Walter Rohrl con alle note Christian Geistdorfer

Rohrl, Carlsson e Pregliasco al Hunsruck Rallye 1979

Hunsruck Rallye 1979, come al solito una gara memorabile. Il teutonico della Fiat, con alle note Christian Geistdorfer, e iscritto dalla filiale tedesca del Costruttore all’epoca torinese si aggiudicò la competizione con 11’10” su Lars Carlsson e Karl-Ernst Ufer.

Walter Rohrl e quel Hunsruck Rally disputato e vinto con la Fiat 131 Abarth Rally tra il 20 e il 21 luglio 1979, dopo ben 518,95 chilometri di prove speciali su asfalto. Una gara memorabile, una delle tante, in cui il teutonico della Fiat, con alle note Christian Geistdorfer, e iscritto dalla filiale tedesca del Costruttore all’epoca torinese si aggiudicò la competizione con 11’10” su Lars Carlsson e Karl-Ernst Ufer sulla veloce Ford Escort RS2000 MK 2.

In quell’occasione, sul podio della gara tedesca finirono terzi Reinhard Hainbach e Klaus Fabisch, con la Ford Escort RS 1800 MK2 della Sachs Sporting, che conclusero a 1’06” da Carlsson e a 12’16” da Rohrl. Dietro, una lunga fila di pretendenti come Jochi Kleint e Gunter Wanger con la Opel Ascona 2000 di Opel Euro Handler Team, Billy Coleman e Brendan Neville sulla Ford Escort RS 1800 MK2, Klaus Fritzinger e Mario Kraitschy con la Toyota Celica 2000 GT, oltre agli sfortunati Mauro Pregliasco e Vittorio Reisoli, costretti al ritiro con la Alfa Romeo Alfetta GTV 2.0 del Jolly Club.

La gara cadeva il 20 e 21 luglio 1979, io e Christian Geistdorfer eravamo al Hunsruck Rally – ha raccontato Walter Rohrl -. Mi piace ricordare quest’edizione della gara, perché era ancora un rally equilibrato: mille chilometri di percorso con oltre cinquecento chilometri di PS di livello internazionale e molto impegnative. C’è stata un po’ di lotta e tutte le squadre hanno svolto un ottimo lavoro durante tutto il rally”.

Walter Rohrl al Hunsruck Rallye 1979
Walter Rohrl al Hunsruck Rallye 1979

”L’Hunsruck Rally era molto popolare e nei due giorni di gara diverse decine di migliaia di spettatori erano sulle prove speciali. Christian Geistdorfer ed io eravamo d’accordo sul correre in sicurezza, visto che le prove speciali a volte assomigliavano a quelle dell’Acropoli in termini di crateri. Molti equipaggi, anche eccellenti, hanno avuto presto problemi: Blomqvist per il caldo, ma anche Brooke, Eklund, Smolej e Pregliasco, per citarne solo alcuni”.

Stig Blomqvist era con una SAAB 99 Turbo, andava forte all’inizio e ho avuto il mio bel da fare per tenerlo lontano. Abbiamo guidato veloci ma tranquilli, perché volevo evitare incidenti tecnici. L’unico problema lo abbiamo avuto con la nostra scorta di pneumatici. Abbiamo potuto festeggiare il successo con un vantaggio di 10 minuti sul secondo. Il rally era ben organizzato. I più bravi, per me, furono Kleint-Wanger e Boschetto-Fabisch, oltre a Carlsson-Ufer”.