Rally di Aosta 2002: il bis di Claudio De Cecco

Quel bis di Claudio De Cecco nel Rally Valle d’Aosta 2002

Il pilota friulano Claudio De Cecco, in coppia con Alberto Barigelli sulla Ford Focus WRC della Euromotor, bissa il successo del Gargano e precede Manrico Falleri e Sauro Farnocchia con la Subaru Impreza della GB Motors. Terza piazza e successo in Gruppo N per Tobia Cavallini e Flavio Zanella sulla Mitsubishi Lancer Evo VII, che hanno la fortuna di passare indenni dal “trabocchetto” dell’ultima prova speciale. La gara, condizionata dal maltempo, ha raccolto il solito pieno di iscritti.

Il rischio è che il Trofeo Rally diventi noioso come il Campionato Italiano Rally, lo si diceva già nel 2002, dove ci proiettiamo facendo un salto in Valle d’Aosta In due sole gare, infatti, Claudio De Cecco ha dimostrato non solo di volerlo vincere, ma anche di poterlo fare. Il friulano, dopo un 2001 passato ad inseguire la sua ombra ed a raccogliere le briciole lasciategli dagli altri, è tornato più fiero e cattivo che mai e, soprattutto, intenzionato a fare incetta di titoli, inseguendo in questa stagione anche la Mitropa Cup.

Se non arriva un’alternativa, il pericolo è l’appiattimento dell’interesse per questa serie che, tutto sommato, non è da buttare (come diversi detrattori vorrebbero), proponendo argomenti validi da qualsiasi parte la si guardi. Non che Falleri o Ferrecchi non siano alternative valide a De Cecco, ma sicuramente sinora hanno sofferto più di lui. Il friulano, inoltre, è quello che dispone della vettura più performante e che, oltrettutto, conosce meglio degli “altri due”.

“Non iniziamo a dire che sto uccidendo il campionato. Oggi era un caso limite: in condizioni normali, con Falleri e, soprattutto, con Ferrecchi, lottiamo alla pari”, dice Claudio De Cecco. L’analisi non fa una piega. Per di più in futuro arriverà la terra, un terreno sul quale De Cecco soffre avendoci disputato poche gare. Non è comunque nemmeno da escludere che si possa ripetere la situazione del 2001, quando Caldani vinse il titolo prima dell’estate.

Da parte sua Manrico Falleri, pur tra mille problemi, ha fatto il possibile per rincorrere De Cecco: prima una scelta errata di gomme e poi un assetto mai a posto (nel secondo giro ha “calzato” le Michelin nel tentativo di recuperare terreno) gli hanno però impedito di lottare per il successo. Per il toscano un dialogo con la Impreza da migliorare e un’occasione persa per frenare la corsa del friulano.

Chi conosce bene il versiliese sa quanto valga sui terreni difficili: Aosta poteva essere la sua gara ed invece è stato un calvario. “Se nei prossimi rally corro come dico e come voglio io, la musica cambia” si è limitato a dire Falleri a denti stretti: segno inequivocabile che qualcosa sinora, e non solo ad Aosta, non è andato per il verso giusto.

L’estate propone un trittico di gare (Genova, Treviso e Reggio Emilia) che costituiscono la spina dorsale della stagione: se De Cecco dovesse involarsi con un bottino sostanzioso, per chi insegue aspettare gli sterrati potrebbe diventare un problema, visto che gli avversari terraioli non mancheranno e non regaleranno nulla. C’è poi da vedere cosa deciderà di fare Maurizio Ferrecchi: uno stop doloroso come quello di Aosta potrebbe condizionare le sue future partecipazioni. Vedremo.

Si prospetta dunque un futuro prossimo incerto, nel quale anche il Gruppo N avrà le carte in regola per diventare un palcoscenico appassionante e ricco di attori, con la sfida tra la Subaru di Manuel Sossella e lo stuolo di Mitsubishi Trofeo. Come si può vedere, gli argomenti interessanti nel Trofeo Rally non mancano. Anche grazie ai monomarca Peugeot e Rover e a coloro – i piloti locali soprattutto – che in ogni gara sapranno elevarsi a protagonisti. Aosta ha confermato tutto questo.