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Quella strana avventura della Subaru Vivio al Safari con McRae

colin mcrae, subaru vivio

Mentre Toyota si aggiudicò la vittoria finale con un’impressionante tripletta, le Vivio lasciarono il loro segno, dimostrando che anche le più piccole delle auto possono fare grandi cose quando sono guidate da piloti talentuosi e determinati.

Nel mondo dei rally, ci sono sempre stati momenti iconici che hanno catturato l’attenzione degli appassionati di auto da corsa in tutto il mondo. Ma pochi eventi possono eguagliare l’incredibile avventura della Subaru Vivio al Safari Rally del 1993. Quell’anno, la scuderia Subaru decise di fare qualcosa di davvero fuori dagli schemi, portando tre delle sue piccole e stravaganti Vivio a competere nel leggendario Safari Rally, una delle gare più impegnative e spietate del calendario del Campionato del Mondo Rally.

Le Vivio erano lontane parenti delle potenti Legacy che dominavano la scena rallyistica dell’epoca. Con un motore da soli 660cc, queste piccole vetture appartenevano alla classe kei, un segmento di auto giapponesi caratterizzato da dimensioni compatte e regolamenti favorevoli. Ma nonostante le loro dimensioni ridotte, le Vivio erano equipaggiate con la trazione integrale e un compressore che portava la potenza a circa 85 cavalli, caratteristiche che le rendevano più adatte di quanto si potesse pensare per affrontare le difficoltà del Safari Rally.

La decisione di Subaru di schierare le Vivio al Safari Rally era in parte una mossa pubblicitaria, ma anche una sfida audace e ambiziosa. Colin McRae, il leggendario pilota scozzese, fu scelto per guidare una delle Vivio, insieme al navigatore Derek Ringer. Accanto a lui, c’erano il pilota giapponese Masashi Ishida e l’esperto locale Patrick Njiru, che aveva già dimostrato le sue abilità al Safari Rally guidando una Legacy.

Quando le Vivio comparvero al via del Safari Rally, catturarono immediatamente l’attenzione di tutti. Con la loro livrea blu e gialla distintiva e il badge Subaru sul cofano, erano una visione insolita tra le imponenti vetture da rally. Eppure, nonostante le aspettative, le Vivio mostrarono un’incredibile resistenza e determinazione.

McRae riuscì addirittura a piazzarsi al quarto posto assoluto nelle prime fasi della gara, dimostrando che le Vivio non erano da sottovalutare. Tuttavia, la durezza del Safari Rally si fece sentire e problemi alla sospensione costrinsero McRae al ritiro il primo giorno. Anche Ishida ebbe la sua dose di sfortuna, mentre Njiru riuscì a portare la sua Vivio fino al traguardo, conquistando un rispettabile dodicesimo posto assoluto.

La partecipazione delle Vivio al Safari Rally del 1993 rimarrà per sempre nella storia del motorsport come un esempio di coraggio, innovazione e determinazione. Nonostante le loro dimensioni ridotte e l’apparenza improbabile, le Vivio hanno dimostrato di essere veri e propri combattenti, affrontando una delle gare più estreme del mondo con tenacia e spirito sportivo.

E mentre Toyota si aggiudicò la vittoria finale con un’impressionante tripletta, le Vivio lasciarono il loro segno, dimostrando che anche le più piccole delle auto possono fare grandi cose quando sono guidate da piloti talentuosi e determinati.