Piero Lavazza

Piero Lavazza: artista dei motori da corsa

Lavazza è stato un personaggio incredibile sotto moltissimi punti di vista. Astemio per una precisa scelta scientifica, capace di suonare il pianoforte in modo egregio (fu protagonista di una performance ad una cena che avevo organizzato per il team a Saint Vincent) aveva una memoria formidabile per le gare che aveva disputato.

Lo storico preparatore torinese venuto a mancare dopo una grave malattia all’età di 74 anni nel 2014, sportivamente parlando, nacque prima pilota, negli anni Sessanta, e successivamente si dedicò alla preparazione di motori e auto, diventando molto conosciuto e apprezzato in tutta Italia per le sue versione elaborate della Fiat 500.

Piero Lavazza (nato a Torino il 20 agosto 1940) era ragioniere e come molti altri diplomati sul finire degli anni Cinquanta aveva tentato il concorso in banca. Quello che per la maggioranza dei ragazzi del dopoguerra era un miraggio irraggiungibile per lui fu una realtà ed infatti lo avevano assunto. Ma la sua passione erano le macchine da corsa e nel 1957 con la presentazione della Fiat 500 capì subito che quella utilitaria sarebbe stata l’oggetto dei suoi desideri. Era accessibile a moltissime tasche e poteva diventare lo strumento di grandi battaglie sulla pista di Cerrina alle porte di Orbassano. E così fu e Piero Lavazza divenne uno dei maggiori interpreti della 500 sia a livello di guida, sia a livello di preparazione.

Il tutto senza che ciò nuocesse al suo lavoro di bancario, così apprezzato dai suoi superiori che lo promossero ad un incarico più interessante. Per tutta risposta Piero rinunciò alla promozione ed anche alla banca per dedicarsi esclusivamente alla sua attività di pilota e preparatore. Iniziò una parabola ascendente che come tutte le parabole arrivata alla cima iniziò un punto di discesa. Il mondo cambia e le 500 non erano più al centro degli appetiti dei piloti (ma bisogna ricordare la sua 127 che fece faville nella mani di Duilio Truffo), alcune scelte difficili, promesse non mantenute da squallidi personaggi misero Piero Lavazza in condizioni difficili. La sua salvezza fu Laura, che raccolse Piero e gli diede l’impulso per una seconda vita, sia a livello sentimentale sia a livello professionale, ripartendo da una piccola officina a Bra per poi trasferirsi nella splendida factory nella campagna di Cherasco dove era tornato ad essere Piero Lavazza.

Lavazza è stato un personaggio incredibile sotto moltissimi punti di vista. Astemio per una precisa scelta scientifica, capace di suonare il pianoforte in modo egregio (fu protagonista di una performance ad una cena che avevo organizzato per il team a Saint Vincent) aveva una memoria formidabile per le gare che aveva disputato.

Studia da ragioniere, come volevano in famiglia. Ma nel 1959 la sua passione per i motori si traduce in un titolo italiano e la partecipazione del 1960 ai Mondiali di Karting Budapest. Gli studi tecnici sui conti non fanno per Piero, che è immerso nello studio dei motori e passa molte ore sul testo tecnico di Dante Giacosa dedicato ai motori a scoppio.

Il suo esordio al volante avviene nel 1959, noleggia un kart per correre in occasione dell’inaugurazione della pista di Pomponio di Rivoli, ma il suo preparatore durante le prove distrugge completamente il mezzo. Riescono a rimetterlo insieme il giorno prima della gara, e il kart regge benissimo nelle prove, ma si rompe durante la gara. Da lì alle auto il passo è breve.

Infatti, nel 1963 compra una Steyr-Puch e gareggia alla Stallavena-Boscochiesanuova, arrivando secondo su 52 partecipanti (corre con lo pseudonimo Pic). A breve viene scoperto dalla madre, e vende la Steyr, e la rimpiazza con una 850 TC Abarth. Allontanatosi dalle corse per le lunghe preghiere della madre, colleziona moltissimi incidenti stradali, fino a comprare una Fiat 500, con la quale ricomincia a correre in pista.

Nel 1964 è una stagione agonistica a fasi alterne, si affida ad un amico preparatore per preparare la sua 500, disputa parecchie gare ma l’avvicinarsi al matrimonio, gli fa lasciare le corse ed accettare il posto in banca che la madre da tempo cercava di fargli accettare. In questo periodo va a vivere a Rivalta in una villetta ed attrezza il garage ad uso officina personale, e comincia a preparare motori per gli amici che glielo chiedono, la notizia si diffonde presto anche tra i colleghi, che cominciano a tempestarlo di chiamate per fargli preparare le loro autovetture stradali. Lavazza riesce persino a mostrare un motore da 35 CV al saloncino dell’auto da competizione (ANFIA), e in quell’occasione La Stampa lo battezza il “Bancario Sprint”.

Da banchiere a preparatore di auto da corsa

Nel 1967 nasce il figlio Paolo, e Piero ricomincia a correre in pista. L’anno successivo chiamato dall’ufficio del personale, viene promosso all’ufficio titoli, per il buon lavoro svolto in banca, ma a metà anno lascia il posto fisso per dedicarsi completamente al mondo delle preparazioni, aprendo la sua prima officina a via Tripoli 157, la “Elaborazioni Drag”. Nel 1969 la sua esperienza continua e si dedica alla preparazione di una Lotus 27 ex formula 3 che acquista per studiare ed elaborare. Sempre in questo periodo inizia a collaborare con la scuderia Nord Ovest, ed elabora vettura formula Ford e formula Monza. In questo stesso anno, Lavazza arriva alla sua millesima vettura preparata, e si sviluppa commercialmente con il lancio di kit di trasformazione come pistoni speciali, coppe olio, ingranaggi e tubi di scarico per le fiat 500 stradali e da competizione.

Nel 1971 la sua vena creativa, lo porta a cambiare mentalità commerciale e prepara una vettura al top nata per vincere, con la quale conquista numerosi successi. Nel 1972 ha una parentesi agonistica in altro campo, il bob su ghiaccio, partecipa a dieci gare e ne vince otto, ed è secondo nel Campionato Italiano. Nel campo automobilistico fa il balzo di qualità tecnica, grazie alle nuove normative, e comincia a elaborare testate con condotti separati. Comincia lavorare anche su alcune Fulvia ufficiali e in segreto sui prototipi delle Stratos.

L’officina si trasferisce in via Chanoux. Nel 1974 lascia la sua attività agonistica in pista e si dedica completamente alla preparazione delle auto. La novità commerciale di Lavazza è il noleggio di vetture preparate al top per piloti vincenti, inizia una vera e propria attività di noleggio su larga scala. Il suo primo contatto col mondo dei rally lo ha con la preparazione della X1/9 di Zuccarello, ha altre esperienze anche nell’elaborazione di vetture dedicate all’autocross.
Nel 1976 la sua attività di preparatore è talmente estesa, che a Vallelunga 10 delle vetture partecipanti sono elaborate da Lavazza. L’anno finisce nel prestigio, esponendo 2 vetture al 1° Motor Show di Bologna, una sua fiat 500 e la X1/9 di Zuccarello.

Nel 1977 ha una grande intuizione tecnica e fa montare alle sue 500 le gomme anteriori della Tyrrell P34 (la Formula 1 con le 6 ruote sterzanti), il trionfo in campionato è assicurato. A fine anno Piero capisce che l’era fiat 500 è terminata e si rinnova preparando una Fiat 127 per il giro d’Italia, per Duilio Truffo. Da questo momento entra nel mondo rally a pieni giri, la 127 arriva al Rally della Lana diciottesima assoluta. Zuccarello scende in pista anche lui con una 127 e si aggiudica il rally di Aosta. La fama della 127 Lavazza cresce e altri piloti si fanno preparare una 127 per gareggiare.

Gli anni Ottanta sono dedicati quasi esclusivamente ai rally. Lavazza prepara al top la 127 Gruppo 2 che si aggiudicano vittorie di classe ad Asti e al Rododendri e partecipa alla Targa Florio, undicesima assoluta prima del ritiro. Il servizio noleggio si pregia di una Fiat 127 Gruppo 2 pepatissima, che vince il Campionato Fiat Rally con Melotto-Rossi.

Piero Lavazza continuando a preparare 127 per i clienti, prepara anche una Panda 45 (ne abbiamo parlato in questo articolo) e una Ritmo Gruppo 2. Su Fiat 127 Bracco-Del Buono vincono il Trofeo Rally Nazionali. Nel 1982 viene preparata una nuova 127 1050 da noleggiare ai clienti che vogliono vincere. Numerosi successi si hanno sia con la 127 noleggio sia con quelle private.

Nel 1984 decide di cessare l’attività e di vendere l’officina. Nel 1985 comincia a lavorare come dipendente con Virgilio Conrero, come responsabile tecnico.
Ma dopo poco rassegna le dimissioni e ricomincia a lavorare come preparatore nel suo garage di Rivalta. A fine anno prepara la mitica Fiat ritmo Gruppo 2 bimotore per le competizioni su ghiaccio per Isoardi.

A cavallo tra il 1986-1987 la sua esperienza si sposta sul regno Alfa Romeo, lavorando per la Albatech nel Mondiale Turismo del 1987, sulle Alfa Romeo 75 Turbo Gruppo A. Il 1988 segna la collaborazione con il Promoteam impegnato in Formula 1, con le Maserati Biturbo. Ma la collaborazione termina a fine anno. Fino al 1992 si dedica allo studio dell’elettronica da competizione (centraline e iniezioni), poi ad aprile di quell’anno riapre la sua officina a Bra.

Sviluppa una linea di alberi a cammes per le Fiat Cinquecento del Trofeo, per le Alfa 155 Q4 e per le Lancia Delta Integrale Gruppo N. Nel 2000-2001 ritorna nella mischia con le piccole Fiat preparando le 600 Sporting kit per diversi piloti che partecipano al trofeo. La Lavazza Tecno cresce su una superficie di 4000 mq dedicati al montaggio motori, rettifica alberi a cammes, tornitura e fresatura. Poi, nel 2014 perde la sua battaglia più difficile.

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