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Torna nel CIR l’equipaggio 11 volte campione: Ucci-Ussi

Tornano Ucci-Ussi. Paolo Andreucci da Castelnuovo di Garfagnana ha vinto 11 volte il campione italiano rally (2001, 2003, 2006, 2009, 201, 2011, 2012, 2014, 2015, 2017, 2018). È cittadino onorario dei comuni siciliani di Scillato e Santa Teresa di Riva. Nel 2020 torna a competere nel CIR con Anna Andreussi.

Tornano Ucci-Ussi, croce e delizia di tanti rallisti. Alla presentazione dei trofei Peugeot è stato ufficializzato che nel 2020 si ricomporrà il mitico equipaggio composto da Paolo Andreucci e dalla sua dolce Anna Andreussi. I due correranno nel CIR. Prima gara Targa con la “vecchia” 208 R2B poi Roma, Sanremo, Due Valli e Tuscan Rewind con la nuova 208 Rally4: obiettivo titolo 2RM.

Paolo Andreucci da Castelnuovo di Garfagnana ha vinto 11 volte il campione italiano rally (2001, 2003, 2006, 2009, 201, 2011, 2012, 2014, 2015, 2017, 2018). È cittadino onorario dei comuni siciliani di Scillato e Santa Teresa di Riva. La passione di Paolino per i rally proviene da lontano.

Prima di esordire al volante di una Renault 5 GT Turbo, correva di nascosto con l’auto di sua mamma; questo è stato possibile grazie al fatto che, all’epoca, era permesso correre anche con auto strettamente di serie. Passa ai rally nel 1987 esordendo nella gara di casa, il Rally del Ciocco (organizzato dall’omonima tenuta di Barga), con una Renault 5 GT Turbo. Figurava come navigatore ma in realtà era lui a guidare: prima di ritirarsi sotto il diluvio era terzo assoluto.

Andreussi ha debuttato nel 1994, prima con brevi esperienze come pilota in pista e poi come copilota nei rally, affiancando Luca Vicario. Affiancò poi Fabio Roero nel Trofeo Fiat 600. Nel 2001 è diventata la copilota di Paolo Andreucci, divenuto poi suo compagno anche nella vita. Insieme hanno vinto dieci titoli nel Campionato Italiano Rally.

AndreucciCoDrive, l’app di Paolo Andreucci (e Anna Andreussi)

Nella realizzazione, il pilota Peugeot ci ha messo tutta la sua conoscenza specifica di pluricampione italiano rally per offrire un’esperienza di navigazione davvero speciale. Usarlo è esattamente come avere un copilota di rally al fianco che ti detta le note.

Insieme alla sua copilota e compagna, Anna Andreussi, l’undici volte campione italiano rally, ha sviluppato AndreucciCoDrive, un’app gratuita per smartphone e tablet che si basa su un’app di navigazione tradizionale che anticipa e descrive anche le curve in arrivo, la loro gradazione e il livello di difficoltà.

Di navigatori satellitari ce n’è un’infinità nel panorama delle App telefoniche. Ma quello realizzato da Paolo Andreucci è veramente speciale perché è l’unico sistema di navigazione che oltre a segnalarti la direzione da prendere, ti informa sul genere di curva che sta per arrivare e di come affrontarla.

Nella realizzazione, il pilota Peugeot ci ha messo tutta la sua conoscenza specifica di pluricampione italiano rally per offrire un’esperienza di navigazione davvero speciale. Usarlo è esattamente come avere un copilota di rally a fianco che ti detta le note e ti suggerisce la difficoltà delle curve: “destra 3”, “sinistra 1” e così via.

I vantaggi dell’utilizzo di questa app non sono legati solo all’aumento della sicurezza personale, ma anche alla riduzione del consumo di carburante, pneumatici e freni. In condizioni meteorologiche variabili su strade straniere, i conducenti possono navigare negli angoli con maggiore sicurezza, sapendo cosa li sta aspettando. Almeno, per questo è stata pensata.

Durante la loro carriera nei rally, Andreucci-Andreussi sono stati apprezzati e ammirati per la loro precisione e per la loro professionalità. Attraverso l’app, i campioni più titolati d’Italia vogliono condividere il loro bagaglio di esperienza a tutti i conducenti che vorranno usare l’app, migliorando anche la guida.

Un’altra caratteristica straordinaria dell’app sono i giochi integrati per incoraggiare una guida sicura in modo competitivo. Affrontando alcune sfide all’interno dell’app, gli utenti possono vincere pass per un rally WRC, per un giro di prova con Paolo e buoni carburante.

L’app AndreucciCoDrive funziona in tutto il mondo ed è attualmente disponibile sia per smartphone sia per tablet Android sia per iPhone, iPad… Al momento sono cinque le lingue supportate: inglese, francese, tedesco, italiano e spagnolo. Altre lingue seguiranno a tempo debito.

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Tre tappe cruciali della carriera di Paolo Andreucci

La prima tappa fondamentale della carriera di Paolo Andreucci è, senza ombra di dubbio, quella debutto, che avviene al Rally del Ciocco 1987 con la Renault 5 GT Turbo. Poi c’è l’esperienza al volante della potentissima Ford Focus WRC01. E infine, c’è la parentesi che vede Ucci e Ussi in Abarth.

In una carriera lunga come quella di Paolo Andreucci ci sono sempre delle tappe cruciali, passaggi fondamentali, punti di svolta. A maggior ragione se, oltre ad essere lunga, la carriera del pilota in questione è costellata da record e titoli. Nella carriera di ”Ucci”, come si può ben immaginare, le tappe importanti sono tantissime e questo rende ancor più difficile scremarle per arrivare alle tre principali.

L’idea stuzzica tantissimo e, quindi, sono state fatte scegliere direttamente ad Andreucci in una serata di tutta calma e convivialità. La prima tappa cruciale è, senza dubbio, quella debutto, che avviene al Rally del Ciocco. Il battesimo rallistico è sempre la tappa cruciale di qualunque carriera.

Poi c’è l’esperienza con la Ford Focus WRC01, che frutta il titolo in uno dei Campionati Italiani Rally più accesi e combattuti di sempre. E poi c’è la parentesi Ucci e Ussi in Abarth. Facciamo una doverosa premessa per gli appassionatissimi più accesi: la storia di Paolo Andreucci, fino all’ultimo titolo, è disponibile in un altro articolo (clicca qui) e altre storie sul Paolino Nazionale sono disponibili nell’archivio.

Andreucci-Pierotti fermi in PS al Rally Il Ciocco 1987 con la Renault 5 GT Turbo
Andreucci-Pierotti fermi in PS al Rally Il Ciocco 1987 con la Renault 5 GT Turbo

Paolo Andreucci e quel Rally del Ciocco 1987

Il decimo Rally Il Ciocco e Valle del Serchio del 1987 segna il debutto del ”Paolino Nazionale” nel mondo dei rally. Equipaggio numero 54, Pierotti-Andreucci su Renault 5 GT Turbo iscritta dalla scuderia Valleserchio Corse. Il suo esordio sulle strade di casa non sembra dei più fortunati perché, come ricorda Ferdinando Pierotti, i due sono costretti al ritiro sulla PS Corfino a causa di un ”botto colossale con cappottamento incluso”, dopo che le classifiche ufficiali li davano addirittura vincitori assoluti della PS Sassorosso con il miglior tempo di 7’48”, nonostante alcuni tratti innevati.

Pierotti-Andreucci erano riusciti ad infliggere ben 25” all’equipaggio poi vincitore della gara, Trombi-Trombi, sulla velocissima Lancia Rally 037. In realtà, a dispetto dei documenti di gara alla guida delle Renault 5 GT Turbo preparata dai fratelli Venturi c’è ”Ucci” e non Ferdinando Pierotti.

”Io direi che fu un esordio molto positivo – racconta Paolo Andreucci –. L’uscita ci sta con la poca esperienza. Infatti, le gomme erano finite perché i soldi erano pochi. Oggi, spesso vediamo debutti incolori ed il nostro non lo è stato, perché i tempi ci sono stati eccome!”.

”Con Ferdinando ci sentimmo al telefono tramite la Valleserchio Corse e ci trovammo a Barga. Io, un giovanotto da scarpe da ginnastica e felpa, lui da giacca e camicia. Ma ci trovammo subito bene. Gli dissi che per il resto del mondo era lui il pilota, e mi resse la parte”.

”I miei non erano d’accordo che io facessi il pilota. Non fu facile nasconderglielo, ma la passione era troppa. Già dalla prima PS balzammo in testa al Gruppo N e con l’aiuto di Giorgione e gli altri, si fecero dei tempi di valore assoluto. Oggi farebbero scalpore. Rimane uno dei giorni più belli”.

Paolo Andreucci con la Ford Focus WRC nel Campionato Italiano Rally
Paolo Andreucci con la Ford Focus WRC nel Campionato Italiano Rally

Nel 2009 vince il titolo con la Ford Focus WRC

Se il Rally Il Ciocco 1987 è uno dei più bei ricordi, non è da meno quello del primo titolo del Campionato Italiano Rally con la Ford Focus RS WRC, nel 2001, davanti ad avversari del calibro di Renato Travaglia su Peugeot 206 WRC ed Andrea Aghini su Subaru Impreza S6 WRC.

Una vittoria conseguita con due copiloti, Alessandro Giusti ed Anna Andreussi, con la quale conquisterà gli altri dieci titoli nazionali e che diventerà l’inseparabile Ussi. La Focus WRC ha segnato la carriera di Paolo. ”Auto molto bella, fantastica sulla terra. In generale, le WRC del 2000 avevano un bel motore che ti aiutava a guidare meglio. In più erano auto robuste e studiate per gare dure come quelle del Mondiale”.

”L’anno 2001 mi ha dato tante soddisfazioni, tra cui quella di organizzare un team portandoci personalmente la Erg, le Pirelli, il meccanico, che era il Chico Fluperi, e un bel po’ di soldi personali, oltre a quelli della Italian Promotor Sport, un team privato che ne ha battuti molti altri più esperti, e la Peugeot ufficiale. Conobbi Anna, fece da ricognitrice e quando fu pronta salì in macchina per il Piancavallo”.

”Si alternarono con Alessandro Giusti e fecero un eccellente lavoro. Il team lavorò benissimo con persone molto motivate e questo ci permise di essere all’altezza. Anche in M-Sport, tramite Gunther Stainer, all’epoca direttore tecnico fummo considerati. Infatti, feci qualche test di sviluppo per loro. Grande soddisfazione”.

Paolo Andreucci e Anna Andreussi con la Abarth Grande Punto Super 2000
Paolo Andreucci e Anna Andreussi con la Abarth Grande Punto Super 2000

Ucci e Ussi, l’esperienza in Abarth e la Punto

Pensando a Paolo Andreucci, automaticamente, il pensiero va a Peugeot Italia. Non potrebbe essere altrimenti visto che con la filiale italiana della Casa francese Ucci e Ussi hanno vinto ben otto titoli tricolore, di cui quattro consecutivi, dal 2009 al 2012. In realtà, un periodo importante della sua carriera è stato anche quello in Abarth, alla guida prima della Abarth Punto S1600 (campione Italiano rally 2003) e poi della Abarth Grande Punto S2000 (campione Italiano rally 2006).

“La Punto Super 2000 era una grande macchina e Anna ed io l’abbiamo sviluppata sin dall’inizio. Mi ricordo il primo paragone di tempi con la Punto 1600 e la gioia di tutto il team. Un team di valore assoluto che oggi sarebbe un top team del mondiale. Avrei scommesso tutto quello che avevo su quella squadra”.

“Se ci avessero fatto lavorare ancora avremmo fatto un team eccezionale. Vittoria al debutto al Ciocco, sviluppo e vittoria Campionato. Sono i misteri della vita che sia finita lì. Sicuramente un peccato, visto che i componenti di quel gruppo sono stati e sono le colonne portanti di tanti successi in altre squadre…”.

Tratto da 100 anni di Storie di Rally 1 – Marco Cariati