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Renault Clio Williams, baby sportiva tutta pepe

renault clio williams di serie e da rally

La Renault Clio Williams è stata prodotta dalla Renault per essere utilizzata come arma d’attacco nel Campionato di Rally Francese del 1993, infatti la sorellina Clio 16v si trovava a battagliare nella sua classe con le vetture di 2000 cc con evidenti problemi di competitività su parecchie speciali soprattutto quelle che richiedevano coppia ai bassi che la Williams risolse subito.

A metà degli anni ‘ottanta ’80 la situazione economica della Renault aveva due volti. Da una parte la produzione europea stava portando ingenti introiti grazie al successo commerciale di modelli come la Supercinque, la coppia Renault 9/11 e l’apparentemente inossidabile Renault 4, inoltre i successi in Formula 1 come fornitore di motori non poterono che accrescere la popolarità della Casa francese e portare ulteriori guadagni nelle casse dell’azienda. Per contro, però, i tentativi di far sbarcare i modelli del marchio in Nordamerica portarono ad ingenti investimenti che di fatto non produssero altro che perdite visti gli scarsi successi ottenuti oltreoceano.

Una situazione molto delicata, che ebbe il suo apice nella nomina di Georges Besse a presidente della Régie e nel programma di razionalizzazione e ristrutturazione dell’azienda da parte di quest’ultimo. Il programma di Besse ebbe come conseguenza il licenziamento di 21.000 dipendenti, fatto che poco tempo dopo, alla fine del 1986, sfociò nell’assassinio dello stesso Besse da parte di un gruppo estremista.

Fu proprio in un clima abbastanza delicato come questo che andò ad inserirsi l’avvio del progetto che avrebbe portato all’erede della Supercinque. Quest’ultima, infatti, pur proponendosi come rivisitazione in chiave moderna della Renault 5 (di fatto anche con novità tecniche come il motore trasversale in luogo di quello longitudinale), evidenziava però la sua anzianità stilistica, per cui fin da poco tempo dopo il suo lancio, intorno al 1985, venne avviato il progetto X57, volto alla realizzazione di una vera erede, molto più moderna sotto tutti gli aspetti. Tra le principali direttive imposte per il progetto X57 vi fu quella di ottimizzare l’abitabilità interna e più in generale lo spazio, inteso anche come disponibilità di vani portaoggetti, capienza del bagagliaio, ecc).

Risale al 1986 la realizzazione di un modello in scala 1:1 che prefigura la vettura definitiva, sebbene ancora molte fossero le differenze rispetto al modello finale. Neppure l’ascesa di Raymond Lévy come neo-presidente Renault turbò il progetto X57, a testimonianza della bontà delle idee riversate nel progetto stesso.

Alla fine del 1988 la stampa specializzata sorprese i primi prototipi durante i collaudi su strada, prototipi che oramai, salvo alcune lievi camuffature, rispecchiavano in tutto e per tutto il modello definitivo. Fu proprio in questa fase che trapelò l’intenzione da parte di Lévy di abbandonare il tradizionale ricorso alle cifre numeriche per denominare il nuovo modello, puntando invece su un nome vero e proprio. A tale scopo, di lì a poco fu interpellato Marcel Botton, noto ideatore di nomi e marchi che proprio in questa occasione seppe cogliere il suo primo vero successo, proponendo alla Casa francese il nome Clio, ripreso dalla mitologia greca (Clio era infatti il nome della musa della storia).

La Clio, la nuova Renault di segmento B, fu lanciata nel giugno del 1990: il suo lancio non coincise con l’uscita di scena della Supercinque, che proseguì la sua carriera, sebbene limitatamente ad alcuni mercati (tra cui quello francese) e con una gamma sensibilmente ridotta. Tre anni dopo spuntò la Williams, in onore di Frank Williams.

La Renault Clio Williams era stata progettata per gareggiare nei rally (Gruppi A ed N). Era stata del resto presentata alla stampa in Corsica, con chiaro riferimento al celebre rally che si svolge sull’isola della bellezza. Ma è piaciuta anche ai piloti della domenica e a quelli in erba, con quasi 12.000 Renault Clio Williams vendute in totale, mentre bastavano 2.500 esemplari per ottenere l’omologazione ai rally.

Nel 1993, dopo il lancio della Renault Clio 16s (dalle prestazioni certo non modeste!), Renault arricchisce la sua gamma sportiva con la mitica Renault Clio Williams, creatura di Renault Sport e della scuderia Williams che, d’altronde, l’anno precedente aveva conquistato il titolo di campione del mondo di Formula 1 (costruttori). Con un motore di 2 litri e 150 cavalli, la Renault Clio Williams era il riferimento delle piccole sportive degli anni ’90.

Impossibile riprodurre in questa sede i suoni della Renault Clio Williams. Mancano anche le urla degli spettatori per trovarsi trasportati in mezzo al Tour del Corse (e magari anche le cicale; ma comunque il loro canto sarebbe probabilmente coperto dal dolce suono del motore da 150 cavalli). Quindi, raccontiamone la storia.

La Renault Clio I era stata introdotta nel 1990 e fin dal lancio si era imposta come riferimento tra le auto da città. Lanciando questa Renault Clio Williams, Renault ha potuto utilizzare la base della Renault Clio per cavalcare lo spirito del tempo degli anni ’90, vale a dire le auto più sportive, ripetendo il successo della Renault Superacing GT Turbo.

Con il suo motore trasversale anteriore da 150 cavalli, la Renault Clio Williams sarà da ricordare nei rally, con piloti come Jean Ragnotti, Philippe Bugalski e Alain Oreille al volante. La sua storia negli sport automobilistici non è d’altronde finita, perché piloti dilettanti e professionisti continuano a impegnare delle Renault Clio Williams (oggi praticamente da collezione) in varie corse.

renault clio williams in conformazione rally
Renault Clio Williams in conformazione rally

Renault Clio Williams Phase 1

Il nome Clio I identifica la prima serie della Renault Clio, un’autovettura di fascia bassa (segmento B) prodotta tra il 1990 ed il 1998 dalla Casa francese. La Clio Williams adotta un motore 1998cc 4 cilindri 16 valvole denominato F7R, che è l’evoluzione del propulsore F7P installato sulle Clio 16s e 16v, si differenzia da quest’ultimo essenzialmente per un albero a gomiti a corsa allungata, per i pistoni con alesaggio maggiorato e da una testata completamente rivista che danno come risultato 150cv a 6100 giri/m di potenza massima e una coppia di ben 175nm (18.2kgm) a 4500giri che però è comunque disponibile sin dai bassi regimi regimi (90% della coppia la troviamo già a 2500giri) a differenza delle Clio 16v che con il suo F7P erogava 137cv a 6500giri/m ed aveva una coppia massima di 158nm a 4250 che però tardava a farsi sentire prima dei 3500giri.

La Clio Williams è stata prodotta dalla Renault per essere utilizzata come arma d’attacco nel Campionato di Rally Francese del 1993, infatti la sorellina Clio 16v si trovava a battagliare nella sua classe con le vetture di 2000 cc con evidenti problemi di competitività su parecchie speciali soprattutto quelle che richiedevano coppia ai bassi che la Williams risolse subito.

Nella Clio Williams stradale di input ingegneristici prelevati dal reparto corse Renault Sport che si dedicava alla Williams Grand Prix ce ne sono molti. Infatti il motore della Clio Williams nella parte riguardante la testata attinge quasi a piene mani dalle tecniche costruttive del propulsore Renault RS4 e RS5 montato all’epoca sulle Williams da F1, e successivamente sulla Benetton campione del mondo con Schumacher. Praticamente si avvale di quelle tecniche costruttive messe a frutto dalla Renault Sport su motori da F1 nati dalla collaborazione di questa con il centro spaziale francese “Aerospatiale” e, un centro dove in pratica si costruiscono tutt’ora i propulsori per i razzi spaziali “airbus” e la “Snecma” una industria aereonautica che produce propulsori per aereo ad elevate prestazioni. Renault Sport chiese collaborazione a questi due centri per controbattere lo strapotere Honda dell’epoca. Praticamente la grande innovazione fu la realizzazione di testate con innesti all’interno del metallo di resine polverose speciali, in modo da ottimizzare il rendimento termico e quindi essere più perfomante e essere allo stesso tempo più affidabile essendo meno soggetta a rotture dovute a stress elevati.

renault clio williams in azione
Renault Clio Williams in azione

Altra caratteristica derivata dai propulsori di F1 della Renault fu il tipo di lucidatura effettuata sui condotti di aspirazione della testata, tale procedimento vuole che le benzina confluita all’interno dei condotti subisca una sorta di raffreddamento dovuto alla speciale lucidatura ed arrivi quindi più ossigenata in camera di scoppio con conseguente migliore combustione e quindi migliore esplosione all’interno dei cilindri.

Chiaramente la Renault applicò la denominazione Williams alla vettura anche per un discorso commerciale è inutile nasconderlo infatti sperava di avere un guadagno dal successo ottenuto dalla Williams in ambito agonistico nella massima espressione delle corse quale è la F1 (un campionato costruttori F1 già vinto, e il secondo (di sei consecutivi) già abbondantemente conquistato). L’auto si poteva solo avere in Williams Blue, e gli altri cambiamenti dalle Clio 16v standard includevano splendidi cerchi in alluminio color oro, migliori sospensioni e una più lussuosa tappezzeria interna con il logo Williams cucito sullo schienale dei sedili.

Sorprendentemente l’ ABS e gli airbag sono stati rimossi, come se la Clio Williams aspirasse ad essere “pilotata” dai più sportivi guidatori. Inizialmente fu annunciata la produzione, di soli 2500 esemplari (allargati successivamente date le richieste a 3800 di cui 800 per l’Italia) in concomitanza con il Genève Motor Show del 2 marzo 1993 (delle quali solo 400 avevano la guida a destra), e ognuna era individualmente identificabile da una placca numerata sulla plancia (un idea prelevata dalle prime Renault 5 Turbo Serie I da rally). Comunque, come con la Renault 5 Turbo I, a causa della grandissima richiesta, una seconda (la Clio Williams 2) e anche una terza serie (la Clio Williams 3) furono più tardi prodotte rispettivamente nel 1994-95 e nel 1995-96.

Renault Clio Williams Phase 2

Spinta dalla forte domanda, la Renault nel 1994 decise di concedere ulteriori repliche della sua Clio Williams 2.0 16 v, temporaneamente uscita dal listino nell’anno precedente. La sua nuova uscita coincise con una serie di aggiornamenti che caratterizzavano la nuova gamma Clio di metà anni ’90. Esternamente quindi sono nuovi i gruppi ottici posteriori leggermente arrotondati e collegati da una sottile banda dello stesso aspetto (la scritta “Renault Clio” nel portellone è ora più alta e fissata alla carrozzeria), il tappo della benzina con la serratura scavata, gli specchietti retrovisori esterni ora a regolazione elettrica di dimensioni maggiori, la strumentazione interna (manopole riscaldamento e orologio) con grafica più moderna, il tergilunotto di forma più sottile, la targhetta 2.0 non più vicino agli indicatori di direzioni anteriori laterali ma ora presente nelle fasce nere paracolpi laterali e, in ultimo, la sottile calandra anteriore in un unico elemento anziché due sottili e le plastiche sottofari-anteriori verniciate in tinta.

La colorazione blue sport 449, invece, è sempre la stessa, così come gli splendidi cerchi in lega leggera 7J x 5″ color oro della Speedline. Un efficace tocco di grinta che certo non guasta, sposando alla perfezione la carrozzeria dai vistosi passaruota allargati e dal frontale quasi minaccioso, grazie al massiccio paraurti e alla “gobba” sul cofano che integra la presa d’aria di tipo Naca. Di rigore, poi, il logo Williams sulle fiancate (da questa serie gli adesivi, compreso quello del portellone posteriore hanno anche la parte interna blu adesiva, nel 1993 al contrario il blu interno lo faceva la carrozzeria).

Da segnalare due modifiche all’abitacolo: l’introduzione dei pretensionatori nelle cinture di sicurezza; l’adozione nelle portiere di barre antintrusione (il climatizzatore anche in quest’ultima edizione non era disponibile, come anche l’ABS). Infine è doveroso segnalare che nella versione restyling, la Williams poteva essere dotata di tettuccio apribile elettricamente (unico optional). Rispetto alle Williams del ’93 sono però migliorate leggermente le prestazioni, specialmente nello scatto e nella ripresa, grazie evidentemente a piccoli ma efficaci aggiustamenti nella gestione del propulsore.

Così sfruttando i 147 cv a 6100 giri e soprattutto, la coppia disponibile all’85% già al regime di 2500 giri con un picco di 18,2 Kgm a 4500 giri la vettura scatta da 0 a 100 in appena 7″ 72 e percorre il chilometro da fermo in 28″57, mentre la Williams del 1993 aveva ottenuto rispettivamente 7″87 e 28″78.In velocità massima la nuova Williams segna i 215,700 km/h ( 215,800 nel ’93). Da i 100 km/h si ferma in 43,9 metri (a causa anche dell’assenza dell’ ABS). I consumi rimangono anche in questa nuova edizione abbastanza elevati: 10,138 Km/litro in autostrada e 8,931 in città. Infine il “sound”, che rimane sempre da grande sportiva, specie in accelerazione con i 76,5/74.5 db a 130 Km/h e 80/78,5 a 160 orari.

Nel 1995 sulla base della seconda serie venne prodotta una serie speciale per la Svizzera denominata Swiss Champion. Tutti gli esemplari (500) presentavano sulla plancia una targhetta numerata, un’autoradio Sony con caricatore a 6cd e 6 casse hi-fi e un volante specifico. Esternamente vi era un colore blu leggermente diverso e i loghi Swiss Champion nelle fiancate.

Renault Clio Williams Phase 3

Da circa metà 1995 iniziò la produzione dell’ultima serie ( la terza) che si spinse fino a circa metà 1996. In questa ultima serie scompare dal cruscotto la targhetta numerata e il colore della carrozzeria diventa Blue Galassia 432. Si possono avere anche gli appoggiatesta per i sedili posteriori e tra gli optional figura invece l’ABS, motivo che ci porta a presupporre che le ultime Williams prodotte sarebbero state allestite su scocca 1.8 16v. Sia esternamente che internamente mantiene le medesime caratteristiche estetiche e meccaniche della seconda serie. Esemplari usati di questa terza serie si possono trovare anche a prezzi inferiori rispetto alle altre edizioni: questo è dovuto principalmente alla mancanza della targhetta numerata.

Riepilogo delle tre serie

La prima serie comparve nel 1993, aveva come differenze estetiche rispetto alle successive serie: baffo anteriore sovraparaurti in tinta nera diviso in due pezzi, specchietti retrovisori piccoli e a regolazione manuale, comandi ventilazione semplificati nella grafica, la fascia posteriore portellone era opaca con i loghi Renault e Clio inseriti direttamente sulla stessa, cambiava pure il braccio del tergilunotto. La palpebra che sovrastava la strumentazione interna era di un materiale più morbido e leggermente più opaco.

Nel 1994 comparve la seconda serie di Williams, nuovo baffetto anteriore in tinta macchina ed di un solo pezzo retrovisori esterni elettrici e auto sbrinanti comandati da lunotto termico, nuova grafica per comandi ventilazione, nuovo tergi posteriore, fari posteriori di nuovo disegno, modanature porte più grosse e con incorporata la targhetta 2.0, mentre sulla 1 serie era sotto il ripetitore freccia laterale. Queste modifiche durarono sino a fine produzione 1996. La numerazione rimase in atto fino a metà 1995.

Da metà 1995 sino al 1996 ne sono uscite un numero imprecisato da cui scompariva la numerazione ed in compenso veniva dotata di ABS, il motivo più probabile è che forte del successo ottenuto la Renault allestì le ultime Williams con delle scocche di Clio 1800 16 v… Da qui si spiegherebbe la scomparsa della numerazione e della presenza dell’ABS, anche il colore blu era diverso su quelle non numerate e sulla targhetta colore riportava la denominazione “Blu galassia”.

Segreti e sensazioni della super sportiva

Rispetto alla Clio 1.8 16v normale, la Williams può contare su 234 cc e 12 cavalli in più: l’unità è fondamentalmente la stessa, salvo una serie di interventi di affinamento che ne hanno ulteriormente migliorato le già notevoli caratteristiche di rendimento. Non aspettatevi, per quanto detto, un formidabile guadagno nelle prestazioni pure, perché quei 12 cavalli, pur assecondati da una rapportatura ancor più ravvicinata del cambio, non possono far miracoli, tanto più che il peso è all’incirca lo stesso (solo 35 Kg in favore della 2.0). I numeri parlano chiaro: a 100 km/h la Williams ci arriva dopo 7,6 secondi, il chilometro si copre in 28,3 secondi e da 70 a 120 all’ora, in quinta, ci si mette poco più di 13 secondi. Che sono, in assoluto, valori da brivido, per una duemila aspirata, ma non poi così lontani da quelli ottenuti dalla 16v ( da 0 a 100 km/h in 8 secondi). Se non altro, tutto ciò testimonia che il vantaggio della Williams, perlomeno sotto il profilo della pura accelerazione, risalta molto di più nell’allungo piuttosto che nello scatto breve…

Il risultato su strada è in ogni caso un 16 valvole che risponde con inusitata veemenza a qualsiasi ordine dell’acceleratore, scattando da fermo o in corsa con una prontezza ( e un rumore) da grande sportiva. Senza che peraltro sia stato perso alcunché della fluidità e della piacevolissima regolarità di funzionamento del 1800, garantendo riprese senza esitazioni anche nelle marce più alte…

Dove i tecnici Renault hanno realizzato il loro piccolo capolavoro è nell’assetto, il quale ha poco a che vedere con quello della 16v di serie. A parte lo scontato irrigidimento di molle, ammortizzatori e barre antirollio, la Williams ha addirittura l’intero avantreno di diversa architettura (è ripreso dalla 19 16v), che ha consentito di allargare di 34 mm la careggiata anteriore. Questo unito all’adozione di cerchi da 7 pollici (6,5 sulla sorellina), contribuisce a raggiungere livelli di grip inattesi in una piccola hatchback e a trasformare la Williams, nonostante le prestazioni non proprio alla portata di tutti, in una delle macchine più facili da guidare allegramente. Il turn in, cioè la precisione nell’impostazione, è fulmineo, consentendo di pennellare traiettorie millimetriche a qualsiasi velocità; anzi guidando la Williams per molti km prende piede la strana sensazione che più si va forte, meglio si comporta l’auto. C’è un neo, comunque: l’ABS non si può avere. Occhio, quindi, in frenata…

Prestazioni della vettura

Velocità massima214,475 Km/h in V ( dichiarata: 215 Km/h)a 6500 giri/min
Ripresa in quinta marcia70 – 1007,9 sec.
 70 – 12013,4 sec.
 1 Km da 40 Km/h in V:34,7sec.
Frenatada 60 Km/h15,3 m
 da 100 Km/h42,6 m
 da 130 Km/h72 m
Accelerazione0-603,8 sec
 0-805,4 sec
 0-1007,6 sec
 0-12010,2 sec
 60-90 in 4°5,9 sec
 60-90 in 5°8,4 sec
 90-120 in 4°5,8 sec
 90-120 in 5°8,7 sec
 1 Km da fermo28,3 sec. con velocità d’uscita di 182,7 Km/h
 1 Km in 4° marcia30.6 sec. con velocità d’uscita di 170 Km/h
 1 Km in 5° marcia34.7 sec. con velocità d’uscita di 149 Km/h
 400 m da fermo15,5 sec. con velocità d’uscita di 148 Km/h
 400 m in 4°marcia16,5 sec. con velocità d’uscita di 130 Km/h
 400 m in 5°marcia18,6 sec. con velocità d’uscita di 110 Km/h

Scheda tecnica Renault Clio Williams

Motoreanteriore trasversale – 4 cilindri in linea – Cilindrata 1998 cc – Compressione 10:1 – Potenza Max 108 Kw (147 cv) a 6100 giri/min – Coppia max 175 Nm (18,2 Kgm) a 4500 giri/min – Basamento in ghisa – Testata in lega leggera – Alesaggio 82.7 x 93 mm – 4 valvole per cilindro – Due assi a camme in testa , punterie idrauliche (cinghia dentata) – Alimentazione a iniezione e accensione a controllo integrato ,iniezione elettronica multipoint – Catalizzatore a tre vie.
Trasmissionetrazione anteriore – Cambio a 5 rapporti : (1° =3.090 | 2° =1.853 | 3° =1.321 | 4° =1.029 | 5° =0.794 | R =3.545).
Corpo vetturaberlina 2 volumi , 3 porte , 5 posti – Cx 0.33 – Avantreno a ruote indipendenti (schema MacPherson),con triangoli oscillanti inferiori,ammortizzatori telescopici,molle elicoidali e barra antirollio – Retrotreno a ruote indipendenti a braccio longitudinale con sistema a 4 barre di torsione trasversali e ammortizzatori idraulici – Barre stabilizzatrici anteriore e posteriore – Impianto frenante a doppio circuito idraulico – Freni anteriori a disco autoventilanti (259 mm), posteriori a disco (238 mm) , servofreno – Scatola guida a cremagliera , servocomando – Peso / Potenza = 6.8.
Dimensioni massapasso 2,472 m – Lunghezza 3,172 m – Larghezza 1,641m – Altezza 1,365 m – Massa in ordine di marcia 1035 Kg (a.650 / p.385) – capacità serbatoio 50 litri – capacità bagagliaio 265/1055 litri
Prestazionivelocità max 215 Km/h – Consumi ( l/100 Km) : 6,4 a 90 Km/h ; 8,1 a 120 Km/h ; 11,3 urbano
PneumaticiMichelin Pilot HX 185/55 R 15 81V su cerchi in lega leggera a otto razze 7J x 15″
Prezzo di listino(anno 1995): 32.750.000 lire (€ 16.913,96) chiavi in mano