Quel Targa Florio in cui il Prete non riesce ad evitare Vuda

Botto al Rally Targa Florio 1980: Il Prete centra Vuda

Il Prete arriva subito dietro, è secondo in quel Rally Targa Florio 1980, e non riesce in nessun modo ad evitare Vuda, finendo per schiantarsi ad alta velocità addosso alla 131 Abarth Rally del pilota Fiat. Mario Aldo Pasetti e Roberto Stradiotto, che sono quarti, rilevano il comando del difficile rally siciliano conservandolo fino alla fine.

Un botto pazzesco a poco dal fine prova coinvolge anche l’Alfa Romeo di Mauro Pregliasco, che arriva subito dietro Adartico Vudafieri, e consegna la vittoria della gara a Mario Aldo Pasetti. Siamo al Rally Targa Florio 1980 e in testa a quella prova speciale, fino al botto, ci sono Adartico Vudafieri e Maurizio Perissinot (Piemme). Vudafieri con la 131 e Pregliasco con l’Alfetta Turbo sono separati da pochissimi secondi, quando entrambi finiscono fuori strada in maniera rovinosa nella stessa curva. Nell’incidente, tra l’altro, “Vuda” si frattura il ginocchio.

Dopo il passaggio di Pasetti giunge Vudafieri che, sul fondo viscido per la terra sull’asfalto, scivola ed urta di coda contro il muro. Sbatte con il muso contro lo spigolo dello scarico d’acqua su cui è in piedi uno spettatore. Subito dopo, Vudafieri e il suo navigatore saltano giù dall’auto doloranti, il primo al ginocchio sinistro e l’altro al piede destro. Perissinot si rivolge al pubblico in prova dicendo: “Forza ragazzi toglietela di mezzo e fate rallentare gli altri”, poi si allontana zoppicando insieme a Vudafieri verso la fine della prova.

“Il Prete”, che è il soprannome di Pregliasco, arriva subito dietro, in quel momento è secondo, e non riesce in nessun modo ad evitare Adartico Vudafieri, finendo per schiantarsi ad alta velocità addosso alla sua Fiat 131 Abarth Rally. Infatti, nonostante tutti gli sforzi fatti per spostare la vettura, Pregliasco, che sopraggiunge a meno di un minuto, trova la strada ancora ostruita. Rallenta solo all’ultimo momento centrando anche lui in pieno il famigerato spigolo e finendo sulla 131 di Vudafieri.

Pregliasco, al volante dell’Alfa Romeo, si arrabbia con Vudafieri che, a suo dire, non si sarebbe preoccupato di avvisare del suo incidente chi stava sopraggiungendo dopo di lui, che infatti arriva puntualmente un minuto dopo e gli si stampa addosso. Della sventura occorsa ai due equipaggi ne approfitterà Mario Aldo Pasetti, coadiuvato alle note da Roberto Stradiotto, che nella classifica generale del rally siciliano è quarto assoluto. Pasetti-Stradiotto rilevano agevolmente il comando della gara e sono bravi a conservarlo fino alla fine.

Terzo nella classifica del Rally Targa Florio 1980, al momento dell’incidente, è Dario Cerrato con la Opel Ascona 400. Il pilota piemontese, però, si ferma e si prodiga per liberare la strada, almeno per permettere il passaggio delle altre vetture. Questo gli fa perdere tempo e lo catapulta alle spalle di Pasetti, altrimenti Cerrato avrebbe rischiato di portare la Ascona 400 alla vittoria al debutto in Italia, con il secondo miglior piazzamento.

Nella foto di Aaron Fernandez Menendez si vedono chiaramente le condizioni della 131 di Vuda dopo il botto
Nella foto di Aaron Fernandez Menendez si vedono chiaramente le condizioni della 131 di Vuda dopo il botto

La Fiat 131 Abarth di Vuda, dopo l’incidente, che per fortuna non ha avuto gravi conseguenze fisiche per nessuno, era in condizioni disastrose. Purtroppo, non si sa che fine abbia fatto, ma dalla foto di Aaron Fernandez Menendez, si vede che è così tanto mal ridotta che è impossibile pensare che sia stata rimessa in giro.

Tra le varie curiosità che si potrebbero aggiungere a questo racconto, vale la pena segnalare che, in quell’edizione della Targa Florio, ritorna in Sicilia il francese Jean-Claude Andruet, che si accolla la lunga trasferta per saggiare la qualità della Ferrari 308 GTB di Michelotto. Il test si rivela ottimo, se si pensa che il francese domina il rally fino al momento del ritiro per un principio di incendio al motore.

Anche l’altro francese, Bernard Beguin, è un protagonista sfortunato della corsa siciliana. Dopo quattro speciali il pilota della Porsche scivola su un rivolo d’acqua, dicendo addio alle sue velleità di vittoria. Alberto Carrotta, finalmente, pone fine alla sfortuna che lo perseguita nella gara di casa. Al volante di un’Opel Ascona Gruppo 2, dopo una prestazione generosa, conquista quello che sarà il miglior piazzamento dei piloti siciliani alla Targa, il quarto posto, che ripeterà l’anno seguente.

Tratto da 100 anni di Storie di Rally 2 – Marco Cariati