Mikael Sundström

Mikael Sundström: l’ultimo di un’epoca di emozioni

L’esordio è datato 1977. Il pilota finlandese si presenta al via dell’Helsinki Ralli, navigato da Lasse Sjöberg sulla Ford Escort 1600. La gara si conclude con un mesto ritiro. Ben più ambizioso il programma dell’anno successivo. Essendo abituato a non mollare, con alle note Timo Turunen e sempre con la Escort, Sundström partecipa al Mänttä 200-ajo (ritiro) e allo Kymenlaakson (ottantacinquesimo). Dallo Sveitsin (ventinovesimo) cambia navigatore, che diventa Jarmo Mikkola, con cui partecipa anche al Salora (ventisettesimo), al Nordic (ritiro), al Tott (sedicesimo) e al Teboil (quattordicesimo). Le ultime due gare le disputa con l’Ascona.

Mikael “Mikko” Sundström: a lui spetta chiudere un’epoca che ci ha regalato emozioni intense. Il pilota finlandese – nato il 10 settembre del 1957 e non più fra noi dal 23 gennaio del 2001 – debutta al volante di una un’auto da rally alla fine degli anni Settanta. In precedenza corre con i go-kart e si aggiudica tre titoli nazionali. Due anni dopo l’esordio nei rally, nel 1979, è al via della gara di casa valida per la serie iridata, il 1000 Laghi, con la Chrysler Avenger e l’anno dopo, con una Ford Escort, lotta il successo del Gruppo 1 del Campionato Finlandese, che fa regolarmente suo e che bissa nel 1983.

A proposito di stagione 1983: resta nella storia il suo secondo Rac con l’Opel Ascona piazzata al nono posto della classifica assoluta, davanti a Mats Jonsson e Johnny Johansson con l’Ascona B. Un risultato di proiezione. Infatti, due anni dopo sarà molto attivo nel Campionato Britannico alla guida della Peugeot 205 T16, con cui terminerà nono nella generale, per poi alternare Peugeot Gruppo B a Fiat Gruppo A nel 1986. Insomma, una bella carriera che meritava assolutamente di finire sulle pagine di un “libro di storia”. Ripercorriamola dagli inizi.

L’esordio è datato 1977. Il pilota finlandese si presenta al via dell’Helsinki Ralli, navigato da Lasse Sjöberg sulla Ford Escort 1600. La gara si conclude con un mesto ritiro. Ben più ambizioso il programma dell’anno successivo. Essendo abituato a non mollare, con alle note Timo Turunen e sempre con la Escort, Sundström partecipa al Mänttä 200-ajo (ritiro) e allo Kymenlaakson (ottantacinquesimo). Dallo Sveitsin (ventinovesimo) cambia navigatore, che diventa Jarmo Mikkola, con cui partecipa anche al Salora (ventisettesimo), al Nordic (ritiro), al Tott (sedicesimo) e al Teboil (quattordicesimo). Le ultime due gare le disputa con l’Ascona.

Per la stagione 1979, il “nostro” imbastisce un programma di undici rally con la Chrysler Avenger. Sul sedile di destra si alternano senza alcuna continuità: Jarmo Mikkola, Risto Virtanen e Rauno Sorjonen, l’unico con cui fa qualche gara in più. Riesce a piazzarsi tra i primi dieci al 100-Ralli (decimo), all’Arctic (decimo), al Pohjanmaa (nono) e al Länsirannikon (nono). Collezioni anche quattro ritiri tre piazzamenti nei primi venti dell’assoluta.

Il 1980 è l’anno in cui, con l’Escort RS 2000 MKII si aggiudica il Gruppo 1 della serie finlandese. Disputa quattordici rally, due in Gran Bretagna, tra cui il suo primo Rac iridato, e dodici in Finlandia. Una gara che vale una stagione. È quarto assoluto al Riihimäki, al Satakunta e all’Arctic, con tre copiloti diversi: Leino Pertti, Carita Ekroos e Markku Hjelm. È settimo al Malski. Ritrova Jarmo Mikkola all’Hankiralli e si ritira. Con David Cowan si piazza diciassettesimo al Welsh, in Inghilterra, poi con Hannu Hänninen è quarto al Viidennumero.

Siamo a metà stagione. Da ora in poi, Sundström fa coppia fissa con Voitto Silander. Arrivano una piazza d’onore a Helsinki, un decimo assoluto a Salora, il ritiro per problemi di motore al 1000 Laghi, un quarto posto al Venetsia, il sesto al Nordic, un anomalo sessantanovesimo in un Tott-Ralli pieno di problemi e un quattordicesimo posto assoluto al Rac, gara premio per aver vinto il Gruppo 1 della serie nazionale disputata con Martin Coleman.

Mikael Sundstrom, Peugeot 205 T16
Mikael Sundstrom, Peugeot 205 T16

Nel 1981 entra nel “giro” Fiat. Quattro gare con la Ritmo 75 (due ritiri), una con la Ritmo 75 Abarth Rally (motore), poi la Fiat 131 Abarth Rally per altri due rally e un ritorno alla Escort RS 2000 al Rac disputato con Hannu Wallinheimo (ritiro per rottura del cambio). La prima gara della stagione, Riihimäki, segna il miglior risultato, il sesto posto. Si sa, non tutte le ciambelle nascono col buco. Anche nel 1982 prosegue il rapporto con Fiat, ma questa volta si corre con la 131 Abarth. Cinque gare in tutto, il secondo posto all’Arctic e poi ritiri e incidenti, tra cui il botto del Costa Smeralda. L’annata si chiude ad Aalborg, al Monroe Rally, dove è settimo con la Escort.

Nel 1983 è “libero” e lo si vede in quattro rally, in due occasioni con la Escort RS 2000, quinto all’Arctic e ottavo all’Hankiralli con Voitto Silander, undicesimo al 1000 Laghi (navigatore Jaakko Markkula) e nono al Rac (navigatore David Orrick) con l’Ascona Gruppo A. Questi risultati gli valgono il successo del gruppo 1 nella serie di casa. Il secondo dopo quello del 1980.

Torna sul podio all’Hankiralli dell’anno successivo, con la Ascona B e Silander, dopo un quarto posto all’Arctic e uno stop per la rottura del riduttore al National Breakdown con la Talbot Sunbeam TI. In questa stagione rimedia ancora un venticinquesimo posto al Welsh, un altro ritiro per la rottura del riduttore, ma questa volta della 131 Abarth Rally. Infine, è ottavo al Manx con l’Ascona 2000.

Quella del 1985 sarà una delle più entusiasmanti stagioni agonistiche. Ormai è un pilota con la dovuta maturità e si è fatto un buon nome in ternìmini di affidabilità e velocità. Ha un piede pesante e un animo che osa. Fino ad almeno tutto il 1989 è destinato a far divertire una numerosa schiera di fans. Nelle gare finlandesi, in cui usa la Ritmo 130 TC, lo navigano Silander e Jorma Vuoriluoto, in quelle inglesi, in cui ha prima la 205 GTi e poi la 205 Turbo 16, c’è Paul White.

Le prime tra gare della stagione si corrono in Finlandia e inanella due quarti posti e una vittoria: Marcello, Arctic e Car Parts Kuopio. Seguono due incidenti, National Breakdown e Circuito d’Irlanda, un ottavo posto al Welsh, un altro ritiro allo South Swedish, un incidente in Scozia, l’ultimo gradino del podio all’Ulster. E ancora, tre ritiri di fila tra 1000 Laghi (trasmissione), Manx (motore) e Rac (incidente).

Nel 1986 terminerà quinto nella serie inglese, uno dei campionati più combattuti di sempre in tutto il mondo, quasi quanto quello Europeo, che disputa con la 205 T16, e ventiduesimo nel WRC. Tredici gare, tre vittorie tra Gran Bretagna e Finlandia (Sozia, Park e Pohjola, dove vince con la Fiat Uno Turbo), un terzo piazzamento all’Ulster Rally e due quarti posti al Manx e al Rac. È nono al Audi Sport Rally e al Malski (Fiat Ritmo 130 TC). Questa è l’ultima stagione delle vetture Gruppo B, una tipologia di auto con cui ha dimostrato di saperci fare.

Ma è con il Gruppo A che Sundström dà il meglio di sé. Nel 1987 con la Mazda 323 4WD (in una gara addirittura con la Familia 4WD BFMR) centra cinque successi e un secondo posto e colleziona cinque ritiri: un incidente e poi vari problemi di motore, sterzo, freni… Si aggiudica Sveitsin Talviralli, Arctic e Varsavuori, Itäralli e Nokia-Ralli. E sale sul gradino d’onore del podio al Teboil. Quell’anno è campione finlandese e sarà l’uomo da battere fino al 1989 incluso.

Nel 1988 è primo assoluto al Riihimäki, al Rantaralli, al Salora e al Teboil. È secondo all’Hankiralli e sesto all’Arctic. Bissa il successo del titolo nazionale. Ma colleziona anche cinque gare non finite: Svezia (incidente), Welsh (turbo), 1000 Laghi (motore), Manx e Rac (incidente). Un’altra sferzata di successi e piazzamenti è il menu della stagione 1989, in cui però è navigato da Juha Repo, che debutta al suo fianco nell’ultima gara del 1988, il Rac.

Si comincia con due ritiri: Stop-pastilles e Svezia. Vince il Car Parts Ralli, è secondo all’Arctic, primo sia all’Hankiralli sia al Salpausselkä. Si ritira allo Shouth Swedish, è sedicesimo a Kaakkois, torna sul gradino più alto del podio al Pohjanmaa, alza bandiera bianca al 1000 Laghi, si aggiudica il Nokia Ralli e per la terza volta consecutiva il Campionato Finlandese. Conclude l’annata con un ottimo settimo posto assoluto al Rac.

Si riduce il suo impegno nel 1990. Sempre impegnato con la Mazda 323 4WD e in un’occasione con la 323 GTX, si ritira all’Arctic, vince l’Hankiralli, il Barum, è quinto in Polonia, spacca la turbina al 1000 Laghi, vince il Five Stars sulle strade di casa e si gioca la guarnizione della testata della GTX al Rac, gettando la spugna sulla PS14 Wykeha. Inizia a notarsi un calo nelle sue prestazioni. Seppure ancora giovane, esistono stesse stelle che illuminano più a lungo e altre meno.

Nel 1991, sempre con la Mazda di classe A8, ma con alle note Jakke Honkanen, centra il gradino più alto del podio all’Arctic, il secondo al Barum, il quarto al Holland Hellendoorn e il quinto al Manx. Nelle altre gare galleggia tra la settima e la dodicesima posizione. È costretto al ritiro all’Hankiralli e rompe il motore alla 24 Ore di Ypres. Due ritiri (Portogallo e 1000 Laghi), un problema meccanico (Svezia) e uno stupendo quarto posto in Nuova Zelanda con la Lancia Delta Integrale 16V nella stagione 1992 lo convincono che è arrivato il momento di dire addio alle gare.

Infatti, nel 1993 con Duncan McNiven partecipa e vince l’Arctic, per poi ritirarsi all’Hankiralli. Decide: è finita, nel ruolo di pilota. E sì, perché come molti ricordano, più tardi Sundström ha dato vita alla propria squadra rally e sotto la sua ala sono nati molti campioni finlandesi. Purtroppo nel mese di gennaio del 2001, a soli quarantatré anni, muore per le complicazioni di un infarto.

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