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Perché Kalle Rovanperä non ha puntato al terzo titolo consecutivo

Kalle Rovanpera il predestinato: coincidenze da rally

Il finlandese ha firmato nuovamente per la Toyota Gazoo Racing un altro contratto pluriennale, ma si è lasciato ispirare dal suo compagno di squadra Sébastien Ogier, optando per una stagione part-time. Nel 2024 è atteso in circa la metà dei rally. La decisione non è stata una grande sorpresa, ma fa venire i brividi.

Sul proprio profilo Instagram, Kalle Rovanperä si descrive come “La maggior parte delle volte pilota di rally professionista e il resto del tempo aspirante re del drift”. La dice lunga sulla visione della vita del due volte campione del mondo rally appena incoronato per la seconda volta a soli 23 anni e sul perché non dovremmo essere troppo sorpresi dalla sua decisione di non difendere il titolo e puntare alla tripletta per il titolo nel 2024.

“Lo avevo in mente da un po’ di tempo – ha detto Kalle –. Quindi, ovviamente, è stata una decisione importante, ma è stata anche ben pensata e ponderata. Sono fiducioso e sono sicuro al 100% che sia la scelta giusta. Lo sport è cambiato parecchio negli ultimi anni con l’uso dei video. Tutti conoscono le prove così bene dai video che bisogna guardarle, quindi da lunedì in poi non abbiamo più tempo. Non usciamo nemmeno a cena”.

Per chi si chiede di cosa stia parlando Kalle, i video non sono Netflix e non sono rilassanti, purtroppo per lui. Si parla invece dei video in auto delle PS, catturati durante le ricognizioni. Esistono regole rigide sul numero di volte in cui è consentito percorrere le speciali prima dell’evento, in modo che nessuno tragga un vantaggio ingiusto. Ma non ci sono regole sulla frequenza con cui puoi guardare i video che giri mentre fai la ricognizione. E così, la vita di un pilota di rally moderno si riduce a una sorta di giorno della marmotta ad alta velocità: svegliarsi, guidare le tappe, guardare i video delle tappe, mangiare, dormire, ripetere.

Kalle insieme a papà Harri Rovanpera
Kalle insieme a papà Harri Rovanpera

“Finisci per dormire solo quattro o cinque ore per notte, avendo sempre il servizio in camera, e per tutta la settimana non hai tempo per altro; è troppo intenso – sottolinea Kalle –. Penso che questo sia il problema più grande in questo momento. Penso che le pressioni e i video non funzionino. Quando sei stanco, non è così piacevole. E devi divertirti, altrimenti che senso ha?”.

Il finlandese ha firmato nuovamente per la Toyota Gazoo Racing un altro contratto pluriennale, ma si è lasciato ispirare dal suo compagno di squadra Sébastien Ogier, optando per una stagione part-time. Nel 2024 è atteso in circa la metà dei rally. La decisione non è stata una grande sorpresa, ma fa venire i brividi. Una delusione immensa. Il WRC resta la forma di sport motoristico più spettacolare a livello mondiale. I suoi equipaggi sono straordinariamente abili e coraggiosi oltre ogni misura.

L’unico grande neo è la copertura televisiva, facilmente visualizzabile online a un prezzo ragionevole, che non è mai stata delle migliori. Eppure nessuno, al di fuori degli appassionati che amano questo meraviglioso sport, presta molta attenzione ai rally e al WRC. Perdere la sua più giovane e grande stella, anche se sarà ancora lì per la metà del tempo e promette che la pausa durerà solo un anno prima di tornare all’attacco nel 2025, deve essere considerato un duro colpo. Una mazzata che arriva proprio quando sembrava così bello.

kalle rovanpera, finlandia 2022
Kalle Rovanpera, Finlandia 2022

Dopo un anno difficile in M-Sport Ford, il campione del 2019 Ott Tänak tornerà in Hyundai. Elfyn Evans, forte di tre vittorie quest’anno, compresa una ben valutata in condizioni terribili in Giappone, sembra pronto a puntare al titolo (è stato l’unico a rimanere a breve distanza da Rovanperä nel 2023). Poi c’è Thierry Neuville, l’eterno secondo che ha tutta la velocità e l’esperienza per vincere un titolo WRC, se riesce a eliminare i frequenti errori. Ognuno di loro sarebbe un ottimo campione nel 2024.

Ma senza Rovanperä sarà più facile? Ovviamente. Il maestro affermato contro la giovane stella? È una narrazione che si scrive da sola. E in parte piace. Ma le domande permangono. Ogier ha avuto la meglio su Rovanperä nei primi rally del 2023. Sarebbe stato bello poter vedere come sarebbe andato il duello, se il francese si fosse impegnato in tutti e tredici i rally.

Allo stesso tempo, non si può fare a meno di ammirare Rovanperä per aver fatto una scelta del genere. A soli 23 anni! Il suo ragionamento è semplice ed è senza dubbio legato al suo amore per il drifting, uno sport bello da guardare, specialmente la notte, ma che si fa fatica a prendere sul serio. Alla fine si tratta semplicemente di fare delle belle derapate, no? Eppure, finito il Mondiale Rally 2023, Kalle ha detto esattamente queste parole: “Ho firmato nuovamente un contratto pluriennale con Toyota e sono davvero entusiasta di continuare con la squadra che mi piace. Ma l’anno prossimo vedremo alcuni cambiamenti per me e Jonne Halttunen, perché saremo presenti solo per metà del calendario della stagione WRC”.

“Ci sono molte ragioni dietro a questa decisione, ma il motivo principale è che guido nei rally da 15 anni, che è un periodo piuttosto lungo, anche se ho soltanto 23 anni. Le ultime stagioni sono state ovviamente fantastiche, ma anche molto impegnative mentalmente e fisicamente, e ci vuole molto tempo ed energia per lottare per i campionati e andare in giro per il mondo a tempo pieno nei rally”.

“Quindi, ho pensato che sarebbe stato un buon momento per prendere una pausa, per ricaricare le batterie, rinfrescare la mente e poi tornare di nuovo a tempo pieno per lottare per i il titolo Piloti, Copiloti e Costruttori dal 2025. Come sapete, mi piacciono molto altre forme di sport motoristico e l’anno prossimo avrò più tempo libero, quindi forse ci vedremo in alcuni eventi di drifting e altri eventi interessanti, e nei rally che selezioneremo più avanti”.

Qualche pensiero a riguardo. Quindici anni e lui ne ha solo 23. Questo ci ricorda quanto fosse giovane il figlio dell’asso della Peugeot Harri Rovanperä quando iniziò a correre nei rally. Suggerisce anche, ancora una volta in modo delucidante, che chi corre non lo fa per i titoli ma per l’amore per i rally. Sfumature di Walter Röhrl, forse, che notoriamente vinse due titoli WRC ma avrebbe potuto almeno raddoppiare il suo punteggio, se solo fosse stato motivato.

E’ anche vero che Rovanperä ha tutto il tempo, magari per eguagliare sia Ogier che Loeb e addirittura superarli. Se vorrà. Ma proprio come per Max Verstappen in Formula 1, anche per Kalle si ha la sensazione che se i numeri folli di Loeb arrivassero sulla sua strada, sarebbe un bonus piuttosto che un obiettivo. Perché? Perché ha rifiutato la possibilità di un terzo titolo, guidando la migliore macchina per la migliore squadra… Chiaramente sa quello che vuole il giovane finlandese. Ma per il WRC è una perdita.

E poi, che dire del WRC 2024? Le vetture ibride del Rally1 hanno ancora tantissimi problemi. In Giappone, il parabrezza si appannava al punto che i conducenti riuscivano a malapena a vedere. Tutto, come ha affermato il capo del team Hyundai, Cyril Abiteboul, “imbarazzante”. Ci sono richieste per un importante ripensamento sulla direzione futura del WRC, a soli due anni dall’inizio di questa nuova era ibrida. E’ un po’ un atto d’accusa rivolto ad un promoter che ha fatto perdere fascino al Campionato del Mondo Rally.

Eppure, nonostante tutto ciò, le auto sono ancora spettacolari da guardare, ma i margini sono più che mai stretti e nonostante l’impegno di appena due Costruttori e mezzo – Ford offre solo un supporto limitato alle Puma di M-Sport – la concorrenza rimane agguerrita.