La Audi quattro Gruppo 4 del 1985

Quasi vent’anni di Gruppo 4 nei rally: ecco il regolamento

La classificazione Gruppo 4 fa riferimento ai regolamenti FIA per le competizioni quali rally e gran turismo ed è rimasta in vigore fino al 1982, quando è stato introdotto il Gruppo B.

Prima del 1966, il Gruppo 4 della Fia comprende le vetture sport costruite in conformità alle normative dell’Appendice C. Rientravano in quel Gruppo 4 anche le vetture Turismo di serie, Turismo modificate e Gran Turismo che fossero state elaborate oltre i limiti concessi dai rispettivi Gruppo 1, Gruppo 2 e Gruppo 3 in cui erano state omologate in precedenza.

Nel 1966, una revisione delle categorie Fia ridefinisce il Gruppo 4 “Sports Cars” in modo tale che le vetture incluse sia soggette a un requisito minimo di produzione di cinquanta unità in dodici mesi consecutivi e dovevano essere dotate di tutti gli equipaggiamenti necessarie per la circolazione sulle strade pubbliche.

Nel 1968 viene aggiunto un limite di cilindrata di cinquemila centimetri cubi e il requisito di produzione fu abbassato a venticinque unità. L’edizione 1969 dell’Allegato J del Codice Sportivo Internazionale della Fia definisce una nuova classificazione dei Gruppi, così come riportato di seguito.

Categoria A (derivate dalla serie)

Gruppo 1: Vetture turismo di serie (5.000)
Gruppo 2: Vetture turismo speciali (1.000)
Gruppo 3: Vetture Gran Turismo (500)
Gruppo 4: Vetture Sport (25)

Categoria B (vetture speciali non richiesta produzione)

Gruppo 5: Special touring cars
Gruppo 6: Vetture Sport-prototipo

Categoria C (vetture da corsa)

Gruppo 7: Biposto da corsa
Gruppo 8: Monoposto formula
Gruppo 9: Formula libera

La Fia introduce modifiche per ridurre le velocità

Nel 1967, con l’intenzione di ridurre le velocità raggiunte a Le Mans e sugli altri circuiti veloci di quell’epoca dai prototipi di Gruppo 6, che non hanno limite di cilindrata, ad esempio le Ford sono dotate di motori da 7 litri, e allo scopo di coinvolgere nelle gare di durata i Costruttori dei motori da 3 litri utilizzati in Formula 1, la Commissione Sportiva Internazionale annuncia l’istituzione di un nuovo Campionato Internazionale Marche.

Questa serie si sarebbe disputata nelle quattro stagioni sportive che andavano dal 1968 al 1971 e vi avrebbero gareggiato gli Sport Prototipi di Gruppo 6 con cilindrata limitata a 3 litri. Nell’aprile 1968 la CSI annuncia che, visto lo scarso numero di iscrizioni ricevute per la categoria degli Sport Prototipi di Gruppo 6 di 3 litri di cilindrata, a partire dalla stagione 1969 sarebbero bastati venticinque esemplari prodotti, anziché cinquanta, per competere nel Gruppo 4 del Mondiale fino alla fine del ciclo regolamentare, fissato al 1971.

Per il 1970 la categoria delle “vetture sport” a tiratura limitata fu rinominata Gruppo 5 anziché Gruppo 4 e nello stesso anno, il Gruppo 4 diviene la categoria delle Gran Turismo Speciali prodotte in almeno cinquecento esemplari in dodici mesi consecutivi. Per il 1971, la suddivisione dei Gruppi diventa la seguente:

Categoria A (vetture omologate di produzione)

Gruppo 1: Vetture Turismo di Serie (5000)
Gruppo 2: Vetture Turismo (1000)
Gruppo 3: Vetture Gran Turismo di Serie (1000)
Gruppo 4: Vetture Gran Turismo (500)
Gruppo 5: Vetture Sport (25)

Categoria B (vetture speciali)

Gruppo 6: Vetture Sport Prototipo

Categoria C: Vetture da Corsa:

Gruppo 7: Vetture Corsa biposto
Gruppo 8: Vetture Corsa di Formula
Gruppo 9: Vetture Corsa di Formula libera

Viene ridotto il requisito di costruzione per il Gruppo 4

Nel 1976, il requisito di produzione per il Gruppo 4 viene ridotto a quattrocento esemplari in ventiquattro mesi. Al di la delle altre specialità dell’automobilismo, il regolamento del Gruppo 4 viene anche utilizzato come base per il Campionato del Mondo Rally, fino all’istituzione del Gruppo B, e cioè dal Campionato del Mondo Rally 1973 al Mondiale 1981, nove stagioni e novantanove gare in tutto.

Dalla metà degli anni Settanta fino ai primi anni Ottanta fu necessario produrre quattrocento esemplari identici per ottenere l’omologazione nel Gruppo 4. Esempi noti di vetture appartenenti a tale categoria sono la Ford Escort RS1800, la Fiat 131 Abarth Rally, la Lancia Stratos e l’Alpine-Renault A110 1800.

In pratica, il principio guida, per stabilire quali auto possono partecipare ai rally, sono le auto derivate dalla normale produzione: quelle appartenenti ai Gruppi da 1 a 4, con alcune eccezioni per il Gruppo 5. Per stabilire quando un’auto può essere considerata di serie, si introduce l’obbligo della produzione minima annuale che il modello deve raggiungere, una soglia minima che cresce di pari passo con lo sviluppo del mercato. All’inizio sono richiesti 1.000 esemplari per l’omologazione sia in Gruppo 1, sia in Gruppo 3; ma nel 1981 salgono a 5.000 per il Gruppo 1 e a 2.000 per il Gruppo 3.

Un discorso a parte merita il Gruppo 5, riservato ai prototipi, dove in questa categoria, il numero minimo di esemplari prodotti non è previsto; In teoria si vogliono salvaguardare le vetture artigianali, in pratica si dà ai Costruttori l’opportunità di testare i prototipi delle future auto di serie, un esempio: la Lancia Stratos. Dall’esordio del 1972 fino al 1974 gareggia nel Gruppo 5; dopo aver raggiunto la produzione necessaria all’omologazione, il modello è ammesso in Gruppo 4.

Questo complesso di regole viene raccolto in un testo unico: l'”Allegato J”, una serie di norme comprendenti le caratteristiche specifiche dei diversi Gruppi e le prescrizioni sui dispositivi di sicurezza e sulle altre dotazioni delle vetture. Il suo aggiornamento è legato al progresso tecnologico, ma anche a qualche intervento umano, impregnato di buone intenzioni originarie, che con il tempo sono risultati deleteri. Ad esempio, nei Gruppi 2 e 4, originariamente, rientrano le versioni elaborate dei Gruppi 1 e 3.

Tuttavia, le Case partecipanti al Campionato del Mondo ottengono la possibilità di omologare modelli direttamente nei Gruppi 2 e 4, con una soglia minima di mille esemplari per l’accesso al Gruppo 2 e di 500 (poi ridotti a 400) per il Gruppo 4. Un cambiamento non di poco conto: se nell’impostazione originaria una vettura di Gruppo 2 o 4 costituiva una variante di un’auto di grande produzione, in seguito a queste nuove norme sarà possibile realizzare in numero limitato di auto la cui base è dedicata alle gare e su cui saranno possibili ulteriori interventi. Ben presto, l’evoluzione tecnologica trascina il mondo dei rally nel caos regolamentare.

Le Case automobilistiche sono sempre più impegnate a cercare nell’interpretazione delle norme il cavillo che consenta loro di apportare altre modifiche ai mezzi concorrenti, ed è l’abuso di componenti opzionali a rivelarsi fatale. Quindi, succede che anche nei Gruppi 1 e 3, i Costruttori iniziano a presentare come parti opzionali liberamente vendute, componenti che in realtà nascono per le corse.

Basta dimostrare di averle adottate su almeno cento esemplari. Vetture nate con i carburatori adottano l’iniezione, i differenziali si “trasformano” in autobloccanti, le testate “guadagnano” le 16 valvole e così via, nel 1978, dopo tre lustri di onorato servizio, va in pensione la prima versione dell’Allegato J.