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Rallye Sanremo 1968: nel segno di Toivonen-Tiukkanen

pauli toivonen, sanremo 1968

Il Rallye Sanremo va al finlandese Toivonen. L’inglese Pat Moss, in una durissima competizione, batte gli altri piloti e si classifica al secondo posto. Pianta percorre gli ultimi chilometri sui cerchioni e giunge ugualmente sulla pedana di arrivo della gara matuziana.

Pauli Toivonen e Martti Tiukkanen, due finlandesi di 38 e 27 anni, hanno vinto l’8 marzo 1968 sulla Porsche 911 T di 2 litri uno dei più duri e drammatici Rallye Sanremo. Hanno preceduto di un soffio, dopo 1500 chilometri di stradine innevate o fangose, su e giù per i monti della Liguria e del Piemonte, la forte coppia femminile della Lancia formata da Pat Moss ed Elisabeth Nystrom.

La sorella di Stirling Moss e la giovane specialista svedese si sono ottimamente comportate al volante della Fulvia HF, superando a loro volta Andersson e Davenport sulla Ford Escort di 1600 cc, Kallstrom-Hagghom su un’altra Fulvia e Vinatier-Jacob sulla Alpine Renault. Toivonen-Tiukkanen sono due professionisti dei rally. Il primo ha cominciato a correre nel 1959, è sposato, ha due figli maschi (Henri ed Harri). Tiukkanen è scapolo, ha iniziato l’attività sportiva nel 1964.

Corrono insieme da un anno, prima alla Lancia ed ora alla Porsche. Nel recente Rallye di Montecarlo si sono piazzati al secondo posto, dietro Elford e Stone. Sono arrivati a Sanremo sorprendentemente freschi, con la barba rasata. Fresca e tranquilla anche Pat Moss, con i capelli tagliati cortissimi, in contrasto con la lunga treccia bionda che inalbera orgogliosamente Elisabeth Nystrom.

pat moss, sanremo 1968
Pat Moss, Rallye Sanremo 1968

Pat Moss ha superato molti forti piloti professionisti, compresi quell’Andersson e quel Davenport che formano una delle coppie pilota-navigatore più affiatate e che erano su una Escort con motore Ford Lotus, più potente di quello della Fulvia. La Moss e la Nystrom sono le prime della squadra corse Lancia, che è riuscita a portare tutte e sei le sue HF al traguardo, piazzandone cinque nei primi dieci posti. Infatti, nella classifica provvisoria del Rallye i liguri Barbasio e Merlano sono sesti. Cavallari e Solvay ottavi e gli svedesi Larsson-Fergus noni.

E’ un risultato notevole per la Moss, se si pensa che su 72 equipaggi partiti soltanto 30 sono arrivati a Sanremo. Si sono ritirati in 42, compresi Aaltonen-Liddon e Fall-Wood, le cui Mini hanno lasciato la gara proprio nela mattinata dell’8 marzo verso le 4, dopo Villanova d’Albenga, e Nicolas-Roure, sulla Renault-Gordini. L’arrivo più spettacolare è stato quello di Pianta e Brizzi (dati in precedenza ritirati in luogo dei compagni di squadra Gamet-Gamet), sulla Giulia GTA dell’Autodelta, o meglio sui resti della vettura.

I due, la sera prima, erano rotolati in una scarpata, ammaccando il tetto e rompendo il parabrezza. Si sono fatti più di cento chilometri in modalità cabriolet, dopo essere riusciti a ripartire grazie ad un provvidenziale sentiero che collegava il prato in cui erano caduti alla strada. Ad Imperia, i meccanici hanno sistemato con metri di nastro isolante un nuovo parabrezza e ribattuto la carrozzeria.

Poi, a Badalucco, a 30 chilometri da Sanremo, il ponte posteriore si è staccato e la macchina si è letteralmente seduta a terra. Pianta e Brizzi hanno proseguito lo stesso. Pochi chilometri e la gomma posteriore destra è scoppiata. Ancora avanti, con Brizzi che si è seduto sul parafango sinistro per controbilanciare la GTA. Il cerchione e la lamiera a contatto delle pietre e dell’asfalto si sono arroventati: nugoli di scintille ed il povero Brizzi, in precario equilibrio, sparava ogni due o tre minuti getti di spuma da un estintore per evitare un possibile incendio. Un arrivo veramente eroico.

Fra i privati, eccellente il comportamento delle numerose Fiat 124 sport spider, giunte in gruppo compatto a Sanremo. Ricordiamo, fra gli altri, Pianezzola-Sonda e Stefani-Milani, oltre alla 125 di Fargion-Resar. Bella anche la gara del ligure Gigi Taramazzo, in coppia con Pescò, su una Porsche 911 S di Savona. E’ arrivato settimo, dopo essere stato a lungo nelle primissime posizioni della classifica. Nella terz’ultima delle 19 prove speciali in programma, ha perso alcuni minuti per la mancanza di adeguati pneumatici. “La strada era ghiacciata – ha detto – ed io mi sono dovuto arrangiare come potevo”.