Stephane Consani, il giovane talento francese che ha corso in Italia

Stephane Consani: intervista al talento francese dominatore del CIRT

Il transalpino classe 1991 ha saputo mettere subito in mostra il suo talento. Catapultato dal sud della Francia sulle strade bianche italiane, appena assaggiate un anno prima, Consani si è dimostrato subito veloce.

Il pilota-rivelazione nei rally italiani per questa stagione 2019 è Stephane Consani. Pensiero che non sembra essere troppo lontano dalla realtà visto il percorso affrontato fin qui, con buona parte del calendario alle spalle per quanto riguarda i Campionato Italiani.

In questo primo scorcio di CIR Terra il transalpino classe 1991 ha saputo mettere subito in mostra il suo talento. Catapultato dal sud della Francia sulle strade bianche italiane, appena assaggiate un anno prima, Consani si è dimostrato subito veloce.

Pronti, via e tre vittorie su tre rally affrontati hanno permesso a lui e Thibault De La Haye di insediarsi al primo posto della classifica assoluta con la Skoda Fabia R5 di Erreffe Rally Team – Bardhal, gommata Pirelli. Un exploit che gli permette di affacciarsi al rush finale, verso il Nido dell’Aquila e il Tuscan Rewind, come favoriti per la lotta al titolo. Ad un paio di settimane dall’appuntamento di Nocera Umbra per il penultimo round di Campionato, Stephane Consani racconta qualche dettaglio in più sulla sua positiva stagione d’esordio.

Abbiamo imparato a conoscerti da vicino con il Campionato Italiano Rally Terra, dopo le partecipazioni nel campionato francese, nell’Europeo e Mondiale Rally. Raccontaci tu, quali sono state le esperienze e i momenti significativi della tua carriera ad oggi?

“Ho vissuto diversi momenti importanti: ho davvero dei bei ricordi di quando ho debuttato nei rally nel 2011, all’interno del Trofeo Twingo R2 in Francia che ho vinto. Poi, quando sono passato alla Citroen DS3 e ho potuto sviluppare e confrontare la mia velocità ad ogni rally con dei grandi piloti. Quindi il Rally Italia Sardegna 2019 è stato un momento significativo. Io e Thibault abbiamo dimostrato la nostra capacità di correre riuscendo ad essere performanti già dai primi passaggi della gara. Siamo stati alla pari con i migliori piloti del WRC2, pur avendo meno chilometri di sviluppo e meno possibilità di budget di loro.”

Stephane Consani, quasi un italo-francese. Le tue origini italiane e il tuo rapporto con l’Italia.

“In pochi lo sanno ma io ho la doppia nazionalità, i miei genitori hanno origini italiane. Mio padre ha la famiglia di Pisa e mia madre viene dalla parte di Napoli, da Nocera Inferiore. Questo paese lo porto nel cuore a prescindere dai rally. Vengo spesso in Italia per le vacanze e per vedere la famiglia della mia fidanzata, anche lei italiana. Sfortunatamente parlo molto poco italiano per il momento, ma cercherò di migliorare. Adoro tutto in Italia, compresa la cucina. Più seriamente, adoro il calore che c’è lungo le strade durante i rally. Gli italiani sono davvero appassionati e questo mi motiva ancora di più.”

Perché il Campionato Italiano Rally Terra?

“Ormai sono tre anni che vado avanti nell’Erreffe Rally Team. Ho stretto amicizia con il capo Agostino Roda, che fa molto per me. È stato lui che ha trovato i partner che supportano questo programma e che mi ha permesso di essere presente quest’anno in questo Campionato. Soprattutto perché mi sento a mio agio sia sulla terra e che sull’asfalto, quindi non ho esitato nemmeno per un secondo quando si è presentata l’opportunità. Quindi colgo l’occasione per ringraziare ancora lui e tutti i partner che si sono fidati di me come Pirelli e Project Team.”

La tua opinione sul Campionato Italiano Rally Terra 2019. La prova speciale più interessante e le gare affrontate

“È un campionato molto bello. Le prime tre gare che ho fatto fin qui sono state tutte belle e diversificate. La prova con più fascino che ho corso quest’anno è sicuramente quella di Tula in Sardegna. Purtroppo è una speciale che non ho potuto sfruttare al massimo per l’uscita di strada di Andolfi al primo passaggio, mentre al secondo passaggio ero già in testa alla gara e non ho potuto attaccare.”