Fiat 131 Acciaio

Storia della mitica Fiat 131 Acciaio

Bambina ”131 Acciaio”. Il Padre è Giorgio Pianta che ha un’intuizione geniale da porgere alla Madre Abarth: ”Prendiamo una 131 a 2 porte in metallo, le trapiantiamo gruppi meccanici e ponte posteriore della 131 Abarth da 150 Cavalli di serie, le compiliamo una “Fiche” con 2 carburatori doppio corpo, dotazioni di “supercazzola” eccezionali quanto a “Varianti Opzione e di omologazione” per cambio, interni etc etc e in Gruppo 1 andiamo a battere Opel Kadett GT/E 2000 e Ford Escort RS 2000 come e dove vogliamo in tutto il mondo”.

Un altro articolo, una vera lode alla Fiat 131 Acciaio, argomento che Paolo Calovolo ha voluto raccontare su Storie di Rally abbinandolo, e non poteva essere diversamente, ad Alberto Bigo. Una storia che affonda le sue radici in Corso Marconi a metà anni Settanta.

Di Paolo Calovolo

Oso riprendere il “filo” di quell’autrice meravigliosa che è stata Oriana Fallaci, Donna “dura” che aveva “visto lungo” e che ho amato moltissimo, per raccontare di quanto avevo sognato e non è potuto rendersi realtà, per l’imbecillità di qualcuno che, a Mirafiori, di automobili e del loro Marketing, in quegli anni, non capiva assolutamente niente.

Fotografia: è su per giù il 1975/1976, e la Fiat Auto è gestita da Nicola Tufarelli, mentre in Corso Marconi arriva (Amministratore Delegato dell’Alitalia fortemente indicato all’Avvocato da Enrico Cuccia di Mediobanca…) Cesare Romiti e si rende subito conto che la Fiat è in rovina, ma ha ancora un gran bel nome e, con un po’ di coraggio, gli Uomini giusti e qualche modello vincente, i conti si possono rimettere in sesto. E pagare gli stipendi…

Bambina “131 Acciaio”. Il Padre è Giorgio Pianta che ha un’intuizione geniale da porgere alla Madre Abarth: “Prendiamo una 131 a 2 porte in metallo, le trapiantiamo gruppi meccanici e ponte posteriore della 131 Abarth da 150 Cavalli di serie, le compiliamo una “Fiche” con 2 carburatori doppio corpo, dotazioni di “supercazzola” eccezionali quanto a “Varianti Opzione e di omologazione” per cambio, interni, eccetera e in Gruppo 1 andiamo a battere Opel Kadett GT/E 2000 e Ford Escort RS 2000 come e dove vogliamo in tutto il mondo. Ma, soprattutto, creiamo uno “strumento accessibile”, che costi poco, sia affidabile e vada forte, per far crescere una generazione di giovani talenti italiani destinati a vincere in tutte le discipline”.

Rally, Pista e Salita. Lui, che aveva “deliberato” le Formula Italia che hanno creato la nostra generazione di Piloti di Formula 1… Lui che, con il mio caro Amico Roberto Colucci, a MonteCarlo 1976 ha deliberato il Trofeo Autobianchi A112 Abarth 70 HP, 26° assoluto (se non erro…) su oltre 300 al via…

Un ragionamento talmente logico e perfetto che, a Mirafiori, in una “bella riunione di Marketing”, la risposta fu (più o meno): ” Ci avete già fatto spendere un mare di soldi per la 131 Abarth che ha ancora tutto da dimostrare e per noi è un progetto perdente ed ora ci chiedete di produrre 5000 esemplari di questa bizzarra versione? Non le venderemo mai!! Smettetela di romperci i c……..” e occupatevi di altro…

Complimenti

La Fiat 131 Abarth ha vinto 3 Titoli Mondiali Rally nel 1977, 1978 e 1980 (il 1979 l’abbiamo buttato alle ortiche…). Le Opel Kadett GT/E hanno venduto, complessivamente, non meno di 45000 esemplari in tutto il mondo, senza contare Ascona e Manta protagoniste assolute nel Gruppo 1 ed A.

La Ford Escort RS 2000 ha venduto non meno di 50000 esemplari in tutto il mondo, vincendo tutto quello che c’era da vincere nel “Turismo di Serie o Preparato”.

Aveva ragione mio Padre, nato in Fiat nel 1962 voluto da Dante Giacosa ed in seguito eccellente Direttore Fiat Aviazione, a dirmi: “Non ti avvilire: a Mirafiori, in questi anni, c’è gente che non sa nemmeno come si chiama e non si ricorda nemmeno dove deve parcheggiare…”.

Bella Bambina “131 Acciaio”, tu purtroppo non sei mai nata.

A Mirafiori si sono vergognati quando si sono accorti (troppo tardi) che sarebbe stato un progetto vincente per vendite, immagine e marketing, autorizzando quella “Mucca” di 131 Racing che proprio è stata il tuo peggiore insulto. Sono solo lieto che un “Manico” pazzesco come Alberto Bigo (la storia di Bigo te la racconto qui), il suo più grande interprete nel mondo, sia riuscito (rischiando la pelle…) a tenere il passo di Kadett ed Escort, talvolta riuscendo a batterle, ma solo quando c’era pochissima aderenza…

Ti ho sognato e ti voglio bene anche a 45 anni di distanza. Anche se non hai mai potuto correre. E Dio sa se ti avrei voluto guidare, avendo avuto in Famiglia una delle prime 10 131 prodotte e persino un’Abarth stradale… Per realizzare i sogni di “Pilotini” come me, che cercavano di “Correre italiano”, amando perdutamente le Fiat 131.

All’epoca, il nostro “Cavallo di battaglia”, sognando di essere Rohrl, Verini, Bacchelli e Cambiaghi… Un gande rimpianto. Per un’intera generazione di giovani Piloti ed Equipaggi italiani. Senza contare il “buco planetario”, con tutte le Filiali FIAT nel Mondo che, sulla scia dei successi della 131 Abarth, ne avrebbero vendute a “palate” portando l’Italia agli onori dei 5 Continenti.. Sic transit gloria mundi.

Ciao Bambina. Ciao “131 Acciaio”.

Io ti porto nel Cuore…