Ex Lancia Borgo San Paolo

Stabilimento Lancia Borgo San Paolo: restano solo le date

Borgo San Paolo era la Lancia. Un’equivalenza che ha dato al quartiere popolare, sorto appena fuori la cinta daziaria, una forte caratteristica unitaria, imprimendogli l’aspetto tipico del borgo operaio. Tutti i simboli del quartiere sono oggi legati alla vecchia fabbrica fondata da Vincenzo Lancia nel 1906: in primis lo stabilimento di corso Peschiera, pregevole esempio di stile liberty applicato all’architettura industriale…

A metà Ottocento le prime strade ferrate arrivano a contornare il perimetro cittadino. La ferrovia diventa il sistema di trasporto principale per le merci, con essa si alimentano le fabbriche e si distribuiscono i prodotti. Nell’arco di un secolo si sviluppa un’estesa rete di raccordi a servizio delle industrie torinesi. Fabbriche e binari sono impianti ormai scomparsi dall’ambito urbano. Ogni tanto, però, rotaie dimenticate che affiorano dalla pavimentazione stradale, antiche mappe con l’indicazione di ferrovie fra le case e vecchie, ci ricordano di fantasmi di treni in transito lungo le vie cittadine, come a Borgo San Paolo, dove una volta c’erano gli stabilimenti Lancia. Quelli che nel 2021 sono stati distrutti sotto i colpi delle gru perché dovevano lasciare spazio alla sanità privata che in Piemonte, come già fatto in Lombardia, ha fame.

Borgo San Paolo era la Lancia. Un’equivalenza che ha dato al quartiere popolare, sorto appena fuori la cinta daziaria, una forte caratteristica unitaria, imprimendogli l’aspetto tipico del borgo operaio. Tutti i simboli del quartiere sono oggi legati alla vecchia fabbrica fondata da Vincenzo Lancia nel 1906: in primis lo stabilimento di corso Peschiera, pregevole esempio di stile liberty applicato all’architettura industriale. C’è poi il grattacielo Lancia, che guarda caso scavalla la via dedicata al visionario pilota-industriale nato a Fobello; e, fino a qualche anno fa, c’erano ancora gli stabilimenti Lancia con ingresso da via Monginevro, oggi sostituiti da nuovi condomini.

Eppure, la Lancia all’inizio, nacque in uno stabile tra le vie Ormea e Donizetti, a San Salvario: era un fabbricato che la storica Itala aveva abbandonato e che Vincenzo Lancia e Claudio Fogolin avevano utilizzato per produrre i loro primi modelli, tra i quali l’Alfa. Era il 1906 e la produzione crebbe sempre più, rendendo inadatto il fabbricato di San Salvario: così, nel 1911, la Lancia traslocò in via Monginevro 99, acquistando i fabbricati dismessi dalle aziende Fides e Roy Scaiola.

In via Cumiana, invece, prese forma la carrozzeria. Era l’inizio dello sviluppo del quartiere: all’epoca, San Paolo era limitato sostanzialmente alla sola piazza Sabotino, chiamata ancora piazza Peschiera, e alla prima parte delle vie Di Nanni (ex via Villafranca) e Monginevro. La Lancia contribuì all’urbanizzazione del borgo: attorno ai suoi stabilimenti sorsero le case per gli operai: nel 1914, erano poco meno di 500, in rapida crescita. Già nel 1919 la Lancia si ingrandiva ancora, raggiungendo via Pollenzo.

Erano anni di produzione febbrile: la casa sfornò veicoli come la Lambda e come l’Augusta, destinati ad un grande successo. Nel 1927 la Lancia acquisì la ex Chiribiri, nel 1935 acquistò i terreni occupati dalla vecchia polveriera di San Paolo, storico edificio che in precedenza era stato la «fabbrica degli esercizi spirituali » dei padri gesuiti. Si trattava di un pregevole edificio che meritava una sorte ben diversa; ma all’epoca il rispetto per le opere storiche era lettera morta, specie quando si trattava di costruire edifici figli del progresso e sicuri fautori di una crescita economica.

I bombardamenti alleati furono particolarmente intensi sul quartiere, anche perché la Lancia si era specializzata nella costruzione di autocarri. Il dopoguerra non fu particolarmente felice per l’azienda. La morte di Vincenzo Lancia, avvenuta nel 1937, significò la perdita della sua guida carismatica e visionaria. La direzione passò a Gianni Lancia: fu lui a volere la creazione del grattacielo di 17 piani, per farne la sede dell’azienda. Era il 1953 e il grattacielo mantenne la sua funzione originaria fino al 1969. Nel 1955 l’azienda venne acquistata dalla Italcementi. Iniziarono i licenziamenti, il complesso di borgo San Paolo declinò progressivamente. La Fiat, infine, assorbì il marchio nel 1969.
Sebbene si sia progressivamente ritirata dal quartiere, la Lancia è ancora il simbolo di Borgo San Paolo. E non è un caso che la sede della Circoscrizione 3 si trovi proprio negli ex stabilimenti di corso Peschiera, conservati come preziosa testimonianza storica.

Lancia Borgo San Paolo
Stabilimento Lancia Borgo San Paolo

Era tutto previsto sin dal 2009

“La società Torino Zerocinque Trading SpA, costituita da Gefim, Beni Stabili e Fiat, su un’area in proprietà di superficie territoriale pari a circa 60.000 mq, ubicata a Torino in Via Caraglio, tra Via Lancia e Via Monginevro, sta predisponendo soluzioni progettuali di concerto con l’Amministrazione Comunale per la trasformazione urbanistica ed edilizia dell’ambito. L’area, ad oggi occupata dagli impianti per l’attività produttiva ormai cessata della fabbrica automobilistica Lancia, completa il più ampio programma di riqualificazione urbana che a partire dal 1997 ha interessato il Quartiere San Paolo. Attualmente le proposte progettuali convergono sulla ristrutturazione di 28.000 mq di superfici utili lorde da riconvertire verso attività quali: residenza, terziario-direzionale, commercio e servizi, oltre a 30.000 mq di nuova edificazione da destinarsi prevalentemente a funzioni residenziali. Il progetto prevede inoltre la realizzazione di ampie zone pedonali pubbliche caratterizzate da elementi di arredo e aree verdi libere al fine di raccordare i nuovi interventi con le parti consolidate della Città”.

Un pezzo di città nuova sorgerà tra le vie Caraglio e Monginevro, nel quartiere borgo San Paolo, sull’area industriale dell’ex Lancia. Il progetto dello Studio Mellano Associati prevede che una parte degli edifici della storica casa automobilistica sia mantenuta e riconvertita: i locali della mensa e i fabbricati che ospitavano la carrozzeria. Così come l’autorimessa aziendale all’angolo tra le vie Caraglio e Lancia, che diventerà un parcheggio pubblico.

Nel progetto sono contemplati anche la costruzione di alcuni palazzi e di due “torri”, una di 18-20 piani, l’altra, un po’ più bassa, di 16-18 piani e, nel sottosuolo, la realizzazione di 1.000 posti auto privati. E’ prevista anche la realizzazione di un secondo parcheggio sotterraneo, lungo via Lancia, che potrà essere più o meno grande a seconda delle attività che si insedieranno nell’area.

Nel corso delle seduta della commissione Urbanistica, presieduta da Monica Cerutti, sono stati ascoltati i residenti della zona aderenti al comitato Parco Lancia, che, pur condividendo la necessità di riqualificare l’area, hanno espresso delle perplessità. Secondo loro il progetto così com’è avrebbe alcune ricadute negative sul territorio.

Il volume degli edifici concesso dal Comune all’operatore privato sarebbe, a loro dire, eccessivo. Da ciò ne deriverebbe un aumento considerevole del carico urbanistico e antropico (si prevede l’insediamento di 600 famiglie) e il congestionamento della viabilità locale.
Alla lunga durata dei cantieri, con i conseguenti notevoli disagi per i cittadini, si aggiungerebbe anche, con la realizzazione del parcheggio sotterraneo, la totale cementificazione del suolo.

Preoccupazioni sono state espresse anche per quel che riguarda i servizi per i cittadini della nuova area, giudicati dal comitato insufficienti. Le osservazioni del comitato Parco Lancia sono state raccolte in una relazione tecnica consegnata nel corso della riunione della commissione Urbanistica. L’assessore Viano ha espresso apprezzamento per il lavoro del comitato che “problematizza le questioni e contribuisce a una maggior consapevolezza da parte del Consiglio comunale”. Ha, infine, annunciato che gli uffici della divisione Urbanistica prepareranno delle controdeduzioni da presentare ai consiglieri.

Inizio demolizione stabilimento Lancia
Inizio demolizione stabilimento Lancia

Storia dello stabilimento Lancia di Borgo San Paolo

Le origini dell’impianto industriale di Borgo San Paolo a Torino risalgono al 1910, anno in cui Vincenzo Lancia procedette all’acquisto delle strutture dismesse dello stabilimento “Fides Brasier”, al fine di poter trasferire nel gennaio dell’anno seguente la propria attività nel settore auto, fino a quel momento concentrata negli angusti spazi cittadini di via Ormea e corso Dante.

Con l’apertura della nuova fabbrica la produzione Lancia si estese ben presto dalle automobili alla fabbricazione di veicoli industriali, come camion, autotelai per autobus e mezzi militari, questi ultimi su commissione del Regio Esercito Italiano.

Sulla spinta della costante crescita delle attività si definì ben presto per l’impianto produttivo un considerevole aumento della superficie occupata, che raggiunse tra gli anni venti e trenta la sua massima estensione, compresa nell’area tra via Lancia, via Caraglio, via Renier, via Issiglio, corso Rosselli e corso Trapani; grazie pure all’inglobamento delle strutture della fallita ditta Chiribiri, insieme alla realizzazione di un raccordo ferroviario comunicante con la stazione di Torino Porta Susa e di una centrale termica di supporto allo stabilimento.

Avviate nell’impianto le linee di montaggio di due celebri autovetture Lancia quali l’Aprilia e l’Ardea, nel corso degli anni del secondo conflitto mondiale la fabbrica di Borgo San Paolo fu altresì impegnata con le sue attività a sostenere lo sforzo bellico della nazione; venendo pesantemente danneggiata tra l’autunno 1942 e il 1943 dai bombardamenti aerei angloamericani, che portarono al trasferimento di parte delle lavorazioni presso la sede Lancia di Bolzano, fino al termine del conflitto, quando la fabbrica di Borgo San Paolo subì un lento ma profondo intervento riqualificazione, con la riedificazione di alcuni edifici e la riorganizzazione dei reparti, cui fece seguito la costruzione tra il 1954 e il 1957 del Grattacielo Lancia, atto ad ospitare i nuovi uffici commerciali e di dirigenza della omonima casa automobilistica.

Dal punto di vista produttivo, a partire dagli anni cinquanta si concentrò nel complesso industriale torinese la sola fabbricazione di autovetture, ora rappresentata dai modelli Aurelia e Appia, cui seguirono quelle di Flaminia e Flavia, mentre le lavorazioni dei veicoli industriali passarono integralmente di competenza allo stabilimento Lancia di Bolzano.

A seguito dell’entrata in funzione a pieno regime dello stabilimento Lancia di Chivasso nel 1963, la fabbrica di Borgo San Paolo divenne un centro produttivo secondario per l’azienda. Ma all’atto dell’acquisizione della Lancia da parte della FIAT, nel 1969, l’impianto di Borgo San Paolo subì un forte ridimensionamento delle attività, con lo spostamento della gran parte delle lavorazioni meccaniche presso le sedi aziendali di Chivasso e Verrone.

Così, dagli anni settanta e fino alla fine degli anni ottanta rimarranno in funzione nella storica sede Lancia il Reparto Corse e Progettazione, unitamente all’Officina Boutique, che si dedicherà principalmente all’allestimento di tre importanti modelli della casa: la Delta S4, la Thema Limousine e la Thema 8.32 Ferrari.

Terminata ogni attività industriale, resteranno come testimonianza fino all’inizio degli anni duemila nel nascente quartiere residenziale-commerciale ex Lancia, alcuni uffici del Gruppo Fiat, insieme al Museo Lancia, uno spazio espositivo dedicato alla storia della casa automobilistica torinese (con automobili, prototipi, documenti, immagini d’epoca e motori), inaugurato nel 1971 e successivamente smantellato dopo la sua chiusura avvenuta nel 2007, senza aver trovato ancora oggi una nuova collocazione stabile, seppure alcuni modelli della collezione vengano esposti dal 2019 a rotazione presso la sede FCA Heritage del Motor Village Mirafiori di Torino.

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