Cristina Larcher debutta al rally Sprint Monte Venda

Larcher-Venerus: un doppio debutto indimenticabile

Invece di passare le serate ad amoreggiare in camporella come tutte le neo coppiette, trascorrevamo il tempo in garage a trappolare sulle nostre macchine da rally o su e giù per le stradine di montagna, con lui che cercava di insegnarmi i primi rudimenti e trucchi del mestiere. Bravina in teoria, ma non proprio velocissima come lo sport motoristico richiederebbe…

Tutto nacque per caso. Un corso navigatori a Bolzano al quale partecipai trascinata dalla mia amica del cuore Marinella, a sua volta incastrata dal collega e pilota Cesco che, per raggiungere il minimo di iscritti, si aggirava per la banca in cerca futuri copiloti. Al corso c’erano i piloti locali fra cui Elio Simoni, uno fra i più forti del momento. Fu subito amore. E da neo morosa mi ritrovai convinta in poco tempo a comprarmi una macchina da rally, una bellissima Fiat X1/9. Aveva deciso di fare di me la nuova Michèle Mouton.

E così, invece di passare le serate ad amoreggiare in camporella come tutte le neo coppiette, trascorrevamo il tempo in garage a trappolare sulle nostre macchine da rally o su e giù per le stradine di montagna, con lui che cercava di insegnarmi i primi rudimenti e trucchi del mestiere. Bravina in teoria, ma non proprio velocissima come lo sport motoristico richiederebbe, più di una volta pigiò con il suo piede sul mio posizionato sull’acceleratore, ovviamente in discesa. E fu sicuramente in quell’occasione che comparvero i miei primi capelli bianchi…

Finalmente arrivò il giorno del debutto al Rally Sprint Monte Venda in quel del Padovano, in versione notturna. Ci arrivai guidando la X1/9, con le stesse gomme con cui avevo consumato le strade altoatesine e con cui andavo anche a lavorare. A dettarmi le note il giovane pordenonese Guido Venerus, anche lui a suo debutto. Pronti. Via!

Definirei il nostro esordio breve ed intenso… Breve per la durata, e intenso nell’abbraccio ad un albero già nella prima prova speciale, tra l’altro in un tornante in salita… L’unica soddisfazione fu la pubblicazione del momento descritto nel giornale Rombo al posto di quella del vincitore. Foto che mio figlio Matteo qualche anno fa, sorridendomi con tenerezza (avete presente quello sguardo dei figli quando ti parlano pensandoti già rincoglionito del tutto…) commentò con un semplice “Bastava togliere il piede dal gas mamma!”. Già, averci pensato…

Comunque da quell’esordio capii quattro cose. Che ero miope e non ci vedevo di notte (giuro che non è una scusa!). E infatti mi feci subito dopo gli occhiali. Che anche l’amore é cieco, visto che il buon Elio, annebbiato dall’innamoramento, era convinto che avessi la stoffa del pilota. Terzo, che a volte scelte casuali si rivelano utilissime, come avere avuto per sponsor una delle carrozzerie più grandi di Bolzano… E quarto che gli eroi non sono solo in trincea in guerra, ma anche sul sedile di sinistra, visto che lo stoico Guido, nonostante la botta, si fidò a navigarmi ancora. E questo fatto, dopo tanti anni, rimane uno dei grandi enigmi della mia vita.

Quell’anno feci cinque gare, navigata anche da una ragazza locale, pure lei Christine, ma con l’acca e la e finale, di cui ricordo soprattutto un inaspettato “Con te mi sento sicura”, visto che io invece, con me alla guida, non è che mi sentissi poi tanto sicura… Riuscii persino a a vincere il triveneto femminile con 5 gare, e non ero neppure da sola!

L’anno successivo, non ho mai capito se con gioia o dispiacere dell’allora moroso Elio, decisi di spostarmi sull’altro sedile e fu amore a prima vista. Dettare le notte mi piaceva, mi appagava, e poi finalmente niente piú ansia da prestazione. Per 10 anni ho navigato piloti e pilotesse forti e meno forti, e tutti mi hanno dato qualcosa e sono sempre nel mio cuore.

Solo la nascita del mio primo figlio Matteo mi ha fatto scendere definitivamente da quel sedile, lasciandomi il tempo di concludere in bellezza con la straordinaria vittoria al San Marino al fianco di Massimo Ercolani. La mia vita è cambiata. Il matrimonio con Loris, la nascita di Christian e Alessandro, il Salento… Ma questa è un’altra storia, e la conoscete già.