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Colin McRae campione del mondo 1995 per 36 secondi

Colin McRae al RAC Rally 1994

Colin era ancora all’estremità rossa della scala Richter quando le auto sono scese dalla pedana di partenza per il Network Q Rally GB a Chester. Forzando la situazione in Spagna – perché McRae alla fine accettò di prendere una penalità di tempo dopo aver vinto il rally su strada – Sainz aveva inavvertitamente suonato la campana a morto sulle sue reali speranze di vincere il Campionato.

In termini di momenti speciali del RAC Rally, poi Rally Gran Bretagna, non c’è niente di più emozionante della vittoria del titolo Mondiale di Colin McRae nel 1995, impresa che lo aveva reso il più giovane campione del mondo di rally (a 27 anni), prima che il record gli fosse sottratto nel 2022 da Kalle Rovanpera, e il primo campione del mondo rally britannico.

Mentre faceva transitare la Subaru Impreza 555 sulla pedana di partenza della gara di casa, fu preceduto da un suonatore di cornamusa, uno zampognaro in abiti scozzesi, che lo accompagnò poi anche in molti altri rally in tutto il mondo, diventando forse una delle immagini più insolite e iconiche mai viste prima (passaporto? Tick. Soldi? Tick. Zampognaro? Tick).

Ancora adesso, un amico scozzese appassionato di rally dice che non riesce ad ascoltare il suono delle cornamuse senza pensare a Colin e a quel giorno straordinario a Chester: il 22 novembre 1995, per la precisione. Fin dal suo debutto nel Campionato del Mondo Rally due anni prima, era chiaro che Colin era un talento molto speciale, ma senza dubbio grezzo, al punto da guadagnarsi rapidamente il soprannome di “McCrash”.

Con il tempo, le incongruenze e le asperità di Colin e della sua guida primitiva furono risolte e McRae divenne semplicemente il pilota di rally più entusiasmante del mondo. Idolo di un’intera una generazione di persone, l’archetipo del pilota di rally, grazie alla fama del videogioco Colin McRae Rally. Ma ancora al 1995 mancavano anni.

Colin arrivò al rally di casa di quella stagione con sullo sfondo una vera e propria faida con il suo compagno di squadra Carlos Sainz. Scontri belli ma terribili che erano culminati con il management di Subaru che si era messo in mezzo alla strada davanti a McRae nella prova precedente in Spagna, nel tentativo inutile di farlo rallentare e lasciare vincere il suo compagno di squadra, come era stato precedentemente concordato (secondo Sainz e il management).

Quindi, Colin era ancora all’estremità rossa della scala Richter quando le auto da rally transitavano sulla pedana di partenza per il Network Q Rally GB a Chester. Forzando la situazione in Spagna – perché McRae alla fine accettò di prendere una p il Campionato.

Invece, i compagni di squadra della Subaru iniziavano il rally britannico a pari punti, quindi il vincitore prendeva tutto: proprio come il management giapponese volevano. Sainz aveva già vinto due volte il Rally Gran Bretagna, McRae una volta. E l’esperienza avrebbe dovuto essere solo dalla parte dello spagnolo.

McRae partì nel modo giusto: come un missile. Era subito in testa, ma lunedì mattina (il secondo giorno dell’evento di quattro giorni) forò nella PS Pundershaw di circa 60 chilometri, poi però capitò un problema a Sainz. Il tempo perso da Colin sembrava insormontabile, ma nei tre giorni successivi nessuno riuscì a fermare lo Scozzese Volante, che aveva davvero un appuntamento con il destino.

Più tardi, nella famigerata foresta di Kielder, patì un’altra foratura e piegò il braccio della sospensione anteriore destra su una roccia. Uscì, comunque, dalla prova più veloce di Sainz. Nel tratto stradale, i fan sollevarono l’auto come un martinetto umano in modo che McRae e il copilota Derek Ringer potessero sistemare il braccio danneggiato e rimetterlo a posto in stile Fred Flintstone, usando un tronco: l’Impreza ora andava di nuovo dritta. Un altro proiettile era stato schivato. Ma gli ci volle fino alla PS21 Sweet Lamb prima di riconquistare il comando.

Mercoledì 22 novembre fu l’ora più bella per McRae. Quel giorno in particolare fu imperioso: Colin stabilì vari record, PS dopo PS, in quella sorta di zona quasi spirituale di cui Ayrton Senna aveva parlato solo pochi anni prima a Monaco. Molto semplicemente, niente poteva fermarlo. I suoi progressi erano ipnotizzanti, erano qualcosa che non era mai stato visto prima. Attraverso le foreste umide, l’Impreza blu e gialla era un faro abbagliante di splendore che avanzava fluido e imperioso.

L’ultimo ostacolo era semplicemente sopravvivere all’ultima prova del rally – gli oltre 20 chilometri di Clocaenog nel Galles del Nord – la fine di un’odissea che avrebbe portato McRae a entrare nella storia. L’iconica Impreza blu e gialla aveva vinto anche quella speciale arrivando con 36 secondi di vantaggio su Sainz, dopo più di cinque ore di competizione a tutto campo, con McRae che aveva vinto 18 delle 28 prove speciali.

Da lì, McRae si diresse all’ippodromo di Chester per l’arrivo, eventualmente preceduto sulla rampa dal suo zampognaro. Gran parte dell’ultimo tratto di strada è stato percorso in controsenso; tale era la quantità di traffico che si era accumulata mentre gli spettatori si precipitavano all’ippodromo per vedere il loro eroe incoronato campione del mondo rally.

McRae era il campione del popolo, e questo era il fulcro del suo fascino. Tra i suoi sostenitori più accesi quel giorno a Chester non c’era solo l’esercito dei suoi sostenitori, ma un gruppo di normali scozzesi di Lanark: i suoi amici. Gli amici di McRae non erano playboy o superstar, ma normali lavoratori. E poi ovviamente c’era la sua famiglia: il cinque volte campione britannico Jimmy, la moglie Margaret e suo fratello Alister.

Il Rally di Catalunya – nel cortile di casa di Sainz – sarebbe stata solo la seconda vittoria stagionale di McRae (sebbene avesse accumulato una solida serie di podi) e avrebbe potuto dargli un vantaggio di 10 punti in vista del round finale.

“Quel giorno a Chester è ancora uno dei momenti salienti della nostra vita”, ha detto Jimmy McRae. “Non sembrano davvero passati tanti anni che Margaret ed io eravamo al traguardo a Chester per festeggiare il risultato di Colin. È stato un momento di grande orgoglio per tutti noi. Cosa potrebbe esserci di meglio che Colin campione del mondo in casa?”.

Colin, tragicamente, se n’è andato ma restano i ricordi iconici di quel giorno, così come la L555 BAT, l’Impreza con cui McRae suggellò il titolo. In una toccante rievocazione di uno dei ricordi più speciali legati ai rally, Jimmy McRae ha guidato sul piazzale di cemento dell’ippodromo di Chester, lo stesso luogo in cui McRae aveva eseguito i tondi da campione 20 anni prima.

C’è una certa magia nella tappa britannica del Campionato del Mondo Rally che garantisce che sarà sempre conosciuta per una serie di momenti indimenticabili. Ma non sarà mai migliore del momento in cui Colin McRae, un eroe del popolo che sapeva emozionare, diventa campione del mondo.