Colin MCRae con la Ford Focus WRC

Rally Acropoli 2002: la quinta fatica di Colin McRae

Con una prova quasi ineccepibile, Colin McRae firma il suo quinto successo sugli sterrati ellenici entrando di diritto tra gli dei dell’Olimpo rallystico. Per la Ford un’altra boccata d’ossigeno grazie anche al solito piazzamento di Carlos Sainz, terzo. A Marcus Gronholm basta il secondo posto per anticipare di un altro passo la conquista della corona iridata. Onore delle armi per Markko Martin, vero dominatore della gara ma attardato da una foratura.

Dopo la grande delusione cipriota, dove la Ford ha visto crollare proprio in dirittura di arrivo il sogno di battere le 206 WRC, e l’inaspettato successo argentino, arrivato a bocce ferme, l’armata di Malcolm Wilson è finalmente riuscita ad esprimersi al meglio dal primo all’ultimo metro. Merito in avvio del sorprendente Markko Martin.

L’estone dallo sguardo triste, fino ad oggi aveva disputato delle buone tappe ma non era riuscito a dare continuità alla sua azione. Questa volta ha approfittato di una posizione di partenza favorevole, per poi confermarsi su altissimi livelli anche quando si trovava ad aprire la strada a gente come il suo capitano Colin McRae o Marcus Gronholm.

Markko non ha mollato di un millimetro ed ha mantenuto le distanze anche quando lo scozzese stava attaccando per scrollarsi di dosso le Peugeot. Solo una sfortunata foratura lo ha fatto precipitare lontano da quella meritatissima leadership, ma non gli ha tolto la concentrazione necessaria per spingere a tutta. Nonostante la motivazione non fosse più la stessa, ha continuato a disegnare le sue linee estremamente efficaci, fatte di inserimenti al limite, con staccate mozzafiato a cui spesso arriva aiutandosi a rallentare la Focus anche con pendoli o altre invenzioni che gli permettono ad avere il muso della sua WRC già in linea a metà curva.

Traiettorie che concedono pochissimo allo spettacolo ma appagano per rapidità e pulizia di esecuzione, quelle peculiarità di cui soltanto “super Marcus” è stato capace sino ad oggi. Il confronto tra i due, nell’ultima frazione, ha colpito l’occhio degli spettatori più attenti anche se dal punto di vista cronometrico essi stavano giocandosi partite differenti. Se Martin riuscirà a proseguire con la stessa continuità mostrata qui, in futuro potrebbe dare vita con il finnico della Peugeot ad una vera e propria “guerra del Baltico”.

Colin McRae questa volta, oltre alla solita gara veloce è stato anche regolare. Si è lentamente allontanato dagli inseguitori per poi disputare due terzi di gara da freddo calcolatore. L’unico spavento lo ha vissuto nel finale, quando per la pressione di Gronholm ha rialzato il ritmo, finendo per stropicciare la carrozzeria posteriore della sua Focus.

Una toccata poco più che veniale ma che, per pochi centimetri, non ha rischiato di compromettergli anche questa vittoria. Il terzo protagonista di questo settimo atto iridato, è stato proprio Gronholm. Penalizzato dall’ordine di partenza della prima tappa, senza piangersi troppo addosso ha lentamente rimontato la china e, quando ha messo Burns nel mirino, ha dimostrato ancora una volta di avere una marcia in più della stessa 206. Nel momento magico che sta attraversando, nulla sembra in grado di scalfirlo o rallentarlo.