Giorgio Leonetti

Muore Giorgio Leonetti: i rally erano la sua vita

Simpatico, ironico, deciso, Giorgio Leonetti era torinese con sangue calabrese nelle vene, oltre che un raro concentrato di passione e ragione. Maestro di sci, amava la velocità e le belle auto e questo lo portava fatalmente ad entrare nel mondo delle corse – e dei rally in particolare – negli anni Settanta. Prima come navigatore, poi come pilota, quindi come fondatore del Team Brunik e infine quale rifondatore della Scuderia Tre Gazzelle.

Il 23 marzo 2021 sarà ricordato come il giorno nero del rallysmo piemontese. Neppure il tempo di smettere di piangere e di salutare il copilota Silvio Gria, che un altro lutto si abbatte sulle famiglie e sugli appssionati. E’ venuto a mancare Giorgio Leonetti, fondatore della scuderia Brunik nel 1981 e anima della seconda vita della Tre Gazzelle.

Simpatico, ironico, deciso, Giorgio Leonetti era torinese con sangue calabrese nelle vene, oltre che un raro concentrato di passione e ragione. Maestro di sci, amava la velocità e le belle auto e questo lo portava fatalmente ad entrare nel mondo delle corse – e dei rally in particolare – negli anni Settanta. Prima come navigatore, poi come pilota, quindi come fondatore del Team Brunik e infine quale rifondatore della Scuderia Tre Gazzelle.

Per chi non lo ricordasse, la scuderia Brunik è stata la prima scuderia privata a livello di quelle ufficiali. La Tre Gazzelle, invece, è cresciuta partendo dal fantastico 1981 della Brunik: quello è stato il trampolino per il seguito di una storia che era iniziata in precedenza e che poi si era fermata.

Vulcanico e abile organizzatore, estroverso, determinato, egocentrico ma mai narcisista e tantomeno scontato o banale, Leonetti porta in alto entrambe le sue creature, che entrano nella memoria collettiva del rallysmo italiano e internazionale. Poi, e siamo ormai all’inizio degli anni ’90, s’innamora dell’Off-Shore e volta pagina. Così, senza voltarsi indietro.