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Acropolis Rally 1979: Waldegaard per fortuna

rally acropolis 1979

Negli anni ’70 e ’80, il Rally dell’Acropoli era conosciuto come il “safari d’Europa”, una sfida che richiedeva non solo velocità, ma anche resistenza e destrezza tecnica. Le prove speciali su queste strade impegnative richiedevano una concentrazione estrema

Nel vasto panorama degli eventi motoristici internazionali, poche manifestazioni riescono a catturare l’immaginazione e l’audacia come il Rally dell’Acropoli. Una combinazione affascinante di paesaggi mozzafiato, strade tortuose e una sfida senza pari ha reso questa gara una pietra miliare nel mondo dei rally.

L’epoca d’oro dei rally, dagli anni ’70 agli anni ’80, ha visto l’Acropoli emergere come uno dei test più impegnativi e iconici del calendario mondiale. Lo scenario mozzafiato delle Meteore, con il monastero di Aghia Triada che domina dall’alto, ha fornito il palcoscenico perfetto per le imprese audaci degli equipaggi, tanto che persino James Bond ha trovato ispirazione in queste terre per le sue gesta cinematografiche.

Ma non lasciamoci ingannare dall’immaginario glamour di Bond: il Rally dell’Acropoli è stato, e rimane, uno dei più duri e impegnativi al mondo. Le sue strade sterrate, che più spesso assomigliano a sentieri rocciosi che a vere e proprie piste da corsa, hanno testato al massimo le capacità dei piloti e delle loro macchine.

Negli anni ’70 e ’80, il Rally dell’Acropoli era conosciuto come il “safari d’Europa”, una sfida che richiedeva non solo velocità, ma anche resistenza e destrezza tecnica. Le prove speciali su queste strade impegnative richiedevano una concentrazione estrema, mentre i trasferimenti tra una tappa e l’altra mettevano alla prova la resistenza delle macchine e degli equipaggi.

Ma ciò che rendeva veramente unico l’Acropoli era l’atmosfera. Accolto con entusiasmo dal popolo greco, il rally divenne una festa nazionale, con le strade gremiti di tifosi entusiasti e folle oceaniche accalcate lungo il percorso delle gare. L’Acropoli divenne più di una semplice competizione sportiva: era un evento che univa il paese e il mondo del motorsport in una celebrazione di velocità e coraggio.

Nel 1979, l’Acropoli toccò l’apice della sua gloria, con una edizione che rimarrà incisa nella memoria di tutti gli appassionati. La battaglia epica tra la Ford Escort di Waldegaard e la Lancia Stratos Chardonnet di Darniche ha tenuto il pubblico con il fiato sospeso, con ogni curva e ogni salto che portavano a un nuovo capitolo nella rivalità tra i due piloti.

Guidata dall’instancabile Apostolos Dardoufas, la gara ha continuato a evolversi nel corso degli anni, cercando sempre nuove sfide e nuove frontiere da conquistare. Sezioni stradali di trasferimento con medie alte e prove speciali mozzafiato hanno reso l’Acropoli una prova di resistenza e velocità senza eguali.

Anche se il mondo dei rally è cambiato nel corso degli anni, con nuove tecnologie e nuove sfide che hanno ridefinito il concetto di velocità e resistenza, l’Acropoli rimane un faro di tradizione e audacia nel panorama motoristico mondiale. Le sue montagne, le sue strade e la sua gente continuano a ispirare piloti e appassionati, mantenendo viva la fiamma di una delle gare più iconiche della storia dei rally.

Walter Rohrl al Safari Rally 1979
Walter Rohrl al Safari Rally 1979 col vetro sfondato da un volatile

1979: una battaglia tra Giganti

Nella storia dei rally, poche gare possono vantare una combinazione così epica di sfide automobilistiche e contesti storici unici come il 26º Rally dell’Acropoli del 1979. Tenutosi sotto l’ombra imponente del Partenone, questo evento motoristico è diventato leggendario non solo per le sue prove impegnative, ma anche per il contesto storico in cui è stato disputato.

Il Rally dell’Acropoli del 1979 è stato un momento cruciale per la Grecia, poiché coincise con un evento di rilevanza politica significativa: l’adesione ufficiale dello stato greco al Mercato Comune Europeo. Questo momento segnò un passo importante verso una maggiore integrazione europea, con l’apertura ai principi di libera circolazione di persone, merci, servizi e capitali tra gli stati membri.

Ma mentre la politica internazionale svolgeva il suo corso, sulle strade greche si stava svolgendo una delle gare più impegnative del calendario rallystico mondiale. Cinque tappe, distribuite su quattro giorni, portarono gli equipaggi attraverso un percorso tortuoso e impegnativo, con solo due ore di riposo tra la terza e la quarta tappa, per un totale di 1006 chilometri di prove speciali cronometrate.

La gara iniziò con una serie di difficoltà per alcuni dei principali contendenti. Darniche-Mahé e il team Chardonnet, nonostante le loro ambizioni, furono subito colpiti da una serie di forature che li costrinsero a perdere terreno. La Ford Escort di Waldegaard, pur mantenendo il comando, affrontò a sua volta problemi tecnici ai freni e all’alternatore, che causarono ritardi significativi durante la gara.

La svolta avvenne durante la quarta tappa, quando una serie di imprevisti colpirono Bjorn Waldegaard, permettendo a Darniche di ridurre il suo ritardo e di avvicinarsi alla vetta. Nonostante le difficoltà incontrate lungo il percorso, tra forature e incidenti, la battaglia tra i due piloti divenne sempre più intensa e avvincente.

La notte della quinta e ultima tappa portò ulteriori sorprese. La pioggia rendeva le strade scivolose e gli pneumatici da bagnato diventavano essenziali per mantenere il controllo sulle vetture. La prova di Theockitston si rivelò determinante, con Darniche che riuscì a ridurre il suo distacco da Waldegaard grazie alla sua abilità nel gestire la sua Lancia Stratos sulle strade bagnate.

Ma la fortuna, come spesso accade nel mondo dei rally, può cambiare rapidamente. Durante la speciale di Elliniko, Darniche fu costretto ad abbandonare a causa della rottura di un fusello posteriore, consegnando la vittoria a Waldegaard e alla Ford Escort.

La gara del 1979 dell’Acropoli Rally non solo ha visto una competizione spettacolare tra due dei migliori piloti del mondo, ma ha anche sollevato interrogativi sulla formula stessa della competizione. La necessità di mantenere ritmi di gara anche durante i trasferimenti e la riduzione delle assistenze ha provocato discussioni tra gli equipaggi, con opinioni contrastanti sul formato della gara.

In ultima analisi, nonostante le controversie, il Rally dell’Acropoli del 1979 rimarrà sempre un capitolo indelebile nella storia del motorsport. Un’epica battaglia tra macchine e piloti che si è svolta in un contesto storico unico, segnando un momento significativo non solo per il mondo dei rally, ma anche per la Grecia e per l’Europa nel suo complesso.