Marcus Gronholm e la Peugeot 206 WRC con tre ruote

Rally GB 2002: Marcus Gronholm e l’incubo di Jani Pasonen

Rally di Gran Bretagna 2002, Marcus Gronholm e Timo Rautiainen sono matematicamente campioni del mondo per la seconda volta in carriera. La gara inglese, per loro, offre pochi stimoli e l’equipaggio a bordo della 206 WRC è rilassato, forse troppo…

“Con tre ruote non andiamo lontano”. Lo scambio di impressioni tra Marcus Gronholm e Timo Rautiainen, dopo il “restyling” apportato alla Peugeot 206 WRC, è piuttosto interessante. Interessante perché il tutto è visto e vissuto con una prospettiva completamente diversa da quella che si potrebbe immaginare e decisamente diversa da quella che ciascuno di noi potrebbe avere in un caso simile.

Il loro punto di vista, da professionisti delle corse (“Con tre ruote non andiamo lontano”), è cinicamente spietato, ma divertente, perché esprime con ironia la rassegnazione che sopraggiunge. Ma andiamo con ordine. È la seconda e ultima volta in cui i due finlandesi sono campioni del mondo rally, con Peugeot la 206 WRC. Quindi è il 2002. Con il titolo ormai matematicamente assicurato, Gronholm e il suo copilota vanno in Gran Bretagna rilassati, forse troppo. Così, tanto che neppure si preoccupano del fatto che “in una PS, a metà del tratto, eravamo in difficoltà con la 206 WRC…”, ricorda Gronholm.

“Stavamo cambiando le marce manualmente. In quel momento abbiamo persino riso della situazione, ma la verità è che l’umore è cambiato molto quando, poco dopo, ci siamo ribaltati violentemente. Abbiamo fatto molte capriole. Sembrava di stare in un frullatore“, spiega Gronholm, ancora in pieno shock. “È entrata la gomma… Ho provato a tirarla fuori, Ma è stato peggio”. Quasi non riesce a spiegarsi e a spiegare cosa è appena accaduto.

I due, dopo l’incidente e dopo essersi convinti che non c’era davvero più nulla da fare, sono rimasti in prova e ne hanno approfittato per ammirare le “performance” dei loro colleghi e avversari. Almeno fino all’arrivò Jani Paasonen. “A Jani – ricorda Gronholm – è successa esattamente la stessa cosa che era capitata a noi. Vedendo la scena, appena la macchina ha smesso di rotolare e si è fermata con le ruote a terra, mi sono avvicinato velocemente al finestrino e sono stato veramente la prima persona che ha visto subito dopo l’incidente”.

“Jani era ancora in un altro mondo… Non aveva ancora messo a fuoco, non aveva avuto il tempo di realizzare di aver avuto un banale quanto terribile incidente. Mi guardò, mi vide sorridente e divertito, in fondo non si erano fatti nulla, sgranò gli occhi e fece una faccia meravigliata, stupita, come una persona che ancora non sa se sta avendo un incubo”.