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WRC, in Spagna Loeb torna al successo dopo 5 anni

Sebastien Loeb e Daniel Elena tornano al successo nel WRC dopo 5 anni di assenza dal Mondiale Rally. Un successo unico nel suo genere, costruito con una tattica perfetta e arrivato al termine di un complicatissimo Rally di Spagna 2018. Una vittoria che, però, lo ha riportato nella massima serie internazionale.

Il Rally di Spagna 2018 è destinato a passare alla storia per essere stato vinto da Sebastien Loeb e Daniel Elena, dopo cinque anni di assenza dal Campionato del Mondo Rally. Cinque anni trascorsi a correre e vincere nei rally raid e nel rallycross. Il successo di Loeb ed Elena assume Ancor più valore, essendo frutto di una perfetta strategia di gara.

Una vittoria in cui non c’era nulla di scontato, specialmente considerando che Sebastien Ogier stava inseguendo il titolo piloti, come anche Ott Tanak e Thierry Neuville. Dopo quel rally, per Loeb-Elena c’è stata ancora una Dakar in Sudamerica e poi il rientro part-time nel WRC con un contratto da ufficiale Hyundai.

Durante la Tappa 1, Ott Tanak aveva ottenuto un vantaggio di 26,8 secondi, dominando PS di ghiaia scivolosissime per tenere distanti l’eroe di casa Dani Sordo e i rivali nella corsa al titolo, Thierry Neuville e Ogier. Solo una volta Tanak ha terminato al di fuori delle prime tre posizioni su sette prove speciali disputate.

Sordo ha vinto una prova e con la Hyundai i20 WRC e ha retrocesso Elfyn Evans 2,9 secondi dietro nella fase finale. Loeb, invece, è finito mezzo secondo dietro la Ford Fiesta di Evans, al quarto posto, dopo aver inizialmente lottato con un fastidioso sottosterzo della Citroen C3 WRC.

Jari-Matti Latvala era stato il più grande sfidante di Tanak ed era sulla buona strada per acchiappare il suo compagno di squadra fino a quando una foratura non gli è costata quasi 50 secondi. È precipitato al decimo posto prima di recuperare fino in quinta posizione, a 1,5 secondi dalla i20 WRC di Andreas Mikkelsen. Ogier ha chiuso settimo con Neuville nono.

Al sabato, nella Tappa 2, Latvala si è portato in testa ad una gara avvincente che si è conclusa con sei piloti in lotta per la posizione d’onore. Il finlandese era il terzo leader di un’altra giornata in cui il pendolo oscillava avanti e indietro tra i contendenti al titolo.

Latvala ha tenuto testa ad Ogier che risaliva la classifica col coltello fra i denti. I sorrisi di Jari-Matti Latvala sono stati contrastati dalla disperazione di Toyota quando Tanak è precipitato all’ottavo posto in seguito ad una foratura anteriore sinistra.

Ogier ha chiuso 3,3 secondi su Loeb, il cui ritmo è aumentato costantemente. Evans era lontano altri 1,8 secondi, al quarto posto, mentre Neuville è risalito dalla nona alla quinta posizione. Sordo è peggiorato progressivamente e ha perso quattro posizioni nella penultima prova, per terminare sesto. Solo 16,5 secondi dividono i primi sei piloti.

Poi succede che nella Tappa 3 della domenica, Loeb, che era salito sul podio dei vincitori per l’ultima volta in Argentina nel 2013, balza al comando del Rally di Spagna vincendo i due test di apertura grazie ad una scelta azzeccata di pneumatici. Perde secondi vitali perché si gira nella penultima PS, ma resistite e incassa la sua nona vittoria spagnola per 2,9 secondi.

La consolazione di Ogier si limita a riguadagnare il vantaggio in campionato per 3 punti da Neuville. Il belga viene retrocesso dalla terza alla quarta posizione, dopo aver colpito una pietra e aver rotto la ruota posteriore destra nella fase finale. Evans è arrivato terzo per 0,5 secondi, con Sordo quinto e Tsnak sesto. Latvala ha colpito una barriera nella penultima PS, ha forato la gomma anteriore sinistra ed è precipitato all’ottava posizione.

WRC 2020: Mexico Rally dentro grazie ai Santi in Paradiso

Il Mexico Rally è stato recentemente riconfermato nel calendario gare del WRC 2020. Merito di un eccellente rapporto ispettivo? Se così fosse, complimenti all’ispettore Fia o al collegio di ispettori che si sono assunti questa bella responsabilità.

Se è vero che i Santi in Paradiso non finiscono mai, al punto che ormai un calendario di 365 giorni non basta più per contenerli tutti, quelli del Mexico Rally devono godere proprio di buoni uffizi. La manifestazione iridata d’Oltreoceano è stata recentemente riconfermata nel calendario gare del WRC 2020. Merito di un eccellente rapporto ispettivo? Ne dubito fortemente.

Ma se così fosse, beh… i miei personali complimenti all’ispettore Fia o al collegio di ispettori che si sono assunti questa bella responsabilità. Lo dico perché io, che non ho raccontato il Mexico Rally da casa, a differenza di come hanno fatto e fanno bravissimi webmastri e alcuni colleghi di carta pesta, non sarei riuscito a dare la sufficienza a questa gara neppure fossi stato privato della vista. O forse è stato promosso in virtù delle perle (nel bene e nel male) che ci ha saputo regalare fino ad oggi?

2004: Solberg-Mills penalizzati perché aiutati a spingere

Da campione in carica del Mondiale Rally, Petter Solberg stava cavalcando la cresta dell’onda quando ha iniziato il Rally Messico 2004. Non aveva mai visto prima quelle prove sterrate ma questo non gli ha impedito di passare subito in testa. Tutto andava per il meglio fino a quando il norvegese non è entrato ha provato a guidare il controllo nel primo parco assistenza di giornata.

Inspiegabilmente, la sua Subaru Impreza WRC ha perso tutta la carica della batteria e Solberg e il copilota Phil Mills si sono ritrovati a spingere l’auto da rally. Non passò molto tempo prima che gli spettatori – impietositi dell’equipaggio leader del rally – intervenissero in loro aiuto. Sfortunatamente, Solberg e Mills furono ritenuti colpevoli di aver ricevuto assistenza esterna e ricevettero una penalità di cinque minuti. Le loro possibilità di vittoria furono ridotte. Ma la notizia fece velocemente il giro di tutto il mondo.

2004: un bel carnevale al Mexico Rally per le star

Quando il circus del WRC arrivò nella città ospitante di Leon per la prima volta nel 2004, team e piloti furono accolti con un’esplosione di musica e colore da parte degli appassionati locali. Le strade erano piene di gente che si arrampicava l’una sull’altra per dare un’occhiata ai loro eroi. Il WRC non aveva mai visto nulla di simile.

L’entusiasmo non è scemato negli anni e gli organizzatori si aspettavano che quasi 400.000 persone assistessero alla manifestazione del 2019. Aspettativa superata con gli interessi, al punto che più di na prova fu sospesa perché invasa da fiumi umani. Sebastien Ogier disse: “L’inizio a Guanajuato è un’esperienza fantastica. Percorrendo stradine strette, attraverso tunnel di decine di migliaia di fan che ti incoraggiano freneticamente. Questa è un’esperienza da pelle d’oca!”.

2013: Ogier alle prese con un cancello chiuso appositamente

Sebastien Ogier piace in molte parti del mondo. Ha fan dovunque. Ma gli eventi del Rally del Messico 2013 avrebbero convinto il francese a demolire qualsiasi progetto di aprire una filiale messicana del club dei suoi sostenitori.

Comandando comodamente, ad Otates, Ogier cercò di aumentare il suo vantaggio. Ma rimase sbalordito quando scoprì che la gente del posto aveva chiuso un cancello in PS proprio al suo arrivo. Fu un tentativo di sabotare deliberatamente la manifestazione di Ogier e gli organizzatori non ne ebbero nessuna colpa. Anzi, hanno accreditato a Ogier il tempo perso per aprire il cancello permettendo al driver francese la corsa verso una vittoria certa.

2019: il cancello di Mikkelsen e il salto sfondato

Il Rally del Messico, anche nel 2019, si è confermato una gara difficile, con PS dure e colpi di scena continui, a cominciare dal taglio e dalla successiva sospensione della prova speciale di apertura della gara, per motivi di sicurezza legati al danneggiamento della struttura artificiale con cui era stato creato il salto.

Il salto appositamente costruito si trovava a soli 100 metri dall’arrivo e diversi piloti, in particolare Lappi e Andreas Mikkelsen, hanno effettuato atterraggi decisamente pesanti dopo averlo affrontato in velocità. L’interruzione è arrivata dopo che Meeke ha fatto segnare il terzo miglior tempo con la Toyota Yaris, a 0”6 secondi da Lappi e a 0”5 secondi dalla Hyundai i20 di Mikkelsen.

Sempre nell’edizione 2019 della gara iridata messicana si è verificato un curioso inconveniente per Andreas Mikkelsen, primo a partire, che si è trovato in prova speciale un cancello chiuso. Questa volta pare sia stata la dimenticanza di un commissario di percorso e non la volontà di qualcuno di boicottare la gara del driver Hyundai. Il pilota norvegese ha twittato l’inconveniente scrivendo: “Come equipaggio di apertura abbiamo anche dovuto aprire il cancello”. Forse, di una gara così, nel WRC, ce n’è bisogno. O forse no…

Tratto da 100 anni di Storie di Rally 1 – Marco Cariati

Il WRC 2017 è stato il Mondiale Rally delle sorprese

Quattro vincitori diversi nei primi quattro rally, un equilibrio così mancava dal 1986. Il ritiro del reparto corse di Volkswagen dalla serie iridata, ha permesso al WRC 2017 di ritrovare quel precario ma indispensabile equilibrio degno di un Campionato del Mondo. Un equilibrio che mancava da tanti, troppi anni.

Il WRC 2017 lo ricordano tutti come uno dei campionati del mondo rally più animati della storia: ben quattro vincitori diversi nei primi quattro rally, un equilibrio così mancava dal 1986. Il ritiro della Volkswagen dal WRC ha permesso alla disciplina di ritrovare quell’equilibrio che mancava da tanti, troppi anni: sia nel 2014 sia nel 2015 la corazzata tedesca vinse dodici dei tredici rally stagionali, mentre nel 2016 conquistò dodici dei quattordici appuntamenti.

Si pensava che Hyundai WRT potesse raccoglierne l’eredità ma lo squadrone coreano non è riuscito, almeno inizialmente, a tener fede alle promesse invernali. A vincere il Rally di MonteCarlo è stato Seb Ogier con la Ford del team M-Sport. In Svezia ha trionfato Jari-Matti Latvala con la Toyota mentre in Messico Kris Meeke ha riportato Citroen WRT davanti a tutti a distanza di due anni.

La riscossa Hyundai è arrivata in Corsica: vittoria di Thierry Neuville e terzo posto di Dani Sordo. In totale fanno quattro Costruttori vittoriosi differenti su quattro gare disputate, un evento che non si verificava da trentuno anni, dal 1986 per la precisione, ultima stagione con le rimpiante Gruppo B.

Anno in cui Henri Toivenen vinse la gara di MonteCarlo con la Lancia Delta S4, Juha Kankkunen si prese il Rally Svezia con la Peugeot 205 Turbo 16. Il terzo appuntamento dell’anno, in Portogallo, fu macchiato dall’uscita di strada di un pilota locale che uccise tre spettatori.

Una tragedia che spinse i piloti ufficiali ad abbandonare la gara che venne vinta dal privato Joaquim Moutinho con la Renault 5 Turbo: a rendere ancora più incredibile il risultato finale ci fu il terzo posto di Giovanni Del Zoppo con una Fiat Uno Turbo. La quarta gara, il Safari, fu invece vinta dai Bjorn Waldegaard con una Toyota Celica TCT. Diamo ora un’occhiata al dettaglio della stagione, partendo proprio dai retroscena che la resero grandiosa.

WRC 2017: è Ott Tanak l’avversario di Seb Ogier

Prima che la stagione 2017 iniziasse, Volkswagen lasciò cadere una bomba: annunciò che si sarebbe ritirata dalla serie. Ciò ha lasciato tutti e tre i loro piloti con poco tempo per competere per i pochi posti disponibili per il 2017, visto che la maggior parte delle squadre aveva già chiuso accordi con i rispettivi piloti.

Ogier era la “merce” più calda e la sua decisione era attesissima. Resta inteso che parlò con tutti i team, ma non ricevette offerta da nessuno. Alla fine optò per M-Sport e un ingaggio light, confortato dal fatto che Volkswagen doveva ancora pagare lo stipendio del 2017. Toyota aveva preso Latvala e Mikkelsen rimase senza vettura.

Ogier è partito bene, vincendo MonteCarlo, ma poi fu in grado di vincere solo nella sesta prova in Portogallo. Nel frattempo, le nuove vetture iniziarono a mostrare un livello molto simile di prestazioni. In particolare, le prime quattro prove stagionali furono vinte da Marche diverse. Vero anche che Neuville perse due possibili vittorie a MonteCarlo e in Svezia per incidenti.

Durante la stagione, Ogier ha guidato il campionato quasi per tutto il tempo. Quasi. All’inizio della stagione, Latvala era il suo rivale più diretto, ma in seguito i problemi di affidabilità della Toyota gli tolsero troppi punti preziosi. A metà stagione, Neuville era riuscito a recuperare i suoi errori precedenti e, con le sue tre vittorie, pareggiava Ogier. Ma due gare a digiuno di punti, Deutschland e Catalunya, lo hanno visto scivolare in basso. Decisamente in basso…

Il terzo rivale di Ogier proveniva dalla sua stessa squadra. Biondo, giovane, un certo Tanak. Il giovane estone non solo ha segnato la sua prima vittoria nel WRC, ma ha trovato la costanza che lo ha elevato al secondo posto in campionato con due gare strepitose. Il gap da Ogier era troppo grande e il francese è uno che non commette errori e vince il Wales Rally GB, aggiudicandosi il suo quinto titolo piloti e il suo primo titolo con una marca diversa dalla Volkswagen.

Le regole tecniche 2017 resero tutto spettacolare

Nel 2017, la stagione di Citroen è stata terribile perché la nuova vettura era veloce, ma inizialmente molto difficile da guidare. Ciò ha indebolito la fiducia della squadre e messo i piloti in una brutta posizione. Dopo aver finalmente ammesso i problemi, Citroen sostituì l’ingegnere capo e ingaggiò Mikkelsen per potenziarsi, ma non trovò alcuna cura miracolosa prima della fine della stagione.

Le regole tecniche erano cambiate: l’obiettivo era quello di rendere le vetture più veloci e spettacolari. Ciò è stato ottenuto aumentando la flangia del turbo e di conseguenza la potenza da 300 a 380 cavalli circa. Furono autorizzati, inoltre, kit aerodinamici più grandi, che consentirono alle autovetture di avere una maggiore deportanza e, quindi, di raggiungere maggiori velocità in curva. Inoltre, fu aumentata la larghezza massima consentita per consentire maggiore stabilità.

Altre modifiche includevano più punti con la Power Stage, nel tentativo di indurre la competizione in quella fase. L’ordine di partenza invertito era stato limitato al solo primo giorno del rally. Il calendario del WRC 2017 è stato tenuto a tredici prove, dopo le quattordici dell’anno precedente. Alle squadre è stato permesso di nominare fino a tre piloti, con due piloti che segnavano punti per la squadra.

Grazie a queste nuove regole tecniche, tutte e quattro le squadre hanno introdotto auto nuove di zecca. Nonostante questo, i livelli di prestazioni e affidabilità sono stati sorprendentemente uguali durante tutto l’anno, anche se alcune vetture hanno funzionato meglio in determinate condizioni e alcune squadre hanno sofferto più problemi tecnici di altre.

La nuova arrivata Toyota ha avuto l’unica vera nuova macchina. La Yaris WRC Plus ha segnato due vittorie e ha dimostrato di essere veloce anche se un po’ inaffidabile. La Citroen C3 WRC era stata sviluppata durante il 2016 ed era relativamente veloce, ma molto difficile da guidare e diede solo due vittorie alla squadra.

La Fiesta 2017 WRC Plus di M-Sport era forse la più vicina alla vecchia vettura, ma questo rappresentò il punto di forza in tema di affidabilità. Il team è stato anche l’unico ad andare a punti con tutti e tre i piloti e questo gli ha fruttato molti punti nella classifica Costruttori. La Hyundai ha creato la terza nuova auto in tre anni, la i20 Coupe WRC Plus. La loro macchina con le migliori prestazioni, ma sempre un po’ troppo fragile per lottare davvero per il Campionato del Mondo Rally Costruttori.

Tratto da 100 anni di Storie di Rally 1 – Marco Cariati

Andreas Mikkelsen, dagli sci al motocross, poi WRC

Andreas Mikkelsen è un vero tuttofare. Proiettato a una carriera di sciatore professionista, viene convocato dalla nazionale juniores di sci norvegese all’età di dodici anni e rappresenta il suo Paese nel mondo anche nel motocross. Ma poi, il WRC…

Andreas Mikkelsen, come Paolo Andreucci, era proiettato verso una carriera di sciatore professionista, viene convocato dalla nazionale juniores di sci norvegese all’età di dodici anni e rappresenta il suo Paese nel mondo anche nel motocross. Tuttavia, un infortunio al ginocchio, sancisce la fine della sua promettente carriera nello sci alpino spingendo Mikkelsen a passare ai rally all’età di sedici anni. Il norvegese si trasferisce in Gran Bretagna nel 2006 per prendere la patente a 17 anni.

Supera la prova solo pochi giorni dopo il suo diciassettesimo compleanno e qualche ora più tardi è già ai nastri di partenza del Quinton Stages Rally, diventando il più giovane vincitore nella storia del rally britannico. Ha fatto il suo debutto nel WRC nello stesso anno e ha chiuso nella top ten in tre degli otto appuntamenti del Mondiale.

Il quinto posto al Rally di Svezia 2008, a soli 17 anni e 233 giorni di vita, gli è valso un posto nei libri di storia del rally come il più giovane pilota di sempre a conqistare un punto mondiale. Nello stesso anno, Mikkelsen ha lavorato con il due volte campione del mondo rally Marcus Grönholm per migliorare il suo stile di guida.

La mossa si è rivelata un successo: dopo essersi aggiudicato il primo posto nel campionato norvegese nel 2009, Mikkelsen è tornato sulla scena internazionale nel 2011 vincendo l’Intercontinental Rally Challenge (IRC) al volante di una Skoda Fabia S2000. Nei primi giorni di ottobre 2011 un giovane Andreas Mikkelsen era riuscito nell’impresa di diventare il più giovane vincitore di una gara dell’Intercontinental Rally Challenge, conquistando il Rally di Scozia.

L’allora ventiduenne di Olso, dove è nato il 22 giugno 1989, stupenda cittadina della Norvegia, aveva preso il comando della gara nella seconda prova speciale della seconda tappa del rally e poi non l’aveva più mollato, senza mai compiere alcun errore. Il tutto mentre dietro di lui, pian piano, tutti incappavano in sbagli più o meno gravi. Un mese dopo, ad inizio novembre, Mikkelsen e il suo copilota Ola Floene hanno vinto il Trofeo Rally Terra 2011, con il terzo posto assoluto alla trentunesima edizione del Rally Conca d’Oro, prova conclusiva della serie nazionale riservata ai fondi sterrati.

Andreas Mikkelsen con la Skoda Fabia di Skoda UK
Andreas Mikkelsen con la Skoda Fabia di Skoda UK

Siccome l’appetito vine mangiando, nel week-end successivo, il pilota del team Skoda UK è diventato il più giovane campione nella storia dell’Irc. In Sicilia, l’equipaggio interamente norvegese con la Skoda Fabia Super 2000 ufficiale ha vinto otto delle nove le prove speciali in programma, imponendo il proprio ritmo all’intera competizione siciliana, che si è svolta nell’entroterra palermitano nei dintorni di Corleone.

Sulla penultima prova una noia al motore ha rallentato la Fabia dell’equipaggio che ha perso oltre tre minuti ed è scivolato fino al sesto posto della graduatoria assoluta della competizione. Lo stesso pilota ha lavorato sul motore appena fuori dalla prova speciale. I vincitori del Trofeo Terra hanno cercato la rimonta sui 16 chilometri dell’ultimo crono, risalendo fino al terzo posto, anche terzo gradino del podio, assicurandosi i punti necessari alla conquista del campionato.

“Sono, anzi siamo felici per il successo nel Trofeo Terra – ha dichiarato il vincitore –. Un ottimo lavoro di squadra. Abbiamo sempre potuto contare su una vettura competitiva. Qui al Conca d’Oro tutto è andato bene anche quando il fondo si è asciugato e le condizioni sono un po’ cambiate, fino al problema sulla PS7. Una gara molto bella e tecnica”.

Mikkelsen e Floene hanno aggiunto quel terzo posto al Conca d’Oro alle vittorie del Rally dell’Adriatico, Rally di San Marino e Rally di Azzano. Ma il regalo più bello, più grande e di maggior valore, è arrivato il 5 novembre 2011. Andreas Mikkelsen, ovviamente con la Skoda Fabia Super 2000, ha vinto il Rally di Cipro.

Questo risultato gli ha permesso di aggiudicarsi il titolo dell’Intercontinental Rally Challenge 2011, titolo strappato a Jan Kopecky per un soffio. Mikkelsen è diventato il più giovane pilota, 22 anni, ad aver vinto il titolo Irc. Nonostante un testacoda e una foratura durante la terzultima speciale, il norvegese, è riuscito a mantenere la leadership fino alla fine:

“Non avrei mai immaginato che potesse succedere proprio a me una cosa così – ha detto –. Che anno, ragazzi. Ringrazio il mio team, è stata una stagione incredibile! Non so più cos’altro aggiungere, sono davvero emozionato in questo momento”. Il 20 novembre 2011 Mikkelsen e lo Skoda Team UK hanno raggiunto l’accordo per il rinnovo contrattuale 2012. Oltre a difendere con successo il suo titolo IRC, ha anche partecipato a otto gare del Mondiale con Volkswagen Motorsport nel 2012, si è visto anche in alcune gare del Campionato Europeo Rally e di quello Cèco.

I successivi due anni li ha trascorsi al volante della Polo R WRC. Nel 2013 è entrato a far parte del team Volkswagen Motorsport, salendo finalmente a bordo della Polo R WRC. I suoi principali obiettivi per il 2014 sono stati “puntare al podio” e “combattere per la vittoria di ogni rally”.

La strategia ha funzionato così bene che ha chiuso al terzo posto il campionato. Un risultato ripetuto anche nei due anni successivi dietro solo a Latvala e Ogier: il primo successo è arrivato nel Rally di Spagna 2015 mentre il 2016 lo ha visto trionfare in Polonia e in Australia, l’ultimo rally per Volkswagen. Il 2017 inizia con la wild-card a Montecarlo fornita da Skoda Motorsport che lo vede dominare la categoria WRC2.

In realtà si rivela una stagione movimentata per, con numerosi cambi di scuderia: disputa infatti le prime tre gare con una Skoda Fabia R5 per il team ufficiale Skoda, impegnato in WRC 2, per poi tornare a guidare un’auto della massima categoria per la squadra Citroën Total Abu Dhabi WRT, che gli affida per altre tre gare la nuova C3 WRC con la quale fu secondo in Germania.

A partire dal Rally di Catalogna si accasa definitivamente presso la Hyundai Motorsport, con cui termina la stagione. Per il 2018, i vertici della casa sudcoreana lo promuovono a pilota ufficiale, permettendogli di disputare tutte le gare del campionato con una i20 Coupe WRC, alla stessa stregua del vice campione del mondo rally 2017, Thierry Neuville. nel 2019 viene confermato ma non per tutte le gare.

Ingaggi WRC: il più alto del 2018 è di Sébastien Ogier

Mettiamo il naso negli ingaggi WRC: il più pagato è Sébastien Ogier con 9 milioni di euro a stagione. Ma quanto guadagnano oggi i piloti del World Rally Championship? Quali sono gli ingaggi d’oro del Mondiale Rally? Scopriamoli…

È da un po’ che non parlo dell’argomento Ingaggi WRC, non perché fossi sfornito di dati e cifre, ma semplicemente perché, come avrai avuto modo di capire leggendo il mio blog, spesso mi lascio affascinare dalla storia degli sportivi, piuttosto che dai loro guadagni. Comunque, il più pagato ora è Sébastien Ogier. L’ultima volta che ho scritto degli ingaggi nel WRC era la fine del 2011. Faccio un salto di qualche anno, ma non di palo in frasca, e chiedo: ma quanto guadagnano oggi i piloti del WRC? Quali sono gli ingaggi d’oro del World Rally Championship, il massimo campionato internazionale di rally?

Sì, ho scritto ingaggi d’oro. Ma non più d’oro come sette anni fa, in cui Sebastien Loeb aveva un ingaggio di 20 milioni di euro per due stagioni in Citroen, Sebastien Ogier di 10 milioni per tre anni in Volkswagen, Mikko Hirvonen 3 milioni di euro (1,5 milioni in Ford). E ancor meno d’oro degli ingaggi di Colin McRae, che nel 2003 in Citroën prese la cifra di 6 milioni di euro in un anno, o Marcus Gronholm, che per la stessa cifra corse per i colori Ford nel WRC del 2006 e del 2007.

Attualmente, i nostri amati top driver sono tutti più poveri. Infatti, secondo un’inchiesta mai smentita e attendibile dell’autorevole quotidiano finlandese Italehti, nel 2018, M-Sport Ford, Sebastien Ogier percepiva sempre lo stipendio più alto tra i piloti del WRC, ma che si attestava ad una cifra più verso i 9 milioni di euro che verso gli 8. Ovviamente, a stagione. Il campione del mondo rally in carica è di gran lunga il pilota WRC più vincente, fatto salvo l’extraterrestre ‘Seb’ Loeb.

Tra il più pagato del WRC e il secondo meno povero, l’anno scorso c’era un grande divario retributivo. Ma il motivo l’ho appena detto. Il nativo di Gap era cinque volte campione del mondo WRC. Il secondo ingaggio più importante del Mondiale Rally è quello di Jari-Matti Latvala. La star finlandese guadagna circa 4,5 milioni di euro l’anno. Due volte meno di Ogier. E Thierry Neuville che ingaggio aveva per guidare la i20 WRC Plus? Il pilota belga che vinceva con la Hyundai, era pagato quasi 3 milioni di euro.

Tra l’altro, è bene notare che Sébastien Ogier era il quindicesimo atleta francese più pagato nel 2017 e il quindicesimo sportivo francese più pagato, sempre del 2017. Grazie alla combinazione di stipendio, bonus e sponsorizzazioni di Red Bull, Richard Mille e Sparco, arrivava a circa 9,5 milioni di euro. Sarà un caso che, già nella scorsa stagione, il campione del mondo rally aveva più volte annunciato che stava prendendo in considerazione l’idea di appendere il casco al chiodo, proprio mentre era corteggiato da Citroen?

Sebastien Ogier e Julien Ingrassia festeggiano il settimo successo al Rally MonteCarlo
Sebastien Ogier e Julien Ingrassia festeggiano il settimo successo al Rally MonteCarlo

Decisamente meno pagati Andrea Mikkelsen, Dani Sordo, Hayden Paddon, Ott Tanak, Kris Meeke ed Esapekka Lappi, che nel 2018, sponsor esclusi, hanno intascato 1-1,5 milioni di euro. Una vita decisamente faticosa quella di viaggiare per il mondo e correre con le migliori vetture da corsa del mondo, che al di là di qualsivoglia ironia merita assolutamente ingaggi di questa portata: motrsport is dangerous e questi ragazzi rischiano la vita mentre noi ci divertiamo a vederli correre.

Ingaggi 2018 dei piloti del WRC

  • Sébastien Ogier: 8-9 milioni di euro
  • Jari-Matti Latvala: 4-4,5 milioni di euro
  • Thierry Neuville: 2,5-3 milioni di euro
  • Andreas Mikkelsen: 1-1,5 milioni di euro
  • Dani Sordo: 1-1,5 milioni di euro
  • Hayden Paddon: 1-1,5 milioni di euro
  • Ott Tänak: 1-1,5 milioni di euro
  • Kris Meeke: 1-1,5 milioni di euro
  • Esapekka Lappi: 1 milione di euro
  • Craig Breen: 600 mila euro
  • Kalle Rovanperä: 100 mila euro
  • Elfyn Evans: 100 mila euro

World Rally Championship 2015: roba di un altro mondo

La stagione si è svolta dal 25 gennaio al 15 novembre, prevedendo un totale di tredici prove in altrettanti Stati, per un totale di quattro Continenti.

Nel World Rally Championship 2015, il signor Ogier sembra aver preso il “mantello” lasciato da Sebastién Loeb. E sembra trovarsici anche a proprio agio, anche se con una tempra diversa. Il suo predominio con la Volkswagen è epico e guardarlo in pieno volo in questi meravigliosi video è un vero piacere. regala emozioni.

Seguirlo gara dopo gara da MonteCarlo al Rally GB, nella rassegna ufficiale del Fia World Rally Championship 2015 è il modo perfetto per apprezzare le capacità di questo straordinario campione. Il rally è uno degli sport più telegenici del pianeta, fondamentalmente fatto per telecamere ad alta definizione, super silos e da maniaci delle riprese di auto. Ecco perché questa rassegna è piena dei filmati più belli.

Dal palcoscenico della Finlandia alle alte, calde e aride montagne del Messico, i meravigliosi fondali rendono il WRC semplicemente stupefacente da guardare: Jari-Matti Latvalla, Mads Østberg, Andreas Mikkelsen, Thierry Neuville e altri combattono contro l’Ogier ma, con oltre un centinaio di punti in mano a tre turni da disputare, Ogier e il copilota Ingrassia hanno siglato il campionato in perfetto stile.

Questa è un’altra brillante recensione, che fa seguito alle straordinarie offerte del 2014 e del 2013 che hanno riportato il marchio WRC a Duke, di cui un cliente ha dichiarato di acquistare questa recensione ogni anno e questo è ancora il migliore. Migliorano di anno in anno. Se sei un fan di rally lo consiglio vivamente.

Il Campionato del Mondo Rally 2015 è stata l’edizione numero 43 del Campionato del Mondo Rally. La stagione si è svolta dal 25 gennaio al 15 novembre, prevedendo un totale di tredici prove in altrettanti Stati, per un totale di quattro Continenti. In questa stagione, sono stati assegnati il titolo Piloti e il titolo Costruttori per le classi WRC, WRC2, WRC3 e Junior WRC.

Sébastien Ogier era il campione in carica, così come il suo team, la Volkswagen Motorsport, lo era per i Costruttori. Entrambi i campionati erano stati bissati. Il calendario del 2015 è stato annunciato in una riunione del Fia World Motor Sport Council a Pechino nel settembre 2014. La stagione ha mantenuto gli stessi rally della stagione 2014 ed è stata disputata tra Europa , Nord e Sud America e Australia.

Il campione del mondo Ogier ha iniziato la stagione con una vittoria a Monte-Carlo , la sua seconda consecutiva nel principato e il venticinquesimo della sua carriera nel WRC. Il nove volte campione del mondo, Sébastien Loeb, è stato il primo leader del rally. Poi ha perso la prima posizione in favore di Ogier nella settima PS, dopo essersi girato in un tornante.

Nella fase successiva, Loeb ha colpito un sasso e ha perso un totale di sei minuti, prima di ritirarsi nel tratto di trasferimento successivo. Questo ha dato ad Ogier un vantaggio di quasi due minuti sul compagno di squadra Volkswagen, Jari-Matti Latvala. Nonostante non sia stato in grado di monitorare i tempi intermedi dei suoi rivali durante le fasi sotto nuove regole, Ogier ha miscelato un ritmo controllato con scelte di gomme sicure negli ultimi due giorni per mettere al sicuro la vittoria.

Latvala è arrivato secondo, con Andreas Mikkelsen che ha completato il podio Volkswagen. Mads Østberg e Citroën hanno concluso l’evento in quarta posizione. Il duo di Hyundai Motorsport, Thierry Neuville e Dani Sordo, ha chiuso al quinto e sesto posto. Elfyn Evans della M-Sport ha concluso al settimo posto, dopo aver perso tempo per aver danneggiato la sospensione posteriore della sua vettura contro un muro. Evans ha concluso davanti a Loeb, che è rientrato sotto le regole del rally 2 e ha vinto due power stage. La top ten è stata completata da Martin Prokop e Kris Meeke.

Successivamente, Ogier vince in Svezia e in Messico, mentre in Argentina vince Meeke su Ostberg ed Evans. In Portogallo, Ogier è secondo, dietro Latvala e davanti a Mikkelsen. In Sardegna, Ogier si impone su Paddon e Neuville. In Polonia, invece, Ogier regola le intemperanze di Mikkelsen e Tänak. In Finlandia, Latvala si distacca dal compagno di squadra Ogier.

Dopo gli anni 2010 e 2014, Latvala vince il rally di casa per la terza volta. Meeke era terzo, fino a quando non ha bucato sulla PS15. Mikkelsen e Paddon si ritirano dopo gli incidenti. E che incidenti a vedere le riprese di questo dvd… Al Deutschland, Sébastien Ogier vince davanti ai compagni di squadra Latvala e Mikkelsen. Un ulteriore importante passo verso il titolo iridato numero tre. Per Volkswagen è stata la terza vittoria tripla della stagione.

In Australia,Ogier si aggiudica il settimo rally dell’anno. Dopo il 2013 e il 2014, vince in anticpo il titolo di campione del mondo rally 2015. La Volkswagen ha vinto anche il suo terzo titolo Costruttori di fila. Il Tour de Corse è un “affaire” di Latvala, Evans e Mikkelsen, che chiudono nell’ordine. In Catalunya il più veloce è Mikkelsen, che si impone su Latavala e Sordo. In Gran Bretagna, sul gradino più alto del podio torna Ogier, a ribadire che lui è sempre lì. Non è un campione per caso. Alle sue spalle terminano Meeke e Mikkelsen.

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la scheda

WORLD RALLY CHAMPIONSHIP 2015

Numero dischi: 2

Lingua: inglese

Durata: 400 minuti

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World Rally Championship 2016 in un lunghissimo video

Quanto può essere eccitante il WRC? Con sei vincitori nei primi sette turni il 2016 è partito alla grande e ha mantenuto quell’eccitazione almeno fino al Tour de Corse.

Con Sébastien Ogier e la sua vittoriosa Volkswagen Polo R WRC a guidare la carica nei primi due turni, sembrava che il 2016 potesse diventare una ripetizione degli ultimi anni con il giovane francese in fuga per il titolo del World Rally Championship 2016.

L’emozionante battaglia che si è sviluppata dopo ha deluso le aspettative e ha dimostrato che il rallysmo mondiale ha attratto talenti e team altamente motivati. Le vittorie di Kris Meeke, Andreas Mikkelsen, Hayden Paddon, Thierry Neuville e Jari-Matti Latvala dimostrano che il futuro è sempre un incognita, ancor di più per il più emozionante Campionato del Mondo.

Questo video è stato girato con le più recenti attrezzature fotografiche HD dagli equipaggi determinati a cercare i migliori punti di osservazione e gli angoli più innovativi. Il WRC è semplicemente l’evento motoristico più spettacolare e sensazionale che si possa immaginare.

In queste immagini emerge tutto con prepotenza. Qui c’è il meglio della stagione 2016: i salti più grandi, le diapositive più lunghe, le curve più veloci e gli incidenti più incredibili. Tutto mescolato con interviste e commenti affascinanti dal vivo e sul momento.

Preparati per sette ore e mezza di eccitazione intensa e senza interruzioni con la nuovissima Rassegna ufficiale del Fia World Rally Championship 2016. Il Campionato del Mondo Rally 2016 è stato la quarantaquattresima edizione della serie iridata dedicata i rally. La stagione si è svolta dal 22 gennaio al 20 novembre, prevedendo quattordici prove in altrettanti Paesi.

Sono stati assegnati il titolo piloti e il titolo costruttori per le classi WRC, WRC2, WRC3 e Junior WRC. Sébastien Ogier era il campione in carica, così come il suo team, la Volkswagen Motorsport, lo era per i Costruttori. Per entrambi la stagione 2016 ha visto la riconferma dei titoli Piloti, in Spagna, con due gare d’anticipo, e Marche, al penultimo appuntamento in Galles.

Il 2 novembre 2016 la casa tedesca annuncia il ritiro dalle competizioni al termine della stagione, ponendo fine all’epopea della Polo R WRC, dopo aver vinto quattro titoli Piloti e Costruttori consecutivamente dal 2013 al 2016 e quarantatré rally su cinquantadue disputati.

Il calendario per la stagione è stato annunciato dalla Fia nel novembre del 2015. La stagione in origine doveva mantenere gli stessi appuntamenti della passata edizione con l’unica aggiunta del Rally di Cina, che sarebbe dovuto tornare in calendario dopo diciassette anni dall’ultima edizione iridata. Tuttavia la gara è stata annullata alcune settimane prima che venisse disputata a causa dello stato di impraticabilità del percorso.

La Citroën rinuncia a partecipare in veste ufficiale al campionato 2016, concentrandosi sullo sviluppo in vista della stagione 2017 che vedrà notevoli cambiamenti regolamentari. Continuerà tuttavia a mettere le proprie vetture a disposizione di privati oltre che a prendere parte in forma semiufficiale in determinate gare.

La casa anglo-cinese produttrice di pneumatici Dmack, dopo aver partecipato a singoli eventi WRC e interi campionati WRC2 dal 2013 al 2015, nel 2016 sarà presente per tutta la durata del massimo campionato, equipaggiando le Ford Fiesta RS WRC della scuderia omonima in tutte le tappe mondiali, entrando di fatto come terzo fornitore ufficiale al fianco di Michelin e Pirelli.

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la scheda

WORLD RALLY CHAMPIONSHIP 2016

Numero dischi: 2

Lingua: inglese

Durata: 420 minuti

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