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L’ordine di scuderia che costò il WRC a Mikko Hirvonen

Fu una scelta davvero difficile. Quasi non si voleva aprire la bocca per fare uscire quell’ordine, raccontò Malcolm Wilson a proposito del Rally d’Italia 2009 in Sardegna. Ovviamente, Mikko Hirvonen è sempre stato il pilota numero uno per Ford ed M-Sport voleva assolutamente supportarlo nella sua corsa al titolo, ma…

In quanti ricordano di una decisione presa nel 2009 al Rally d’Italia che finì per costare a Mikko Hirvonen un Campionato del Mondo Rally e la possibilità (forse l’unica) di spezzare la strabiliante serie consecutiva di titoli di Sebastien Loeb?

Era domenica 24 maggio 2009, si correva il sesto appuntamento del WRC, il Rally Italia Sardegna. La gara era giunta alla sua conclusione. Arrivando sull’isola italiana, si parlava della continua supremazia di Citroen. Il Costruttore francese aveva vinto le precedenti sei prove di fila, con Loeb in testa con 50 punti tondi tondi.

Ford non aveva vinto nulla in sei mesi. Di più, c’era che Jari-Matti Latvala stava ricostruendo la sua fiducia dopo la terrificante uscita di strada sulla montagna portoghese, neppure troppo lontana nei ricordi, visto che era successa da poco più di un mese. Il compagno di squadra di Latvala, Hirvonen, aveva 19 punti di vantaggio su Loeb, prima del via di Olbia. I finlandesi di M-Sport avevano assolutamente bisogno di un risultato. Possibilmente concreto.

La prima frazione di gara è stata dominata dalle tattiche, mentre Citroen ha cercato di alleviare i fastidi di Loeb, primo ma affaticato dal caldo secco. La Ford risponde e proprio nella foga della battaglia ad Hirvonen viene chiesto di lasciar perdere, così che l’Ovale Blu non potè trarre il massimo vantaggio dal Rally Italia Sardegna. Loeb si allineo dietro ad Hirvonen, ma pagò il prezzo per il suo approccio tattico quando prese in pieno un sasso spostato dalla Focus RS WRC e forò.

In quello che rimane uno dei cambi ruota più veloci di sempre, Loeb e il copilota Daniel Elena sono tornati in macchina e sono arrivati al fondo della PS con appena 1’10’’. I commissari notarono, però, che Elena non si era allacciato in tempo la cintura e inflissero una penalità di due minuti all’equipaggio francese. Si arriva così all’ultimo giorno che Latvala era 9’’9 secondi su Hirvonen, più di un minuto avanti a Petter Solberg, con la Citroen Xsara WRC privata.

La decisione era di lasciare le auto così come erano. Alla peggio dovevano giocarsela. In fin dei conti, la nebbia e la polvere che arrivava sulla strada dava a Latvala un vantaggio significativo, anche se in realtà il mondo aspettava ancora che Jari-Matti si ritirasse o facesse un ultimo gioco tattico a un controllo per fare passare avanti Hirvonen, che quella vittoria la meritava. Ciò non è mai accaduto. E infatti, in quella occasione un contentissimo Latvala festeggiò la sua seconda vittoria nel WRC.

Mikko Hirvonen incassò otto punti invece di 10. Sei gare e cinque mesi più tardi, quando si arrivò alla resa dei conti finale, Hirvonen era un punto dietro Loeb. Poteva essere due punti avanti a Loeb. Non è poi così sbagliato dire che se il pilota finlandese non avesse corso con Ford avrebbe avuto i due punti di cui aveva bisogno per diventare campione del mondo rally.

Malcom Wilson dieci anni dopo, si limitò a definirla una decisione difficile. Ma al di là del difficile, che è già più una questione personale, la scelta restò incomprensibile, perché privò un pilota del titolo Piloti, che non fu vinto da un compagno di squadra, bensì da un rivale.

Fu una scelta davvero difficile. Quasi non si voleva aprire la bocca per fare uscire quell’ordine”, raccontò Wilson. Ovviamente, Mikko Hirvonen è sempre stato il pilota numero uno e volevamo assolutamente supportarlo nella sua corsa al titolo, ma allo stesso tempo Jari-Matti aveva avuto un inizio d’anno troppo difficile e in quell’occasione decisi di fare in modo che lui potesse riconquistare la fiducia in se stesso.

Latvala aveva appena avuto quel bruttissimo incidente in Portogallo e ho davvero pensato che una vittoria lo avrebbe aiutato a riconquistare la sua fiducia. All’epoca non avremmo potuto immaginare come si sarebbe svolta la stagione. Non potevo prevedere la lotta finale Hirvonen-Loeb.

Non poteva immaginare. Non poteva sapere. Sarà senza dubbio così e questo episodio conferma che anche i grandi sbagliano, ma soprattutto che a volte gli ordini di scuderia non sono finalizzati solo a salvaguardare i punti in Campionato di una squadra, bensì posso avere anche un fine nobile, come quello di aiutare un giovane pilota a dimenticare uno shock negativo con uno positivo. In effetti, il senno di poi è una scienza esatta.

Tratto da 100 anni di Storie di Rally 1 – Marco Cariati

Il Rally del Portogallo e l’incidente di Jari-Matti Latvala

Nel 2009 si era già assistito ad un pauroso incidente di Jari-Matti Latvala, che finì il Rally di Irlanda a tutta velocità contro una roccia, dopo aver disputato appena due prove speciali. In Portogallo si sfiorò la tragedia, l’equipaggio uscì di strada in una curva a sinistra e capottò come non ci fosse un domani.

Nel WRC 2009, abbiamo assistito al più brutto incidente di Jari-Matti Latvala, ma neppure l’unico. Quell’anno le aspettative sul driver finlandese erano quelle di progredire le sue performance essendo stato confermato come seconda guida del team Ford, che intanto aveva fatto esordire la nuova evoluzione della Focus RS WRC, la WRC09. Tuttavia l’inizio di stagione fu una grande delusione per il team, dato che Jari-Matti non andò a punti in tre dei primi quattro rally dell’anno.

Quell’anno l’apertura del WRC si ebbe con il Rally di Irlanda, dove Jari-Matti Latvala andò incontrò ad un incidente e a varie difficoltà, andando a impattare con una roccia nella seconda speciale e rompendo la sospensione anteriore sinistra. Dopo varie vicissitudini riuscì a concludere il rally in quattordicesima posizione. Si riscattò due settimane dopo in Norvegia dove salì sul podio in terza posizione dietro a Loeb e Hirvonen.

A metà marzo si disputò il Rally di Cipro, con la prima giornata da corrersi su asfalto sporco e il seguito sulla ghiaia, prima esperienza del genere per il finlandese, che, finito nella sabbia nella seconda prova speciale, perse 22 minuti per ritrovare la via e si piazzò al dodicesimo posto finale.

L'incidente di Jari Matti-Latvala al Rally del Portogallo
L’incidente di Jari Matti-Latvala al Rally del Portogallo

Il Rally del Portogallo era il quarto appuntamento di stagione del calendario gare del World Rally Championship. Jari-Matti Latvala lui e il suo copilota Miikka Anttila furono molto fortunati a schivare la morte e ad evitare brutte ferite in quello che, a tutti gli effetti, è stato il più brutto incidente della sua carriera.

Ma come avvenne l’incidente di Jari-Matti Latvala e Miikka Antilla uscirono di strada in una curva a sinistra, dopo aver centrato un terrapieno, capottando come non ci fosse un domani per 150 metri giù in un precipizio. Capottarono per ben venti volte. Fermarono la loro corsa contro un albero. Latvala ringraziò pubblicamente tutto il team Ford per aver costruito una vettura così robusta, a cui lui e Anttila dovevano la vita.

Tratto da 100 anni di Storie di Rally 1 – Marco Cariati