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Le esclusioni più clamorose della storia del WRC

hannu mikkola, acropolis rally 1981

A memoria d’uomo, clamoroso è proprio quanto accade al Montecarlo 1966. Le prime quattro vetture, nell’ordine tre Mini ed una Ford Cortina, vengono escluse per l’utilizzo di fari alogeni non presenti tra le dotazioni di serie. La vittoria va ai reclamanti della Citroën.

Penalità ed esclusioni sono fatti ricorrenti nella storia della nostra disciplina. L’assoluta autorità, soprattutto in passato, ha aperto la strada a decisioni clamorose, sempre discusse. A memoria d’uomo, clamoroso è proprio quanto accade al Montecarlo 1966. Le prime quattro vetture, nell’ordine tre Mini ed una Ford Cortina, vengono escluse per l’utilizzo di fari alogeni non presenti tra le dotazioni di serie. La vittoria va ai reclamanti della Citroën, con la DS19 di Paulti Toivonen. Anche un mostro sacro come l’Audi non è immune da chiacchiere.

All’Acropoli 1981 vengono escluse le Quattro di Hannu Mikkola e di Michele Mouton, per l’utilizzo di una presa d’aria “mobile” e non omologata al posto di due dei fari anteriori. La stessa Mouton si ritira prima di sanzioni al Costa d’Avorio 1985: nel corso del rally gli viene sostituita la macchina!

Ci tocca più da vicino il “fattaccio” del Sanremo 1986, quando durante la corsa vengono escluse le 205 T16 di Juha Kankkunen, Bruno Saby e Andrea Zanussi per l’uso di “minigonne” ritenute irregolari. La gara si conclude così con una tripletta di Delta S4 e il successo arride a Markku Alen. La Fia decide l’appello Peugeot solo dopo la fine della stagione. Per undici giorni Alen culla il sogno di aver vinto il titolo piloti, ma la Federazione accoglie la protesta del team francese annullando il risultato della gara italiana e consegnando il mondiale a Kkk.

WRC, Rally di Sanremo 1986: minigonne, bandelle e fulmini
Peugeot 205 T16 al Rally di Sanremo 1986

Clamorosa, al Catalunya 1995, la vicenda Toyota. Le Celica ST 205 vengono trovate in Spagna con le flange del turbo manomesse. Il giudice sportivo nell’occasione è spietato, come la gravità dell’offesa merita: squalifica dal campionato in corso e da quello successivo. Più recentemente, due casi vedono protagoniste le Mitsubishi Lancer di Tommi Makinen. Al Safari 1999, il finlandese viene escluso per assistenza irregolare, dopo essere arrivato secondo: si fa aiutare da un gruppo di spettatori locali a tagliare con il machete uno pneumatico forato che si è attorcigliato al semiasse.

All’Australia 2000, il campione finlandese si vede privato della vittoria per un’irregolarità alla flangia della turbina. I commissari credono alla buona fede e non comminano sanzioni più dure. Nel corso di quella stessa gara viene squalificato Carlos Sainz, Ford Focus: si ferma in un tratto in discesa lasciandosi il cartello giallo del preavviso alle spalle. Al Montecarlo 2002, una penalità per cambio gomme irregolare, inflitta alcuni giorni dopo la conclusione del rally, fa sfumare la prima vittoria iridata di Sebastien Loeb con la Citroën Xsara.

Un’altra doppia squalifica arriva all’Argentina 2002. Dopo aver limato ogni centimetro del percorso e aver sfruttato al meglio le doti della trazione della propria 206 WRC, per Marcus Gronholm c’è l’esclusione dalla classifica: si è fatto consigliare come riavviare la sua vettura da un tecnico della squadra del Leone ritenuto “troppo vicino”. Sale sul podio Richard Burns, ma nella notte anche lui viene escluso dalla graduatoria perché la sua vettura monta un volano più leggero di 20 grammi rispetto a quanto previsto dalla normativa Fia.

Le verifiche del Cipro 2004 portano alla squalifica del vincitore, di nuovo Gronholm. Sulla sua 307 WRC viene riscontrato un particolare non omologato: la pompa dell’acqua utilizzata anni prima sulla 306 e sulla 406.