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Storia della Lancia Delta S4 telaio 221 di Alén, Toivonen e Tabaton

toivonen, monte 1986 foto girardo

La Lancia (che, non dimentichiamolo, rappresentava l’Italia sulla scena Mondiale) nel 1985 doveva semplicemente alzare la posta se voleva vincere un altro titolo. Il successo stravolgente del 1983 non era che un lontano ricordo e Audi e Peugeot avevano dimostrato che la trazione su tutte e quattro le ruote era ormai necessaria in prova speciale rispetto alla trazione a due sole ruote motrici

Cosa altro ci può essere da dire sulla Lancia Delta S4 che non sia già stato detto prima su questo sito in questo articolo, oppure in questo o in questo o in quest’altro o nei tanti altri servizi pubblicati? Il telaio. Questa ha il telaio numero ZLA038AR000000221. Si tratta di quella che, in livrea Martini, ha portato piloti coraggiosi e carismatici come Henri Toivonen e Markku Alén verso altre dimensioni per quel che riguarda le prestazioni delle auto da rally.

Come vettura stradale, è stata pioniera della doppia sovralimentazione, un’innovazione che al giorno d’oggi si dà per scontata e forse pure antica, ma che ha dimostrato che con la S4 si poteva davvero costruire un qualcosa mai esistito prima di allora. È saggio sottolineare, visto il delicato argomento che ieri contrapponeva giovani tifosi ventenni e oggi contrappone cinquantenni e sessantenni delusi da decenni di assenza di un Costruttore italiano nei rally, la popolarità dei rally negli anni ’80.

Un’esplosione caleidoscopica di velocità, rumore e pericolo molto reale e molto concreto, il Gruppo B ha meritatamente attirato un numero maggiore di spettatori rispetto a quanto riuscisse a fare Formula 1. Ecco perché, nonostante i rischi intrinseci, i Marchi automobilistici sapevano che avrebbero beneficiato tantissimo (enormi quantità di denaro) con i loro programmi WRC, che fino ad allora si erano orientati solo su auto da produzione (così nacquero la 037, la S4 e non solo, ma in realtà anche la Stratos fu una vettura nata specificatamente per le corse).

È anche per questo che, dal punto di vista commerciale, la Lancia (che, non dimentichiamolo, rappresentava l’Italia sulla scena Mondiale) nel 1985 doveva semplicemente alzare la posta se voleva vincere un altro titolo. Il successo stravolgente del 1983 non era che un lontano ricordo e Audi e Peugeot avevano dimostrato che la trazione su tutte e quattro le ruote era ormai necessaria in prova speciale rispetto alla trazione a due sole ruote motrici, come era appunto la 037 Rally.

test pre monte 1986 foto girardo
Test pre-Monte 1986 – foto Girardo

Era necessaria un’azione decisiva. Nel tentativo di far rivivere la sua incredibile eredità sportiva, Lancia ha dato il via libera allo sviluppo della nuova Gruppo B a quattro ruote motrici, vagamente basata sull’ammiraglia Delta HF Turbo. Battezzata Delta S4, ha avuto un percorso tecnologico molto diverso dalle sue rivali. Lo sviluppo fu affidato interamente ad Abarth, dove ingegneri creativi, ottimisti e pionieristici hanno dato il massimo nel progetto. Basti dire che non c’era un piano B.

A metà degli anni ’80, tecnologie come come la trazione integrale e l’accensione elettronica erano agli albori e i concorrenti della Lancia erano un passo avanti in ciò. Dicono che l’imitazione sia la forma più sincera di adulazione. Ma senza la consapevolezza nemmeno di copiare la concorrenza, Abarth fu costretta a innovarsi. E innovare lo ha sicuramente fatto.

La Lancia Delta S4 Stradale è stata la prima vettura ad essere dotata sia di compressore volumetrico che di turbocompressore per distribuire meglio la coppia del motore e ridurre il ritardo. Vantava un’iniezione e un’accensione elettronica incredibilmente intelligenti: la vera tecnologia della Formula 1 dell’epoca. Il telaio dell’auto è stato progettato al computer. E il sistema di trazione integrale era azionato da tre differenziali. Il risultato è stato un’auto che ha spinto i limiti tecnologici ai suoi limiti e, francamente, ha fatto sembrare antiquate le più recenti e più grandi supercar del calibro di Ferrari e Lamborghini.

Dopo un periodo di sviluppo durato 34 mesi e quello che può essere descritto solo come un pio desiderio da parte dei funzionari della FIA, il 1° novembre 1985 la Delta S4 fu omologata con il codice DGM51831OM. Tale codice era riportato sulla targhetta del telaio vicino alle portiere della Stradale.

Poche settimane dopo, i piloti della Lancia Martini Racing, Henri Toivonen e Markku Alén, sbaragliarono gli avversari ottenendo una doppietta nel Lombard RAC Rally di Gran Bretagna, al debutto competitivo della S4. Per contestualizzare le sorprendenti prestazioni dell’auto da rally, una S4 fece un giro di Brands Hatch durante una prova speciale che l’avrebbe portata a metà della griglia di Formula 1 di quell’anno. Fu un risultato estremamente incoraggiante per il Marchio, che sembrava essere in buona posizione in vista della sua stagione WRC del 1986.

alén, memorial bettega 1985 foto girardo
Alén, Memorial Bettega 1985 – foto Girardo

La prima vita del telaio numero 221

Costruita da Abarth secondo le specifiche Evoluzione, la Delta S4 Corsa che prendiamo in considerazione è quella con il telaio numero 221. Destinata al Team Lancia Martini Racing, l’auto fece il suo debutto competitivo al Memorial Bettega inaugurale nel dicembre del 1985. Un’entusiasmante aggiunta al tradizionale Motor Show di Bologna, l’evento su circuito e su superficie mista a tappa unica era stato concepito in onore di Attilio Bettega, il pilota italiano della Lancia tragicamente morto in un incidente al Tour de Corse 1985.

Il telaio numero 221 fu assegnato al vincitore del Mondiale Rally 1978, Markku Alén, iscritto dal team ufficiale. E dopo una serie di salti mortali e di manche eliminatorie, Alén arrivò secondo assoluto. A questa Delta S4 non è stata concessa l’opportunità di riposare a lungo sugli allori. Nel gennaio del 1986, il telaio 221 svolse il ruolo fondamentale di “muletto” per il fantastico pilota finlandese Henri Toivonen prima del notoriamente impegnativo Rallye Monte-Carlo.

Chiaramente i chilometri accumulati con questa S4 sono stati preziosi per Toivonen, che senza dubbio ha dominato uno dei più grandi rally della sua carriera. È stata l’ultima vittoria per il finlandese. Dopo aver completato i suoi brevi ma importanti compiti, il telaio 221 fu prestato al leggendario team Esso-Grifone, che avrebbe dovuto condurre la vettura in gare selezionate del Campionato Europeo Rally 1986. Rifinita con la livrea nera e oro caratteristica della squadra, la Delta S4 è stata allestita da Abarth a Torino, che successivamente avrebbe inviato un “dottore volante” a ogni evento.

L’allora campione italiano di rally in carica Fabrizio Tabaton fu incaricato di guidare la vettura nel 1986, insieme al suo fidato copilota Luciano Tedeschini. E si trattava di un passo avanti notevole, sia per quanto riguardava la vettura che guidava (Tabaton aveva appena vinto il titolo nazionale con la vecchia 037 Rally) sia per il Campionato, che comprendeva gare in tutto il continente.

tabaton, costa brava 1986 foto girardo
Tabaton, Costa Brava 1986 – foto Girardo

La seconda vita con Tabaton e Trelles

Il primo rally è stato il 34° Rally Costa Brava, una maratona di 550 chilometri su terreno misto. Lì, Tabaton ha dimostrato una classe innata, aggiudicandosi la vittoria con circa tre minuti di vantaggio sull’eroe nazionale Carlos Sainz, con grande dispiacere degli spettatori spagnoli. Mentre il Rally Costa Blanca e il Rallye des Garrigues successivi hanno avuto meno eco, il Rally Costa Smeralda di aprile si è concluso con un ottimo quarto posto. Nota a margine: durante quest’ultimo evento, il telaio 221 è stato filmato per la soap opera italiana Voglia di Vincere.

Tabaton vinse il Campionato Europeo Rally nel 1986, anche grazie a questa Lancia. Nel mese di aprile la vettura venne targata TO 77894E e immatricolata da Fiat Auto SpA di Torino. E per il resto dell’anno è servita come auto di scorta per vari round della stagione. L’anno successivo, il telaio 221 fu venduto alla leggendaria squadra Jolly Club di Milano, squadra satellite di Lancia, e rifinita con la classica livrea Marlboro bianca e rossa. Gustavo Trelles e Manuel Ortiz-Tallo hanno disputato sette gare del Campionato spagnolo di rally, ottenendo quattro vittorie, altri due podi e, di conseguenza, il titolo.

Questa Delta S4 fu ritirata dopo il successo della stagione 1988 e venduta al primo dei suoi soli tre proprietari italiani. Infine la vettura fu acquistata dalla Key Sport di Rimini, nel 2004. Da allora, il telaio 221 è stato meticolosamente mantenuto ed è apparso qualche rally storico tra cui Rallylegend. Durante la gara sammarinese, Markku Alén si è riunito con il suo vecchio copilota per guidarla.

Più recentemente, l’auto è stata sottoposta a un ampio lavoro di ristrutturazione presso che ha incluso il ritorno alla livrea ufficiale Lancia Martini Racing Team del 1986. Dopo il restauro, il telaio 221 è stato consegnato al Regno Unito a BGMsport. La Delta S4 con telaio numero 221 è, senza dubbio alcuno, uno splendido esemplare, guidata da Markku Alén e da Henri Toivonen.