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Nissan Micra Kit Car: piccole bombe giapponesi da rally

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La Nissan Micra è nota come una piccola e grintosa utilitaria giapponese, prodotta da Nissan Motor Company in cinque distinte serie dal 1982 al 2022. Sul mercato interno la vettura viene venduta come Nissan March. All’interno dei progetti di casa Nissan la Micra viene identificata dalla lettera K. Quella che viene identificata come K11 ha avuto anche una interessante parentesi sportiva nei rally, tra le Kit Car.

La prima serie della Nissan Micra venne lanciata sul mercato giapponese nel 1982, in Europa esordì nel 1983 mentre in Nord America venne importata solo dal 1984 dove venne adottata la denominazione europea. La K10 (codice che identifica la prima serie di Micra) è stata progettata per essere la principale alternativa alla Honda City, vettura compatta molto apprezzata in Giappone, e per entrare in concorrenza con famose vetture europee quali la Fiat Uno e l’Austin Metro. Le vendite sul mercato italiano iniziarono solo nel 1990, con il motore 1.2, carrozzeria 3 e 5 porte e un unico allestimento (SLX). La vettura era caratterizzata da linee piuttosto squadrate ispirate alla produzione automobilistica dell’epoca e subì alcuni aggiornamenti estetici una prima volta nel 1985 e una seconda nel 1989.

Il motore all’esordio era un piccolo 1.0 L che erogava una potenza massima di 52 CV a cui venne affiancato in seguito un più grande motore 1.2 capace di 60 CV. La Micra era disponibile anche in una versione sportiva equipaggiata con un motore 900 cc 8 valvole turbocompresso capace di ben 110 CV e di un’accelerazione 0-100 km/h in soli 7,7 secondi per una velocità massima di oltre 180 km/h. Di queste versioni ne vennero prodotte oltre 10 000 unità.

La seconda serie, conosciuta anche come Micra K11, è quella che ci interessa maggiormente per la sua attività sportiva: venne presentata alla fine del 1992 e fu uno dei primi modelli a essere costruito anche negli stabilimenti europei del Sunderland, in Regno Unito. Leggermente più piccola e caratterizzata da linee morbide e arrotondate possiede un bagagliaio con un volume minimo di 206 litri fino a un massimo di 960 litri con il divano posteriore reclinato. Il serbatoio possiede una capacità di 42 litri.

Commercializzata in Europa nelle versioni 3 e 5 porte, con motorizzazioni benzina o Diesel, i motori benzina hanno la particolarità di essere tutti a 16 valvole, riuscendo a ottenere buone prestazioni anche con piccole cilindrate, la distribuzione è controllata da un cambio manuale con rapporti abbastanza corti che aiutano a compensare la scarsa coppia che si limita a 79Nm (1 000 cc).

Uno dei motivi del grande successo di vendita del modello era la completa dotazione di optional e di dispositivi di sicurezza automobilistica, non sempre presenti su altri modelli di questa classe (ABS, cinture di sicurezza con pretensionatore, chiusura centralizzata, vetri elettrici, aria condizionata erano disponibili di serie o in optional); la Micra K11 fu una delle prime auto ad avere in dotazione le barre anti intrusione nelle portiere. Anche la notevole affidabilità e robustezza della vettura contribuì al suo grande successo. Al momento dell’esordio in Italia fu disponibile con allestimenti LX, SLX e Super S.

L’allestimento LX era disponibile solo con motore CG10DE e rimase in commercio solo fino a dicembre 1993, gli allestimenti SLX e Super S sono stati in commercio dall’esordio fino a marzo 1998 prima del restyling. Da fine 1993 venne aggiunto l’allestimento Jive disponibile solo con motore CG10DE usato anche dopo il restyling, inoltre da fine 1994 a inizio 1997 furono proposti gli allestimenti Super Jive e S anch’essi disponibili solo con motore CG10DE.

L’allestimento Super S con motore CG13DE 1.3 16V 75 CV aveva paraurti in tinta con la carrozzeria, l’anteriore ridisegnato che integrava i fanali fendinebbia, il posteriore senza modanatura in plastica grezza, paracolpi laterali in tinta, spoiler intorno al vetro posteriore e cerchi a cinque razze sempre da 13 pollici. All’interno era riconoscibile dal volante a tre razze privo di airbag, dai sedili leggermente più avvolgenti, dai pannelli porta con trama diversa e dal quadrante che aveva anche il contagiri.

Nel 1993 è stata la prima autovettura del Paese del Sol Levante a essere premiata come Auto dell’anno, e vince anche il premio “World car 1993”. Nel 1994 venne presentata al salone di Torino la prima versione cabriolet che venne messa in produzione tre anni dopo, nel 1997 per il solo mercato giapponese. La Micra K11 subì un leggero facelift nel 1997 in cui cambiò il disegno delle prese d’aria nella mascherina frontale, guadagnò l’airbag al volante che ora diventa a quattro razze su tutte le versioni e il terzo stop montato nella parte bassa del vetro posteriore. Nella Super S i cerchi diventano a quattro razze.

Dopo il restyling del 1998, denominato internamente come K11C, venne modificato il frontale con il cofano che comprendeva le prese d’aria, vennero ridisegnati paraurti anteriore e posteriore, fascioni paracolpi, fanali anteriori e posteriori, cruscotto interno, il logo posteriore venne spostato sulla plastica delle luci targa, l’antenna viene spostata in posizione arretrata ma centrale sul tetto (prima era sopra lo sportello di guida) e le scritte posteriori identificative del modello passarono da adesive a tridimensionali. I nuovi allestimenti proposti furono: Comfort, Jive, Junior, Luxury, Matic, Matic Plus, SE, SE Magic, Sport e SRi. Quest’ultimo sostituisce il Super S ed è sempre riconoscibile per gli accorgimenti alla carrozzeria, cerchi a 5 razze e il logo SRi posteriore rosso.

Prima di uscire di scena, nel 2001 furono presentate le serie speciali Glamour e Glamour Plus, con cerchi in lega a cinque razze, colori speciali per esterni e interni che potevano essere ripresi anche sul cruscotto, sui sedili, sui pannelli porta e sul volante anch’esso ridisegnato, ma sempre a quattro razze. Sul mercato interno giapponese, ma non importata in Europa, era disponibile anche la versione station wagon, denominata Micra Box, sul mercato taiwanese invece era presente la berlina tre volumi quattro porte.

La Micra K11 è stata caratterizzata dalla presenza di nuovi propulsori benzina CG10DE per il 1.0 e CG13DE per il 1.3 a iniezione elettronica dotati di una distribuzione a 4 valvole per cilindro per un totale di 16 valvole, tutti i motori disponevano di cambio manuale a 5 rapporti o automatico N-CVT. Da settembre del 2000 i motori a benzina vennero aggiornati: il 1.0 rimane sempre il CG10DE ma passa da 54 CV a 60 CV, il 1.3 venne sostituito dal CGA3DE 1.3 16V 82 CV che però in Europa è stato considerato come un 1.4 nonostante la cilindrata di 1 348 cc. Il motore 1.5 57 CV Diesel (PSA TU) venne proposto solo da fine 1998 ed è stato adottato per il solo mercato europeo grazie a una joint-venture con il gruppo francese PSA Peugeot Citroën. Il cambio, di base, era manuale a 5 rapporti per tutte le versioni; per i motori a benzina era disponibile come optional il cambio automatico N-CVT a variazione continua.

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Nissan Micra Kit Car – BGM Sport

La Micra da rally in classe K9

Tra il 1997 e il 1999 venne prodotta la versione Kit Car della Micra per poter partecipare alle competizioni rally. Dotata degli specifici organi di sicurezza previsti dal FIA, era equipaggiata sempre col CG13DE 1.3 portato a 155 CV di potenza e una coppia di 142 Nm, sei marce e trazione anteriore. Partecipò solo a tre edizioni del Campionato del Mondo Rally col team Nissan Motorsport Europe, il primo al Neste Rally Finland nel 1997 col numero 29, equipaggio (Higgins-Mills) dove ebbe un incidente. Sempre lo stesso anno corse il Network Q RAC Rally col numero 113, equipaggio (Jones-Welson) ma ebbe un problema al motore. Nel 1999 torna a correre al Network Q Rally of Great Britain con numero 179, equipaggio (Miller-Poss) e riesce a vincere la categoria A5. Corse anche altri rally sia nell’ERC che nel campionato inglese.

La Nissan Micra, seppur una vettura di dimensioni contenute, ha dimostrato di essere un’autentica forza nelle competizioni rallystiche, offrendo prestazioni sorprendenti che hanno catturato l’attenzione degli appassionati di motorsport in tutto il mondo.

Al cuore della Micra da rally batte un motore di tipo CG1.3 da 1275 cc, interamente realizzato in lega dalla Adrian Miller Racing. Questo propulsore, dotato di un kit ad induzione e 4 corpi farfallati, offre un’accelerazione fulminea e una potenza di 160 CV, grazie anche alla gestione motore Pectal T6 che controlla 8 iniettori. I componenti interni del motore, curati da Peter Vaughan e Nismo, includono valvole, bielle e alberi a camme, che contribuiscono a massimizzare le prestazioni su strada e pista.

La trasmissione della Micra Kit Car è gestita da un cambio sequenziale a 6 marce Hewland HP2000, mentre i cerchi da 16″ OZ forniscono la stabilità e la maneggevolezza necessarie durante le fasi di gara. I freni anteriori Brembo a 4 pistoncini, con dischi ventilati da 305 mm, assicurano un’efficace capacità di arresto, mentre le pinze posteriori AP Racing a 2 pistoncini, con dischi pieni, completano il sistema frenante ad alte prestazioni.

Le sospensioni della Micra da rally sono un capolavoro di ingegneria: le molle Eibach e gli ammortizzatori Bilstein regolabili offrono una guida precisa e reattiva su terreni variabili. L’assale posteriore a 5 collegamenti, con barre di collegamento superiori e inferiori, unitamente alla carreggiata aumentata a 1.740 mm, assicurano una stabilità e una trazione ottimali anche nelle curve più impegnative.

Nonostante la sua modesta dimensione, la Micra da rally ha dimostrato di essere una vera e propria contendente nelle competizioni su strada. Anche se in Italia è stata meno diffusa rispetto ad altre vetture della sua categoria, come la Peugeot 106 Rallye, la Nissan Motorsport Europe ha dimostrato audacia nel suo sviluppo. Nel 1997, al Rally di Finlandia, ha debuttato la versione Kit Car della Micra, caratterizzata da imponenti allargamenti che ospitano gomme da 16″ e un sistema frenante derivato dalla Lancia Delta Evo Gr.A.

La Micra Kit Car si è distinta per la sua larghezza, superando persino la coeva Almera Kit di classe A7 equipaggiata con un SR20DE da 290 CV. Questo dimostra il coraggio e l’impegno di Nissan nel competere al massimo livello delle corse rallystiche, portando la Micra a primeggiare sul palcoscenico internazionale con la sua combinazione di potenza, maneggevolezza e affidabilità.