ombra di dubbio, quella debutto, che avviene al Rally del Ciocco 1987 con la Renault 5 GT Turbo. Poi c’è l’esperienza al volante della potentissima Ford Focus WRC01. E infine, c’è la parentesi che vede Ucci e Ussi in Abarth.

In una carriera lunga come quella di Paolo Andreucci ci sono sempre delle tappe cruciali, passaggi fondamentali, punti di svolta. A maggior ragione se, oltre ad essere lunga, la carriera del pilota in questione è costellata da record e titoli. Nella carriera di ”Ucci”, come si può ben immaginare, le tappe importanti sono tantissime e questo rende ancor più difficile scremarle per arrivare alle tre principali.

L’idea stuzzica tantissimo e, quindi, sono state fatte scegliere direttamente ad Andreucci in una serata di tutta calma e convivialità. La prima tappa cruciale è, senza dubbio, quella debutto, che avviene al Rally del Ciocco. Il battesimo rallistico è sempre la tappa cruciale di qualunque carriera.

Poi c’è l’esperienza con la Ford Focus WRC01, che frutta il titolo in uno dei Campionati Italiani Rally più accesi e combattuti di sempre. E poi c’è la parentesi Ucci e Ussi in Abarth. Facciamo una doverosa premessa per gli appassionatissimi più accesi: la storia di Paolo Andreucci, fino all’ultimo titolo, è disponibile in un altro articolo (clicca qui) e altre storie sul Paolino Nazionale sono disponibili nell’archivio.

Andreucci-Pierotti fermi in PS al Rally Il Ciocco 1987 con la Renault 5 GT Turbo
Andreucci-Pierotti fermi in PS al Rally Il Ciocco 1987 con la Renault 5 GT Turbo

Paolo Andreucci e quel Rally del Ciocco 1987

Il decimo Rally Il Ciocco e Valle del Serchio del 1987 segna il debutto del ”Paolino Nazionale” nel mondo dei rally. Equipaggio numero 54, Pierotti-Andreucci su Renault 5 GT Turbo iscritta dalla scuderia Valleserchio Corse. Il suo esordio sulle strade di casa non sembra dei più fortunati perché, come ricorda Ferdinando Pierotti, i due sono costretti al ritiro sulla PS Corfino a causa di un ”botto colossale con cappottamento incluso”, dopo che le classifiche ufficiali li davano addirittura vincitori assoluti della PS Sassorosso con il miglior tempo di 7’48”, nonostante alcuni tratti innevati.

Pierotti-Andreucci erano riusciti ad infliggere ben 25” all’equipaggio poi vincitore della gara, Trombi-Trombi, sulla velocissima Lancia Rally 037. In realtà, a dispetto dei documenti di gara alla guida delle Renault 5 GT Turbo preparata dai fratelli Venturi c’è ”Ucci” e non Ferdinando Pierotti.

”Io direi che fu un esordio molto positivo – racconta Paolo Andreucci –. L’uscita ci sta con la poca esperienza. Infatti, le gomme erano finite perché i soldi erano pochi. Oggi, spesso vediamo debutti incolori ed il nostro non lo è stato, perché i tempi ci sono stati eccome!”.

”Con Ferdinando ci sentimmo al telefono tramite la Valleserchio Corse e ci trovammo a Barga. Io, un giovanotto da scarpe da ginnastica e felpa, lui da giacca e camicia. Ma ci trovammo subito bene. Gli dissi che per il resto del mondo era lui il pilota, e mi resse la parte”.

”I miei non erano d’accordo che io facessi il pilota. Non fu facile nasconderglielo, ma la passione era troppa. Già dalla prima PS balzammo in testa al Gruppo N e con l’aiuto di Giorgione e gli altri, si fecero dei tempi di valore assoluto. Oggi farebbero scalpore. Rimane uno dei giorni più belli”.

Paolo Andreucci con la Ford Focus WRC nel Campionato Italiano Rally
Paolo Andreucci con la Ford Focus WRC nel Campionato Italiano Rally

Nel 2009 vince il titolo con la Ford Focus WRC

Se il Rally Il Ciocco 1987 è uno dei più bei ricordi, non è da meno quello del primo titolo del Campionato Italiano Rally con la Ford Focus RS WRC, nel 2001, davanti ad avversari del calibro di Renato Travaglia su Peugeot 206 WRC ed Andrea Aghini su Subaru Impreza S6 WRC.

Una vittoria conseguita con due copiloti, Alessandro Giusti ed Anna Andreussi, con la quale conquisterà gli altri dieci titoli nazionali e che diventerà l’inseparabile Ussi. La Focus WRC ha segnato la carriera di Paolo. ”Auto molto bella, fantastica sulla terra. In generale, le WRC del 2000 avevano un bel motore che ti aiutava a guidare meglio. In più erano auto robuste e studiate per gare dure come quelle del Mondiale”.

”L’anno 2001 mi ha dato tante soddisfazioni, tra cui quella di organizzare un team portandoci personalmente la Erg, le Pirelli, il meccanico, che era il Chico Fluperi, e un bel po’ di soldi personali, oltre a quelli della Italian Promotor Sport, un team privato che ne ha battuti molti altri più esperti, e la Peugeot ufficiale. Conobbi Anna, fece da ricognitrice e quando fu pronta salì in macchina per il Piancavallo”.

”Si alternarono con Alessandro Giusti e fecero un eccellente lavoro. Il team lavorò benissimo con persone molto motivate e questo ci permise di essere all’altezza. Anche in M-Sport, tramite Gunther Stainer, all’epoca direttore tecnico fummo considerati. Infatti, feci qualche test di sviluppo per loro. Grande soddisfazione”.

Paolo Andreucci e Anna Andreussi con la Abarth Grande Punto Super 2000
Paolo Andreucci e Anna Andreussi con la Abarth Grande Punto Super 2000

Ucci e Ussi, l’esperienza in Abarth e la Punto

Pensando a Paolo Andreucci, automaticamente, il pensiero va a Peugeot Italia. Non potrebbe essere altrimenti visto che con la filiale italiana della Casa francese Ucci e Ussi hanno vinto ben otto titoli tricolore, di cui quattro consecutivi, dal 2009 al 2012. In realtà, un periodo importante della sua carriera è stato anche quello in Abarth, alla guida prima della Abarth Punto S1600 (campione Italiano rally 2003) e poi della Abarth Grande Punto S2000 (campione Italiano rally 2006).

“La Punto Super 2000 era una grande macchina e Anna ed io l’abbiamo sviluppata sin dall’inizio. Mi ricordo il primo paragone di tempi con la Punto 1600 e la gioia di tutto il team. Un team di valore assoluto che oggi sarebbe un top team del mondiale. Avrei scommesso tutto quello che avevo su quella squadra”.

“Se ci avessero fatto lavorare ancora avremmo fatto un team eccezionale. Vittoria al debutto al Ciocco, sviluppo e vittoria Campionato. Sono i misteri della vita che sia finita lì. Sicuramente un peccato, visto che i componenti di quel gruppo sono stati e sono le colonne portanti di tanti successi in altre squadre…”.

Tratto da 100 anni di Storie di Rally 1 – Marco Cariati

Rally Costa Smeralda 2010: Andreucci fa cinquina nel CIR

Il penultimo appuntamento del Campionato Italiano Rally 2010, che ha avuto luogo in Sardegna, è stata una delle gare più divertenti di quella stagione e consegnò, con una gara di anticipo tra l’altro, il titolo tricolore a Paolo Andreucci, portacolori di Peugeot Italia e con alle note Anna Andreussi, mentre la gara fu vinta da Kris Meeke.

Nel 2010 succedevano tante cose, tra queste c’è il quinto titolo in carriera di Paolo Andreucci. È il 14 ottobre 2010 quando, con il terzo posto assoluto, ottenuto in un difficile Rally Costa Smeralda, Paolo Andreucci e Anna Andreussi, sulla Peugeot 207 Super 2000, si confermano campioni italiani rally della specialità per il secondo anno consecutivo (poi vinceranno anche nel 2011 e nel 2012). Festeggia anche Peugeot che, invece, incassa il terzo trionfo in campo nazionale.

È bastato un terzo posto. Ma chi ha vinto? Cinque successi sulle sette prove speciali disputate, la dicono lunga sul fine settimana di Kris Meeke in Costa Smeralda. Un ruolino di marcia che fotografa alla perfezione che sugli sterrati sardi, il nordirlandese reclutato per l’occasione dalla Peugeot Italia, non ha avuto avversari.

Padrone del campo fin dal primo tratto cronometrato, il Rosso cresciuto sotto gli occhi attenti dell’indimenticato Colin McRae, a fine gara ha poi reso onore agli avversari che in qualche modo hanno cercato di contrastarlo. A cominciare da Paolo Andreucci, il compagno di squadra che con il terzo posto finale si è aggiudicato per la quinta volta in carriera il prezioso triangolino tricolore.

Il successo di Ucci-Ussi è stato favorito soprattutto dal ritiro di Luca Rossetti, suo rivale in classifica, uscito di strada per una foratura con la sua Abarth Punto Super 2000 nel corso della prima tappa. A vincere la graduatoria assoluta della gara sarda, però, è stato un equipaggio straniero, Kris Meeke e Paul Nagle, con un’altra 207 Super 2000, che hanno preceduto Jan Kopecky e Petr Stary, con la Skoda Fabia Super 2000.

Alle spalle di Andreucci, che ha completato il podio, si sono classificate le Abarth Punto Super 2000 di Giandomenico Basso e Renato Travaglia. Se la gioia è il sentimento a prevalere sotto le tende della Peugeot, gli uomini dell’Abarth avevano lo sguardo basso. Il ritiro amaro di Rossetti e le forature che hanno messo fuorigioco le Punto di Basso (foto qui sopra) e Travaglia hanno tarpato le ali alla squadra Abarth, anche in ottica del Campionato Costruttori.

Con una sola gara ancora da disputare, sull’asfalto del Rally di Como, tra poco più di una settimana, soltanto una tripletta potrebbe ancora regalare il titolo alla squadra torinese. Possibile, certo. Ma i recenti risultati sull’asfalto del Friuli e del Sanremo non dovrebbero garantire troppi sogni a tale proposito proposito.

Quell’anno, per chi non ricordasse, Andreucci, sempre insieme alla Peugeot e alla Pirelli, parte la campagna di difesa del titolo tricolore vincendo subito il Rally 1000 Miglia. Successivamente, al Rally dell’Adriatico, si classifica quinto a causa di vari problemi. Anche al Salento si deve piegare agli avversari, ma nelle tre gare successive, San Marino, Friuli e Sanremo, arriva sempre primo.

Al Costa Smeralda si classifica secondo e a Como settimo. A conclusione della stagione, delle otto gare valide ne vince quattro e si laurea campione italiano rally 2010 battendo, come detto, un’altra volta il rivale Luca Rossetti sempre sulla Grande Punto S2000. In questo modo, conquistando il quinto titolo assoluto di Campione Italiano Rally, raggiunge il suo amico e ”maestro” Dario Cerrato il quale aveva, in passato, già conquistato la quota record di cinque titoli di campione italiano.

Tratto da 100 anni di Storie di Rally 1 – Marco Cariati

Paolo Andreucci, il rallysta italiano dei record e ambasciatore

Undici volte campione italiano rally. Paolo Andreucci da Castelnuovo di Garfagnana, accogliente città in provincia di Lucca, a livello di record nazionali ha stracciato tutti. Tricolore della specialità nel 2001, poi 2003, 2006, 2009, 2010, 2011, 2012, 2014, 2015, 2017 e 2018.

Spettacolo a tutto gas da sempre. Nato il 21 aprile 1965, il suo biglietto da visita è fatto di sorrisi amichevoli, grande diplomazia e vera sportività, capacità di ascolto, curiosità, ma soprattutto ironia e concretezza. Dorme poco e se le cose non vanno come dice lui non dorme proprio.

Tanto poi lo sopporta Anna Andreussi, la sua copilota nella vettura, la sua amata compagna nella vita. Segue una dieta molto rigida, nonostante i cuochi del ristorante paterno sia geni in società col diavolo e siano capaci di sfornare un numero inverosimile di prelibatezze.

E’ pignolo, meticoloso, attentissimo, professionale al massimo. Paolo è di Piero Leonardo Andreucci, più conosciuto come Carlino, nome del ristorante con annesso omonimo alberghetto. In gioventù praticò lo sci ad alto livello e fu anche convocato per la Nazionale Azzurra, ma dovette abbandonarlo per il fisico esile e per un brutto infortunio al ginocchio.

Prima di esordire al volante di una Renault 5 GT Turbo, correva di nascosto con l’auto di sua mamma, grazie al fatto che, all’epoca, era consentito correre anche con auto strettamente di serie. Quando il suo papà lo vide correre per la prima volta, presso la tenuta Il Ciocco a Barga, sede dell’omonimo rally che ancora anima il Campionato Italiano della specialità, esclamò: “Ma che si mette a fare quel matto del mi figliolo…”.

Andreucci passa ai rally nel 1987 esordendo nella gara di casa, il Rally del Ciocco e della Valle del Serchio, con una Renault 5 GT Turbo. Figurava come navigatore ma in realtà era lui a guidare: prima di ritirarsi sotto il diluvio era terzo assoluto. Qualche anno prima, sempre in quella gara, aveva conosciuto il suo idolo, Dario Cerrato. Gli aveva chiesto, senza ombra di timidezza: “Mi porti a fare un giro?”.

Ucci e le stagioni Lancia, Peugeot e Renault

Fu accontentato e rimase affascinato dallo sport e dallo sportivo. Ancora non immagina che eguaglierà, supererà e distaccherà il proprio idolo. Intanto inizia a correre. Nel 1988 è secondo nel Trofeo Fiat Uno. Corre alcune stagioni per Lancia, Peugeot e Renault.

Proprio con la Renault, Ucci si esalta ed esalta nel Campionato Italiano, prima con la Clio Maxi e poi con la Mégane Maxi, la sua guida è spettacolare e si fa notare in mezzo a tanti “mostri sacri” portando più volte a casa il titolo nazionale riservato alle vetture a due ruote motrici. Nel 1999, Andreucci sceglie la Subaru Impreza Gruppo A per cercare di conquistare il Cir: prima corre con la Impreza Wrx e poi con la WRC.

Nel 2000, Paolo lotta soprattutto con Andrea Aghini, Piero Longhi e Gianfranco Cunico. Nel 2001 passa alla Ford Focus WRC e conquista il suo primo Campionato Italiano Rally, davanti a Renato Travaglia. In questa stagione Ucci inizia inoltre la lunga collaborazione con la navigatrice friulana Anna Andreussi, che tuttora si occupa di dettare le note, e non solo, al pilota garfagnino.

Nel 2002, il cittadino onorario di Scillato e Santa Teresa di Riva, due centri siciliani, passa alla Fiat con la quale resta cinque anni, vincendo altre due volte il Campionato Italiano Rally, rispettivamente nel 2003 con la Fiat Punto Super 1600 e nel 2006 con la Abarth Grande Punto Super 2000.

Nella stagione 2006, sempre in coppia con la navigatrice Anna Andreussi, vive una delle sue stagioni migliori, vincendo i rally del Ciocco, delle Alpi Orientali, 1000 Miglia, Sanremo, Targa Florio, Costa Smeralda e San Crispino, tutte prove valide per il Campionato Italiano Rally, che lo incoroneranno campione tricolore della specialità.

La Mitsubishi Lancer Evo del team Ralliart Italy

Nel 2007 disputa la sua stagione da “privato di lusso” e passa alla Mitsubishi Lancer Evo Gruppo N del team Ralliart Italy: nonostante l’inferiorità evidente del mezzo rispetto alle nuovissime Super 2000 vince tre gare nel Campionato Italiano Rally: il Rally del Ciocco, il Rally Targa Florio e il Rally San Crispino.

Alla fine della stagione chiude terzo in campionato dietro a Giandomenico Basso su Abarth Grande Punto Super 2000 ufficiale ed a Luca Rossetti sulla debuttante Peugeot 207 Super 2000 ufficiale. La stagione 2008 vede Andreucci continuare con la Mitsubishi Lancer Evo: dopo aver vinto il 1000 Miglia, il San Crispino e il Costa Smeralda conclude al secondo posto del Cir, alle spalle di Rossetti, sempre alla guida della più performante Peugeot 207 Super 2000.

Nel 2009 eccolo al volante di una vettura Super 2000, in questo caso la Peugeot 207 ufficiale preparata dalla Racing Lions, la stessa contro cui aveva combattuto l’anno prima. L’inizio di stagione è dei migliori, con il successo al Rally dell’Adriatico e la sconfitta inflitta al rivale Luca Rossetti, nel frattempo passato alla Grande Punto Super 2000.

L’annata nel Cir prosegue poi con le vittorie a San Marino e in Costa Smeralda. Sta per diventare di nuovo il Campione Italiano Rally, facendo vincere inoltre il titolo Costruttori alla Peugeot. Per il campionato 2010, Ucci, sempre insieme alla Peugeot e alla gomme Pirelli, parte la campagna di difesa del titolo tricolore vincendo subito il 1000 Miglia. Successivamente, all’Adriatico si classifica quinto a causa di vari problemi.

Al Salento si deve piegare agli avversari, ma nelle tre gare successive: San Marino, Friuli e Sanremo arriva sempre primo. Al Costa Smeralda si classifica secondo e a Como settimo. A conclusione della stagione, delle otto gare valide ne vince quattro e si laurea Campione Italiano Rally 2010 battendo un’altra volta il rivale Luca Rossetti, sempre sulla Grande Punto Super 2000.

Paolo Andreucci e la formidabile Peugeot 207 S2000

Nella stagione 2011, Andreucci inizia la terza stagione al volante della Peugeot 207 Super 2000 della Racing Lions, difendendo il titolo nel Campionato Italiano Rally. La stagione vive sul netto dominio del pilota garfagnino, vincitore di tutte le prime sei gare disputate e di sette degli otto rally in calendario, fatto che lo porta ad aggiudicarsi per la sesta volta il titolo assoluto del Campionato Italiano Rally con due gare d’anticipo.

Conquistando per la sesta volta il massimo titolo nazionale della specialità, Ucci raggiunge l’amico e maestro Dario Cerrato che aveva, in passato, già conquistato la quota record di sei titoli di campione italiano rally. Nella stagione 2012 il campione garfagnino si ripete, sempre al volante della Peugeot 207 Super 2000 e ancora con la compagna e collega Anna Andreussi alle note, imponendosi con quattro primi posti assoluti e diversi altri piazzamenti sul podio.

Un campionato più combattuto del precedente con la presenza fissa di Umberto Scandola, su Skoda Fabia Super 2000, e quella alternata di Giandomenico Basso, su Ford Fiesta RRC. Duelli che hanno reso più avvincenti molte gare. Paolo Andreucci e Anna Andreussi si aggiudicano anche il Cir 2012 con una gara di anticipo sulle prove del Sanremo, dopo il ritiro di Umberto Scandola a causa di una uscita di strada.

Con questo campionato, il settimo della carriera, Andreucci diventa il pilota con più titoli assoluti nel Campionato Italiano Rally, davanti al suo mentore, eguagliato nella stagione precedente. Il Campionato Italiano Rally 2013 si apre con una novità per l’equipaggio Ucci-Ussi: un anno sabbatico dal vertice del campionato per sviluppare la piccola nuova nata di casa Peugeot, la Peugeot 208 R2, in attesa che sia pronta la 208 T16.

Paolo Andreucci e Anna Andreussi avranno il compito in questa stagione transitoria, in attesa della versione R5 della Peugeot 208 T16, di sviluppare e pubblicizzare in giro per i rally italiani questa vettura dimostrando a tutti le potenzialità della piccola “belva”.

Ucci e quel il ritiro dal Campionato Italiano Rally

Nel primo rally stagionale, il rally del Ciocco, il pilota garfagnino si è classificato ottavo assoluto con un gap di 6’57” dal vincitore, Basso, su Peugeot 207 Super 2000. Nel 2014 è stato protagonosta assoluto nel Cir con la 208 T16 di Gruppo R e, infatti, sul finire della stagione agonistica ha intascato puntualmente l’ottavo titolo della sua carriera. Il campione dei campioni. Italiani. Ma non solo.

Poi, mentre si attendeva l’inizio del Campionato Italiano Rally 2015, nella prima metà del mese di marzo 2015, la saga delle imprese di Paolo Andreucci si è arricchita di un nuovo emozionante capitolo. Peugeot Italia ha deciso di effettuare un test. Ma non un test normale, bensì la salita alla cima dell’Etna alla guida della 208 T16 con cui ha vinto l’ottavo titolo nazionale rally.

L’idea non è nuova: celebre il video di Ari Vatanen che, al volante della Peugeot 405 Mi16, spennella le curve della Pikes Peake. Ma in ogni caso le evoluzioni di “Ucci” che risale il vulcano che sovrasta Messina sono mozzafiato e il contesto tutto italiano appare addirittura più bello. A fine stagione si è aggiudicato il nono titolo tricolore. Poi, sempre al volante della 208 T16 nel 2017 ha vinto il decimo titolo in carriera, concedendo il bis nel 2018.

Con la vittoria dell’undicesimo titolo nazionale, Ucci è l’uomo da battere in quanto a record di titoli vinti in Italia. Dopo di lui c’è Dario Cerrato, il suo mentore, a quota sei. A fine stagione Peugeot Italia ha deciso di ritirarsi dalle competizioni, non avendo una vettura aggiornata e dovendo cedere il posto alla Citroen C3 R5, affidata a luca Rossetti. Paolo Andreucci ha deciso di non correre nel Campionato Italiano Rally 2019 e di diventare coach e ambasciatore Peugeot.

Campionati & Campioni italiani nel libro di Andrea Nicoli

Un volume che non potrebbe e non dovrebbe mancare nella libreria degli equipaggi e degli appassionati che seguono le corse su strada.

Un volume importante per gli equipaggi e per gli appassionati che seguono le corse su strada. L’autore è il giornalista Andrea Pietro Renzo Nicoli e il titolo è Campionati & Campioni – Il Grande Libro dei Rally Italiani. Ex navigatore, direttore sportivo, commentatore televisivo e giornalista di motori da oltre trent’anni, Nicoli ha voluto riunire in un dettagliato almanacco il racconto dei principali campionati italiani rally e i trofei che ha seguito sui campi gara nel 2017.

Assieme al prezioso supporto fotografico di Massimo Bettiol, Nicoli ripercorre la cronaca di ogni tappa, i tempi di tutte le prove speciali e le classifiche finali, aggiungendo una serie di informazioni sulle gare del Campionato Italiano Rally, Campionato Italiano WRC e Campionato Italiano Rally Terra. Nel libro non potevano mancare anche i nove principali trofei monomarca, l’appuntamento nazionale del WRC al Rally Italia Sardegna e un profilo sui protagonisti.

Per i tre equipaggi vincitori del Cir, Ciwrc e Cirt è presente anche una lunga intervista per raccontare la rincorsa al meritato titolo. Il libro in formato 21 x 29,7 centimetri conta di trecento e venti pagine e quasi duemila foto stampate su carta patinata si apre con la prefazione della campionessa Cir 2017 Anna Andreussi e un saluto del presidente dell’AciSport Angelo Sticchi Damiani. Questo libro non è in vendita nelle librerie. Gli interessati possono richiedere direttamente una copia in tiratura limitata, autografata e con dedica, ad Andrea Nicoli.

“È stata una stagione professionale molto intensa e spettacolare” ricorda Andrea Nicoli, che aggiunge: “Anche nell’anno appena passato ho avuto il piacere di seguire sul campo tutti i 20 rally che hanno fatto parte dei Campionati Italiani 2017 e la tappa del mondiale in Sardegna”.

“In questo libro ho cercato di fermare il tempo facendo rivivere le storie e le emozioni, assieme alle classifiche, le curiosità e le immagini dei protagonisti che hanno animato questo fantastico sport. Complimenti a tutti gli equipaggi, i team e gli appassionati che hanno riempito le mie giornate e queste pagine. Indubbiamente un grazie alla Federazione e a Massimo Bettiol, un amico ancor prima di un grande professionista del teleobiettivo”.

Libri su Storie di Rally

la scheda

CAMPIONATI & CAMPIONI: IL GRANDE LIBRO DEI RALLY ITALIANI

Autori: Andrea Pietro Renzo Nicoli

Copertina: rigida con sovracoperta

Pagine: 320

Immagini: 1832 a colori di Massimo Bettiol

Formato: 21 x 29,7 centimetri

Editore: Edizioni Fantigrafica

Prezzo: 50 euro

Peso: 1,6 chili