Didier Auriol tra le 10.000 curve del Tour de Corse

Rally che hanno fatto la storia: ecco il Tour de Corse

Il controllo dei rally mondiali era di fatto passato nelle mani delle Case e degli organizzatori. Il Tour de Corse pagò il prezzo più alto di questa anomala situazione. Come non bastasse la tragedia di Attilio Bettega del 1985, nel 1986, ad un anno esatto dalla morte del pilota trentino, un altro dramma sconvolse il mondo dei rally.

Si può tranquillamente affermare, senza timore di essere smentiti, che il Tour de Corse ha attraversato epoche fondamentali della storia del rallismo, diventando uno dei rally che hanno fatto la storia. Nata nel 1956, la gara corsa ha accompagnato l’evoluzione delle competizioni su strada dalla loro trasformazione da specialità regolaristica a sport velocistico.

Tra i rally che hanno fatto la storia, il Tour de Corse è stato testimone dello sviluppo tecnico e della crescita agonistica dei rally. Di un mondo che sul tracciato di quell’isola, particolare e complessa, ha saputo esaltarsi grazie alle gesta dei suoi protagonisti, subendo poi le conseguenze, purtroppo in modo molto caro, di una situazione quasi paradossale. Perchè nella metà degli anni Ottanta, l’autorità sportiva si ritrovò priva di ogni potere.

Il controllo dei rally mondiali era di fatto passato nelle mani delle Case e degli organizzatori. Il Tour de Corse pagò il prezzo più alto di questa anomala situazione. Come non bastasse la tragedia di Attilio Bettega del 1985, nel 1986, ad un anno esatto dalla morte del pilota trentino, un altro dramma sconvolse il mondo dei rally.

Ancora in Corsica: Henri Toivonen e Sergio Cresto, in quel momento al comando della gara, morirono nel rogo della Delta S4, uscita di strada in una curva secca della diciottesima prova speciale. L’incidente provocò un dolore immenso. Lasciò sgomento tutto l’ambiente. Molti si chiesero se si poteva evitare. Ed il Tour de Corse divenne una gara di svolta.

Da ricordare come una sorta di “pietra miliare”. Mai più, si disse, dopo il 1986, si sarebbero viste in gara le vetture del Gruppo B. Ma se è vero, come abbiamo visto, che le vicende regolamentari a volte hanno tratto origine da episodi accaduti al Tour de Corse, è altrettanto vero che il tracciato della gara non è mai stato messo in discussione.

La gara corsa è un autentico palcoscenico sul quale si esaltano al massimo del loro potenziale le doti dei migliori specialisti dell’asfalto. Migliaia di curve in una sequenza continua. Mai un rettilineo. È il Tour de Corse. Una prova terribile. Dove tutto deve funzionare alla perfezione: la messa a punto della vettura deve essere garantita nel motore, nell’assetto, nella guidabilità, negli ammortizzatori.

Gli specialisti dell’asfalto pretendono un assetto molto rigido. Esigono una vettura molto “reattiva”. Perchè la macchina deve “sentire” con grande rapidità i cambi di direzione, facendo “lavorare” la gomma, anche se l’asfalto particolarmente abrasivo impone delle soluzioni che devono tenere conto della lunghezza dei tratti cronometrati al fine di raggiungere il giusto compromesso tra rendimento ed affidabilità. La magia del Tour de Corse è qualche cosa di inossidabile al tempo. L’ambientazione delle prove speciali è unica.

Da una parte c’è la montagna, dall’altra ci sono delle immense balconate a picco sul mare divise dalla strada soltanto da un muretto di non sempre certa resistenza in caso di urto. Sarà forse anche per questo che una sorta di incantevole inquietudine accompagna i piloti che vi gareggiano. È difficile descrivere le sensazioni con precisa aderenza alla realtà. Fa parte del fascino di una competizione nata nel lontano 1956 ed allora terminata con la vittoria della coppia composta da Gilberte Thirion e Nadege Ferrier su una vettura francese: una Renault Dauphine.

Ti piace questo contenuto? È uno dei pochi del nostro sito disponibili solo in versione premium. Per completare la lettura puoi prendere in considerazione di farti un bel regalo con il libro su cui è stato pubblicato (che contiene tante altre interessanti storie e aneddoti), o con le altre pubblicazioni cartacee della collezione editoriale. Diventerai orgogliosamente uno dei nostri sostenitori!

La copertina di 100 anni di Storie di Rally