Il Rally di Svezia 2002 e tutta quella voglia di iride

Il Rally di Svezia 2002 e tutta quella voglia di iride

Trovarsi in squadra un pilota più inseguito e più pagato sembra aver risvegliato tutta la voglia di vittoria di Marcus Gronholm. Anche nel Varmland ha ridicolizzato nelle prestazioni il campione in carica per conquistare il successo con una impressionante dimostrazione di superiorità. Il pilota finlandese chiarisce così in modo ancora più netto quali possano essere le sue ambizioni. Gara favorevole per le 206 WRC, al terzo successo consecutivo in Svezia, completata dal secondo posto di Harri Rovanpera.

Appuntandosi al petto la terza corona svedese consecutiva, la 206 si è incoronata regina del Varmland. Dal suo canto Marcus Gronholm, che lo scorso anno fu costretto ad abdicare per la rottura del motore, ha bissato il successo targato 2000 dimostrando di non temere rivali, qualsiasi sia il terreno di gara. Per vincere sulle strade ghiacciate dello “Svezia” occorre un talento particolare, già messo in mostra parecchi anni fa al volante di una privatissima Toyota.

Oggi che tra le mani si ritrova la vettura più adatta a questi fondi, il campione di Espoo ha letteralmente cancellato gli avversari. Scattato prontamente dai blocchi di partenza, ha subito ingaggiato un duello in punta di fioretto con il connazionale e compagno di team Harri Rovanpera. E mentre i due si spartivano i primi scratch, il resto del plotone si è trovato sommerso di secondi a fare i conti con scelte errate di gomme ed innevamenti.

È stato però nella seconda frazione che Gronholm è apparso impressionante, quando è volato via dopo aver infilato cinque scratch consecutivi anche se dalla sua condotta di guida si ricavava la netta impressione che non stesse affatto spingendo al massimo. Qualche regolazione non proprio a punto ha purtroppo impedito a Rovanpera di rispondere come avrebbe voluto, anche se contro un avversario in tale stato di grazia avrebbe potuto ben poco.

A favore di Harri, la profonda razionalità con cui ha saputo mantenersi nei limiti del lecito, senza arrivare a “staccare il cervello” e rischiare di compromettere una comunque ottima prestazione. Mentre il forcing finale di Richard Burns non ha portato ad una straordinaria tripletta solo per una questione di pochi secondi.

Le difficili condizioni meteorologiche sono riuscite ad esaltare le doti di una 206 che qui è risultata perfetta. I suoi settaggi sembrano infatti adeguarsi molto bene a quelle gare dove bisogna abbinare efficacia a scivolate in piena velocità, permettendo ai suoi alfieri di mantenere linee più centrali e sicure anche quando dalla poltiglia ghiacciata spuntavano trabocchetti ed insidie.

Con le due Subaru quasi subito al tappeto e tutti gli altri alla deriva, a cercare di arginare le Peugeot sono rimaste soltanto le Focus. Alla fine il terzo posto è andato a Carlos Sainz che, dopo la batosta iniziale ricevuta per un’errata scelta di gomme e la sfavorevole posizione di partenza, ha cercato di mantenere un ritmo che gli consentisse almeno di portare a casa qualche punto importante. Meno saggio Colin McRae che, attardato in avvio dagli stessi inconvenienti del compagno di team, ha poi esagerato nel tentativo di recuperare, finendo per sbagliare e chiudere alle spalle anche del fratello.