Rally MonteCarlo 1989

Rally MonteCarlo 1989: la sfortuna di Alex Fiorio

Dopo un chilometro dal via c’è un rettilineo che termina con una serie di curve veloci ad S: sul lato destro il pendio della montagna, su quello sinistro una scarpata. Su un piccolo dosso della strada la Lancia di Fiorio si è alzata dal terreno e nella ricaduta il pilota ha probabilmente perduto il controllo della vettura che in quel momento viaggiava a circa 140 chilometri l’ora. La macchina ha sbandato sulla destra toccando un masso, poi si è spostata sulla sinistra rovesciandosi nella scarpata per una trentina di metri. Un primo gruppo di spettatori è stato falciato sul lato sinistro della strada mentre un secondo gruppo che stava camminando in un sentiero sottostante è stato parzialmente investito durante il pauroso volo della Lancia.

Morti e feriti ricoverati in ospedale in seguito ad un incidente. Capita nei rally, come capita nello sci. Solo che la mattina del 24 gennaio 1989, l’incidente capita ad Alex Fiorio durante una delle prove speciali del Rally di MonteCarlo. Erano passate da poco le 11 e già otto concorrenti avevano portato a termine la prova cronometrata di 30 chilometri sulle strade asciutte delle Alpi dell’Ardeche da Aubenas al Chateau de Boulogne.

In nona posizione era partito Alex Fiorio, figlio del direttore sportivo della Lancia, con la sua Lancia Integrale della scuderia privata Jolly Club. Fiorio, che aveva 23 anni ma correva già da quattro anni (nel 1988 si era classificato terzo nel Mondiale) conosceva bene il percorso che è uno dei classici di questa manifestazione.

Dopo un chilometro dal via c’è un rettilineo che termina con una serie di curve veloci ad S: sul lato destro il pendio della montagna, su quello sinistro una scarpata. Su un piccolo dosso della strada la Lancia di Fiorio si è alzata dal terreno e nella ricaduta il pilota ha probabilmente perduto il controllo della vettura che in quel momento viaggiava a circa 140 chilometri l’ora.

La macchina ha sbandato sulla destra toccando un masso, poi si è spostata sulla sinistra rovesciandosi nella scarpata per una trentina di metri. Un primo gruppo di spettatori è stato falciato sul lato sinistro della strada mentre un secondo gruppo che stava camminando in un sentiero sottostante è stato parzialmente investito durante il pauroso volo della Lancia.

Molti si sono salvati perché hanno avuto la prontezza di gettarsi a terra e così l’auto gli è volata sopra. Uno spettatore, lo svedese Bertil Rhenfeldt di 21 anni, è morto sul colpo, un altro, Wilem Thorpe di 23 anni anch’egli svedese, poche ore dopo essere stato trasportato in elicottero all’ospedale dove gli era stato riscontrato un trauma cranico. Fiorio e il suo navigatore Luigi Pirollo, usciti dalla macchina in leggero stato di shock, si sono poi ritirati dalla competizione.

La prova speciale è stata subito interrotta e i rimanenti 137 concorrenti sono stati trasferiti sul percorso della successiva tappa cronometrata. La scena dell’incidente è stata talmente rapida che il pilota Bruno Saby, che arrivava sul percorso alle spalle di Fiorio, non si è accorto di nulla finché non ha visto arrivare in senso contrario un’ambulanza. Fiorio e Pirollo erano stati già protagonisti qualche giorno prima di un incidente, quando erano usciti di strada finendo su alcuni spettatori che avevano riportato fratture e lesioni varie.

Molti piloti avevano fatto quadrato intorno a Fiorio e Pirollo, lamentando l’indisciplina degli spettatori. “C’è troppa gente sulle strade”, aveva tuonato il campione del mondo Massimo Biasion, che aveva aggiunto: “In certi punti si fa fatica a guidare e riconoscere il percorso”. Il rally aveva raggiunto una popolarità enorme ma l’incoscienza degli spettatori rischiava di rovinare tutto. Anche il pilota francese Didier Auriol aveva avuto parole dure nei confronti del pubblico.

L’incoscienza è quella di andare a mettersi nei punti più pericolosi mentre hanno a disposizione i pendii della montagna dove non solo si troverebbero più al sicuro ma potrebbero seguire meglio le fasi della corsa. Auriol aveva addirittura trasmesso anche un appello per radio invitando gli spettatori ad essere più disciplinati visto che ancora dovevano corrersi le prove più difficili e decisive.

Ma l’ultimo incidente non sembra poter essere attribuito all’indisciplina della gente. La strada in quel punto era dritta, già otto concorrenti erano passati senza perdere il controllo della macchina su quel leggero dosso. Un punto in cui teoricamente nessuna macchina avrebbe dovuto uscire di strada e invece ci sono scappati due morti. Una dinamica diversa da quella dell’incidente di cui Fiorio era stato protagonista la domenica prima (la gara finiva giovedì), quando la strada era coperta di neve e gli spettatori investiti si trovavano all’esterno della curva, cioè proprio nel punto sbagliato.

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