Latvala e quella “pazza idea” delle assistenze libere e…

Sequestro milionario a Jari-Matti Latvala: presunta evasione

Nemmeno il campione in carica del WRC, Kalle Rovanperä, attualmente si sente stimolato a fare un’intera stagione, preferendo invece dedicarsi a qualche gara di drift e ad alcune prove della Porsche Carrera Cup.

Senza aspettare il 2027, o il 2028, il WRC dovrebbe essere già oggi la serie che ha tutto. Un campionato giramondo con alcuni dei migliori piloti del mondo che affrontano insidiosi sentieri innevati, salti su terra fiancheggiati da boschi e pure l’asfalto con mostri da 500 CV. Emozioni ad ogni curva. I ricordi del Gruppo B con Henri Toivonen, Ari Vatanen e Hannu Mikkola e il periodo d’oro delle auto da rally mondiali di Colin McRae, Carlos Sainz e Tommi Makkinen, hanno affascinato gli appassionati di sport motoristici in lungo e in largo.

Oggi, però, è una storia molto diversa. La mancanza di interesse da parte dei Costruttori di auto per via di scelte scellerate che hanno portato alle auto Rally1 da quasi 1,2 milioni di euro (introdotte nel 2022) si traduce in meno di dieci iscritti a tempo pieno alla serie in questa stagione. Mentre la F1 vive il suo boom guidato da Netflix, il WEC entra nell’età dell’oro delle Hypercar e il rally-raid di Dakar vede un afflusso di nuove marche, il WRC è un “pupazzo” con il naso schiacciato contro un vetro, debole, con poche energie poche risorse, scoraggiato sulla scia della diminuzione del pubblico in prova e di una generale mancanza di attenzione.

Il campionato ha cercato di apportare modifiche: quest’anno ha introdotto un sistema di punteggio contorto come una pianta di edera per cercare di mantenere alta la suspense per tutto il fine settimana, ma il suo unico successo finora sembra essere stato quello di aver confuso la maggior parte delle persone coinvolte.

Nemmeno il campione in carica del WRC, Kalle Rovanperä, si sente obbligato a fare un’intera stagione, preferendo invece dedicarsi a qualche gara di drift e ad alcune prove della Porsche Carrera Cup.

La crisi è tale e senza precedenti, per cui l’organo di governo della FIA ha recentemente approvato un indirizzo totalmente nuovo per l’immediato futuro. Ma in realtà non c’era bisogno di mesi di lavoro, sondaggi e commissioni straordinarie. Sarebbe bastato solo un po’ di buon senso sin da subito. Paradossalmente, sarebbe bastato seguire i consigli del capo di Toyota Gazoo Racing. E il problema è proprio questo: che spesso decide gente che non sa perché non vive quella determinata realtà.

La ricetta di Jari-Matti Latvala

Jari-Matti Latvala, 18 volte vincitore dei rally WRC e ora capo del team Toyota Gazoo Racing che ha vinto tre titoli Costruttori, ha una visione perfetta su come il campionato possa essere rilanciato e riportato al suo antico splendore. D’altra parte ha una visione completa. Latvala ha corso e corre, con le auto moderne e con quelle storiche. È il team principal di una squadra leader. Ed è un grandissimo appassionato. Richard Millener e Cyril Abiteboul sono “solo” degli ottimi dirigenti, ma gli manca quella componente dell’appassionato da PS e del pilota.

Parlando alla scuola di rally di Rantapirtti, vicino alla base di rally della Toyota nella Finlandia centrale e dove un bambino di 8 anni – Rovanperä – ha imparato a guidare per la prima volta, il capo della squadra ha articolato quattro punti chiari che, a suo avviso, potrebbero riportare il WRC al livello più alto mai visto.

“Una cosa è certa: i costi sono troppo elevati. Abbiamo perso i team privati nella classe regina dopo l’introduzione delle Rally1. Anche questo ibrido ti dà belle sensazioni: mi è piaciuto molto guidarlo”, Latvala è tornato una tantum come pilota al volante in Finlandia l’anno scorso. “Ma è più complicato per il giovane pilota proveniente dal Rally2 perché deve imparare l’ibrido: il passo è un po’ più difficile”.

Lo stesso Latvala vede una soluzione semplice, vale a dire il passaggio a una versione modificata delle auto Rally2, non ibride ed economiche. Esattamente quello che la FIA ha poi fatto. “Per quanto riguarda il futuro, penso che bisogna eliminare l’ibrido e concentrarsi sui carburanti e-fuel o sull’idrogeno, quella sarebbe la strada da percorrere per ridurre i costi”, afferma. I tifosi, vogliono vedere macchinetipo F1 nei rally, cioè prototipi molto aggressivi. Le Rally1 è troppo veloce, non importa se lo rendiamo un po’ più lento. Avvicinarle alle Rally2 aiuterebbe e sarebbe la strada da percorrere”. Infatti così è andata. Latvala ritiene che questo cambiamento potrebbe aiutare non solo i piloti giovani e i privati, ma anche i più adulti. Entro il 2027 vogliamo vedere più Costruttori”.

Questione punteggio

Il risultato è che un pilota che arriva secondo può effettivamente uscire dal fine settimana con più punti di quello che vince il rally, come è successo nella gara in Svezia. Il secondo classificato Elfyn Evans ha effettivamente ottenuto più punti del vincitore Esapekka Lappi. La reazione iniziale di tutti i soggetti coinvolti non è stata buona e lo stesso Latvala ha emesso un verdetto schiacciante. “Eravamo contrari quando è arrivata questa proposta”, dice Latvala. “Dicevamo che era troppo complicato per essere capito dai tifosi e anche dai piloti. Quindi ora è molto difficile, per noi, sapere chi otterrà il maggior numero di punti. Come raccontiamo questa storia? Elfyn era frustrato”.

Non ci vuole qualcuno che legga nel pensiero per capire che il finlandese preferirebbe un ritorno a un sistema di punti più tradizionale, ma ci sono anche altre situazioni che, secondo lui, hanno bisogno di essere migliorate.

Un rally del WRC negli Stati Uniti

Mentre la F1 sta esplorando nuove sedi sia negli Stati Uniti che in Medio Oriente, quest’anno la controparte del WRC, il World Rallycross, ha debuttato con il suo primo evento su circuito cittadino a Hong Kong. Esplorare mercati diversi è qualcosa che Latvala vorrebbe, soprattutto alla luce dell’enorme presenza globale del suo datore di lavoro nel panorama delle auto stradali. “Stiamo parlando del Rally USA”, dice. “È un posto grande e spero che ciò accada entro un paio d’anni: sarebbe molto interessante”. Anche l’Arabia Saudita è stata pubblicizzata per unirsi al WRC, mentre si sta prendendo in considerazione anche un rinnovato Rally d’Irlanda e persino un nuovo Rally GB con sede in Scozia.

Porta il rally ai tifosi

Tuttavia, anche alla luce degli eventi attuali, Latvala ritiene che si potrebbe fare molto di più per coinvolgere i fan dei rally.

Anche se non si aspetta un approccio da Gruppo B in piena regola, in cui il team Lancia effettuava notoriamente pit-stop in stile Gran Premio tra una tappa e l’altra mentre il capo della squadra, Cesare Fiorio, volava in elicottero, Latvala ritiene che si potrebbe fare di più per raggiungere i fan oltre il parco di assistenza centrale.

Qualcosa che sento, e sinceramente anche molte altre persone, è che avere un parco assistenza centralizzato in stile F1 crei solo difficoltà, perché il rally non è tradizionalmente in un’unica area. Quello che voglio è un altro parco assistenza più vicino alle prove. Ogni squadra potrebbe avere una scatola di ricambi e una station wagon. Quindi puoi fare alcune assistenze leggere, perché non tutte le persone percorreranno 100 e più chilometri per arrivare al parco assistenza principale”.

L’affabile e amabile Latvala, essendo un uomo del popolo, vuole chiaramente anche avvicinare i rally ai tifosi e anche in più di un modo. E ha ragione. Speriamo che la FIA lo ascolti. Perché in un campionato che ha avuto una storia recente di idee contorte e vicoli ciechi, un po’ di lucidità è esattamente ciò di cui si ha bisogno. Di cui abbiamo bisogno noi appassionati.