Safari Rally 1986: doppietta Toyota, Alen terzo con la 037

Safari Rally 1986: doppietta Toyota, Alen terzo con la 037

Se Bjorn Waldegaard, con la Toyota Celica Turbo, ha vinto l’edizione numero 34 della gara africana valevole per il Mondiale Piloti e Marche, precedendo il suo compagno di squadra e connazionale Lars-Erik Torph, la Lancia è riuscita ugualmente a strappare un terzo posto che vale oro.

Tre Toyota Celica Twin Cam Turbo del Toyota Team Europe, sono arrivate prima, seconda e quarta nel Safari Rally 1986, la quarta prova del Campionato del Mondo Rally, battendo la forte concorrenza Lancia, Peugeot e Subaru. Questa vittoria è stata la terza consecutiva della Casa giapponese al Safari Rally. Il terzo posto della gara ha rappresentato il trentanovesimo podio per Markku Alen, mentre per il vincitore, Bjorn Waldegaard, si è trattato del trentaduesimo podio.

Il Safari Rally 1986 è durato cinque giorni, dal 29 marzo al 2 aprile, e aveva un percorso insidioso di 4.214 chilometri e oltre settanta prove speciali. La gara è stata estremamente impegnativa e solo sedici delle sessantanove auto che l’hanno iniziata sono riuscite a completarla. La Celica Twin Cam Turbo guidata da Bjorn Waldegaard ha preso il comando nella prima metà e, nonostante alcuni problemi, ha continuato a mantenere la testa della classifica fino alla fine.

Waldegaard aveva perso il Safari Rally 1985 contro Kankkunen ma con quest’ultima vittoria andava a stabilire un nuovo record di diciotto successi nel WRC. Lars-Eric Torph è arrivato secondo con un’altra Toyota, dopo una corsa regolare e senza seri problemi. Tra l’altro, le Celica Twin Cam hanno conquistato il primo e il secondo posto per il secondo anno consecutivo. Erwin Weber era terzo con l’altra Toyota, ma problemi meccanici gli sono costati minuti preziosi ed è finito quarto.

Safari Rally 1986
La top ten del Safari Rally 1986

Se Bjorn Waldegaard, con la Toyota Celica Turbo, ha vinto l’edizione numero 34 della gara africana valevole per il Mondiale Piloti e Marche, precedendo il suo compagno di squadra e connazionale Lars-Erik Torph, in quel 1986 la Lancia è riuscita ugualmente a strappare un terzo posto che vale oro. Infatti, il terzo posto andato al finlandese Markku Alen, che era al volante di una Lancia Rally 037, ha consentito alla squadra torinese di portarsi al comando della classifica del Campionato del Mondo Rally con 51 punti contro i 47 della Peugeot: le uniche due Marche che disputano tutte le gare di campionato mentre, per esempio, la Toyota si limita alla disputa delle due gare africane (Safari e Costa d’Avorio) e al Rally 1000 Laghi. Audi, invece, si era ritirata dopo l’incidente in Portogallo.

La gara della Lancia Martini è stata molto valida: Alen ha accusato dei problemi alla vettura solo al decimo controllo orario, problemi che tuttavia gli avevano fatto perdere esattamente 78 minuti. Poi la vettura (alla sua ultima gara iridata dal momento che ora la “Delta 4×4” disputerà tutte le altre gare) non ha più accusato problemi di alcun genere. Alen era stato ritardato dal fatto che, essendo retrocesso in classifica per tutta la seconda tappa, si era trovato davanti delle vetture molto più lente.

Ad un certo punto, il suo distacco è arrivato ad essere di oltre due ore e mezzo. Uscite di gara le altre due Lancia (Biasion per problemi all’alternatore e Preston per uscita di strada) Alen ha sempre guidato con estrema regolarità costringendo gli altri concorrenti a forzare per tenere il suo ritmo e qui sono cominciati i guai per Peugeot e Toyota che, con tre macchine in testa, sembrava avere la gara in mano.

Prima Metha ha rotto tre volte il turbo, poi le tre Toyota hanno dovuto rallentare: Waldegaard per rottura di un mozzo, Weber per rottura del ponte posteriore. Alla partenza della ultima tappa, tre Toyota al comando con la Peugeot di Kankkunen in quarta posizione a soli quattro minuti dalla terza Toyota, poi Alen a dieci minuti da Kankkunen, sul primo tratto di strada, Alen percorreva i cento e sessanta chilometri senza nessuna penalità mentre Weber rompeva una sospensione e Kankkunen era attardato dalla rottura del turbo.

A questo punto, mentre a sua volta anche Metha rompeva una sospensione, il gioco per Alen era fatto. Bastava superare ancora un controllo orario di duecento e quaranta chilometri. A distanza, la Toyota di Waldegaard era costretta a fermarsi per due forature, perdendo un po’ di tempo. Così, come già avvenuto nel 1978, Alen si classificava al terzo posto, ma il fatto più importante era che Kankkunen non riusciva a recuperare e limitava i danni con il quinto posto.

Un piazzamento che permetteva alla Lancia non solo di guadagnare quattro punti sulla marca francese ma che le permette di riprendere la testa della classifica mondiale. “Sono soddisfatto – diceva Alen a fine gara – perché più si andava avanti, più la macchina girava perfettamente. Senza quello stupido problema elettrico dopo due ore di gara avrei vinto il Safari. Noi piloti avevamo promesso a Cesare Fiorio, dopo il Portogallo, che gli avremmo offerto un grande risultato e credo che anche il terzo posto vada bene perché la Lancia ora è al comando del Mondiale”.