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Rally 1000 Laghi: Jussi Kynsilehto, la Escort e Martin Holmes

Il 1975 fu un anno carico di aspettative e promesse anche per Jussi Kynsilehto, una giovane promessa del rally finlandese conosciuta per la sua abilità e il suo coraggio al volante. Alla vigilia del celebre 1000 Laghi – uno dei rally più iconici nel mondo delle competizioni automobilistiche – il finlandese ricevette una notizia che avrebbe fatto strabuzzare gli occhi a qualsiasi appassionato di motori: avrebbe gareggiato con una Ford Escort ufficiale.

Era il 1975, un anno che può essere ricordato per 1000 e più motivi. E tra questi anche il 1000 Laghi. Ma prendiamocela comoda. Anno turbolento e ricco di eventi significativi che hanno segnato la storia in vari ambiti, dalla politica alla cultura fino allo sport. Questo periodo è stato caratterizzato da conflitti violenti, cambiamenti drastici e momenti di svolta che hanno influenzato profondamente la società. L’Italia del 1975 era un paese in ebollizione, diviso da aspri scontri tra fazioni estremiste. Da un lato c’era l’estrema sinistra, fortemente influenzata dall’ideologia comunista e dalle Brigate Rosse; dall’altro, i neofascisti, che cercavano di mantenere viva l’eredità del fascismo.

Uno degli eventi più emblematici di quell’anno fu l’assalto al carcere di Casale Monferrato, diretto dalla sociologa Mara Cagol, con l’obiettivo di liberare suo marito Renato Curcio, leader delle Brigate Rosse. L’operazione, condotta con estrema determinazione e ispirata dai metodi rivoluzionari sudamericani, riuscì a liberare Curcio. Tuttavia, la vicenda ebbe un tragico epilogo: Mara Cagol morì durante un violento scontro a fuoco con i carabinieri nelle successive operazioni dei brigatisti, che avevano preso in ostaggio l’industriale Vallarino Gancia nel tentativo di ottenere un riscatto.

Il 1975 fu l’anno in cui l’Italia perse una delle sue voci più potenti e controverse: Pier Paolo Pasolini. Il poeta, scrittore e regista fu brutalmente assassinato a Ostia. L’omicidio, attribuito inizialmente a Pino Pelosi, noto come “il Rana,” scatenò un’ondata di indignazione e di speculazioni. Pasolini venne investito più volte con un’auto, il suo corpo lasciato a decomporsi nel fango della tetra periferia romana.

In contrasto con la violenza, il 1975 fu anche un anno significativo per la cultura e la musica. I Pink Floyd raggiunsero l’apice del successo con l’album “Wish You Were Here,” una riflessione profonda e malinconica sul loro ex membro Syd Barrett e sull’alienazione dell’industria musicale. Il gruppo britannico non solo ridefinì il rock progressivo, ma creò anche una colonna sonora per una generazione in cerca di significato in un mondo pieno di conflitti.

Sempre nel 1975, venne ufficialmente fondata la Soka Gakkai Internazionale (SGI), una delle organizzazioni buddiste più influenti al mondo. Fondata in Giappone, la SGI promuoveva un buddismo impegnato per la pace, la cultura e l’educazione, diventando un movimento significativo per milioni di persone in diversi paesi.

In Inghilterra, il 1975 fu testimone di eventi di grande rilevanza. Charlie Chaplin, una delle figure più iconiche del cinema mondiale, venne insignito del titolo di baronetto dalla regina Elisabetta, riconoscimento tardivo ma significativo del suo contributo all’arte. Nello stesso anno, Margaret Thatcher venne eletta leader del Partito Conservatore, preparandosi a diventare Primo Ministro e a portare profondi cambiamenti nella politica britannica.

E e nei rally? Il 1975 fu un anno carico di aspettative e promesse anche per Jussi Kynsilehto, una giovane promessa del rally finlandese conosciuta per la sua abilità e il suo coraggio al volante. Alla vigilia del celebre 1000 Laghi – uno dei rally più iconici nel mondo delle competizioni automobilistiche – Kynsilehto ricevette una notizia che avrebbe fatto strabuzzare gli occhi a qualsiasi appassionato di motori: avrebbe gareggiato con una Ford Escort ufficiale.

Kynsilehto-Holmes, Rally 1000 Laghi 1975
Kynsilehto-Holmes, Rally 1000 Laghi 1975 – Foto Jarmo Kontiainen

Il 1000 Laghi con la Ford Escort

Il 1000 Laghi, noto internazionalmente come il Rally dei 1000 Laghi e oggi conosciuto come Rally di Finlandia, è uno dei rally più difficili e prestigiosi al mondo. Si corre su strade veloci ricoperte di ghiaia, con salti impressionanti e curve da capogiro che mettono alla prova anche i piloti più esperti. Il rally del 1975 non faceva eccezione e si preannunciava particolarmente impegnativo.

Jussi, con il supporto della potente Ford Escort, partì con determinazione e un pizzico di nervosismo. Le prime prove speciali furono un misto di adrenalina e concentrazione estrema. Grazie alle sue doti di guida, riuscì a mantenere un buon ritmo, rimanendo sempre nelle prime posizioni. Dopo ventidue prove speciali, Kynsilehto si trovava in nona posizione assoluta, nonostante il fatto che meno di un terzo della gara fosse stato completato. Questo risultato prometteva bene e il pilota, motivato da questa performance, sentì che era giunto il momento di attaccare a fondo.

La speciale di Raikuu era una delle sezioni più temute del rally, nota per le sue velocità mozzafiato e i suoi dossi imprevedibili. Jussi, fidandosi del navigatore e delle sue note, decise di mantenere la massima velocità possibile. Nel cuore della speciale, viaggiava a una pazzesca velocità di 190 chilometri all’ora quando si trovò di fronte un imponente dosso. Nelle cuffie, la voce del navigatore gli urlò con enfasi: “In pieno fino in cima poi buttati a sinistra e taglia!”.

Questa frase avrebbe fermato il cuore di molti, ma per Jussi le note del navigatore erano la legge speciale del rally. Con solo un attimo di esitazione, decise di seguirle alla lettera e mantenne giù l’acceleratore. La velocità era folle, ma le note sono note e un buon pilota di rally sa che fidarsi del navigatore è cruciale.

Purtroppo, in quel momento, il navigatore di Jussi fece un errore. Il dosso che Jussi aveva di fronte era in realtà quasi 300 metri più avanti. La nota corretta sarebbe dovuta essere: “Frena, frena! Seconda sul dosso e occhio, occhio, dosso brutto”. Purtroppo, il messaggio sbagliato portò Jussi a credere che potesse prendere quel dosso alla massima velocità.

Quando la Ford Escort prese il dosso alla velocità folle di 190 chilometri all’ora, volò nell’aria per almeno 70 metri prima di atterrare violentemente, ribaltandosi quattro volte. Infine, l’auto si fermò contro un gruppetto di betulle, danneggiata e irriconoscibile. Fortunatamente, sia Jussi che il suo navigatore uscirono illesi dall’incidente, nonostante la spettacolarità e la pericolosità del ribaltamento.

I testimoni hanno riferito che l’auto, una Escort RS1600 precedentemente utilizzata da Timo Makinen per vincere il RAC Rally, ha effettuato un salto a 2,3 metri di altezza! Questo è stato un evento che non avrebbe mai dovuto accadere. Kynsilehto ha avuto l’opportunità di guidare quest’auto ma non ha avuto il tempo di allenarsi. Ford Finlandia gli aveva promesso l’accesso ai piani di Timo Makinen, ma non glielo hanno mai detto. Dopo molte pressioni, il copilota di Timo, il defunto Henry Liddon, ha gentilmente passato le note al copilota di Kynsilehto affinché le copiasse e le restituisse.

Dopo l’incidente, i responsabili della scuderia e gli organizzatori del rally si riunirono per discutere del futuro del navigatore. Nonostante l’abilità e il talento del copilota manifestati fino a quel punto, si convenne che un errore di tale portata in una gara così importante non poteva essere preso alla leggera. Al giovane copilota venne quindi caldamente consigliato di intraprendere una carriera diversa, più consona alle sue abilità.

Quell’incidente segnò profondamente la carriera di Jussi Kynsilehto. Nonostante il brutto episodio, la sua determinazione e la sua passione per il rally non vennero meno. In realtà, molti piloti vedono in incidenti come questo non solo una lezione, ma anche un momento di crescita personale e professionale. Le gare di rally sono piene di rischi, e ogni pilota sa che non si tratta solo di velocità, ma anche di precisione, fiducia e collaborazione.

Il nome del navigatore che commise l’errore era Martin Holmes. Nonostante la sua carriera di copilota fosse giunta a una svolta drammatica in quel 1000 Laghi, Martin non abbandonò il mondo del rally. Seguendo il consiglio ricevuto, intraprese la carriera giornalistica, sfruttando la sua profonda conoscenza e la sua passione per i rally per diventare uno dei più rispettati e applaudi giornalisti del settore.

Martin Holmes divenne una figura di rilievo nel mondo del rally, noto per le sue analisi accurate, i suoi racconti avvincenti e la sua capacità di comunicare l’adrenalina e la tensione delle gare ai suoi lettori. Anni dopo, guardando indietro, l’incidente del 1975 non fu visto solo come un errore ma come il punto di partenza di una nuova e brillante carriera.

La storia del 1000 Laghi del 1975 rimane un affascinante capitolo nella storia del rally. Essa mette in evidenza non solo la passione e la competitività dei piloti e dei loro navigatori, ma anche i rischi e le sfide che devono affrontare. Jussi Kynsilehto e Martin Holmes dimostrarono che, nonostante le difficoltà e gli imprevisti, la determinazione e la passione possono trasformare anche i momenti più difficili in opportunità per crescere e reinventarsi.

Nel mondo del rally, ogni curva, ogni salto e ogni dosso rappresentano non solo una sfida, ma anche un’opportunità per dimostrare coraggio e abilità. E talvolta, anche dietro a uno spettacolare incidente, può nascondersi una storia di resilienza e di rinascita.