Robert Kubica con la Ford Fiesta WRC

Robert Kubica: a tutta passione tra Mondiale Rally e F1

Tutti confermano che è un ragazzo semplice, umile, curioso e disponibile. Non ne dubito. Lo è di meno con i giornalisti. Possiede una forza di volontà che unita al suo particolare dono, ha sette vite come i gatti, lo rende davvero unico e inimitabile.

Che poi c’è da dire ancora una cosa su Robert Kubica, il pilota polacco vittima di un gravissimo incidente al volante della Skoda Fabia Super2000 durante la Ronde di Andora del febbraio 2011, gara che mise a rischio il prosieguo della sua carriera, per fortuna ripresa con la partecipazione al Campionato del Mondo Rally 2013: possiede una forza di volontà che unita al suo particolare dono, ha sette vite come i gatti, lo rende davvero unico e inimitabile.

Robert Kubica è riuscito a fare quello che Sebastien Loeb non è riuscito a fare. Ne parlo come pilota e lo valuto in base ai principali episodi che hanno caratterizzato la sua carriera e sulla consequenzialità delle sue azioni, visto che non sono mai riuscito a parlare direttamente con lui e quindi a carpire il lato umano.

Tutti confermano che è un ragazzo semplice, umile, curioso e disponibile. Non ne dubito. Lo è di meno con i giornalisti. E io facevo parte di quella enorme pletora di “ficcanasi” che, subito dopo il suo incidente quasi mortale nel Savonese, erano stati incaricati dai rispettivi giornali di seguire l’andamento delle condizioni di salute del pilota e l’inchiesta giudiziaria che nel frattempo era stata aperta per ricostruire la dinamica dell’incidente e verificare eventuali responsabilità penali.

Venivamo puntualmente informati dal suo manager, Daniele Morelli. Facciamo un breve excursus, per capire meglio cosa intendo quando scrivo che possiede una forza di volontà che unita al suo particolare dono, ha sette vite come i gatti, lo rende davvero unico e inimitabile.

Affermato pilota ufficiale in Formula 1, spesso testava vetture da rally, la sua più grande passione. Ad un certo punto decide di debuttare in gara. Lo fa esordendo in Italia, in un appuntamento valido per il Trofeo Rally Asfalto e per la finale della Coppa Italia Rally.

Questa “prima” si è conclusa anzitempo e male. Il polacco ha gareggiato al Rally Internazionale di Taormina di venerdì 13 novembre 2009, era riuscito ad entusiasmare, concludendo la prima frazione di gara ottavo assoluto e primo nella classe R3C con la Renault Clio del team bresciano DP Autosport.

Poi però Kubica si è dovuto arrendere dopo appena 1,5 chilometri dal via della prima prova speciale della seconda giornata di gara. È finito contro un muro in un tratto guidato e poco veloce ed ha finito con il toccare le protezioni con la parte anteriore destra della sua vettura. Ha provato a ripartire, ma c’è stato poco da fare.

La rottura di un braccetto dello sterzo non ha consentito al driver da navigato dal connazionale Michal Kusnierz di proseguire. “Non guidavo una trazione anteriore da sei anni – disse in quell’occasione il driver – e non avevo fatto alcun test e nello shakedown sono riuscito a completare solo una quindicina di chilometri”.

“Sono appassionato di rally da sempre, ma appena inizierà la nuova stagione di Formula 1 i miei programmi ovviamente saranno concentrati solamente su quello”. Infatti, al di la di ciò che è accaduto nel 2011, che inevitabilmente ha condizionato la sua carriera, nel 2013 ce lo siamo ritrovati nel WRC. E nel frattempo si era giocato tre delle ipotetiche sette vite di un gatto. Questo lo rende unico.

Robert Kubica: F1 e rally, un amore che divide

Senza la particolarità descritta prima, Kubica sarebbe stato l’ennesimo pilota della Formula 1, come Kimi Raikkonen o Ayrton Senna, che nel corso della sua carriera agonistica sarebbe venuto in contatto con i rally: passione, divertimento, gioco. Nulla di più. Ma non è così.

Guardiamo al microscopio il suo percorso umano e sportivo nei dettagli. Nato il 7 dicembre 1984, cominciò la sua avventura con le macchine prestissimo, all’età di 4 anni. All’età di 10 anni partecipò al campionato di go-kart polacco, il Polish Karting Championship, e nei primi 3 anni vinse sei titoli.

Dopo la terza stagione nel campionato polacco suo padre decise di farlo gareggiare in un campionato più competitivo e lo portò in Italia dove Robert, nel 1998, riuscì a vincere il campionato internazionale e fece immettere per la prima volta un nome straniero nell’albo d’oro della competizione.

L’anno successivo difese il titolo in Italia e in più arrivò primo nel campionato tedesco, nella Monaco Kart Cup, Margutti Trophy e nella Elf Masters races. Nel 2000 Kubica corse la sua ultima stagione con i kart classificandosi quarto nel campionato europeo e in quello mondiale.

Alla fine della stagione provò per la prima volta una Formula Renault 2000. Nella prima stagione ottiene una pole position. Nel 2002 vinse quattro gare e si piazzò al secondo posto in campionato e alla fine della stagione prese parte alla Formula Renault 2000 che si teneva in Brasile a Interlagos dove dominò la gara dal primo all’ultimo giro.

L’anno successivo passò alla Formula 3 Euro Series, ma un brutto incidente stradale in Polonia in cui rischiò l’amputazione di un braccio lo costrinse a rinviare il suo debutto, finendo la rovinosa stagione in dodicesima posizione. È novembre del 2005 quando prende parte alla Macau F3 Grand Prix per la terza volta e dove si classifica secondo.

Incidente Robert Kubica in Formula 1
Incidente Robert Kubica in Formula 1

Dopo aver vinto la Formula Renault ricevette in premio di provare la Renault di Formula 1 nei test di Barcellona, dove impressionò tutti con un grande tempo sul giro, però fu appiedato dalla scuderia francese. Così, il boss della Bmw, Mario Theissen, notando il valore del polacco, diede il pass che lo fece approdare come collaudatore nella Bmw Sauber nella stagione 2006.

Nella stagione 2006 fu terzo pilota e collaudatore per la squadra Bmw Sauber. Esordì in gara al Gran Premio d’Ungheria in sostituzione di Jacques Villeneuve, divenendo il primo polacco a correre nella massima categoria. La gara non fu però fortunata per il pilota, giunto settimo ma squalificato, in quanto la vettura risultava di 2 chilogrammi sottopeso. Dopo la gara la Bmw Sauber annunciò che Kubica avrebbe sostituito Villeneuve in maniera definitiva per la stagione 2006, correndo anche le rimanenti gare.

Nel Gran Premio d’Italia 2006 concluse sorprendentemente al terzo posto, riuscendo addirittura a guidare il Gran Premio per alcuni giri, dopo essersi qualificato settimo a causa di un errore commesso durante il giro veloce, alla prima curva di Lesmo, che compromise poi le performance degli pneumatici Michelin per tutta la qualifica. Nei tre GP restanti non ottenne punti, ma sfiorò per due volte l’ottavo posto.

La riconferma con Renault in Formula 1

Dopo le buone prestazioni del 2006 per il 2007 la Bmw lo confermò. Dopo due prime gare senza risultati a partire dal Gran Premio del Bahrain andò costantemente a punti. Durante il Gran Premio del Canada 2007, però, ebbe un terribile incidente al tornante “L’Epingle”, impattando violentemente contro le barriere: fortunatamente, le uniche conseguenze furono un leggero trauma cranico, unito alla distorsione di una caviglia. La cellula di sopravvivenza e il Sistema Hans risultarono determinanti per la salute del pilota.

Nel successivo Gran Premio degli Stati Uniti 2007 a Indianapolis fu sostituito da Sebastian Vettel. Al rientro in Francia chiuse con un ottimo quarto posto, e così fu anche a Silverstone, mentre concluse settimo al Nurburgring. Il mondiale per il polacco continuò bene ottenendo in Ungheria un buon quinto posto e in Turchia un ottavo posto. Nella successiva gara, sul tracciato brianzolo di Monza perse il confronto col compagno di squadra Nick Heidfeld, classificandosi quinto dopo un errore dei suoi meccanici durante il pit stop.

Proprio in quest’occasione giunse la conferma ufficiale che il premio “Lorenzo Bandini” edizione 2008 – destinato al pilota che si era distinto l’anno precedente – era stato assegnato al pilota polacco. La consegna è avvenuta a Brisighella, nel ravennate, il 18 maggio 2008. Nella stagione 2008, è stato sfortunato l’esordio al Gran Premio d’Australia, dove è partito in prima fila, ma in gara è stato tamponato dalla Williams di Nakajima.

In Malesia si è classificato secondo dietro a Kimi Raikkonen dopo essere scattato in quarta posizione sulla griglia. Il 5 aprile 2008 ha realizzato la sua prima pole position sul circuito del Bahrein, anche prima pole della storia di un pilota polacco e prima della Bmw da quando è anche costruttrice di telai oltre che di motori. Seguono poi un quarto posto in Spagna e Turchia e il secondo posto a Monaco.

L’8 giugno 2008 vince il suo primo gran premio di Formula 1 sul circuito di Montreal in Canada, dove un anno prima aveva rischiato la vita. Tutto un crescendo di emozioni che termineranno il 7 ottobre 2009 con il suo passaggio alla Renault in sostitituzione di Fernando Alonso che passerà in Ferrari per la stagione 2010.

Nell’occasione sarà ufficializzato anche il prolungamento di contratto che avrebbe portato Kubica a guidare in Renault fino al 2012. Ma quella sarà anche una stagione molto difficile per la scuderia francese, costretta a tagli e restrizioni economiche. In quella stagione è la grande capacità di guida del pilota polacco a trascina la squadra verso punti importanti: Bahrein, Australia, Monaco.

La sua costanza è interrotta per problemi tecnici a Silverstone. Riesce a risalire sul podio, terzo, in Belgio alle spalle dei leader del campionato Mark Webber e Lewis Hamilton. Ma la scuderia non investe più nei miglioramenti della vettura e si concentra nello sviluppo per il campionato 2011.

Incidente Robert Kubica Liguria
Incidente Robert Kubica in una ronde in Liguria

La malasorte è dietro l’angolo per Robert

La malasorte, però, è dietro l’angolo. A causa di un incidente in una competizione rallystica il 6 febbraio 2011, Kubica è costretto a rinunciare alla partecipazione al campionato 2011. L’incidente, avvenuto durante la Ronde di Andora in località San Lorenzo nel territorio del Comune di Testico, nel Savonese, ha provocato gravissime lesioni al pilota, incluse una frattura alla gamba destra, un’emorragia interna e lesioni multiple alla mano, alla spalla e al braccio destro, mentre il suo copilota è rimasto illeso.

Lo studio della dinamica dell’incidente ha rivelato che dopo l’urto dell’automobile contro il guard-rail di una curva, quest’ultimo ha ceduto e la testa della successiva sezione è entrata nell’abitacolo della vettura frontalmente, colpendo lateralmente il pilota e uscendo dalla parte posteriore della vettura. Ricoverato d’urgenza in gravi condizioni all’Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, Kubica è stato sottoposto ad un intervento chirurgico durato sette ore per salvargli la mano e per ricomporre la frattura ad una gamba.

Il pilota è stato in seguito sottoposto a due ulteriori lunghi interventi chirurgici, il primo per correggere le problematiche legate al braccio ed alla gamba e il secondo al gomito destro che non era stato ricomposto durante le precedenti operazioni. In seguito alla conclusione della prima fase chirurgica Kubica deve affrontare una lunga riabilitazione intervallata con piccoli interventi destinati alla correzione dei difetti residui. La partecipazione al campionato 2011 è compromessa, così come la ripresa dell’attività agonistica ad alto livello, subordinata al buon esito delle terapie.

Il 16 febbraio 2011 la Renault rende noto che il suo posto in squadra verrà affidato al tedesco Nick Heidfeld per il 2011. Il 23 aprile 2011 Kubica viene dimesso dall’istituto Santa Corona di Pietra Ligure. Nel mese di agosto 2011 viene reso noto che, mentre per la gamba la situazione evolve verso un ottimo recupero, sussistono problematiche di mobilità e sensibilità dell’arto superiore, in particolare a livello del dito medio e del gomito. Il dottor Ceccarelli riferisce che il gomito al momento non consente uno sviluppo pieno della riabilitazione, mentre la sensibilità del dito medio si discosta da quella delle altre dita.

Il mese di settembre si rivela cruciale, il suo posto presso la Lotus Renault GP, che nel frattempo ha rilevato il materiale Renault, non è più garantito e si fanno insistenti le voci su un suo accantonamento. In seguito, le dichiarazioni rilasciate sia dal medico che si occupa della riabilitazione, Ceccarelli, che del manager, Morelli, lasciano intendere che il recupero del pilota può avvenire in maniera sufficiente a permettere un ritorno nel campionato 2012, prevedendo la possibilità di testare una vettura nel periodo compreso tra novembre e gennaio.

Il periodo che va dal 23 al 25 novembre 2011 è segnato da dichiarazioni contrastanti. Daniele Morelli, il manager del pilota, comunica che il contratto in Renault, in scadenza a fine anno, permetterà di cercare un sedile per il campionato 2012, mentre Éric Boullier, capo della Renault, rilascia una dichiarazione in cui afferma che Kubica ha segnalato l’impossibilità di essere in pista con l’inizio del campionato 2012.

Robert Kubica Rally del Casentino 2014
Robert Kubica Rally del Casentino 2014

La Formula 1 si allontana, anzi no…

L’11 gennaio 2012, Kubica si è rotto la gamba destra dopo una caduta sul ghiaccio nella sua casa a Marina di Pietrasanta, vicino a Viareggio. Le notizie parlano di una frattura alla tibia, nella stessa gamba gravemente ferita nel grave incidente di febbraio 2011. Anche se pare che sia scivolato banalmente in giardino, sul ghiaccio formatosi durante la notte, per l’emittente britannica BBC Kubica avrà bisogno di una vite di metallo inserita appena sopra la caviglia e dovrà portare per un mese il gesso prima di poter iniziare la riabilitazione.

Si allontanano sempre di più i piani per il suo ritorno in Formula 1. L’8 marzo 2012 l’ex pilota della Toro Rosso Jaime Alguersuari, divenuto commentatore della BBC, rilascia dichiarazioni sconfortanti circa le condizioni del pilota di Cracovia. Secondo lo spagnolo, Kubica non sarebbe in grado neanche di sollevare un bicchiere usando il suo braccio destro. Il giorno seguente a queste dichiarazioni, però, compaiono in rete delle foto che ritraggono Kubica durante un test in Liguria con una Skoda Fabia Super2000 di sua proprietà, test realmente avvenuto. L’11 marzo, Kubica torna al volante di un kart in un kartodromo di Montecatini.

Il 9 settembre 2012 ritorna alle competizioni, ma nei rally, alla guida della Subaru Impreza WRC, insieme al navigatore Giuliano Manfredi prendendo parte alla terza edizione della Ronde del Gomitolo di Lana, a Biella. Vince tutte e quattro le PS e si aggiudica anche la competizione. Al Rally di San Martino di Castrozza, il 15 settembre 2012 è di nuovo vittima di un incidente, senza conseguenze. I danni alla vettura lo costringono al ritiro.

Il 29 settembre 2012 partecipa in coppia con Emanuele Inglesi al Rally Città di Bassano, gara conclusiva dell’IrCup 2012 e vince la gara, nonostante le condizioni meteo non ottimali. Nel 2013 prende parte ad alcune gare del Campionato del Mondo Rally, sia per il WRC sia per il WRC2, in quest’ultima categoria vince cinque gare, diventando campione del mondo WRC2. Per la stagione 2014 è pilota titolare Ford del team M-Sport. Al debutto, vince le prime due speciali del Montecarlo, ritirandosi poi per un’uscita durante la seconda giornata.

Il 13 luglio 2014, al Rally del Casentino, il polacco con la Fiesta WRC conquista sette PS su nove e si impone nella gara toscana, valida per l’IrCup 2014. È il sesto successo della sua carriera da rallysta. Nel 2015, con il Team RK, disputa il WRC al volante della Ford Fiesta WRC. La stessa con cui al Monza Rally Show 2014 ha punito tutti, vincendo di tutto e di più e poi sollevando un vespaio di polemiche con dichiarazioni al vetriolo sulla regolarità delle vetture di alcuni “vip”, tra cui Valentino Rossi.

Nel 2017 è tornato alla guida di una monoposto di Formula 1 per alcuni test il mese di agosto a Budapest, con la Renault, e successivamente con la Williams. Il 16 gennaio 2018 viene ufficializzato come terzo pilota proprio della scuderia inglese Williams. Dopo aver preso parte ai test invernali, disputa le prime prove libere nei Gran Premi di Spagna, Austria e Abu Dhabi.

Il 16 gennaio 2018 viene ufficializzato come terzo pilota proprio della scuderia inglese Williams. Dopo aver preso parte ai test invernali, disputa le prime prove libere nei Gran Premi di Spagna, Austria e Abu Dhabi. E poi, finalmente, un sogno che diventa realtà.

Il 22 novembre 2018 la Williams annuncia il suo ritorno da pilota titolare, dopo otto stagioni di assenza, nella stagione 2019. Il polacco ha scelto come numero di gara l’88, usato per l’ultima volta da Rio Haryanto nel Gran Premio di Germania 2016. Conquista il primo punto durante Gran Premio di Germania 2019 il 28 luglio, per via della penalizzazione dei due piloti dell’Alfa Romeo Racing, Kimi Raikkönen e Antonio Giovinazzi, per essere partiti con una mappatura elettronica da bagnato che ha permesso loro un rilascio della frizione più graduale utile ad evitare il pattinamento.