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La Lancia Delta Gruppo A in due volumi dell’ASI

Nel primo volume, arricchito dalla prefazione di Miki Biasion, vengono ripercorse le gesta sportive della Delta Gruppo A, con le relative schede tecniche ed i disegni in trasparenza di tutte le versioni. Corredano questa parte le bellissime ed esclusive immagini originali di Actualfoto.

La Lancia Delta Gruppo A è una delle vetture da corsa più vincenti di tutti i tempi. Un mito, che ha raccolto 46 successi in gare di Mondiale Rally e conquistato sei titoli Costruttori consecutivamente, più quattro titoli iridati Piloti con Biasion e Kank kunen. Un elogio del made in Italy che non può e non deve cadere nel dimenticatoio e che l’ASI ha deciso di celebrare con due volumi scritti dal giornalista Sergio Remondino e dall’ingegnere Sergio Limone.

Nel primo volume, arricchito dalla prefazione di Miki Biasion, vengono ripercorse le gesta sportive della Delta Gruppo A, con le relative schede tecniche ed i disegni in trasparenza di tutte le versioni. Corredano questa parte le bellissime ed esclusive immagini originali di Actualfoto.

Poi, ad arricchire ulteriormente l’opera, c’è una seconda parte relativa ai test ed agli sviluppi scritta da uno dei principali artefici dei successi Delta, l’ingegnere Sergio Limone. Il progettista torinese rivela una serie di informazioni, con un testo esauriente e ricco di particolari inediti scritto a quattro mani con Luca Gastaldi. Completano questa sezione del primo volume le rarissime immagini scattate all’epoca dallo stesso Limone ed un documento unico: la lista completa di tutte le Delta realizzate all’Abarth, con tutte le informazioni relative ad ogni esemplare.

Libri su Storie di Rally

la scheda

LANCIA DELTA GRUPPO A

Autori: Sergio Remondino e Sergio Limone

Copertina: rigida

Pagine: 272

Immagini: oltre 400 in bianco e nero e a colori

Formato: 21 x 29,7 cm

Editore: ASI

Prezzo: 50 euro

Peso: 1,6 chilogrammi

ISBN: 978-8898344734

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Jon Desborough e il romanzo di rally Braking Point

“L’estate sembrava il momento giusto per scrivere”. Racconta Jon Desborough ha trascorso il suo tempo a commentare il World Rally Championship, tenendo viva l’App dello sport, AllLive. “Il WRC è un luogo selvaggio ed esotico in cui competere, ma non contiene ricatti e inganni”, dice. “Ho pensato di cambiarlo”.

La narrativa e, in particolare i romanzi, nell’editoria sportiva sono merce rara. Il presentatore di WRC AllLive, Jon Desborough , ha trasformato i suoi quindici anni di esperienza nel Campionato del Mondo Rally in un breve romanzo dal titolo Braking Point. “Immagino di aver fatto come tanti nel nostro lavoro. Non appena il Coronavirus ci ha chiusi in casa, ho visto un futuro incerto, pieno di ansia e di interminabili giornate senza niente da fare”, racconta Desborough.

“L’estate sembrava il momento giusto per scrivere”. Desborough ha trascorso il suo tempo a commentare il World Rally Championship, tenendo viva l’App dello sport, AllLive. “Il WRC è un luogo selvaggio ed esotico in cui competere, ma non contiene ricatti e inganni”, dice. “Ho pensato di cambiarlo”.

Per prima cosa, ha dovuto creare un campione britannico, qualcosa che la Gran Bretagna non ha avuto per quasi vent’anni. “Quel campione è Callum George, in parte gallese, in parte scozzese, con un perfetto DNA da rally. Poi l’ho lasciato cadere nei guai più che potevo”, aggiunge.

“Braking Point è ambientato in quella che io chiamo un’epoca d’oro del motorsport. Ma è pieno di ispirazione dall’inizio del secolo ed è un po’ un omaggio ai giorni di gloria di Colin McRae (campione del mondo 1995) e Richard Burns (2001). “È stato molto divertente scrivere, i rally sono uno sport facile da manipolare, ricchi di colpi di scena e, come un buon rally del WRC, parte rapidamente e diventa sempre più veloce”, prosegue Jon Desborough.

“La crisi causata dal Coronavirus mi ha incastrato. Così ho deciso di autopubblicarmi un libro, un romanzo. Alcuni pensieri creativi e l’aiuto degli amici del circus hanno trasformato le parole in un libro brossurato, auto-pubblicato, scritto in Dorset e stampato e venduto ovunque. “È stato uno sforzo di squadra, ma gli amici e fan mi hanno aiutato a progettare e illustrare la mia storia. Sono particolarmente orgoglioso della copertina”.

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la scheda

BRAKING POINT

Autori: Jon Desborough

Copertina: morbida

Pagine: 160

Editore: Kellys Guides

Prezzo: 9 euro

Peso: 505 grammi

ISBN: 9780993553622

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Lele Pinto: la vita di un protagonista in un libro

Un libro dedicato a Lele Pinto, uno dei primi piloti italiani professionisti tra gli anni Sessanta e Settanta. Diviene pilota seguendo il fratello maggiore Enrico, campione italiano di velocità in circuito nel 1966 su Fiat Abarth 595. Correndo con Fiat e Lancia, Lele diviene uno dei portacolori del rallysmo italiano.

“Un paese Di… Pinto. 1975, Suvereto, Coppa Liburna. Una Stratos biancorossverde e Lele in fuga per la vittoria. Viaggio in un mondo che c’è più dentro la storia di un ragazzino che con quelle immagini ha ricevuto il suo battesimo da corsa. L’esplosione di una passione. Abbagliati dalla batteria di fari supplementari, stordito dal rombo lacerante del motore, mitragliato da una fittissima pioggia di fastidiosissimi sassolini, soffocato da un’opprimente ondata di polvere. Una Lancia Stratos con i colori Alitalia entra completamente di traverso nel mio cuore. Ho otto anni. E quella è la prima cosa che vedo nella mia vita. Succede di notte. A Suvereto, un paesino in provincia di Livorno”.

Il racconto è del direttore di Autosprint, Andrea Cordovani. Ed l’attacco della prefazione del nuovo libro “Lele Pinto – la pista, i rally i collaudi” del trio Bandini-Carrara-Parra, solito a sorprese editoriali molto apprezzate perché equiparabili a lavori artigianali di massima qualità Passione, competenza, ricerca. Tre parole chiave che hanno guidato gli autori nella raccolta di storie, informazioni e riflessioni su un grande pilota italiano, che non ha avuto in realtà la fama e la gloria che meritava.

Pinto, uno dei primi piloti italiani professionisti tra gli anni Sessanta e Settanta. Diviene pilota seguendo il fratello maggiore Enrico, campione italiano di velocità in circuito nel 1966 su Fiat Abarth 595. Correndo con Fiat e Lancia, Lele diviene uno dei portacolori del rallysmo italiano. Si cimenta con successo anche in qualche cronoscalata, la sua partecipazione nel 1970, alla Iglesias-Sant’Angelo, con conseguente vittoria nell’assoluta è ancor oggi nell’albo della corsa sarda, conseguita a bordo di un prototipo Lancia FM Special, su base Lancia Fulvia.

La sua migliore stagione resta il 1972 con la Fiat 124 Sport Spider, quando vince il Campionato Europeo Rally e la Mitropa Rally Cup, trionfando in sei rally: Costa Brava, Hessen, Semperit, Polonia, Jugoslavia e Mille Minuti. Nel 1974, sempre a bordo della Fiat 124 Abarth, vince il Rally del Portogallo, valido per il Mondiale Rally.

In seguito torna alla Lancia, e a bordo della Stratos arriva terzo nel Rally del Portogallo e nel Rally di Sanremo 1976, e ottiene il secondo posto al Tour de Corse 1977, fino ad arrivare a ricoprire per molti anni il ruolo di collaudatore nel Gruppo Fiat-Lancia.

Un personaggio che ha scritto pagine indelebili del rallysmo italiano, Lele Pinto. Storia e storie del nostro sport che rischiavano di andare perse, se Mauro Parra, titolare di Saradecals, non avesse raccolto tutto in uno splendido volume di 180 pagine in carta patinata e ricco di foto inedite in bianco e nero e a colori, firmate Actualfoto e Attualfoto, ossia Roberto Piccinini e Antonio Biasioli.

“Aneddoti ce ne sarebbero tanti, ma rammento come fosse ieri una prova molto particolare in funzione del Safari Rally. Era fine novembre 1987 e, prima di partire per l’Africa, per il primo ciclo di prove in loco, in preparazione della vittoriosa gara del 1988, facemmo il “test guadi” utilizzando una profonda e lunga buca piena di acqua che era disponibile alla Mandria, in un tracciato normalmente usato per veicoli militari. Provammo e riprovammo, non ricordo quante volte, restando nei primi tentativi regolarmente bloccati in mezzo al percorso, appesi al roll-bar per evitare l’acqua (gelida che raggiungeva i cuscini dei sedili, attesa che un trattore ci tirasse fuori”. Solo uno dei tanti aneddoti che arricchivano la vita di Lele Pinto, raccontati da Vittorio Roberti nella prefazione di questo nuovo libro.

Siamo solo a pagina 16 e la curiosità diventa voracità. Da leggere e da rileggere. Con immagini uniche in cui perdersi, studiando i dettagli più banali come le pietre che schizzano via in curva a mo’ di colpi di mitraglietta. La carriera sportiva dettagliatamente ricostruita e le sue macchine. Persino l’Osella delle cronoscalate. Racconti e illustrazioni. Fino alla carriera da collaudatore.

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LELE PINTO – LA PISTA, I RALLY, I COLLAUDI

Autori: Mauro Parra, Luca Bandini, Alessandro Carrara

Copertina: morbida

Pagine: 184

Immagini: oltre 200 in bianco e nero e a colori

Formato: 21 x 29,7 cm

Editore: Seradecals

Prezzo: 35 euro

Peso: 1,4 chilogrammi

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100 anni di Storie di Rally 2: appuntamento con la storia

Scoprire che cosa erano i rally per meglio comprendere cosa sono diventati nel Terzo Millennio. Un’opera che rappresenta un altro viaggio dalle origini del rallysmo ad oggi che i lettori faranno insieme a noi, attraverso la selezione delle storie più belle pubblicate sul nostro sito e riadattate ad un volume da collezione stampato su una bellissima carta. Una storia, quella dei rally, raccontata in cinquantasette storie e centinaia di aneddoti.

Una storia, quella dei rally, raccontata in cinquantasette storie e centinaia di aneddoti, come era già avvenuto con “100 anni di Storie di Rally 1”, che tanti consensi ha riscosso sia in Italia sia all’estero. E proprio cogliendo la voglia di storie e aneddoti collocati temporalmente, con netto anticipo su quelli che erano i programmi originali, è arrivato anche “100 anni di Storie di Rally 2”, un altro elegantissimo volume che è da leggere tutto d’un sorso e da abbinare – non è un obbligo, ma è vivamente consigliato – al primo volume.

“100 anni di Storie di Rally 2” rappresenta un altro viaggio dalle origini del rallysmo ad oggi che i lettori faranno insieme a noi, attraverso la selezione delle storie più belle pubblicate sul nostro sito e riadattate ad un volume da collezione stampato su una bellissima carta. In quest’opera sono presenti anche alcune inedite immagini legate ad alcune storie, mentre “100 anni di Storie di Rally 1” è senza immagini. Una storia tante storie, una lettura tante letture per non dimenticare, per sapere e per tramandare.

Scoprire che cosa erano i rally per meglio comprendere cosa sono diventati nel Terzo Millennio. Di seguito le storie trattate nel libro, aneddoti esclusi: Claudio Maglioli: il Mago dei motori; Flying Finn: passione e professione; La Scuderia Lancia e le radici della HF; Jolly Club, una storia firmata Angiolini; La storiaccia delle Mini al “Monte” 1966; Il MonteCarlo 1968 dice Porsche 911; La verità sulla nascita della Stratos HF; La prima del Sanremo iridato a Sestriere; Rally Race 1972: viaggio senza ritorno; Quel Rally Londra-Sahara-Monaco 1954; Il WRC 1974 e la crisi petrolifera; RAC 1976: che botta Heinz Walter Schewe; L’errore che costò il titolo a Besozzi; Il RAC 1979 e le previsioni Fiat per il 1980; Virgilio Conrero prepara l’assalto al CIR; Targa Florio 1980: “il Prete” centra “Vuda”; Toivonen e l’attacco di panico vincente.

E ancora: Quel Sanremo 1981 firmato Mouton-Pons; Le Talbot Sunbeam Lotus campionesse; Peugeot 505 TD: la sfida diesel nei rally; Gruppo B, sogni e incubi col senno di poi; Henri e l’escalation al vertice del Gruppo B; KKK aiuta il rivale Alen al RAC 1985; Kankkunen vince il Rally di Svezia 1986; KKK e le due dita umane nel radiatore; Acropoli 1986: Ericsson aiuta Blomqvist; Safari 1986: la doppietta Toyota; Gruppo S, Gruppo A, “Brodini” e WRC; “Monte” 1987: il debutto della Delta HF; Alen “sfortunato” navigatore di Pinto; Biasion e il primo titolo con la Delta HF; Franco Cunico e i suoi Rally di Piancavallo; WRC 1995, il Mondiale delle sorprese.

Non è finita: Il Tour de Corse beffa per Bruno Thiry; Liatti e il test pre-Sanremo della Seat; Higgins batte Cunico al Memorial Bettega; Dal fallimento in F1 nasce la 206 WRC; Marcus Gronholm incubo di Jani Pasonen; Petter Solberg e la “prima” al RIS; Australia 2004: Loeb in fuga su Rovanpera; Giandomenico Basso sul tetto d’Europa; Svezia 2004: impresa straordinaria; WRC 2012: stagione di grandi cambiamenti; Come chiudere la carriera da campione; Citroen Sport dice basta: via dal WRC; Carlos Sainz vince la terza Dakar Rally; Compagnia della spinta: il bello dei rally; Corsi e ricorsi storici del rally di Svezia; La prima di un gallese in Svezia su “terra”; Herman Jenny, papà del Costa Smeralda; All’Aci piaceva tanto la Targa Florio; Martin Holmes: l’uomo, la penna, i rally; Il WRC 2020 fermato dall’epidemia di Covid; Il ritorno di Giorgioni-Boglietti nei rally, eccetera…

Questo libro arricchisce la saga della Collana Editoriale Storie di Rally, confermando la sua innata predisposizione nel raccontare la storia dei rally attraverso aneddoti ordinati cronologicamente e l’importanza dell’integrazione tra sito internet e mezzo di comunicazione cartacea. Un libro che non deve mancare nella collezione di un vero appassionato di rally.

Libri su Storie di Rally

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100 ANNI DI STORIE DI RALLY 2

Autore: Marco Cariati

Collana: Storie di Rally

Copertina: rigida o morbida

Pagine: 224

Immagini: diverse in bianco e nero

Formato: 16 x 23 cm

Editore: Storie di Rally

Prezzo: 20 euro (copertina morbida) 25 (copertina rigida)

Peso: 458 grammi

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Carriere Spezzate: Leo Cella e Franco Patria by Renato Ronco

Renato Ronco, storica voce dei rally su Radio MonteCarlo, racconta le carriere dei due più grandi piloti liguri degli anni Sessanta del secolo scorso, morti tragicamente troppo presto. Carriere che in parte s’intrecciano, si uniscono, si susseguono racconta lo spaccato di un’epoca, ricostruendone alla perfezione l’ambiente. Ad accompagnare le due storie, suggestive ed esclusive immagini d’epoca.

Franco Patria e Leo Cella erano due ragazzi vissuti a Sanremo, ai margini della terra di Liguria. Quindi ai margini di un’Italia contadina e montanara, ma benestante e ricca di nascenti opportunità. Li accomuna, oltre al tragico destino, l’essere cresciuti lontano dai gangli del motorismo agonistico italiano, finendo per diventarne degli eroi e, al contempo, delle vittime da sacrificare sull’altare della velocità. Due talenti eccezionali. Due carriere, le loro, ricche di soddisfazioni e circondate da altrettanta invidia. Dai rally alla pista rapidamente avevano scalato le tappe del successo per arrivare entrambi alle soglie del mito: l’ingaggio alla Ferrari.

Ma la vita può ribaltare tutto in qualunque momento. Può tenderti trappole anche mortali quando meno te lo aspetti, anche quando sei ad un metro dalla realizzazione di un sogno. Ne è un esempio Henri Toivonen, deceduto troppo presto nell’anno che avrebbe dovuto consacrarlo a campione del mondo rally e che invece ce lo consegnò morto e vittima di una politica economica e sportiva che non aveva nulla di umano. Forse sarà per questo che ogni pilota la vive a 13.000 giri. Come Toivonen, ne sono un esempio, ancor prima, Leo Cella e Franco Patria.

Tornando al nuovo libro (Carriere Spezzate – Leo Cella e Franco Patria) della voce storica dei rally iridati di TMC – Tele MonteCarlo, il giornalista Renato Ronco, Franco Patria, ci lasciò proprio quando era ormai nell’anticamera di Maranello. E l’altro, Leo Cella, che nella stanza del “Drake” era entrato, aveva preferito rinviare l’approccio per eccesso di scrupolo e senso di responsabilità. Due caratteri diversi per due piloti fortissimi. Il paradosso: Patria, istintivo ed aggressivo, muore giovanissimo da fermo per l’errore fatale di un altro pilota sulla pista di Monthlery. E Cella, preciso, metodico e prudente, muore in un test banale sulla pista di Balocco con un’Alfa Romeo Sport “33” che lo tradisce.

Il racconto delle due carriere che in parte s’intrecciano, si uniscono, si susseguono racconta lo spaccato di un’epoca, ricostruendone alla perfezione l’ambiente, quello del mondo delle competizioni automobilistiche degli anni Sessanta del Novecento che continua ad affascinare enormemente gli appassionati. Storie di sport vissuto al limite e goduto solo in parte. Storie di carriere incrociate e di carriere spezzate. L’opera, edita dalla Ephedis dei fratelli Borgogno, è prenotabile attraverso il sito della casa editrice al costo di 20 euro.

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CARRIERE SPEZZATE – LEO CELLA E FRANCO PATRIA

Autore: Renato Ronco

Collana: Reparto Corse Lancia

Copertina: morbida

Pagine: 160

Immagini: diverse in bianco e nero

Formato: 14 x 21 cm

Editore: Ephedis Edizioni

Prezzo: 20 euro

Peso: 280 grammi

100 anni di Storie di Rally: le storie più belle su carta

100 anni di Storie di Rally arriva fino ai tempi più moderni del rallismo, quelli di Alex Fiorio e Giandomenico Basso emergenti nel Trofei Fiat Rally, o quelli ancor più recenti con i vari Andrea Aghini, Andrea Dallavilla, Marcus Gronholm, Paolo Andreucci, Jari-Matti Latvala, Petter Solberg, Richard Burns, Sebastien Loeb, eccetera, impegnati rispettivamente a cercare il proprio meritato momento di gloria.

Una storia, quella dei rally, raccontata in tante storie, 74 per la precisione e circa 200 brevi aneddoti. Il tutto raccolto in 280 pagine. Questo è “100 anni di Storie di Rally”, nuova opera curata da noi di Storie di Rally che abbiamo riadattato e trasferito su carta le storie più belle e più lette del sito, dopo averle riordinate in un percorso cronologico che – partendo da Carlo Abarth, un po’ più anziano del Rally di MonteCarlo, e passando attraverso storia e aneddoti sul Rally di Sanremo, Cesare Fiorio, Rally di Svezia, Lancia, Tour de Corse, Safari Rally, Sandro Munari, Ove Andersson, David Richards, Stig Blomqvist, Attilio Bettega, Walter Rohrl, Henri Toivonen, Miki Biasion, Carlos Sainz e molti altri – attraversa le varie epoche del rallismo internazionale e italiano.

“100 anni di Storie di Rally” arriva fino ai tempi più moderni del rallismo, quelli di Alex Fiorio e Giandomenico Basso emergenti nel Trofei Fiat Rally, o quelli ancor più recenti con i vari Andrea Aghini, Andrea Dallavilla, Marcus Gronholm, Paolo Andreucci, Jari-Matti Latvala, Petter Solberg, Richard Burns, Sebastien Loeb, eccetera, impegnati rispettivamente a cercare il proprio meritato momento di gloria. E poi c’è la contemporaneità. Giorni, quelli odierni, che raccontano di un italiano emergente, come Andrea Crugnola, di un italiano sul tetto del mondo, come Andrea Adamo, e della “scuola francese di rally” mestamente ritirata dal WRC. Ma non solo.

Storie trattate nel libro, aneddoti esclusi: Carlo Abarth, Rally di MonteCarlo, Virgilio Conrero, Rally d’Italia, Cesare Fiorio, Rally di Svezia, Lancia nei rally, Tour de Corse, La grande sfida di BMC, Safari Rally, Mini, Walter Rohrl, WRC, Rally del Marocco, Sandro Munari, La famiglia Scandola, Rally Nuova Zelanda, Campionato Autobianchi A112 Abarth, Ove Andersson, Rally del Portogallo, Lancia-Martini, Seat Panda 45 e rally, Miki Biasion, Stig Blomqvist, Audi Quattro, Peugeot 205 T16, David Richards e Prodrive, Gianni Delzoppo, Lancia Delta, Campionato Fiat Uno, Attilio Bettega, Ayrton Senna, Campionato Italiano Rally 1986, 2 maggio 1986.

E poi ancora: Rally della Lana 1986, Paolo Andreucci, Rally di Sanremo 1988, Tripletta Lancia 1989, 1000 Laghi 1990, Rally di Spagna 1991, Subaru Impreza 555, Trofeo Fiat Cinquecento, RAC 1997, Rally di Finlandia 1998, RAC 1998, Rally di Aosta 1998, Richard Burns, Ari Vatanen, Subaru Impreza P2000, Markko Martin, Rally del Giappone, Mexico Rally, la stagione degli addii nel WRC, Rally Costa Smeralda 2010, Andrea Crugnola, Jari-Matti Latvala, Olivier Quesnel su Loeb e Ogier, WRC 2017, Hyundai e Adamo, Citroen World Rally Team.

L’edizione a copertina morbida è acquistabile direttamente dal nostro sito e disponibile su Amazon, ma anche ordinabile in libreria da gennaio 2020. La versione da collezione a copertina rigida, con delle splendide immagini nella retrocopertina, è ordinabile solo attraverso il sito di Lulu.com.

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100 ANNI DI STORIE DI RALLY

Autori: Marco Cariati

Collana: Storie di Rally

Copertina: rigida e morbida

Pagine: 280

Formato: 15,24 x 22,86 cm

Editore: Storie di Rally

Prezzo: 20,80 euro

Peso: 476 grammi

ISBN: 978-1-6759708-4-3

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Toivo, l’opera italiana completa su Henri Toivonen

Chi era Henri? Il kart, i rally, le gare in pista e i suoi navigatori, le chance iridate, la corsa simbolo e le cronache delle principali battaglie che hanno condizionato la sua carriera, presentandolo al mondo come il predestinato del team Lancia Martini Racing, la storia della vettura simbolo dei suoi successi e della morte e i capitoli finali dedicati al papà, al fratello e al suo ultimo copilota. Ma tutto è partito da una domanda: cosa ha causato quel maledetto incidente?

Toivo è il soprannome con cui gli amici e la squadra avevano ribattezzato Henri Toivonen, figlio del campione europeo Pauli e fratello maggiore di Harri. Undici capitoli tematici – arricchiti da 170 splendide immagini a colori e in bianco e nero (Centro Storico Fiat, Archive Terre de Blanche, Manrico Martella, Sergio Biancolli, Foto Don, PhotoRally, Fabrizio Longarini, Marco Lolli Ceroni, Enzo Cortesi, Mauro Celidoni e tanti tanti altri) su carta fotografica, di cui tante inedite – ricostruiscono la vita, la carriera sportiva e la morte del Flying Finn che non fu mai campione del mondo in un libro che fa sognare e riflettere.

La prima domanda che l’autore si è posto è stata: cosa ha causato l’incidente della S4 di Toivonen-Cresto? Un malore, una nota sbagliata, un guasto meccanico? Una serie di combinazioni disgraziate? Seguendo una traccia scovata anni fa, il giornalista e nostro direttore, Marco Cariati, ha scoperto che non è vero che della Delta S4 di Henri Toivonen e Sergio Cresto non era rimasto nulla, a parte il telaio fumante e annerito, perché tutto era stato divorato dalle fiamme, smentendo con foto e racconti le cronache dell’epoca, che potrebbero anche essere state condizionate da forti pressioni di uomini Fiat.

Infatti, più distante dalla vettura bruciata c’era un pezzo della sospensione della S4 di Henri Toivonen tranciato di netto. Qualcuno, come avveniva all’epoca, lo prese e lo portò a casa. La Gendarmeria non gli disse nulla. Ma Cariati ha ritrovato il pezzo e il proprietario e lo ha fotografato (solo il pezzo), raccogliendo la storia del suo custode (a cui concede l’anonimato, per ovvi motivi).

Toivo, l'opera italiana completa su Henri Toivonen
Toivo, l’opera italiana completa su Henri Toivonen

La lunga e faticosa ricerca che ha portato alla nascita di questo volume non dimostra con certezza che sia stato un guasto meccanico a provocare l’uscita della S4 in Corsica, ma quantomeno rimette in discussione tutta la tesi che vuole che l’incidente mortale di Toivo al Tour de Corse 1986 possa essere stato causato solo da un malore di Toivo.

Nelle pagine si apre il mondo di Henri Toivonen. Gli inizi, il kart, i rally, le gare in pista e i suoi navigatori, le chance iridate, la sua corsa simbolo e le cronache delle principali battaglie che hanno condizionato la sua carriera, presentandolo al mondo come il predestinato del team Lancia Martini Racing, la storia vettura simbolo dei successi e della morte e i capitoli finali dedicati al papà, al fratello e al suo ultimo copilota. Non potevano mancare, e infatti non mancano, le statistiche complete dei Campionati del Mondo ed Europeo Rally, oltre al cronologico di tutte le competizioni disputate.

Autore del volume è Marco Cariati, giornalista professionista, direttore responsabile di Storie di Rally e redattore della rivista RS e oltre. Toivo è il primo supplemento cartaceo del 2020 del nostro giornale e per ora è in vendita nella versione a copertina morbida (28,50 euro) o nella elegantissima versione a copertina rigida (32,50 euro) sul sito di Lulu Press. Dal mese di maggio, l’edizione a copertina rigida sarà distribuita anche nelle principali librerie: Feltrinelli, Hoepli, Mondadori, Amazon…

Libri su Storie di Rally

la scheda

TOIVO

Autori: Marco Cariati

Collana: Storie di Rally

Copertina: rigida e morbida

Pagine: 154

Formato: 15,24 x 22,86 cm

Editore: Storie di Rally

Prezzo: 28,50 euro (copertina morbida) 32,50 (copertina rigida)

Peso: 536 grammi

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Subaru Rally, la grande avventura giapponese on the road

Subaru Rally è l’unica opera in italiano che documenta con foto e racconta dettagliatamente la storia sportiva della Casa delle Pleiadi a partire dalla seconda metà degli anni Sessanta, con quelle che era più apprezzate come auto per contadini che come vetture da corsa.

Subaru Rally è l’opera che racconta dalla seconda metà degli anni Sessanta la leggenda Subaru nello sport più bello del mondo. Dai tempi pionieristici a quelli della Leone RX Turbo fino alla Impreza WRC, passando per la Vivo Super KKK, la Legacy RS 4WD Turbo e la Impreza 555 Wrx Turbo. Storie, manager che hanno dato vita al “sogno blu”, uomini (piloti e copiloti) che hanno contribuito a rendere un sogno di tanti in realtà: Colin McRae, Richard Burns, Petter Solberg, Marrku Alén, Juha Kankkunen, Ari Vatanen, Piero Liatti, Carlos Sainz e Tommi Makinen a Possum Bourne, Francois Chatriot, Alister McRae, Xavier Pons, Bruno Thiry e Simon Jean Joseph e tanti tanti altri protagonisti di quell’indimenticabile e indimenticato periodo.

Subaru Rally è un supplemento della nostra collana editoriale “Storie di Rally”, conta 260 pagine, quasi 500 splendide foto a colori, in alcuni casi rare, e racconta curiosità su personaggi e vetture, schede tecniche di tutte le versioni delle auto da rally Subaru e tanto altro. Firmato da Marco Cariati, come da tradizione, sono disponibili due versioni una a copertina morbida (clicca qui) e una a copertina rigida (clicca qui), entrambe stampate su pregiata carta patinata lucida e stampa premium. Un libro da collezione molto particolare. Non ingombrante ma ricco di informazioni.

Un viaggio meraviglioso che parte da una domanda tipicamente giornalistica: ma chi l’avrebbe detto che in poco più di dieci anni la Subaru si sarebbe trasformata da marchio pressoché sconosciuto, almeno nella vecchia Europa, a punto di riferimento del rallysmo mondiale? Eppure è successo ed ancora oggi, otto anni dopo l’addio dei giapponesi al mondo delle corse su strada, dire Subaru equivale a dire rally. Le conoscenze tecniche degli ingegneri del Sol Levante unite al fiuto per il businnes ed alle ottime capacità manageriali di David Richards hanno creato il mix perfetto, la classe innata di Colin McRae è stata la classica ciliegina sulla torta che ha trasformato la Subaru Impreza nella degna erede della Lancia Delta.

A metà degli anni Ottanta il marchio giapponese, abbastanza diffuso nel sud-est asiatico ed in Oceania, era visto come il partner perfetto per allevatori e per gente che utilizzava l’auto per lavoro. Le vetture Subaru, brand della Fuji Heavy Industries, erano considerate robuste ed affidabili a discapito del comfort e, cosa importante nel settore delle competizioni, delle prestazioni. Il loro grande punto a favore è che nascono già a quattro ruote motrici, aspetto importante per chi deve lavorare in campagna ma a quei tempi fattore importante anche per chi vuole avvicinarsi alle corse. Infatti il debutto, all’inizio del 1981, dell’Audi Quattro a trazione integrale aveva trasformato radicalmente l’atteggiamento del mondo rallistico verso questa soluzione tecnica.

Ecco che, in quei primi anni Ottanta, qualche preparatore seguito in maniera più o meno… amichevole dalla Fuji Heavy Industries si cimenta nella preparazione di vetture Subaru per i rally. Il primo risultato di rilievo arriva nel 1983 quando il neozelandese Possum Bourne nella gara di casa valida per il Mondiale Rally ottiene la vittoria in Gruppo A al volante di una RX, nome con cui la Leone era commercializzata fuori dal Giappone, un coupé a motore aspirato. Il successo passa quasi inosservato perché all’epoca il palcoscenico era pressoché tutto occupato dalle performanti vetture di Gruppo B, ma è comunque un primo passo. Nel 1985 i giapponesi sfornano la RX Turbo: la potenza sale a circa 190 cavalli e quindi si può nutrire qualche speranza di fare bene nelle corse.

I tecnici della Casa madre allestiscono alcuni esemplari della RX Turbo Gruppo A per le corse africane dove la potenza conta meno dell’affidabilità, vero e proprio punto di forza delle Subaru. Nel 1985 Carlo Vitulli si piazza decimo al Safari vincendo il Gruppo A, l’anno dopo lo specialista locale Mike Kirkland ripete il successo nel Turismo preparato finendo al sesto posto dell’assoluta. Nel 1987 seguiranno altre buone prove sempre al Safari con Per Eklund ed Ari Vatanen (al rientro due anni dopo l’incidente in Argentina) ed in Nuova Zelanda con Bourne.

Ormai il dato era tratto: sul mercato, nel 1989, appare la Legacy RS 4WD Turbo a tre volumi che riprende alcune soluzioni tecniche della RX Turbo come le quattro ruote motrici, il motore boxer che, essendo “piatto”, contribuisce ad abbassare i pesi, e le sospensioni indipendenti su tutte e quattro le ruote. Dall’altra parte del mondo, in Gran Bretagna, la Prodrive di David Richards è alla ricerca di una vettura con cui sostituire la Bmw M3 Gruppo A la cui competitività è limitata ai rally su asfalto. A Bambury mettono gli occhi sulla Legacy e ritengono che sia una buona base per sviluppare un’auto per le corse.

I tecnici si mettono all’opera mentre a Richards tocca il compito di coinvolgere i vertici di Fuji Heavy Industries, cosa che gli riesce perfettamente: nel 1990 inizia, tra lo scetticismo degli avversari, l’avventura iridata della Legacy. Il tempo di sviluppare la vettura e di far crescere la promessa Colin McRae e nel 1993 la giapponesona vince la sua prima gara iridata in Nuova Zelanda. Dopo di lei arriverà la Impreza, prima in versione Gruppo A e poi nella più potente versione WRC, ed assieme a lei altre 46 vittorie mondiali, tre titoli Costruttori e tre titoli tra i Piloti con McRae, Richard Burns e Petter Solberg. Una serie di successi che consegnano Subaru alla storia delle corse ed al cuore degli appassionati.

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SUBARU RALLY

Autore: Marco Cariati

Copertina: rigida e morbida

Immagini: quasi 500 a colori

Pagine: 260

Formato: 15,22 x 22,99 centimetri

Prezzo: 38 euro (copertina morbida) 42 euro (copertina rigida)

Peso: 610 grammi

ISBN: 9798667110460

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Amilcare Ballestrieri sulla Lancia Fulvia: 1968-1974

Nella sua carriera Lancia, Amilcare Ballestrieri pilotò con successo la Lancia Fulvia 1.6 Coupé HF, vincendo il Campionato Italiano Rally del 1973 assieme a Silvio Maiga (periodo a cui è dedicato, appunto, il libro della Pasetti) poi sulla Stratos ed in seguito sulla Lancia Beta Coupé. Dopo un’esperienza in Alfa Romeo, ha concluso la sua carriera in Opel, prima come pilota poi come direttore sportivo.

Sei anni unici e intensi quelli di matrimonio tra la Lancia Fulvia e Amilcare Ballestrieri. Dal 1968 al 1974, per la precisione. E a proposito di precisione: sei anni di rally, di vittorie e di sconfitte, raccolti e raccontati in cronologico e gara per gara, con dovizia di particolari tecnici e rare immagini, da “Lady Fulvia”, al secolo Francesca Pasetti, con Ernst Marquart.

Amilcare Ballestrieri, uno tra i più forti piloti italiani di rally e soprattutto uno dei più amati. Ligure dei primissimi anni Cinquanta, ottimo pilota e soprattutto grande uomo con una dedizione verso gli altri. Vero uomo di squadra. Il pilota sanremese iniziò nella metà degli anni Sessanta col motociclismo ottenendo ottimi risultati.

Nella sua carriera Lancia pilotò con successo la Lancia Fulvia 1.6 Coupé HF, vincendo il Campionato Italiano Rally del 1973 assieme a Silvio Maiga (periodo a cui è dedicato, appunto, il libro della Pasetti) poi sulla Stratos ed in seguito sulla Lancia Beta Coupé. Dopo un’esperienza in Alfa Romeo, ha concluso la sua carriera in Opel, prima come pilota poi come direttore sportivo. Al termine della carriera agonistica si è dedicato per molti anni, come istruttore, ai corsi di guida sicura e di velocità.

Amilcar, questo il suo soprannome, oltre ad essere stato ottimo istruttore alla Scuola Federale Rally di Vallelunga insieme ad un certo Mario Mannucci, è proprio quello che si può definire una “persona vera”. Fino alla fine ha sempre avuto l’entusiasmo e l’energia di un ragazzino (classe 1935). E una stretta di mano tanto energica da restare impressa.

A proposito, di energie di un ragazzino: su una motard MotoBi 250 ufficiale (c’era anche Agostini), nel 2008, si è visto all’opera alla rievocazione del Circuito di Ospedaletti: ancora ci metteva tutto se stesso anche lì, pur avendo confessato che non era più salito su una moto dagli anni Sessanta. Davvero un campione di sport e di umanità. Un libro che facesse rivivere il periodo Fulvia di Ballestrieri ci voleva assolutamente.

L’opera è realizzata con copertina rigida, ricca di immagini a colori e in bianco e nero, molte delle quali assolutamente inedite, e stampata su carta patinata opaca di ottima qualità. Gli autori hanno condensato in cento e sedici pagine classifiche, cronache, storie e aneddoti sul grande campione. Ci sono ancora poche copie disponibili. Chi fosse interessato può scrivere a redazione@storiedirally.it.

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AMILCARE BALLESTRIERI SULLA LANCIA FULVIA 1968-1974

Autore: Francesca Pasetti ed Ernst Marquart

Copertina: rigida

Pagine: 116

Formato: 19 x 27 centimetri

Immagini: centinaia a colori e in bianco e nero

Editore: Autopubblicazione

Prezzo: 45 euro

Peso: 478 grammi

ISBN: 9783200055889

Gruppo A: quando nei rally irrompono le auto stradali

Questa fantastica storia è raccontata con dovizia di particolari nel nuovo libro, disponibile in inglese o in tedesco, di McKlein, “Group A – When rallying created road car icons” (Gruppe A – Rallye-Wolfe im Schafspelz nella versione tedesca). L’opera, imperdibile per un vero collezionista, copre i dieci anni dal 1987 al 1996…

Dopo diversi incidenti mortali, nel 1986, le auto del Gruppo B furono escluse dai rally e il progetto del futuro Gruppo S naufragò miseramente. In questo contesto e con i nuovi orientamenti FISA (all’epoca non si chiamava ancora FIA), che sotto la pressione mediatica decisero per dei rally più lenti e più brevi, le auto da strada del Gruppo A, in cui bastava una produzione minima di 5.000 esemplari, divennero la formula migliore per lo sport. La classe regina del Mondiale Rally per anni divenne la A8, destinata ad evolvere nella A8/WRC e alla fine semplicemente WRC, con dei prototipi che ricalcano la concezione filosofica dell’abortito Gruppo S.

I primi anni del Gruppo A videro un dominio quasi completo da parte della Lancia – con la Delta HF 8V, Delta HF 16V e Delta Evoluzione – prima che la Toyota diventasse il loro principale avversario nella corsa al titolo. Ma siccome l’appetito vien mangiando, i successi della squadra di Ove Andersson attirarono altri Costruttori: Mitsubishi, Ford e Subaru si unirono alla Toyota come protagonisti, tutti con auto a quattro ruote motrici, tutte edizioni speciali e limitate delle turbocompresse che producevano in serie.

Questa fantastica storia è raccontata con dovizia di particolari nel nuovo libro, disponibile in inglese o in tedesco, di McKlein, “Group A – When rallying created road car icons” (Gruppe A – Rallye-Wolfe im Schafspelz nella versione tedesca). L’opera, imperdibile per un vero collezionista, copre i dieci anni dal 1987 al 1996 e offre una panoramica dei principali rally, delle più incredibili auto da rally e degli equipaggi, oltre che delle squadre ufficiali. Vengono riassunte anche le normative internazionali – sia tecniche sia sportive – così come i risultati e tante storie di incidenti e gare. Come tutti i libri di McKlein sono presenti generose immagini con le loro splendide fotografie.

Nello specifico, sono diverse le tematiche trattate. Dalle motivazioni che portarono ad un cambiamento così radicale rispetto al Gruppo B e al previsto Gruppo S, le difficoltà iniziali causate soprattutto dalla mancanza di sufficienti automobili ad alta tecnologia, resoconti dettagliati di ogni anno del Mondiale e dei singoli rally, la storia delle evoluzioni delle prestazioni delle auto che erano state realizzate in 5.000 esemplari. E ancora, descrizioni dettagliate di ogni team e di ciascun Costruttore che ha animato quel periodo storico, oltre ai risultati degli eventi del Campionato del Mondo Rally dal 1987 al 1996 e le motivazioni che portarono al declino del Gruppo A nel Mondiale in favore delle WRC.

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Group A – When rallying created road car icons

Autori: John Davenport, Reinhard Klein

Copertina: rigida

Pagine: 256

Immagini: 450 in bianco e nero e a colori

Formato: 24,5 x 30 centimetri

Editore: McKlein Pubblishing

Prezzo: 49,90 euro

Peso: 2 chili

ISBN: 978-39471562-1-4

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Miki Biasion e quelle 17 fantastiche favole Mondiali

Miki Biasion e il periodo d’oro che lo avrebbe consegnato alla storia come il più grande rallista italiano di sempre. Un viaggio unico nella carriera di un grande campione. Un percorso che trova la sua massima elevazione nella stagione 1989, l’edizione numero 17 del massimo campionato di rally.

Miki Biasion e il periodo d’oro che lo avrebbe consegnato alla storia come il più grande rallista italiano di sempre. Il “nostro” Miki è uno dei migliori dieci rallisti di quella magnifica storia racchiusa in cinque lettere, rally: due volte campione del mondo, vincitore di 17 gare titolate, tra le quali spiccano le doppiette nel mitico Rally di MonteCarlo e, specialmente, le due consecutive nel leggendario Safari in Kenya.

Un viaggio unico nella carriera di un grande campione. Un percorso che trova la sua massima elevazione nella stagione 1989, l’edizione numero 17 del massimo campionato di rally. L’anno in cui ad aggiudicarsi il titolo piloti fu, per il secondo anno consecutivo, proprio il pilota italiano Miki Biasion. La stagione era composta da 13 rally, con alcune modifiche rispetto quella precedente.

Il WRC aveva lasciato il Nord America, eliminando l’Olympus Rally dal calendario gare e inserendo al suo posto il Rally di Australia. Un’anomalia nel calendario gare fu che, in quel 1989, il Rally di Svezia e il Rally di MonteCarlo sono stati spostati di date, con l’evento svedese ad inaugurare il Mondiale. Fu la seconda e ultima volta che il MonteCarlo non inaugurò la stagione fino al 2009.

Martini Lancia continuò a dominare lo sport per il terzo anno nel 1989, vincendo i primi sei rally in cui venivano assegnati i punti per il titolo Costruttori e alla fine conquistò il titolo con Miki Biasion e grazie al finlandese Markku Alen e al francese Bruno Saby, con il fondamentale suppirto del francese Didier Auriol, dello svedese Mikael Ericsson e del pilota argentino Jorge Recalde .

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17 FAVOLE MONDIALI

Autore: Miki Biasion

Copertina: morbida

Immagini: 85 a colori

Pagine: 128

Formato: 25 x 23,7 cm

Editore: Artioli

Prezzo: 30,00 euro

Peso: 630 grammi

ISBN: 978-8-8779217-0-3

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ERC Collection: un’opera racconta l’Europeo Rally

La sfida finale si è giocata tra Alexey Lukyanuk e Chris Ingram, che a distanza di 52 anni dal successo di Vic Elford, ha riportato l’alloro continentale in Gran Bretagna. Chris Ingram e Ross Whittock sono diventati gli ultimi di una lunga serie di illustri vincitori della serie continentale solo dopo un durissimo scontro finale con Alexey Lukyanuk e Alexey Arnautov al Rally di Ungheria con la Skoda Fabia R5 della Toksport WRT.

Lo sanno anche le pietre che la stagione 2019 del Campionato Europeo Rally 2019, organizzato dalla FIA e da Eurosport Event, è stata una delle più combattute della storia. Rally su terra e su asfalto. Europa occidentale ed Europa dell’est. Otto gare bellissime hanno condizionato la stagione numero 67, raccontata in ERC Collection.

La stagione è stata anche la settima dopo la fusione tra l’Europeo Rally e l’Intercontinental Rally Challenge. Alexey Lukyanuk era il campione in carica ed è tornato per difendere il titolo passando da una Ford Fiesta R5 alla Citroen C3 R5. Questa è stata anche la stagione in cui i Campionati Europei Junior (ERC Junior U28 ed ERC Junior U27) sono stati ribattezzati rispettivamente in ERC1 Junior ed ERC3 Junior.

Il calendario per la stagione 2019 prevedeva otto rally (quattro su asfalto e quattro terra) come nel corso della stagione precedente, sebbene in un ordine rivisto. L’Acropolis Rally è sostituito dall’Ungheria, il Nyiregyhaza Rally, finale di stagione. Il finale della stagione precedente, Rally Liepaja, è stato spostato verso la prima metà della stagione, come terza prova a maggio. Il Rally di Cipro e il Rally di Polonia sono diventati rispettivamente settima e quarta prova della serie.

La sfida finale si è giocata tra Alexey Lukyanuk e Chris Ingram, che a distanza di 52 anni dal successo di Vic Elford, ha riportato l’alloro continentale in Gran Bretagna. Chris Ingram e Ross Whittock sono diventati gli ultimi di una lunga serie di illustri vincitori della serie continentale solo dopo un durissimo scontro finale con Alexey Lukyanuk e Alexey Arnautov al Rally di Ungheria con la Skoda Fabia R5 della Toksport WRT.

Facendo affidamento sul budget vitale generato attraverso una campagna di crowdfunding lanciata da sua madre Jo per completare la stagione, il venticinquenne Ingram si è ripreso dallo smacco del titolo ERC1 Junior perso ad agosto per diventare il primo britannico da Vic Elford nel 1967 a rivendicare l’ambita corona.

Supplemento editoriale di Storie di Rally, giornale diretto da Marco Cariati, ERC Collection 2019 racconta (grazie al lavoro di promozione di Eurosport Event, DPPI Images, Richard Rodgers, Pascal Petit, Vianney Castillo, Alexia Maniere, ERC Radio) in italiano e in inglese, la stagione in 184 pagine a colori su carta fotografica e oltre 650 foto (copertina rigida e copertina morbida).

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ERC COLLECTION 2019

Autore: Marco Cariati

Collana: Storie di Rally

Copertina: morbida o rigida

Pagine: 184

Immagini: circa 650 a colori

Formato: 21 x 27,3 cm

Editore: Lulu

Prezzo: 30 euro (copertina morbida) 40 euro (copertina rigida)

Peso: 553 grammi

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Gli eterni affamati: anatomia del pilota da Aghini a Zanardi

Un’analisi perfetta del moderno mondo delle corse attraverso venticinque imperdibili interviste. Luca Delli Carri, con questo libro, si conferma uno dei migliori scrittori italiani di motorsport. E alla fine il libro concede a chi legge molto di più di quello che promette.

Gli eterni affamati è un viaggio che parte dalla fine degli anni Ottanta, quando l’automobilismo perde ogni innocenza e il campione diventa scientifico. Con Ayrton Senna in pista e Miki Biasion nei rally, il pilota si trasforma in una macchina, al pari del mezzo meccanico che guida. All’inizio dell’era Schumacher, nel 1994, l’uomo al volante è definitivamente un robot nelle reazioni e nell’abilità di guida: solo così si è piloti vincenti, oggi.

Questo libro fa parte di una serie che l’autore ha dedicato al mondo delle competizioni motoristiche. In quattro volumi, Delli Carri raccoglie la storia orale delle corse, attraverso le testimonianze dei protagonisti. Il primo capitolo è Matti dalle gare, collezione di sessanta interviste a personaggi del mondo della moto,sia piloti sia gente dei box, dal 1947 al 2002.

Il secondo capitolo di questa tetralogia è Benzina e cammina, in cui, attraverso quarantacinque interviste, si ripercorre l’epoca delle corse automobilistiche più lontana e povera di tecnologia (1947-1971) ma forse proprio per questo più ricca di fascino e di contenuti umani. Il terzo capitolo è La danza dei piedi veloci,dedicato ai piloti che si sono distinti nelle gare automobilistiche dal 1972 al 1987.

Il quarto e ultimo capitolo di questo viaggio culturale ed emozionale è Gli eterni affamati che, attraverso venticinque interviste, indaga il pilota automobilistico e i suoi orizzonti di gloria, per scoprire il motivo della perenne ricerca del giro e della corsa perfetti. Storie di pista e sterrati nelle parole, tra gli altri, di Andrea Aghini, Mauro Baldi, Miki Biasion, Ivan Capelli, Dindo Capello, Franco Cunico, Giancarlo Fisichella, Piero Liatti, Pierluigi Martini, Stefano Modena, Sandro Nannini, Riccardo Patrese, Emanuele Pirro, Jarno Trulli e Alex Zanardi.

I successi della Ferrari in Formula 1, della Lancia nei rally e dell’Alfa Romeo nel Turismo e nel DTM, commentati dai protagonisti, fanno da degno corollario alle prestazioni mai banali dei piloti italiani nel mondo. Gli eterni affamati è l’ultimo tassello di un mosaico che, con Benzina e cammina e La danza dei piedi veloci, ricostruisce la storia delle corse automobilistiche attraverso le parole dei protagonisti.

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GLI ETERNI AFFAMATI

Autori: Luca Delli Carri

Collana: Fucina

Copertina: rigida

Pagine: 560

Immagini: circa 50 in bianco e nero e a colori

Formato: 15 x 21,5 cm

Editore: Fucina

Prezzo: 16 euro

Peso: 998 grammi

ISBN: 978-8-8882691-4-6

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La danza dei piedi veloci per inseguire i sogni

Guidare al limite? È un po’ come danzare. L’affascinante tesi di Luca Delli Carri sta tutta in queste parole. E sta tutta in 512 emozionanti pagine del suo imperdibile libro, un vero ‘must have’ per appassionati di rally che vogliono ricordare o che voglio imparare.

Attraverso le interviste ai protagonisti, La danza dei piedi veloci racconta la storia delle corse dall’inizio degli anni Settanta fino al 1987, anno in cui l’automobilismo perde gli ultimi veli di ingenuità. Il campione smette di essere un cavaliere del rischio, uno zingaro delle piste, e diventa un super professionista.

I Settanta sono ancora anni di sperimentazione, fantasia, exploit: cose che, con la morte di Gilles Villeneuve, nel 1982, diventeranno sempre più rare, fino a scomparire completamente con l’avvento di Ayrton Senna in Formula 1 e di Miki Biasion nei rally, che vincono entrambi il loro primo titolo mondiale nel 1988. Da una parte scorre quindi la storia delle corse: la crescita e la maturazione della Formula 1, il declino e la rinascita del Mondiale Sport, l’epopea dei Gruppi B nei rally, l’affermazione del kart come palestra di guida sportiva.

Dall’altra i venticinque intervistati narrano la loro di storia, con il carico di entusiasmi e delusioni, di successi e fallimenti. Dai campioni conclamati come Alboreto, Munari e Nesti ai piloti minori che si sono fermati sulla soglia del palcoscenico più importante, sfila un campionario umano di vite spese a rincorrere un sogno. E perciò, anche se sfregiate dall’insuccesso, mai sprecate.

“La Danza dei piedi veloci è l’ultimo libro di una serie di quattro – sono le parole dell’autore, Luca Delli Carri –. Ho impiegato quattro anni per pubblicarli e almeno il doppio per scriverli. Sono 2500 pagine. Roba, con tutto il rispetto, da testi sacri. E adesso mi chiedono il perché. Allora stamattina mi sono svegliato e mi sono chiesto: “Già: perché?”. Quand’ero piccolo non mi chiedevo perché qualcuno avesse scritto un libro. Lo leggevo e basta, e alla fine mi piaceva o non mi piaceva, mi
lasciava qualcosa oppure no”
.

“L’autore non esisteva, praticamente. E in effetti il libro è proprio una cosa indipendente: qualcosa che non nasce da solo ma sembra quasi di sì. Poi, crescendo, ho capito che ci sono tanti perché che portano qualcuno a scrivere qualcosa, e in particolare un libro. Lo si fa per soldi, per fame di gloria, per bisogno di affermazione, per egocentrismo, per esibizionismo, e questi motivi possono coesistere”.

“Però lo si fa, anche e forse soprattutto, perché un libro va scritto. Ti siedi lì e scrivi. Non c’è un perché. Vai a cercare quel testimone e lo ascolti. C’è un bisogno di sapere che va soddisfatto. Una curiosità che è più profonda della curiosità spicciola che abbiamo tutti: una curiosità che è un bisogno”.

“Così io mi sono trovato a inseguire per anni dei piloti di motociclismo e automobilismo – prosegue Delli Carri –. Così, senza che ci fosse un perché. All’inizio avevo avuto l’idea di farne un libro, ma l’idea era stata bocciata dall’editore cui l’avevo proposta. La cosa mi ha spronato ad andare avanti, invece di abbattermi. E ho continuato a cercare questi che per me erano i divi del mio sport, gli artisti della sella e del volante”.

“Alcuni li ho trovati subito, altri li ho dovuti inseguire, e un po’ sedurre per convincerli a raccontarsi. Ma perché facevo tutto questo? Tutti questi viaggi, in auto, in treno, in aereo? Perché sprecavo tutto il mio tempo alla ricerca di storie e personaggi? Di nuovo: boh? Era un bisogno interno, qualcosa che dovevo fare”.

“Riflettendoci, penso che in realtà io abbia soddisfatto una voglia di quando ero bambino: sognavo di fare il pilota da corsa, e avrei dato tutto per conoscere il segreto del successo, per sapere come arrivare lì, per possedere le storie di quei campioni inarrivabili. I bambini sono puri nei loro sogni, così come nelle loro intenzioni, e la mia curiosità era ingenua e fortissima. E quando sono stato grande, l’ho soddisfatta, senza sapere che nascesse così da lontano”.

“Ma di quel sogno infantile, lo so, mi è rimasto quasi tutto. La purezza delle intenzioni, per esempio: ho cercato apposta i piloti che ho intervistato, non ci sono capitato per caso, e le parole che hanno detto le ho pubblicate integralmente, senza censure, parolacce comprese”.

“Poi ho scelto i grandi e i piccoli, i campioni e i signor nessun, perché so che tutti hanno una storia da raccontare. Così ho cercato Valentino Rossi e Jarno Trulli, Loris Capirossi e Giancarlo Fisichella, ma anche Pino Pica, Tony Carello, Beppe Gabbiani, Gino Munaron, Amilcare Ballestrieri, gente che i ragazzi di oggi non sanno proprio chi sia”.

“Ho scoperto che gli ultimi possono essere i più simpatici, per esempio, e che la felicità non dipende da quanto vinci ma da quanto sei in pace con te stesso e con il mondo. Già, perché, pur parlando di storie di guida al limite, in auto e in moto, alla fine si è parlato di uomini, di amori, di illusioni e disillusioni, di sentimenti”.

Perché un pilota non è solo dare il gas, ma è prima di tutto un uomo, e se questa affermazione vi sembra banale, ripensandoci un attimo troverete che non lo è affatto. La danza dei piedi veloci, parla di venticinque piloti, tutti italiani, che hanno corso tra il 1972 e il 1987: Michele Alboreto, Fulvio Bacchelli, Amilcare Ballestrieri, Vittorio Brambilla, Tony Carello, Dario Cerrato, Alberto Colombo, Andrea De Cesaris, Tony Fassina, Beppe Gabbiani, Piercarlo Ghinzani, Bruno Giacomelli, Arturo Merzario, Sandro Munari, Mauro Nesti, Giorgio Pianta, Lele Pinto, Mauro Pregliasco, Roberto Ravaglia, Siegfried Stohr, Fabrizio Tabaton, Tonino Tognana, Duilio Truffo, Maurizio Verini e Adartico Vudafieri.

“Parla di un’epoca in cui il pilota era ancora un gentiluomo e poteva fare danzare la sua auto tra i cordoli di una pista o tra le curve di una prova speciale, esattamente come un tanguero fa con la propria compagna. Tempi andati – conclude Delli Carri –. Tempi da Gilles Villeneuve, che infatti è sulla copertina del libro. In una curva veloce in cui le ruote dietro scivolano leggermente, quasi impercettibilmente, Gil corre al limite, con un equilibrio precario eppure perfetto, per soddisfare un’insopprimibile voglia di velocità e vincere la guerra contro il cronometro, il nemico numero uno di chi corre in macchina”.

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LA DANZA DEI PIEDI VELOCI

Autori: Luca Delli Carri

Collana: Fucina

Copertina: rigida

Pagine: 512

Immagini: circa 50 in bianco e nero e a colori

Formato: 15 x 21,5 cm

Editore: Fucina

Prezzo: 16 euro

Peso: 921 grammi

ISBN: 978-8-8882690-9-2

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Innamorati dei rally: il libro sulla Scuderia Tre Gazzelle

Da quel nucleo di appassionati in gran parte piemontesi è nato un movimento che ha valicato i confini regionali e poi anche quelli nazionali, ridando vita alla Scuderia Tre Gazzelle e scrivendo pagine di storia del rallysmo. Qualche decennio dopo nasce anche Innamorati dei rally.

Una piccola squadra divenuta grande in fretta grazie allo spirito di appartenenza prima ancora che per i risultati. Il Team Brunik si è contraddistinto sin dai primi giorni per la forza del gruppo, costituito da singole personalità di spicco che però hanno sempre fatto prevalere il team rispetto alle personali ambizioni. Questo è il motivo che ha spinto Sergio Remondino e Giorgio Leonetti a firmare Innamorati dei rally.

Da quel nucleo di appassionati in gran parte piemontesi è nato un movimento che ha valicato i confini regionali e poi anche quelli nazionali, ridando vita alla Scuderia Tre Gazzelle e scrivendo pagine di storia del rallysmo. Gesta epiche, dettate dalla volontà e dalla passione, che rivivono grazie al lavoro e alle testimonianze raccolte da Sergio Remondino insieme a Giorgio Leonetti, l’uomo che è stato alla base di tutto, il fondatore di entrambe le scuderie.

Da un crogiolo di umanità varia e variegata composta da chi ha vestito i colori della Brunik e della Tre Gazzelle (rinata dalle ceneri della precedente esperienza) sono così riemersi ricordi, aneddoti, fatti e retroscena a volte sconosciuti che riportano d’incanto al fantastico periodo compreso tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta.

Piloti, direttori sportivi, meccanici, semplici supporter: c’è tutto e di tutto nelle 216 pagine di un romanzo scritto da chi i rally li ha amati (e li ama ancora). Un volume, Innamorati dei rally, edito da Ephedis (Reparto Corse Lancia) e corredato da immagini d’epoca – di agenzia ma anche di chi andava alle corse – in molti casi inedite e comunque imperdibili.

Sergio Remondino, firma storica di Autosprint e autore di svariati volumi sulle corse e sui rally in particolare, ha messo insieme con Giorgio Leonetti tutti i pezzi di un gigantesco puzzle le cui tessere sono da gustare una ad una. Il libro non è ancora finito di stampare, ma sarà presentato il 28 settembre a Carcare.

L’editore è Edizioni Ephedis, il libro conta 216 pagine, con centinaia di fotografie di colore e bianche e nere. La copertina è rigida con sovracoperta e il prezzo dell’opera sarà di 35 euro. Seguiranno altri aggiornamenti e recensioni.

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INNAMORATI DEI RALLY

Autori: Sergio Remondino, Giorgio Leonetti

Copertina: rigida

Pagine: 214

Formato: 25 x16,5

Editore: Ephedis Edizioni

Prezzo: 35 euro

Peso: 985 grammi

ISBN: 978-2-9561369-7-2