La Peugeot 206 WRC di Renato Travaglia

Rally del Ciocco 2002: Travaglia agguanta lo scettro

Con questa vittoria, Renato Travaglia si ritrova in testa al campionato tricolore. Il trentino ha vinto 17 prove speciali su un totale di 18 del Rally del Ciocco 2002. Un dato che si commenta da sé. Ma il pilota Peugeot non vuole essere l’eroe di una sceneggiatura disadorna e guarda al 1000 Miglia e al Targa Florio, in vista di nuove sfide con altri italiani e con attesi stranieri. Quasi sempre secondi Daniele Bandieri e la modenese GB Motors che, con un’eccezionale gara da privati, hanno fatto cantare la Impreza ex-Procar.

C’è un solo uomo al comando del rally del Ciocco 2002. È senza capelli, grintoso come un pilota professionista, supportato da un team ormai collaudato qual è Racing Lions, mosso da una top car color argento che stacca tutti senza pietà: è Renato Travaglia. Qui tutti hanno nelle vene il sangue del Leone, che ammalia, colpisce, tiene lontano i rivali.

Nella seconda tappa tricolore, le uniche insidie in grado di minare la gara di Renato Travaglia e Flavio Zanella sarebbero potute giungere solo da loro stessi. Quando si vincono 17 prove su 18 c’è ben poco da commentare. Occorre solo filare diritto, più o meno a centro strada. E non deconcentrarsi mai. L’unico “gatto nero” i peugeottisti lo hanno trovato sul terzo passaggio della prova indoor, all’interno della tenuta del Ciocco: al via, dopo l’unico allungo deciso, la Peugeot del trentino ha effettuato un brusco testacoda a causa di un bloccaggio del retrotreno.

Sarà per le gomme Michelin ancora fredde? O per le bizze di qualche microchip del differenziale? Poco importa: tanto il pericolo è scampato. Travaglia è ripartito senza neppure un graffio. E quei due piccoli punti guadagnati sull’infida terra di Montalcino gli sono valsi la leadership nel massimo campionato rallystico italiano.

Ma Renato, da buon professionista, non vuole appiattirsi come dominatore di una scena disadorna: per questo guarda al Rally Mille Miglia (valido anche per l’Europeo a coefficiente 20) come terreno di nuove sfide con altri italiani e con attesi stranieri. Di più non può fare. Può solo continuare a vincere, in attesa di testare – dopo il “Targa Florio” – la 206 Super 1600 che Paolo Fabbri e Moreno Fusai allestiranno solo in seguito al varo delle omologazioni delle nuove sospensioni e di altre novità tecniche allettanti. Per il momento, i rivali possono essere solo invocati: da Desenzano dovrebbe esserci Diego Oldrati sulla Focus WRC dell’Euromotor.

Intanto, al Rally del Ciocco, Daniele Bandieri e Andrea Cecchi la loro parte l’hanno recitata bene. Condotta sicura, piglio deciso, continuità da coriacei, seconda posizione quasi costante, ma pur sempre gentleman driver. L’orafo di Sassuolo, a parte un testacoda e lo stallonamento di una gomma, ha poco da rimproverarsi.

Per lui e la “GB Motors” resta un “Ciocco” veramente esemplare e da privati, corso con un’Impreza WRC ex-Procar che si è “sgolata” a meraviglia. Ma questa era solo una gara test in vista di altri impegni nel Trofeo Rally e nelle gare dell’International Rally Cup. Perché è qui che Giacobazzi e Pisaniello hanno budget e carte in regola per vincere.

Subito dietro, le Super 1600: Citroën, Fiat, Peugeot, Opel. In gran spolvero Andrea Dallavilla e la Saxo della “Vieffe Corse”, che si sono adagiati sull’ultimo gradino che il podio offriva. E se Fiat si allenerà fino a spasimare, per ovviare alle noie di assetto e mettere a segno la rivincita in casa dei rivali, al “Mille Miglia” è attesissimo il debutto di Piero Longhi e Maurizio Ferrecchi con la Clio ipervitaminica della Renault Sport: il passato insegna che quando Autorel scende in campo non lo fa per passeggiare…