Rally dell'Adriatico 2002: nessuno ferma Andrea Navarra

Rally dell’Adriatico 2002: nessuno ferma Andrea Navarra

Neanche la seconda 206 WRC schierata dalla Peugeot per Andrea Aghini è riuscita a frenare l’impeto del cesenate Andrea Navarra della Subaru Impreza WRC al Rally dell’Adriatico 2002, che ha preceduto, in coppia con la moglie Simona Fedeli, Renato Travaglia e lo stesso ”Ago”. In Gruppo N successo di Walter Eugeni.

Attacchi all’arma bianca, rimonte sul filo dei decimi, capacità di gestire le situazioni tecniche più pericolose, classifica definita solo a poche speciali dall’arrivo: peccato che le gare del CIR non siano tutte appassionanti come il Rally dell’Adriatico 2002. Nelle ultime due stagioni, gli sterrati marchigiani tra Ancona e Pesaro sono stati teatro di avvincenti sfide.

L’anno scorso, Andreucci e Cunico si aggiudicarono proprio qui i campionati Assoluto e Terra; quest’anno due Peugeot (Travaglia e Aghini), due Subaru (Navarra e Cantamessa) e due Ford (Grossi e Vovos) sono scese in campo, arricchendo un panorama ed una lotta al vertice che purtroppo sull’asfalto langue.

A giocarsi il trionfo in un duello rusticano sono stati i predestinati campioni tricolori 2002 Andrea Navarra e Renato Travaglia, divisi tra loro da un distacco finale – bugiardo – di 26”1 (a favore del cesenate).

Navarra, trentunenne che non ammette rivali sulla terra, è emerso a tre quarti di gara superando handicap di non poco conto: nella PS 4 un momentaneo black-out al motore e un testacoda in velocità; nella PS 14 la rottura di un disco freni anteriore. Con la moglie Simona Fedeli ad infondere fiducia nelle note e la Subaru Impreza WRC-Aimont, gommata Pirelli, ad assicurare la miglior competitività, il cesenate della Rubicone Corse ha offerto l’ennesima dimostrazione di bravura, aggiudicandosi 11 delle 18 prove in programma e la quinta gara consecutiva dopo San Crispino, Arretium, Tutta Terra Toscana e Liburna.

Travaglia non ha nulla da rimproverarsi: è andato in testa con una baldanza esemplare – veloce, costante e spettacolare -, fornendo la miglior prestazione su terra della sua carriera (come lui stesso ha confermato all’arrivo). Con la 206 WRC-Racing Lions gommata Michelin, il trentino ha vinto 4 prove, non ha mai compiuto errori e quando Navarra lo ha superato con ritmi insostenibili, non ha compiuto lo sbaglio di sentirsi… Mandrake, ma è passato alla “cassa del CIR” a ritirare il suo bonus di 6 punti.

La presenza al suo fianco di Andrea Aghini, per il pilota ufficiale di Peugeot Italia è stata stimolante e non fonte di irritazione. Così un professionista serio deve intendere gli affiancamenti: dando il meglio con determinazione esemplare. Aghini, due volte campione italiano 1998 e 1999, dal canto suo è stato chiamato per mettere pepe alla contesa e spingere all’errore i rivali.

Poco importa che guadagni punti: l’importante è che li tolga a piloti e Case rivali. E il duello per la terza piazza vinto su Pucci Grossi è un buon risultato, anche se alcuni critici si aspettavano un “Ago” più pungente. D’altronde è innegabile il suo rammarico per un paio di guai tecnici e per il temporale che lo ha impantanato; come pure il disagio di doversi adattare ad una 206 WRC clienti, diversa, in configurazione e competitività, rispetto a quelle impegnate nel Mondiale, e che lui collauda ufficialmente per Peugeot Sport.

Comunque, chissà che le due gare su terra con la WRC (Adriatico e San Marino) non possano portare ad un accordo per correre nel 2003 al fianco di Travaglia nell’Assoluto con la 206 Super 1600…

Da Grossi, quarto, e Cantamessa, quinto, sono giunte prestazioni convincenti: il riminese, con la Focus-Euromotor, è stato frenato a lungo da noie al differenziale anteriore, ma nel finale il suo duello con Aghini è stato appassionantissimo; l’astigiano, con la Subaru-Aimont, ha penato per l’assetto morbido, ma i due punti tricolori e il (momentaneo) secondo posto assoluto nel CRT – nella stagione del debutto – davanti ad uno specialista come Grossi, valgono ben qualcosa.