La A112 Abarth impegnata in una prova dell'omonimo trofeo monomarca

Quelli della A112 Abarth: giovani con brio

Nel 1978 hanno in media preso parte alle gare del torneo 38 equipaggi, con una punta massima di 67 concorrenti al Rally dell’Elba e minima di 18 al Gargano. Un genovese, Fabrizio Tabaton, ha vinto il Campionato, davanti ad un torinese, Carlo Capone, e ad un bolognese, Pietro Mirri. La formula del trofeo è chiara: la trasformazione prevede unicamente interventi per aumentare la sicurezza, senza modificare motore e sospensioni.

Il 13 dicembre 1978 è il momento di fare il bilancio del Campionato Autobianchi A112 70 HP, l’unica manifestazione che abbia introdotto nel mondo dei rally il concetto delle formule promozionali, diffusa in origine solo sulle piste. Basta un concetto per tirare le somme: un notevole successo. Nel 1978 hanno in media preso parte alle gare del torneo 38 equipaggi, con una punta massima di 67 concorrenti al Rally dell’Elba e minima di 18 al Gargano.

Un genovese, Fabrizio Tabaton, ha vinto il Campionato, davanti ad un torinese, Carlo Capone, e ad un bolognese, Pietro Mirri. L’andamento della “Formula Autobianchi” 1978 è noto: Tabaton e Mirri si sono dati battaglia durante l’intera stagione, Capone si è aggiudicato il secondo dei tre gironi di gare (quando cioè ha fatto il suo ingresso in campionato). Fino al Rally di Sanremo era in testa Mirri che, però, si è ritirato proprio nel rally ligure cedendo il comando a Tabaton. Quest’ultimo e Capone hanno poi dato vita ad un entusiasmante duello terminato con l’ultima prova in programma, quella del Giro d’Italia, che ha avuto per teatro le tortuose stradine del Ciocco.

In classifica finale ha avuto la meglio Tabaton per un secondo posto in più rispetto ai piazzamenti collezionati da Capone. Tra le finalità del Campionato Autobianchi c’è quella di creare un vivaio di piloti. Attilio Bettega, vincitore dell’edizione 1977, ha già corso su una Stratos della Scuderia Grifone e, nel 1979, si cimenterà nel MonteCarlo con una Fiat 131 Abarth ufficiale, (con la quale ha vinto, in coppia con Maurizio Perissinot, il Rally della Val d’Aosta). Nel Val d’Aosta le due Ritmo che avevano corso il Giro sono state affidate a Tabaton (che ha poi disputato anche il Rally di Monza) ed a Capone.

Ai 120 kit venduti nel 1977 (la trasformazione prevede unicamente interventi per aumentare la sicurezza, senza modificare motore e sospensioni), se ne sono aggiunti quest’anno altri 80. Le richieste sono state superiori, ma non è stato possibile esaudirle tutte.

Tra gli sponsor che hanno contribuito alla realizzazione del Campionato è da sottolineare l’impegno assunto dalla Kléber per la fornitura di pneumatici ai partecipanti a prezzi di favore, al suo intervento per la costituzione del monte premi ma, soprattutto, alla presenza attiva concretizzatasi sotto forma di assistenza totale sui campi di gara conclusasi con quella tornita alle tre A112 70 HP inviate al Rally di Gran Bretagna come premio per i primi tre classificati. Quelle che i britannici si fermavano a fotografare sorridendo con l’immancabili pronuncia stroppiata “the auciobianci”.