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Popi Amati, il copilota che ha fatto sognare l’Italia

popi amati

Il 1984 segna un punto di svolta cruciale nella carriera di Popi Amati. È l’anno in cui abbraccia il professionismo, unendosi al fianco di Stefano Fabbri e successivamente di Andrea Zanussi. È anche l’anno in cui prende vita l’epopea italiana della leggendaria Peugeot 205 T16, un’auto che ha conquistato il cuore di milioni di appassionati e che rimane ancor oggi un simbolo di prestigio e potenza.

Nel cuore delle montagne lombarde, precisamente a Bergamo, il 18 ottobre 1957, nacque un uomo destinato a far della corsa la sua principale ragione di vita in diverse vesti. Popi Amati, il celebre direttore sportivo del team Peugeot Sport Italia, una figura che incarna l’amore per le auto da corsa in ogni sua sfumatura. Suo fratello è Mario Amati, copilota di diversi rallysti tra cui Federico Ormezzano, Gabriele Noberasco, Maurizio Verini, Fabrizio Tabaton…

La sua storia nel mondo delle corse inizia a sprazzi, con la stessa foga e la stessa determinazione con cui affronta le curve dei tracciati più impegnativi. A soli 20 anni, già si trova a calcare il terreno delle gare, facendo il suo debutto come copilota nella prima edizione del Rally Prealpi Orobiche. Ma è solo l’inizio di una lunga e avvincente avventura che lo porterà a diventare una figura iconica nel panorama motoristico italiano.

zanussi amati
Aanussi e Amati

La stagione magica con la Peugeot 205 Turbo 16

Il 1984 segna un punto di svolta cruciale nella carriera di Popi Amati. È l’anno in cui abbraccia il professionismo, unendosi al fianco di Stefano Fabbri e successivamente di Andrea Zanussi. È anche l’anno in cui prende vita l’epopea italiana della leggendaria Peugeot 205 T16, un’auto che ha conquistato il cuore di milioni di appassionati e che rimane ancor oggi un simbolo di prestigio e potenza. Il Rally 1000 Miglia del 1986 diventa un momento indelebile nella memoria di Popi e degli amanti delle corse, con l’immagine di lui seduto sul cofano anteriore sinistro della Peugeot 205 T16, fungendo da contrappeso, incisa nella storia (gara vinta dai rivali Cerrato-Cerri).

Ma il destino riserva ancora molte sorprese per Popi Amati. È nel 1993 che si imbatte in Paolo Andreucci, una figura destinata a lasciare un’impronta indelebile nel suo percorso sportivo. La partnership con Andreucci, ancora oggi undici volte campione italiano, si rivela un connubio vincente. Al Rally del Salento del medesimo anno, con la piccola Peugeot 106 XSi, conquistano un prestigioso terzo posto assoluto, un risultato che rimarrà inciso nella memoria di tutti gli appassionati.

Andreza Zanussi e Popi Amati nel Cir 1986 con la Peugeot 205 T16
Andreza Zanussi e Popi Amati nel Cir 1986 con la Peugeot 205 T16

La trasformazione in direttore sportivo

Il 1995 segna una svolta nella carriera di Popi Amati. Decide di abbandonare il ruolo di navigatore per intraprendere la carriera di direttore sportivo, una scelta che lo lega ancor di più alla casa automobilistica francese e al team Peugeot Sport Italia, di cui oggi è un punto di riferimento insieme a Fabrizio Fabbri, proprietario del team.

Ma le storie d’amore nel mondo delle corse spesso subiscono alti e bassi. Dal 2004 al 2007, Popi Amati si lancia in una nuova avventura come direttore sportivo di Maserati Corse, collaborando con l’ingegnere Giorgio Ascanelli. Un periodo che lo vede affiancare nomi illustri come Jhonny Herbert e Mika Salo e vincere per tre volte consecutive gare di prestigio come la 24 Ore di Spa-Francorchamps.

Dal 2007, Popi Amati ritorna al suo habitat naturale, il team Peugeot Sport Italia, diventando un punto fermo insieme a Paolo Andreucci e Anna Andreussi. Le soddisfazioni non si fanno attendere, e la passione per le corse continua a guidare ogni decisione e ogni azione intrapresa.

La vita di Popi Amati è un inno alla passione, alla determinazione e alla costanza. Attraverso le sue gesta e le sue imprese, continua a ispirare generazioni di appassionati di motori, dimostrando che con dedizione e amore per ciò che si fa, nulla è impossibile sulle strade della vita e delle corse.