Citroen C3 WRC Kirs Meeke

Pericoli e debolezze delle WRC Plus: l’incidente di Kris Meeke

Il 20 maggio 2018, per salvarsi dall’incidente occorso alla sua Citroen C3 WRC Plus al Rally del Portogallo, Kris Meeke ha attirato a sé tutta la fortuna disponibile. E l’ha avuta…

Chiamatelo San Rally, oppure immaginatela donna, se preferite. Magari Dea e pure bendata agli occhi. Ma il 20 maggio 2018, per non morire nella Citroen C3 WRC+ numero 10 in gara al Rally del Portogallo, prova del Campionato del Mondo Rally, c’è voluta davvero tantissima fortuna.

È vero che la vettura guidata da Kris Meeke, con alle note Paul Nagle, ha urtato ripetutamente gli alberi (non uno solo) col tetto ed è altrettanto vero che proprio quella parte dell’abitacolo è la più debole. Ma è comunque allarmante il cedimento totale del roll-bar nella parte anteriore, come le foto diffuse dalla pagina ufficiale di WRC su Facebook confermano.

Non si tratta di ingenerare ansie o paure, o di fare terrorismo mediatico. Questa tipologia di problema si è verificato in altre rare (per fortuna) occasioni. Colin McRae era un campione nel distruggere le vetture. Petter Solberg non era da meno con le Subaru Impreza WRC.

Paolo Andreucci, alcuni anni fa, durante un test in Sardegna ebbe un incidente simile, in cui rischiò la vita, con la Peugeot 208 T16 R5. Nel primo caso parliamo di vecchie WRC, nel secondo di una vettura di Gruppo R. Cioè, parliamo di vetture concepite con standard differenti (meno evoluti) da quelli attuali.

Non si sta sostenendo che il telaio della C3 WRC Plus fosse solido come una mozzarella. Al contrario, telaio e roll-bar hanno lavorato bene, in quest’occasione, e questo ha salvato la vita a Meeke e al suo copilota. Ci accontentiamo? Festeggiamo con la consapevolezza che esiste un pericolo grave e certamente risolvibile? Anche no…

La C3 di Kris Meeke ridotta a rottame.
La C3 di Kris Meeke ridotta a rottame

Usare il buon senso, ma tecnici e finti sordi…

Nel caso di Meeke parliamo di una WRC+, quindi di un prototipo ufficiale di ultimissima generazione, che gode tra l’altro di continui aggiornamenti e controlli. Quindi, parliamo di un problema reale, sempre più frequente, e anche sottovalutato. Nessuno vuol sostenere che le WRC+ non siano sicure, o meglio solide, robuste e resistenti.

Così non fosse, ci staremmo preparando per i funerali dell’equipaggio ufficiale Citroen Racing. Altra cosa è affermare che queste nuove World Rally Car sono troppo veloci, costano tanto e hanno un potenziale incontrollabile. Restiamo al concetto del “troppo veloci”: una vettura troppo veloce, è troppo veloce anche in curva e, come è noto, i rally non sono gare che si corrono in autodromo, dove ad ogni curva corrisponde una grande via di fuga.

I rally si corrono su strade pubbliche aperte in genere alla pubblica circolazione e dove gli ostacoli vengono spesso collocati per essere evitati ad una velocità variabile in base ai limiti: da 30 chilometri orari a 90 (visto che in autostrada non si corre). Gli alberi sono lì da sempre e, si sa, non si spostano. Però si ha paura di ammetterlo.

Come all’epoca delle Gruppo B, si ha timore di fare il cosiddetto passo indietro, quando invece sarebbero già due i passi indietro da fare. Non lo si fa per timore reverenziale, ma nei confronti di chi? Il cedimento è preoccupante, ma è ancora più allarmante il fatto che nessuno si renda conto di quanto vanno forte queste macchine: sotto al tetto il roll-bar fa una croce e non ce n’è traccia e la parte anteriore del roll-bar sopra al parabrezza è volata via.

Chi ha approvato i regolamenti di sicuro non c’è mai montato sopra. Quando vai a certe velocità non c’è roll-bar che tenga se picchi. E gli alberi, si sa, non si spostano. Certo, in un’auto normale sarebbero morti e loro, per fortuna, possono raccontarcelo. Ma credo che la federazione internazionale abbia un obbligo inderogabile in tema di sicurezza del pubblico e degli equipaggi. In questo caso si è creato un brutto precedente.

La soluzione non può essere quella di irrigidire le vetture, altrimenti si rischia che l’energia cinetica faccia danni irreparabili sui corpi legati ai sedili all’interno della vettura, frullando loro gli organi vitali. Loris Roggia, ma non solo, docet. Cosa si fa? Semplice, si dovrebbe optare per il buon senso.

Rallentare e dare più peso alle capacità di guida dei piloti. Oggi gli appassionati vanno a vedere le auto, i piloti stanno diventando secondari. Conta relativamente poco e sempre meno. Però, gli spettatori si mettono nei tornanti e nelle inversioni, perché sono più interessati ad una spazzolata che non alla velocità. Ai rallysti quella non interessa.

Che cosa è successo al Rally del Portogallo a Kris Meeke?

Sulla prova speciale numero 12, l’equipaggio di punta di Citroen Sport, Meeke-Nagle, finisce fuori strada dopo un errore del pilota. Siamo al Rally del Portogallo, al chilometro 31,1, su un totale di 37,6 chilometri della PS Amarante. La vettura francese schizza via velocissima, ad una velocità che gli addetti ai lavori stimano tra i 140 e i 170 chilometri orari.

Esce di strada e urta ripetutamente contro i tronchi degli alberi. Sbatte con il tetto. Con la parte anteriore del tetto. Proprio la zona in cui siede l’equipaggio. Per fortuna Kris e Paul escono da soli e illesi. Vengono trasportati in ospedale, più o meno contemporaneamente alle dimissioni di Hayden Paddon, anche lui portato d’urgenza nel nosocomio di Porto per accertamenti e anche lui vittima di un incidente nella stessa gara.

Nel caso di Meeke è stato un miracolo. Vedere uscire entrambi dall’abitacolo della vettura – ridotta a poco meno di un rottame -, è stato un vero miracolo. Che suggerisce di non sfidare troppo la buona sorte e prendere atto che con l’evoluzione tecnologica delle WRC+ si è fatto qualche passo troppo in avanti.

Meeke ha commesso un errore. È finito largo in uscita da una curva larga e veloce a sinistra ed è scivolato via. L’urto con gli alberi vicini al tracciato è stato violentissimo. La C3 WRC+ numero 10 non si è fermata ai primi tronchi, ma ha urtato più piante, più volte. Finché non si è fermata contro uno dei tronchi che gli ha dato il colpo di grazia schiacciando il tetto.

“Ho sbagliato io, si è trattato di un mio errore. Ho sbagliato la traiettoria della curva, ho messo le ruote sul fondo ghiaioso e sono scivolato via – spiega Meeke –. Sono dispiaciuto per il team, che meritava di meglio. Ma sono davvero grato a Citroen per aver costruito una vettura solida”.

Inevitabile che la dichiarazione ufficiale, rilasciata a poche ore dal fuoco incrociato sulla sicurezza, fosse cauta e pesata. L’errore umano ci sta, ma ormai un precedente si è creato. Se non si intervenisse sarebbe diabolico. Come diabolico fu con Henri Toivonen e Sergio Cresto.

Sulla C3 ha tenuto solo parte della gabbia di protezione, mentre, come si vede dalle immagini, i roll-bar laterali sono letteralmente collassati dopo i ripetuti urti. Per questo è miracoloso il fatto che Meeke e Nagle non abbiano riportato ferite di grave entità, a parte varie contusioni alla schiena e al collo.

La parte anteriore della C3 WRC+ è distrutta. Motore e telaio in frantumi, i due montanti anteriori dell’abitacolo e parte del tetto polverizzati. Sarà una casualità, ma quel pomeriggio, sulla prova speciale numero 7, anche Hayden Paddon ha avuto un brutto incidente dovuto alla velocità. Magari, è meglio progettare un passo indietro. Ripensare i rally come spettacolari manifestazioni di regolarità. Magari. Prima che sia troppo tardi. Prima di fare le Fate ignoranti.

5 commenti
    • Marco Cariati
      Marco Cariati dice:

      Ciao. Si parla di velocità stimata dagli addetti ai lavori. Non so tu cosa hai visto, so quello che io ho verificato. Tra l’altro 170 è la velocità massima e meno plausibile tra le due riportate, che sono comunque indicative. 140-170 significa che potrebbero essere anche 135. Mi pare, però, un’inutile polemica a fronte dell’argomento ben più serio.

  1. Avatar
    Gabriele Mogavero dice:

    Sono un piccolo pilota rally .
    Ho avuto anch’io una esperienza negativa .
    Con una wrc in sesta marcia sono arrivato in una curva di 2 marcia senza freni.
    Il mio consiglio limitare le velocità in modo concreto e deciso per evitare tragedie .
    Bisogna anticipare nelle curve velocissime o nelle staccate secche con delle semplici balle di paglia che rallentino quelle velocità esagerata.

    Se la c3 plus avesse impattato a 70 e nn a 140 nn sarebbero capitato quell’ enorme danno .
    La federazione intervenga su tutte le gare rally o salita .
    STOP senza indugi

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  2. Avatar
    Bqb dice:

    I tornanti fan ribrezzo.

    Io amo le curve da 6sta piena e se vuoi fare questo sport accetti il pericolo.
    Altrimenti sei come tutti gli altri….

    Daccordo sul fatto che siano pericolose,ma non ti sei appassionato di questo sport perche è sicuro.

    Io farei firmare una delibera anche al pubblico.
    Il motorsport è pericoloso e io e chi ne vuole fare parte lo deve accettare.

    E’ il suo bello

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